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CHI DICE CHE IL M5S NON STA FACENDO NULLA?

29/5/2013 Relazione periodica della Commissione Lavoro

Buona visione.

 

PALAZZOLO CITTA’ DORMITORIO

Il Sindaco limita la libertà dei palazzolesi.

Vi ricordate? circa 2 anni fa ci furono le elezioni per le amministrative a Palazzolo con la vittoria della coalizione lega-pdl,  e sarebbe ora di puntualizzare quanta strada è stata fatta nell’ambito degli incontri culturali e di aggregazione sociale.

Si ricorda che non si sono rinnovate le serate estive che si tenevano in castello con spettacoli, cinema e concerti, poi spostate nel parco della terza villa, la stessa villa Kupfer a cui l’amministrazione ha impedito – non si sa ancora per quale motivol’accesso dal cancello di via Zanardelli.

Dopo l’infelice battuta del Sindaco Sala alla serata informativa sul “pacchetto sicurezza Maroni” in  Bravadorga, che dichiarava di voler chiudere “certi locali” con chiaro riferimento ai pub del centro, l’organizzazione comunale presa con le vicende del bar controcorrente che affondava, si è totalmente dimenticata che a Palazzolo esiste una componente giovanile e famigliare che amerebbe continuare a godere di certi svaghi.

Quest’anno poi, sembra consolidare, dopo l’ordinanza numero 97 entrata in vigore l’8 agosto in materia di disciplina degli orari di apertura e chiusura dei locali pubblici,  la volontà di creare una città dormitorio con restrizioni molto forti atte a limitare,  tramite la leva degli obblighi imposti agli esercizi pubblici, la socializzazione giovanile.

Altro che città turistica!

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I SOLDI CI SONO ECCOME, BASTA RIPRENDERSELI

Invece di spazzar via servizi pubblici, accademie ed enti locali si potrebbe prelevare soldi dall’evasione e dall’universo sommerso che alimenta le mafie. Dal fisco non dichiarato si potrebbero recuperare 120 miliardi all’anno.

In Italia Secondo la Commissione parlamentare antimafia il giro d’affari annuo delle mafie italiane è stimabile in 150 miliardi di euro e, come riportato in una recente relazione della stessa Commissione presieduta dal senatore Pisanu, la presenza delle mafie sottrae fino al 15% di PIL in regioni come la Basilicata e la Puglia.
Secondo l’ultimo rapporto di SOS Impresa di Confesercenti, sono circa 500 mila i commercianti oggetto di attenzione della malavita, per un giro d’affari criminale stimato in 98 miliardi di euro, di cui 37 per mano mafiosa.
La stessa Banca d’Italia, per voce della vice direttrice generale Tarantola, ha affermato che in Italia il riciclaggio del denaro sporco incide sul 10% del PIL.  In una situazione di emergenza come quella che l’Italia sta attraversando, è chiaro che incidere su questi flussi di denaro è determinante per riequilibrare i conti a favore dell’intera società; ma poiché non siamo ingenui, poiché sappiamo che ci vogliono tempi anche lunghi per ridurre questi affari illeciti, possiamo dire che eliminare e tassare subito quel 10% del PIL costituito dal riciclaggio di denaro sporco, potrebbe da solo costituire una manovra economica che non intaccherebbe le tasche dei cittadini onesti.  E’ possibile? Crediamo Continua a leggere

CRISI MONDIALE E SOLUZIONI

CRISI DELL’ECONOMIA MONDIALE E SOLUZIONI POSSIBILI

a cura di Angelo Borgogni

Quello che già da tempo molti analisti di fama mondiale andavano sostenendo, si concretizza nell’agosto 2008. Ad innescare la catastrofe fu quella famosa bolla speculativa del mattone (la punta dell’iceberg di altre bolle) che negli Stati Uniti sorreggeva con falsi valori l’economia del paese. In seguito, con effetto domino, caddero oltre ai colossi bancari americani anche quelli inglesi ed europei in generale e le stesse banche d’affari che investirono sui famosi subprimes.

Le più grandi banche del pianeta stavano per fallire l’una dopo l’altra e che le Borse affondavano perdendo 32.000 miliardi di dollari dall’inizio di gennaio 2008, l’equivalente di due anni della produzione totale degli Stati Uniti. La Borsa islandese è crollata del 94 % e quella di Mosca del 71%! Per completare l’opera dei conti, praticamente già nei primi 7-8 mesi di crisi, l’America, per il salvataggio dei gruppi finanziari con interventi pubblici aveva speso più soldi che in tutta la seconda guerra mondiale. Sono da registrare interventi simili in tutto il mondo, compreso il “vecchio continente” ed in particolare in Inghilterra, interventi pubblici stanziati dai vari governi a sostegno delle banche.

(soldi pubblici, quindi a carico della collettività).

