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Passaparola – Uno, cento, mille colpi di Stato

“Il colpo di Stato in realtà è avvenuto da molti molti anni, da quando i partiti, che sono delle associazioni private, hanno occupato tutto, cioè hanno occupato le istituzioni, il governo, la Presidenza delle repubblica, le regioni, i comuni, le aziende municipalizzate, il para stato, la RAI, in una certa misura anche i giornali, le terme, i conservatori, i teatri.
E quindi sono loro gli autori del colpo di Stato, anche se oggi assume caratteristiche più evidenti, perché questa classe politica insidiata dal disagio sociale, dal MoVimento 5 Stelle, dall’astensione, si è compattata. Anche prima le diatribe, le lotte tra destra e sinistra erano delle finte lotte, o meglio per occupare le posizioni di potere, poi agli altri viene lasciato il sottopotere.”

Massimo Fini

BANDIERA ITALIANA E COSTITUZIONE L’UNICA DEVOZIONE

Sabato 18 settembre ad Adro si è manifestato per la rimozione dei simboli di partito dalla scuola pubblica. Palazzolo5stelle c’era, o meglio, eravamo presenti come privati cittadini. Riteniamo sconveniente protestare nei confronti di un simbolo presentandosi con un altro, le bandiere di partito alimentano il pregiudizio da parte di chi non la pensa allo stesso modo, e così è stato. Come al solito c’erano i politici di professione che come dei segugi inseguono la notizia per non perdere l’occasione di farsi intervistare e mettersi in mostra. Nonostante questi rituali partitici, la manifestazione ha avuto una grande adesione da parte dei cittadini liberi da qualsiasi etichettatura, ed a loro vanno i complimenti per la passione civile. Abbiamo raccolto un paio di interviste da parte di due manifestanti, un giovane di Adro (Enrico Capoferri), per dimostrare che è sempre sbagliato generalizzare sulla cittadinanza, e a Dario Parazzoli, rappresentante di “Qui Milano Libera” che è un’associazione famosa grazie al suo “massimo” rappresentate Piero Ricca.

P5*: Ci puoi raccontare in breve le tappe della manifestazione, un intervento significativo o una frase che ti ha particolarmente colpito?
Enrico: Tappe della manifestazione: Ritrovo in piazza del mercato, la LINFA piazza il suo gazebo con il volantino e i 250 tricolorini plastificati che poi distribuirà ai manifestanti, il PD si colloca lì di fronte, nel centro della piazza (Con Saponaro, e Civati, Puglisi e Penati che prenderanno parola oltre a Silvio Ferretti rappresentante locale) 40% dei manifestanti con gli striscioni orbitante attorno ai 2 gazebo, 60% riversato a ridosso delle transenne, verso il paese. Dei 1200 partecipanti, nemmeno 200 sono adrensi, secondo una stima ad occhio.
C’é l’ANPI-Nuova Resistenza, CGIL Brescia, Popolo Viola Brescia, SeL Brescia, Qui Milano Libera con Piero Ricca, Vito Crimi delle 5 stelle, il 28 Maggio, il magazzino 47, rifondazione, c’é una bandiera dell’UDC, 5 o 6 dell’IDV.
Il magazzino 47 ha “rotto gli argini” per primo riuscendo ad incamminarsi con un drappello di persone verso il polo scolastico dove ha iniziato a riporre i tricolori.
Intanto nella piazza il PD (con un pessimo audio che a 15 metri rendeva difficoltoso l’ascolto) continuava gli interventi, e c’era ancora gente.
P5*: Qual’è stata la reazione degli abitanti al corteo e alla manifestazione in generale?
Enrico: Ci son stati scontri verbali con cittadini adrensi adirati, sfociati nello sfoggio di ottusa inciviltà di stampo leghista. Nulla più di uno scontro verbale.
La cittadinanza, se escludiamo quel centinaio molto abbondante di adrensi già manifestanti, non si é addentrata nella piazza e si é limitata a puntare il dito contro “l’invasore esterno”.
Un po’ tutti verso le 11 e poco ci siamo avviati verso il nuovo polo scolastico, senza causare disagi alla circolazione, ed alla spicciolata abbiamo riposto il nostro tricolore lungo la ringhiera.
Prima di tornare sentivo qualche mamma-arpia che sbraitava di non usare i bambini per fini politici, alla quarantina di pacifici manifestanti situati ad una decina di metri dal cancello.
Tornando incrocio Penati che si reca alla scuola, poco dopo torna anche lui sconsolato. Pare che le pressioni delle mamme lo abbiano fatto desistere dal pronunciare l’intervento che si era preparato.
P5*: La gelmini ha dichiarato la sera stessa della manifestazione che i simboli dovranno essere rimossi: pensi che il problema quindi sia risolto o che ci sia il bisogno di fare qualcos’altro?
Enrico: Penso che la battaglia non sia affatto finita qui, e non mollerò di un centimetro.
P5*: Secondo te gli adrensi come reagiranno se i simboli dovessero essere rimossi?
Enrico: Sinceramente non mi interessa di come reagiranno se VIENE RIPRISTINATA LA LEGGE purché essa rimanga in vigore perché é l’ultima tutela che ci resta oggi!
“ADRO: Scuola o allevamento di trote?” é la chicca della giornata, ma non ricordo particolari interventi efficaci dato che in 5 giorni di riunioni non stop di buoni interventi ho la testa piena.
P5*: E se non dovessero rimuoverli cosa farete?
Enrico: Se non dovessero rimuoverli non intendo lasciar detto come ho intenzione di agire ma sicuramente con gesti eclatanti!
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Di seguito l’intervista in forma discorsiva di Dario Parazzoli (Qui Milano Libera)

