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RIVITALIZZIAMO LA PIAZZA

Iniziative:

La piazza di Palazzolo, si sa, manca di una vivacità propria, linfa di un centro cittadino aperto ad attività di socializzazione  a causa delle errate scelte di insediamenti commerciali non adatti a promuovere dette attività, le troppe banche occupano spazi centrali che purtroppo nelle ore post lavorative non danno altro che desolazione.

Per fortuna ci sono le associazioni che promuovono iniziative per colmare in parte queste mancanze.

L’ASSCOM S. FEDELE presenta l’iniziativa “Concorso di pittura per bambini dai 6 agli 11 anni”

Disegna la tua piazza in festa!

Si invitano bambini a consegnare i loro lavori entro il 30 agosto negli esercizi commerciali che hanno aderito all’iniziativa che trovate sulla locandina.

staff Palazzolo 5 stelle

Vietato applicare sconti ai libri da Settembre

Il 20 Luglio è passato il decreto di legge che, dal 1° Settemebre,  impedisce ai negozianti di applicare uno sconto sui prezzi di copertina dei  libri superiore al 15% mentre gli editori possono scegliere di effettuare promozioni con sconti non superiori al 25%, per un periodo inferiore a  un mese e non a Dicembre. Ovviamente gli editori festeggiano.

In apparenza sembrerebbe una legge che tuteli i piccoli negozi di paese ma in realtà tarpa le ali al libero mercato tant’è che è da più parti è già stata definita legge Anti-Amazon; Amazon, importante e-commerce presente in tutto il mondo da anni, è arrivata in Italia solo a Dicembre e  da allora ha cominciato a fare concorrenza spietata a Ibs  a suon di sconti, a tutto vantaggio dei lettori.

L’alternativa, oltre agli e-book, o all’acquisto di libri usati o in lingua originale dall’estero,  rimangono sempre le biblioteche.

Ma in un clima di crisi economica e culturale come quello che stiamo affrontando ci domandiamo come sia possibile che il Parlamento si occupi di varare leggi che, di fatto, impediscono ai lettori e agli studenti di andare a caccia dei prezzi più competitivi e di investire sul proprio intelletto.

Elena Vezzoli per Palazzolo5stelle.it

SCUOLE SUPERIORI: DOPO I TAGLI SUL PERSONALE, ADESSO TAGLIANO PURE I PROGRAMMI DI STUDIO

Tutto pronto per la riforma dell’istruzione superiore. Nei prossimi anni, gli studenti dell’era Gelmini passeranno complessivamente meno tempo tra le pareti scolastiche e, soprattutto, studieranno di meno. Meno matematica e lingua straniera, meno informatica e latino. Il ministero di viale Trastevere ha ormai predisposto quasi tutti i documenti necessari per fare partire la riforma che “la scuola attendeva da ottant’anni”, ha detto Mariastella Gelmini. Ma sarà la riforma in grado di rilanciare un paese in crisi, dando ai giovani gli strumenti per affermarsi nel mondo del lavoro o proseguire gli studi universitari con profitto? Vediamo, documenti alla mano, quanto e cosa studieranno le future generazioni.

Licei artistici. I nuovi licei artistici targati Gelmini (arti figurative; architettura e ambiente; audiovisivo e multimedia; design; grafica; scenografia), all’interno dei quali confluiranno gli ex istituti d’arte, sono contrassegnati dal segno meno. Sono gli unici licei che avranno 34 ore di lezione al biennio e 35 al triennio: poca cosa rispetto alle 40 ore settimanali. In un documento top secret predisposto dallo stesso ministero, per spiegare gli effetti “dimagranti” della riforma, sono evidenziati i “risparmi” in termini di ore tra vecchi e nuovi indirizzi. Rispetto alla cosiddetta sperimentazione Michelangelo, una delle più diffuse, i neo iscritti al liceo artistico studieranno da 561 a 759 ore in meno. Meno matematica, chimica e scienze naturali ma, soprattutto, meno discipline geometriche e discipline plastiche: quelle che formano attualmente lo studente.

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PALAZZOLO. L’INIZIATIVA LODEVOLE DELL’ORATORIO DI SAN ROCCO

Riceviamo e inoltriamo la segnalazione di una lettrice del blog:
L’Oratorio di San Paolo in San Rocco ha organizzato, in collaborazione con la scuola primaria di San Rocco, due settimane dedicate allo svolgimento dei compiti.

