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Conferenza nazionale DECRESCITA, OCCUPAZIONE E LAVORO

Conferenza nazionale DECRESCITA OCCUPAZIONE E LAVORO:
Utilizzare i giacimenti di energia e di materia che si sprecano per creare occupazione utile senza accrescere il debito pubblico

Lunedì 16 giugno 2014

dalle ore 9.00 alle ore 18.00

Roma – Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari)

Diretta streaming su www.decrescitafelice.it
Ingresso previo accreditamento (per gli uomini è obbligatoria la giacca) entro l’11 giugno iscrivendosi al form https://docs.google.com/forms/d/1LUGuePwcK1wkh-k1GHCV9ewyolET63sVca3r9mSbF9w/viewform?usp=send_form

Evento Facebook: www.facebook.com/events/738065432916398/?ref_newsfeed_story_type=regular&source=1

Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF nazionale) e il circolo MDF Roma, organizzano a Roma per il 16 giugno 2014 alla Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari) dalle ore 9.00 alle ore 18.00 la “Conferenza Nazionale Decrescita, Occupazione e Lavoro: utilizzare i giacimenti di energia e di materia che si sprecano per creare occupazione utile senza accrescere il debito pubblico”.
Il secondo convegno di portata nazionale sempre alla Camera dei Deputati, dopo il successo del primo sul tema della salute (Conferenza Nazionale Decrescita, Sostenibilità e Salute – 28 Ottobre 2013).
L’obiettivo dell’incontro è di interloquire con le forze politiche, sociali, sindacali e imprenditoriali, proponendo esempi pratici e soluzioni innovative.
Tra gli ospiti che hanno confermato la loro presenza, deputati di vari gruppi politici (Claudio Cominardi (M5S) e On. Giulio Marcon (Sel) On. Saltamartini (Ncd) in attesa di risposta gli esponenti delle altre forze), il fondatore di Mdf Maurizio Pallante, il giurista Ugo Mattei, portavoce dell’Economia del bene comune in Italia, Luciano Monti dell’Università Luiss, e imprenditori da tutta Italia, che parleranno di progetti innovativi e di ispirazione per la politica industriale.
E’ previsto ingresso libero con prenotazione è obbligatoria, iscrivendosi al seguente form entro l’11 giugno (per gli uomini è obbligatoria la giacca): https://docs.google.com/forms/d/1LUGuePwcK1wkh-k1GHCV9ewyolET63sVca3r9mSbF9w/viewform?usp=send_form
Eventuali disdette sono da comunicare per email a: decrescita.lavoro@gmail.com
Sarà possibile seguire il convegno in diretta streaming sul sito www.decrescitafelice.it

Sebbene di tanto in tanto venga annunciata la fine della crisi economica, la buona novella viene sempre accompagnata dalla precisazione che la ripresa di cui si vedono i segnali è debole, la crescita sarà modesta e non comporterà una diminuzione della disoccupazione. Gli strumenti tradizionali della politica economica continuano a dimostrare di non essere in grado di risolvere il problema più grave che attanaglia la nostra società.
A partire da questa constatazione e dal fatto che la crescita economica non ha comportato una crescita dell’occupazione nemmeno nei decenni in cui ha avuto i massimi incrementi (in valori assoluti il numero degli occupati è lo stesso del 1960 sebbene la popolazione italiana sia aumentata di dieci milioni di abitanti) diventa necessario esplorare altre strade. Occorre rimettere in discussione il dogma della crescita, perché, oltre a essere la causa di problemi ambientali sempre più gravi, impone alle aziende di investire in tecnologie che accrescono la produttività, che consentono cioè di accrescere la produzione riducendo al contempo l’incidenza del lavoro umano sul valore aggiunto. Da ciò deriva un aumento dell’offerta e una diminuzione della domanda di merci, a cui, a partire dagli anni del boom economico, si è fatto fronte ricorrendo in misura sempre maggiore al debito pubblico e incentivando l’indebitamento dei privati, fino al punto di essere costretti a fare debiti per pagare gli interessi sui debiti fatti in precedenza. In conseguenza di ciò, se si decide di ridurre il debito con politiche di austerità si riduce la domanda e si aggrava la crisi. Se invece ci si propone di ridurre la disoccupazione con misure finalizzate alla crescita occorre aumentare la domanda e, di conseguenza, i debiti.
Questa situazione può essere sbloccata solo sviluppando le innovazioni tecnologiche che accrescono l’efficienza nell’uso dell’energia e delle materie prime perché riducendone il consumo a parità di servizi, consentono di recuperare il denaro necessario a pagare l’occupazione in attività lavorative che attenuano la crisi energetica, climatica e ambientale senza ridurre il benessere materiale e migliorando al contempo la qualità ambientale. La crisi non si supera e non si crea occupazione tentando di rilanciare i consumi, come sostiene la variegata schiera dei sostenitori della crescita: dai populisti in cerca di consensi elettorali o con la promessa di eliminare le tasse o con l’elargizione di denaro in busta paga a ridosso di una scadenza elettorale, ai green-economisti imbambolati dal miraggio dello sviluppo sostenibile, ai tardo-keynesiani a cui sfuggono i cambiamenti avvenuti dagli anni trenta a oggi: riduzione delle disponibilità di fonti fossili, effetto serra, alterazioni dei cicli biochimici, accumulazione di rifiuti.
Ciò che occorre è uno straordinario slancio progettuale, simile a quello che ha consentito la ricostruzione post-bellica, incentrato su una decrescita selettiva e guidata dei consumi di materia e di energia che si sprecano, non hanno alcuna utilità e creano danni ambientali e alla salute. Ciò che occorre è una evoluzione dell’economia in bio-economia, la sostituzione del più col meglio sapendo che il meglio non si identifica sempre col più, ma a volte coincide col meno.