Sabato 18 Settembre,
Si va ad Adro a ribadire ai gerarchi leghisti che la scuola pubblica è di tutti, che i balilla devono essere rilegati al passato, che fare politica sui bambini è infame e non solo inopportuno. Che il controllo delle menti sia sempre stata una necessità per il consolidamento dei regimi è un dato storico, che questo governo stia tagliando cultura, istruzione e monopolizzando l’informazione è storia proiettata nella realtà. Noto con piacere che tutte le opposizioni erano presenti alla manifestazione, di solito noi cittadini ci troviamo soli o con poche associazioni a difendere la costituzione, a ribadire che la mafia deve essere non solo combattuta ma rifiutata e non invitata a parlare in giro, a ricordare che un po’ di etica è necessaria. Ma come ai primi segnali di primavera sbucano i bucaneve, così ai primi segnali di elezioni sbucano le bandiere del PD, è un processo naturale, la fine del letargo, che definisce l’idea di partecipazione che i dirigenti del principale partito di opposizione relativa hanno per i propri elettori: “Quando ci Serve”. Si capisce infatti che l’organizzazione è arrugginita, non abituata alla piazza, i relatori sono costretti a parlare in un microfono collegato ad una cassa inesistente, solo le prime tre o quattro file riescono a sentire qualcosa; in ogni modo la passione e la determinazione tra tutti i manifestanti è stata tanta, una piccola realtà di provincia ha scoperto all’improvviso di essere parte di una comunità e non una comunità a parte. Un abitante di Adro durante una discussione è arrivato a dire “Siamo ad Adro, non in Italia” ma è indubbio che la città è divisa e che ci sono molte opinioni diverse. Il nocciolo è questo, e un consiglio che vorrei dare all’associazionismo di Brescia e provincia è di farsi vedere, conoscere. Spesso la lega è l’unica realtà aggregativa presente in quei territori e bisogna levargli questo monopolio. Questa storia finirà bene perchè è capitata in un periodo delicato dove la lega ha bisogno di tenere il profilo basso per incamerare riforme, come quella del federalismo fiscale, ben più importanti per loro. Ma tocca a noi tenere alta l’attenzione, tutto l’anno e non solo in pre-campagna elettorale.
Dario Parazzoli (Qui Milano Libera)

Emy S. e Claudio C. per Palazzolo5stelle

LETTERA APERTA AL FRATELLO BERLUSCONI, DA GIOELE MAGALDI

DI VINCENZO MULE’

terranews.it

«Silvio Berlusconi è un massone e intrattiene ancora rapporti con la massoneria italiana e internazionale». In una lettera, le rivelazioni di Gioele Magaldi, leader del Grande Oriente Democratico.

Il Venerabile Gioele Magaldi è stato di parola. Nel corso di un’intervista andata in onda durante il programma di Radio 24 “La Zanzara”, il leader del Grande Oriente Democratico aveva annunciato una lettera aperta a Silvio Berlusconi. Che è apparsa ieri direttamente sul sito curato dallo stesso massone (www.grandeoriente-democratico.com). Origine del suo potere, relazioni scottanti e rapporti compromettenti. C’è tutto nella missiva, comprese pesanti minacce nel post scriptum. «Caro Fratello Silvio, con questa Lettera Aperta n.1 (ne seguiranno altre, perché la “posta in gioco” è piuttosto complessa e importante) cercherò di aiutare Te a recuperare memoria e consapevolezza degne di un aspirante statista (sono quasi 20 anni che “aspiri”…)».