Non è un Grest o Cre, come dir si voglia, ma dal 28 giugno al 9 luglio tutti i giorni dalle 9.30 alle 11.30, quattro o cinque studentesse delle superiori seguiranno i bambini e le bambine SOLO nello svolgimento dei compiti. Verrano organizzati piccoli gruppi composti da non più di 5 alunni. Ogni famiglia verserà una quota simbolica di 10 euro a settimana.

Iniziativa lodevolissima e necessaria in una realtà che sta diventando sempre più complessa e differenziata.
Grazie a Don Paolo e alle studentesse volontarie!

E gli amministratori che fanno?

Giovanna

LA GELMINI CANCELLA LA RESISTENZA

Semplicemente non c’è. Nei nuovi programmi di storia che si studieranno dal prossimo anno nei licei non si parla di Resistenza. Così come antifascismo e Liberazione non sono neanche citati. Il buco è al quinto anno, dedicato allo studio dell’epoca contemporanea, dall’analisi delle premesse della I guerra mondiale fino ai nostri giorni.

La nuova articolazione, spiegano dal dicastero di viale Trastevere, è stata dettata dalla necessità di evitare che succedesse, come spesso è successo, che non si arrivasse neanche a fare la II guerra mondiale. Troppo poco, ecco perché la commissione per la storia, presieduta da Sergio Belardinelli, ha deciso di assegnare un intero anno di studi al Novecento.

Nella formulazione dei temi fondamentali, le indicazioni nazionali precisano che «non potranno essere tralasciati i seguenti nuclei tematici»: l’inizio della società di massa…«il nazismo, la shoah e gli altri genocidi del XX secolo, la seconda guerra mondiale, la guerra fredda (il confronto ideologico tra democrazia e comunismo), l’aspirazione alla costruzione di un sistema mondiale pacifico (l’Onu), la formazione e le tappe dell’Italia repubblicana»

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IPS GIOVANNI FALCONE: TERZA AREA A RISCHIO

Quest’oggi riportiamo la segnalazione di una studentessa dell’istituto professionale “Giovanni Falcone” di Palazzolo sull’Oglio. La scuola pubblica è disastrata, i contributi pubblici stentano a soddisfare le esigenze essenziali degli studenti, nonostante ciò i soldi per gli istituti privati non mancano mai. Per la scuola Giovanni Falcone non ci sono i fondi da destinare alla terza area, a questo punto il dirigente scolastico dopo delibera del consiglio d’istituto ha chiesto alle famiglie degli studenti un contributo economico (vedi documento in basso). Ora ci domandiamo, che differenza c’è tra scuola pubblica e privata se la prima deve attingere dalle tasche delle famiglie mentre le seconde ricevono sempre più denari pubblici?

Di seguito la segnalazione della studentessa:

“Quest’anno purtroppo il Ministero non ha fornito il budget necessario per l’avvio della Terza Area alle istituzioni scolastiche, inclusa la provincia di Brescia.
Sono una studentessa dell’Ips G.Falcone di Palazzolo s/O e sono preoccupata perchè la terza area è un diritto degli studenti che però per mancanza di soldi non è potuta avviarsi come negli altri anni, fortunatamente ad alcuni è partita in ore ridotte, mentre ad altri miei coetanei non è ancora avviata ma si conta che parta il prima possibile.
La terza area incide sull’ammissione agli esami di quinta e se l’anno prossimo non partisse ancora? rischiamo di essere bocciati non per colpa nostra!!!”

p.s.: “il contratto formativo dice: come da normativa […] l’organizzazione negli ips prevede nel curricolo uno spazio biennale ( quarte e quinte) di 560 ore, distribuite in 6 ore settimanali e, per le classi 4, comprendente anche 8 settimane di stage. Tale spazio è definito terza area professionalizzante, rientrante a pieno titolo nel processo di formazione e valutazione globale dell’allievo e qualificato come “ulteriori elementi caratterizzanti il corso di studi”. Essa si realizza mediante attività integrate fra scuola e formazione professionale, è gestita da docenti interni e/o da esperti del settore. Al termine del biennio gli allievi conseguono un diploma di specializzazione recante indicazioni sul profilo professionale, sulle attività poste inessere e sugli obbiettivi raggiunti.”

