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ITALIA- IL DECRETO LIBERALIZZAZIONI NASCONDE LA TRAPPOLA SUL NUCLEARE

Ci risiamo.

Che nel decreto sulle liberalizzazioni, il governo Monti ha pensato bene di dedicare alla scottante questione delle scorie nucleari, per riaprirla e cancellare il passato, referendum in primis. È stato deciso, infatti, che il governo potrà installare dove vorrà i depositi senza il parere previo delle istituzioni locali. Una decisione che spiana la strada alla stabilizzazione dei depositi ora provvisori e alla nascita di nuovi, in ogni dove. Un’imposizione che, per ora, non è andata giù ai deputati del Pd della zona più sensibile, il vercellese (Saluggia ospita l’8 percento delle scorie italiane) che pur restando fedeli a Monti promettono battaglia, definendo il comma “inaccettabile”. Tra i siti meno idonei la palma d’oro spetta, infatti, a Saluggia che ha i depositi temporanei nella golena della Dora Baltea e a monte dell’acquedotto del Monferrato.

L’ARTICOLO CONTESTATO E’ IL 25

“Accelerazione delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari” ed è formulato per rendere più facile il rilascio dell’autorizzazione di nuovi depositi nucleari, in deroga – se necessario – a procedure ordinarie. “Se fosse approvato autorizzerebbe Continua a leggere

Recensioni: “Scorie radiottive – Chi sa trema ma in silenzio”

Da Libreidee.org

Nonostante i referendum dello scorso giugno abbiano ribadito l’indisposizione degli italiani ad avere a che fare con l’energia nucleare, sono ancora molti i rischi e i problemi legati alla radioattività: dai rifiuti radioattivi di Saluggia, nel vercellese, alle testate atomiche nelle basi americane di Ghedi e Aviano; dagli effetti del poligono del Salto di Quirra, in Sardegna, all’uranio nelle montagne della val di Susa. Solo alcuni sono legati alle vecchie centrali atomiche, ma la maggior parte di essi restano taciuti. Lo rivela il libro-inchiesta “Scorie radioattive”, indagine di Andrea Bertaglio e Maurizio Pallante, con una scoperta richiamata già nel sottotitolo: “Chi sa trema, ma in silenzio”.

Di tanto in tanto, in date sconosciute, ci sono treni che fanno la spola tra l’Italia e la Francia attraversando paesi e città. «Trasportano scorie nucleari, solo che nessuno lo sa». Sulle rive della Dora Baltea, esattamente a Saluggia, è stipato l’85% dei rifuti radioattivi italiani, in gran parte in forma liquida. Dovevano essere solidificati trent’anni fa, e invece sono ancora lì. Insieme a cinque chili di plutonio, «una quantità suffciente a uccidere 50 milioni di persone: un decimo di milligrammo, se inspirato, costituisce uffcialmente una dose mortale». Un chilometro e mezzo più a valle c’è il più grande acquedotto del Piemonte, «e quando il fume è in piena, chi sa trema. Ma in silenzio».

L’editore Aliberti sottoscrive l’allarme lanciato da Pallante, teorico italiano della decrescita, e da Bertaglio, indagatore di temi ambientali per varie testate, tra cui “Il Fatto Quotidiano”. Ci sono depositi di rifuti radioattivi un po’ ovunque, nel nostro paese teoricamente “denuclearizzato”: gli scarichi di routine dei centri nucleari fniscono nei fumi e nei laghi, ma nessuno sembra notarlo. «Sotto il terreno bresciano sono stipate 40 bombe atomiche, altre 50 ad Aviano». Secondo un rapporto del Dipartimento della Difesa Usa, nelle basi “italiane” ci sono problemi negli edifici di supporto, insufficienze «alle recinzioni dei depositi, all’illuminazione e ai sistemi di sicurezza», mentre «a guardia delle basi vi sono soldati di leva con pochi mesi di addestramento». Anche questo, di certo, sette italiani su dieci lo ignorano.

Secondo Bertaglio e Pallante, anche il nucleare discende dall’ossessione per una crescita illimitata Continua a leggere

PALAZZOLO5STELLE IN TRASFERTA A ODOLO

Clicca sull'immagine per vedere il video

Martedì 24 maggio eravamo ospiti di un’ associazione Odolese per parlare di nucleare. L’ass. D-Skarika, organizzatrice dell’evento sui referendum, ci ha contattato dopo averci conosciuti attraverso il blog, i nostri articoli ed in particolare la rubrica dei “denuclearizzati” a cura di Matteo Piantoni. Quando delle diverse realtà associative collaborano senza studiarsi troppo, ma con l’intento unico di sostenere una causa comune ed importante come quella dei quesiti referendari in oggetto, significa che qualcosa sta veramente cambiando nel paese. Utilizzare la rete per creare relazioni volte a portare informazione, quindi, consapevolezza, sono alla base della rivoluzione culturale nella quale crediamo. Anche a Palazzolo e Pontoglio, per la medesima battaglia, cittadini di diversa estrazione politica, sociale e culturale si stanno tutt’ora impegnando ed a loro và un particolare plauso. In quanto, se si riuscirà a raggiungere il quorum dei 25 milioni di italiani al voto, sarà soprattutto merito di chi si è speso personalmente, come privato cittadino. Perché, come diceva Pericle oltre 2.400 anni fà: “un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile”.

Claudio Cominardi per Palazzolo5stelle

SPRINT FINALE VERSO I REFERENDUM

Da ieri abbiamo una ragione in più per divulgare con maggiore convinzione i Referendum del 12-13 giugno: la Casssazione si è espressa sull’emendamento del Decreto Omnibus, volto ad affossare il quesito sul nucleare. Il referendum si farà!