Ecco alcune dichiarazioni di personaggi  “addetti ai lavori” hanno rilasciato alle maggiori testate mondiali:

  • Dal quotidiano Le Monde del 22.08.08. il presidente della Banca Federale Americana (FED) il 22 agosto “Siamo di fronte ad uno dei climi economici e di politica monetaria più difficili mai visti

  • Paul Krugman (ultimo premio Nobel per l’economia) “Sull’orlo del baratro
  • Warren Buffet (investitore americano, soprannominato “l’oracolo di Omaha” tanto l’opinione del miliardario della piccola cittadina americana del Nebraska è rispettata dal mondo finanziario) “Una Pearl Harbor economica
  • Jaques Attali (economista e consigliere dei presidenti francesi Mitterrand e Sarkozy) e Laurence Parisot (presidentessa dell’associazione imprenditori francesi)“Un 11 Settembre della finanza

Ma il problema principale è l’assoluta incapacità da parte di tutti, economisti compresi, a formulare soluzioni. Come possono pensare questi guru dell’economia, (super stipendiati ed incapaci di stimare un’ analisi dell’ eveolversi della situazione) di fronteggiare una crisi economica basata interamente sul P.I.L.? Il P.I.L. è un sistema peraltro oramai obsoleto e imploso su se stesso con le conseguenze che stiamo vedendo e vedremo ancor più in futuro. Probabilmente entro il medio periodo ci sarà una timida ripresa dovuta ad un leggero aumento dei consumi, ma si tratterà, metaforicamente parlando: ”di un cane che si morde la coda”, si ripiomberà inevitabilmente in una nuova crisi finché non si riformerà un nuovo modello di sviluppo economico.

Su cosa dovrà basarsi il nuovo modello di sviluppo?

Secondo alcuni studiosi del settore  si può avere un’ inversione di tendenza se ci si indirizza verso il risparmio (contrariamente a quanto prevedono le logiche di crescita del P.I.L.). Ciò significa perseguire delle pratiche virtuose a partire dalla commercializzazione di prodotti a chilometri zero, incentivando il consumo critico orientato verso realtà come quella dei mercatini rionali e dei coltivatori diretti, si tratta di rilocalizzare produzione e consumi. C’è tutto un mercato verde da esplorare, dalla conversione energetica (costruzione e ristrutturazione di edifici sul modello Casaclima cioè case passive e quindi installazione di pannelli fotovoltaici, isolanti termici ecologici, geotermia ecc…) al trattamento dei rifiuti mirato al riciclo totale delle materie prime, partendo dai privati con la raccolta differenziata porta a porta a spinta. Temi questi che l’associazione Palazzolo a 5 stelle e i comuni a 5 stelle trattano da tempo.

Per realizzare quanto sopra riportato bisogna liberare risorse e quindi investire nella ricerca, creare nuove maestranze, nuove figure professionali, il tutto contornato da un indotto che non potrà che far bene al problema disoccupazione. Risultato? Un immediato miglioramento della qualità della vita di tutti, meno trasporti, meno rifiuti, risparmio energetico = meno inquinamento e malattie ad esso associate, minor costi per tutti etc…

Potrei continuare all’infinito ad illustrare gli effetti positivi di un vivere responsabile: questa è l’unica strada sostenibile da seguire.

COMUNI A 5 STELLE: SVILUPPO

C’è una grande confusione sui termini consumo e sviluppo. Molti pensano che siano la stessa cosa. Lo psiconano per esempio. Per uscire dalla crisi si è trasformato in piazzista di elettrodomestici e di auto Fiat. Per chiarirmi le idee ho consultato il dizionario:
Consumare: far diminuire o logorare con l’uso; esaurire; terminare
Sviluppare: far crescere, potenziare
Il nostro futuro è lo sviluppo senza consumo. Va cambiato il modello di società o non ci sarà più una società. Il riciclo è una risorsa economica, il risparmio è una risorsa economica. Il pianeta in cui viviamo si rigenera continuamente. Il Comune a Cinque Stelle è un Comune del Pianeta. Un bene che dobbiamo trasmettere ai nostri figli.

L’incontro nazionale delle Liste dei Comuni a Cinque Stelle si terrà a Firenze, al Saschall Teatro, domenica 8 marzo 2009.
Le Cinque Stelle corrispondono a cinque aree specifiche: Acqua, Energia, Sviluppo, Ambiente e Trasporti. Oggi pubblico un post sullo SVILUPPO. Inviate le vostre considerazioni nei commenti.

“PREMESSA PER RIFIUTI ZERO:
Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire da questi concetti:
a) tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni
b) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai)
c) L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.
d) come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova)
e) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi )

RIFIUTI ZERO NEI COMUNI A CINQUE STELLE
Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:
– piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo “Meno 100kg pro capite” con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto,compostaggio domestico, etc.
– accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
– Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato
– per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti)
– raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana
– realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni
– costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
– costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
– costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata
-creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili
– per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma– recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)
chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori

A cura di Matteo Incerti e di Marco Boschini

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