Laura

Il documento ufficiale


Staff Palazzolo5stelle

LA D-ISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA

Eliminate ore di lezioni e materie. Berlusconi: la riforma l’abbiamo fatta per le imprese

“La scuola superiore necessitava di una riforma perché, secondo quanto ci dichiarano tutte le imprese e le associazioni, quella attuale non sforna ragazzi con cognizioni adeguate alle richieste del mondo del lavoro”. Le parole di Silvio Berlusconi rimbalzavano ieri nella sala stampa di Palazzo Chigi subito dopo il Consiglio dei Ministri che ha dato il via libera alla riforma degli istituti superiori, lasciando tutti stupiti: com’è possibile che una scuola ridotta all’osso, dove si tagliano ore di lezione, materie studiate e laboratori, prepari i ragazzi al lavoro meglio di prima?

Con l’idea di didattica promossa dal ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, infatti, i nuovi licei e gli istituti tecnici e professionali avranno meno ore e meno indirizzi. I licei diventeranno sei: classico, scientifico, artistico, linguistico, musicale-coreutico e delle scienze umane, cancellando anni di sperimentazione nelle varie tipologie.

Gli istituti tecnici, suddivisi oggi in 10 settori e 39 indirizzi, saranno ridotti a 2 settori e 11 indirizzi con meno ore da passare tra i banchi: si scende infatti da 36 ore settimanali a 32. Nei professionali attualmente sono 5 i settori di istruzione, con 27 indirizzi. Dopo la riforma, invece, si arriverà a 2 (servizi e industria-artigianato) con 6 indirizzi.

La riforma è stata corretta in corsa in base alle richieste avanzate dalle Commissioni parlamentari, dal Consiglio di Stato e dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione. Le bocciature e le richieste di rivedere una riorganizzazione fatta con troppa fretta (i sindacati della scuola chiedevano il rinvio di un anno) ha costretto gli istituti a rinviare le iscrizioni, e la riforma comincerà solo dalle classi prime.

Anche se il comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri cita, nel caso dei licei, pure le seconde, contraddicendo le parole del ministro stesso. Ma il dicastero di viale Trastevere doveva comunque effettuare i tagli imposti dalla legge 133 del 2008 (quella che sottrae 8 miliardi anche all’Università) perciò negli istituti tecnici e nei professionali già da settembre, le classi seconde, terze e quarte avranno il taglio di 4 ore settimanali.

Una decisione “classista”, secondo la Cgil-scuola “perché non tocca i licei” che non resteranno però a digiuno di sforbiciate. È prevista infatti la riduzione dei professori a cominciare dalla geografia, materia che verrà accorpata a storia, nonostante le proteste.

“La riforma non è stata fatta per fare cassa”, si difende la Gelmini “ma è il frutto di un lavoro approfondito, necessario e urgente. Sono più di cinquant’anni che attendiamo una riforma organica della scuola superiore. È epocale”.

Secondo i sindacati degli insegnanti se ne potevano aspettare 51, e riorganizzare l’istruzione in modo più razionale. “L’unica cosa epocale – per il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani – è il taglio di risorse alla scuola pubblica italiana che ci allontana dall’Europa e nega pari opportunità di vita, di educazione e di lavoro ai ragazzi e alle ragazze del nostro Paese”.

Indignato anche Giovanni Bachelet, responsabile scuola del Pd: “La sperimentazione alle superiori è iniziata quando andavo a scuola io, e oggi ho 54 anni. È possibile che si azzerino 40 anni di studio in nome dei tagli alla scuola?”.

Riforma bocciata da tutta l’opposizione, da Pierferdinando Casini ad Antonio Di Pietro: “La riforma della scuola è indispensabile – ha detto il leader dell’Unione di centro – ma una cosa deve essere chiara: non si possono fare le nozze coi fichi secchi, una riforma seria ha bisogno di risorse”.

Anche per Di Pietro “la riforma è la naturale conseguenza di un abuso fatto nei mesi precedenti, togliendo soldi”. E per chi volesse saperne di più sul liceo musicale (scuola mai sperimentata voluta dal ministro) può rivolgersi a Berlusconi in persona: “Voglio fare una precisazione – ha detto il premier alla fine della conferenza stampa – al liceo musicale sarà materia di studio obbligatorio tutta la produzione di canzoni che il primo ministro ha fatto con Apicella”.

(fonte: il fattoquotidiano.it)

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