Aiutaci a diffondere la campagna referendaria, mancano pochi giorni alle votazioni. Partecipa e fai partecipare al nostro banchetto informativo.

Domenica 5 giugno dalle 9.00 alle 12.30 in Piazza Zamara.

Partecipa all’evento facebook

Staff Palazzolo5stelle

INCONTRO PUBBLICO SUI REFERENDUM A ODOLO

Stasera Palazzolo5stelle sarà a Odolo in un incontro per parlare dei referendum, Matteo Piantoni spiegherà la follia dell’energia nucleare. Di seguito il comunicato dell’associazione D-Skarika che ci ha invitato.

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Incontro informativo martedì 24 maggio a Odolo.

Tv e media ne parleranno poco, ma i prossimi 12-13 giugno 2011 si gioca una partita importantissima per il nostro paese. Il popolo italiano è infatti chiamato a dar il proprio parere, tramite lo strumento del Referendum, su 3 importantissimi temi: produzione di energia nucleare, privatizzazione dell’acqua e legittimo impedimento. Questo grazie ai comitati referendari (Fermiamo il Nucleare, Acqua Bene Comune, ecc..) che hanno raccolto le firme necessarie e ottenuto l’ok della Corte Costituzionale.

Per approfondire i quesiti Martedì 24 maggio alle 20:30 presso la Biblioteca di Odolo si terrà un incontro informativo con esperti delle differenti tematiche.
Come sempre, il referendum è ABROGATIVO: si vota SI’ per abolire la normativa vigente, NO per mantenere lo status quo. In caso di vittoria dei SI’, le leggi già approvate dal Parlamento verranno abrogate, ma ad una condizione: il raggiungimento del QUORUM. Ovvero, il 50% + 1 degli aventi diritto dovranno votare affinché qualsiasi risultato venga validato. In caso di vittoria del NO o del non raggiungimento del quorum, lo stesso referendum non potrà essere ripresentato per i prossimi 5 anni.

Fonte: D-Skarika

TUTTI A CAORSO

Riceviamo ed inoltriamo il seguente invito.

Manifestazione antinucleare che si terrà sabato 21 maggio a Caorso e di cui vi preghiamo di darne ampia visibilità ovunque:

La manifestazione si inserisce nel quadro delle iniziative che i coordinamenti antinucleari di tutta Italia stanno preparando per il 21 maggio (elencate nel sito http://www.fermiamoilnucleare.it).

Una catena umana partirà in prossimità della centrale nucleare e arriverà sino al centro di Caorso (presso il campo sportivo) dove sarà allestito un palco che servirà per gli interventi dei coordinamenti, degli artisti che si stanno coinvolgendo e di qualche altro nome illustre che si sta tentando di far aderire.
Prima della formazione della catena umana è previsto un appuntamento stampa in modo che eventuali poltici presenti possano parlare in quel frangente perchè non avranno la possibilità di esprimersi dal palco.

Stiamo inviando una comunicazione a tutti i comuni lombardi per informarli della manifestazione e chiedendone la partecipazione. Vi preghemmo di sentire le vostre amministrazioni se intendono aderire e partecipare.

PARTENZA DAL piazzale del cimitero di PONTOGLIO alle ore 13 con i propri mezzi
poi è chiaro che ci si organizza per prendere meno
auto possibili

ciao a tutti

Enrico (circolo legambiente Pontoglio)

REFERENDUM: VINCERE O MORIRE

Oggi pubblichiamo il nostro articolo pubblicato sul “Giornale di Palazzolo”.

Il 12 e 13 giugno tutti a votare SI nei 4 quesiti referendari per cancellare 4 vergognose leggi che vorrebbero : -privatizzare l’acqua –reintrodurre il nucleare –il legittimo impedimento che permette alle più alte cariche dello stato di non essere processate anche se sospettate di gravissimi reati. Questa è una grande occasione per la società civile, per la gente, di riscattarsi contro una politica cialtrona – nessun partito escluso – in quanto ognuno di essi ha contribuito all’approvazione di almeno una di queste leggi; la stessa società civile che ha trovato piena espressione nel comitato promotore della raccolta firme per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua: è stato un movimento nato dalla volontà popolare che ha ottenuto il record nella storia referendaria con oltre 1.400.000 firme raccolte. La popolazione già nel referendum dell’87 aveva espresso un parere sfavorevole rispetto all’energia atomica e i politicanti ora, nonostante Chernobyl prima e Fukushima oggi, ci ripropongono come “soluzione” il nucleare. Non fatevi ingannare dalla moratoria del governo (1 anno di stop di riflessione): il chiaro intento è di non permettere il raggiungimento del quorum (25milioni di italiani al voto). Non a caso “visti gli avanzi di bilancio” Maroni ha pensato bene di buttare nel WC circa 350 milioni di € a causa della decisione di non accorpare le elezioni amministrative di maggio con il referendum spostandolo “casualmente” a giugno – periodo di esami e vacanze; la loro speranza è di smorzare l’attenzione sul tema, cioè farci dimenticare dei pericoli.Domanda: bisogna arrivare sempre alla catastrofe per rendersi conto che si sta sopra una bomba ad orologeria? Le alternative al nucleare ci sono: risparmio energetico, efficienza, fonti rinnovabili, rete di scambio energetico, etc. E’ da anni che esistono queste realtà nelle quali però i nostri governi non hanno mai investito abbastanza. Anzi: ora in controtendenza rispetto all’Europa ha addirittura ridotto gli investimenti. Quindi tutti alle urne il 12 e il 13 giugno: 4 si per la vita. Per ulteriori informazioni seguiteci su internet oppure venite a trovarci domenica 5 giugno in piazza a Palazzolo dalle 9 alle 13.

Claudio Cominardi e Emanuela Salogni per Palazzolo5stelle.it

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