Media partner:
Eco dalle Città www.ecodallecitta.it
Notiziario sulle politiche e questioni ambientali delle città italiane ed europee. Eco dalle Città vuole essere un mezzo di informazione, ma anche strumento di amplificazione delle “buone pratiche” relative alla sostenibilità ambientale.

Programma dei lavori
in via di definizione finale

1° parte MATTINA

Ore 8.30: registrazione dei partecipanti

Ore 9.00: inizio lavori
Modera Lucia Cuffaro (pres. circolo di Roma MDF)

Ore 9:15 Sessione 1: LAVORO E OCCUPAZIONE. UNA NUOVA FASE DELL’ECONOMIA FONDATA SULLA BIOECONOMIA

-MAURIZIO PALLANTE (fondatore e pres. MDF): avviare una ricostruzione qualitativa dei danni arrecati agli ecosistemi dalla crescita quantitativa. Sfruttare i giacimenti di energia e materia che si sprecano per arretratezza tecnologica. Lavoro utile che ripaga i costi di investimento.

Ore 9.45 Sessione 2: QUALITA’ VS QUANTITA’
– Giordano Mancini (formatore industriale) la ricostruzione qualitativa della Nazione

Ore 10.00 Sessione 3: L’ECONOMIA DEL BENE COMUNE
-Günther Reifer (pres. Economia del bene comune in Italia -Terra Institute): dall’utopia alla realtà

Ore 10:15 Sessione 4: DOMANDA DEI BENI DI QUALITA’
-Marta Guindani (pres. MDF Torino): la riduzione dell’orario di lavoro per ampliare il numero dei percettori di reddito
-Luciano Monti (docente Università Luiss): il furto di futuro alle giovani generazioni

Ore 10.45 DOMANDE E DIBATTITO

Ore 11.30 PAUSA

Ore 11:45 Sessione 5: ESEMPI CONCRETI: la nuova fase economica non è tutta da inventare, esistono esempi positivi che chiedono solo di essere potenziati e moltiplicati.

AGRICOLTURA
-Giovanni Leoni (imprenditore agricolo): il progetto dell’agrivillaggio di Vicofertile
-Carlo De Angelis (Cooperativa Capodarco): lavoro utile nell’agricoltura

RICICLO DEI RIFIUTI
-Claudia Salvestrini (Polieco): incentivare in modo virtuoso il settore dei rifiuti

Ore 13.00-13.45 Pausa pranzo (con uscita dall’aula dei gruppi)

2° parte POMERIGGIO

Ore 13:45 proseguimento Sessione 5: ESEMPI CONCRETI
EDIZILIZIA E URBANISTICA
-Ermes Drigo (architetto, MDF nazionale): ristrutturazione edilizia
-Mauro Sarotto (imprenditore): biocasa

TECNOLOGIA E PRODUZIONE ENERGETICA:
– Giuseppe Dalpasso (esperto in efficienza energetica): ristrutturazioni energetiche
– Alessandro Cascini (Minvento): microeolico
– Antonio Martelli (Ranieri Tonissi) microcogenerazione diffusa, smart grids

PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA, ARTIGIANATO, PROFESSIONISTI
-Michil Costa (vicepres. Economia del bene comune in Italia): gli imprenditori del Bene Comune, best practices
-Gigi Perinello (Ragioniamo con i piedi): nuove forme di commercializzazione

Ore 15:30 Sessione 6: DOTAZIONI FINANZIARIE

Ore 16.00 Sessione 7: CONFRONTO CON I SOGGETTI ECONOMICI E POLITICI E DIBATTITO CON IL PUBBLICO: nuove strade da percorrere
Tavola rotonda con esponenti di varie forze politiche, sociali e sindacali.
Confermata la presenza del deputato Claudio Cominardi (M5S), On. Giulio Marcon (Sel), On. Saltamartini (Ncd) in attesa di risposta esponenti delle altre forze.
Invitati portavoce dei Sindacati, Confindustria, CNA, Confcommercio, Comuni Virtuosi.

Ore 17.30 Sessione 8: LAVORO COME BENE COMUNE
-UGO MATTEI (giurista)

Ore 17.45 SALUTI E CONCLUSIONI
-MAURIZIO PALLANTE (fondatore e pres. MDF)

Ore 18.00 FINE LAVORI

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Movimento per la Decrescita Felice

Sito www.decrescitafelice.it
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Ufficio Stampa per accrediti: stampa@decrescitafelice.it

EUROPA STIAMO ARRIVANDO!!!

Discorso 5 – 12 – 2013 all’European Youth Forum di Bruxelles

comm. lavoro bruxelles

In data 5 dicembre 2013, in occasione dell’European Youth Forum, una “delegazione” della commissione lavoro si è recata a Bruxelles per discutere di Giovani e Lavoro.Qui di seguito la traduzione dell’intervento integrale in italiano:Buongiorno a tutti, intervengo a nome del MoVimento 5 stelle. Prima abbiamo ascoltato bellissime parole come: Solidarietà, Comunità e Trasparenza. In particolare il Vice Presidente Martinez ha parlato di questo. Ma tutto ciò non lo vediamo in questa Europa. La gente, in particolare i giovani, stanno morendo perché le politiche economiche criminali stanno uccidendo migliaia di migliai di persone. Per fare un esempio, in Grecia, il 60% dei giovani è disoccupato; la situazione è tragica, così come in Portogallo, Italia e Spagna. Il Governo greco sta autorizzando la vendita nei supermercati dei prodotti scaduti, per contrastare la povertà?Vendere cibo scaduto!Noi non possiamo accetarlo. L’Europa non lo può accettare mentre le banche continuano a speculare.

Siamo qui anche per portare dei suggerimenti e proposte, per questo abbiamo preparato un discorso che sto per leggervi.    

Nel “Manifesto di Ventotene per una Europa libera e unita”,  Altiero Spinelli scrive nel 1942:“I giovani vanno assistiti con le provvidenze necessarie per ridurre al minimo le distanze fra le posizioni di partenza nella lotta per la vita. In particolare la scuola pubblica dovrà dare le possibilità effettive di proseguire gli studi fino ai gradi superiori ai più idonei, invece che ai più ricchi……La solidarietà umana verso coloro che riescono soccombenti nella lotta economica, non dovrà, per ciò, manifestarsi con le forme caritative sempre avvilenti e produttrici degli stessi mali alle cui conseguenze cercano di riparare, ma con una serie di provvidenze che garantiscano incondizionatamente a tutti, possano o non possano lavorare, un tenore di vita decente, senza ridurre lo stimolo al lavoro e al risparmio. Così nessuno sarà più costretto dalla miseria ad accettare contratti di lavoro iugulatori”.Con queste parole in mente mi accosto allo “Youth Employment Guarantee plan” pensando che avrà senso solo come  “piano contro la precarietà”.Si tratta di un obiettivo ambizioso, che presuppone cambiamenti urgenti nelle strategie UE. Ecco alcuni suggerimenti iniziali: 

1)     L’Unione Europea deve intraprendere un ampio piano sociale inteso a stabilire livelli di standardizzazione al rialzo dei diritti sociali e del lavoro. E’ ormai tempo di superare la Direttiva Bolkestain con i suoi standard al ribasso che permettono l’applicazione delle condizioni sociali del paese meno avanzato nel mercato interno.  Questo penalizza imprenditori corretti e li sottopone al peso insostenibile della concorrenza di imprenditori scorretti.  L’obiettivo di offrire un lavoro oun apprendistato entro quattro mesi dalla fine del ciclo di studi avrà effettività solo se non si tratta di posti di lavoro camuffati per competere sull’abbassamento dei livelli delle tutele sociali, anzichè sulla valorizzazione del capital sociale e dell’innovazione industriale; 

2)     E qui veniamo al secondo punto: al momento l’UE non ha programmi efficaci di sostegno per incoraggiare l’innovazione fra i giovani imprenditori. Questo argomento comincia a diventare centrale nel dibattito pubblico ed è stato sottolineato in recenti interviste televisive anche dal Vice Presidente Pittella e dall’on. Amalia Sartori Presidente della Commissione ITRE (Industria Energia e Ricerca). Dalle loro parole sembrerebbe che il problema necessiti una modifica dei Trattati. Ma ci sono cose che si possono fare anche senza modificare i Trattati. Per esempio cambiare le condizioni di ammissibilità ai finanziamenti per giovani innovatori e inventori: si tratta di soggetti che hanno grandi idee e intuizioni geniali ma normalmente non godono di grande solidità finanziaria. E del resto non necessitano di molto per le loro start up. L’UE dovrebbe dunque abbassare le soglie minime di valore dei progetti finanziabili e in compenso non richiedere liquidità dimostrabile o cofinanziamenti a chi fa le domande,  ma solo che abbiano progetti “start up” realmente innovativi. In realtà tutti I progetti Europei e nazionali ormai fanno riferimento a una economia che non esiste più. Quella del capitale finanziario. Invece stiamo entrando nell’economia del capitale sociale! Anche in Europa avremmo bisogno di qualcosa di simile allo “Steve Jobs Act” americano (http://www.theatlantic.com/politics/archive/2011/10/the-steve-jobs-act-why-its-time-to-invest-in-entrepreneurs/247065/). Altrimenti tagliamo fuori l’auto impiego innovativo e l’Europa rimarrà indietro, ancora una volta, e diventerà solo un grande mercato per prodottivi innovativi extra europei.

3)     La BEI-Banca Europea degli Investimenti deve cambiare la sua politica di “andare sul sicuro” e finanziare con I loro prestiti a tassi bassissimi solo “tecnologie provate”: questo esclude ad esempio le stampanti tridimensionali, le tecnologie dell’idrogeno, smart grid e (da informazioni in nostro possesso) perfino  solar cooling e digestori anaerobici.  Non ha senso che la BEI si limiti a intervenire solo per progetti di efficienza energetica negli edifici e di fotovoltaico già garantito da conti energia ventennali. Qualunque  banca commerciale può farlo! Ma allora a che serve una Banca che dovrebbe finanziare le tecnologie dei programmi europei, se poi non può farlo perchè queste tecnologie non possono essere finanziate perchè  “non provate” o addirittura (peggio) “commercialmente non disponibili”? 

4)     Punto finale, dovremmo tornare all’idea del grande Presidente Jacques Delors di sviluppare una strategia internazionale di promozione dell’Europa Sociale, con l’aiuto della Confederazione europea dei Sindacati (CES-ETUC), e sfidare la Cina, e gli altri paesi  BRIC  e in via di sviluppo proprio su questo terreno. Associazione libera dei cittadini e libertà sindacali,  welfare generalizzato e reddito minimo, dovrebbero essere permesse e sviluppate nei paesi che sono nostri parner commerciali. Oppure dovremmo riconsiderare radicalmente I nostri accordi commerciali con loro, per non creare condizioni inique sia di partenza che operative per i nostri imprenditori. Per questo abbiamo bisognodi coesione nelle nostre politiche sociali  (come ricordato nel primo punto) e di una direzione forte delle nostre relazioni internazionali, che non può certo essere assicurata dall’attuale Commissione e dall’attuale  Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Internazionale   Ms Ashton.

Abbiamo bisogno di una nuova “governance” delle relazioni internazionali che rifletta l’idea di Altiero Spinelli che “… quando, superando l’orizzonte del vecchio continente, si abbraccino in una visione di insieme tutti i popoli che costituiscono l’umanità, bisogna pur riconoscere che la Federazione Europea è l’unica concepibile garanzia che i rapporti con i popoli asiatici e americani si possano svolgere su una base di protezione dei diritti del lavoro e di pacifica cooperazione, in attesa di un più lontano avvenire, in cui diventi possibile l’unità politica dell’intero globo.”

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