A seguito, “Lettera aperta al fratello Berlusconi” (Gioele Magaldi, grandeoriente-democratico.com);

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LA VERSIONE DI SELINA

Per correttezza pubblichiamo l’articolo a cui la precedente lettera del Pd palazzolese da noi pubblicata faceva riferimento, ovvero l’articolo del giornale di Brescia del 26 gennaio 2010 in cui il consigliere di minoranza Selina Grasso di Palazzolo Cambia motiva alcune sue scelte politiche:

Non ci preoccupano (come lista civica) le voci di una certa sintonia con il sindaco. L’unico nostro punto di riferimento è il programma elettorale che Palazzolo Cambia, con il concorso di tanti cittadini di ogni “sentire politico” aveva steso non nell’interesse di una bandiera politico/partitica precisa ma della comunità cittadina.

Il programma elaborato altro non era che un insieme di proposte concrete, da realizzare per far crescere Palazzolo.

Non abbiamo mai nascosto questa dimensione, l’intenzione di mettere sempre davanti a tutto il perseguimento di obiettivi che non fossero strumentali all’affermazione di una parte ma al miglioramento complessivo della vita dei palazzolesi.

Le elezioni ormai sono state celebrate, i cittadini si sono espressi in un certo modo e che ai consiglieri comunali eletti in consiglio si aprono solo due vie: o quella della contrapposizione senza se e senza ma ad ogni iniziativa amministrativa o quella, in coerenza con quanto affermato in campagna elettorale, di cercare sempre e comunque un confronto sulle iniziative importanti per la nostra comunità cittadina.

Nulla di strano, dunque, che in occasione della discussione sul mandato di programma del sindaco Palazzolo Cambia si sia astenuto. È stata una scelta dettata dal fatto che il sindaco ha saputo cogliere alcune proposte della lista civica facendone obiettivi da perseguire nel corso del suo mandato.

Fino a quando questa maggioranza sarà  attenta alle proposte delle minoranze e non si trincererà con scelte politiche di chiusura, noi continueremo a fare proposte amministrative.

Non riteniamo intelligente dal nostro punto di vista una contrapposizione pregiudiziale o ancor peggio  una contrapposizione basata solo sulla forma  o su cavilli l’opposizione sterile, quella del no, del muro contro muro sempre e comunque non ci appartiene. Se avessimo fatto questa scelta avremmo tradito la fiducia di chi nel giugno dello scorso anno ci ha accordato la propria preferenza non sulla base di una “bandiera” di appartenenza, ma di precisi programmi amministrativi che, come dichiarato allora, avremmo sempre e comunque sottoposto all’attenzione degli amministratori.

Un atteggiamento, questo, che avremmo tenuto anche se le elezioni avessero avuto un esito diverso e se invece di Sala i palazzolesi avessero indicato un altro sindaco.

Quello che muove la nostra azione amministrativa non è certo ambizione personale o voglia di emergere, né  tanto meno, volontà di sovvertire  gli assetti amministrativi usciti dalle urne , ma di mettere a disposizione idee e impegno .

Selina Grasso

LA VOCE DEL POPOLO INTERVISTA CLAUDIO COMINARDI (candidato sindaco lista civica “Palazzolo a 5 stelle”)

1 – Può indicare tre priorità del suo programma elettorale?
Le priorità sono tante, per ordine di importanza devo tenere in considerazione i temi che riguardano la salute, le tasche di noi tutti e lo sviluppo culturale.
AMBIENTE e SALUTE: ciò che non si ricicla si respira: sottoscrizione del progetto rifiuti zero entro il 2020, eliminando i cassonetti dalle strade e procedendo alla raccolta porta a porta spinta. Stop alla cementificazione del territorio a favore della ristrutturazione dell’esistente. Nessun tipo di privatizzazione e di lucro sull’acqua.
LOTTA AGLI SPRECHI: ristrutturazione delle risorse energetiche per eliminare gli sprechi ed introduzione di vincoli di progettazione per la creazione di edifici a basso consumo energetico (progetto Casaclima). Riduzione dei guadagni dei membri della giunta. Promozione delle energie alternative (pannelli solari) con risparmio sulle bollette di gas e luce.
SVILUPPO: rivitalizzazione dei quartieri, attività culturali ed artistiche nelle strade. Noleggio gratuito di bici e auto. Promozione e potenziamento dei centri di aggregazione per i giovani. Diritto all’informazione e alla conoscenza per tutti: Internet gratis nei luoghi strategici della città.
2 – Perché i palazzolesi dovrebbero votarla?
Le ragioni sono svariate: innanzitutto siamo gente nuova, giovani cittadini che amano il proprio comune e non politici di professione che soffrono l’astinenza da poltrona. Abbiamo tante idee innovative e di facile attuazione per far rinascere Palazzolo prima che si addormenti del tutto e soprattutto siamo l’unica lista veramente indipendente. Nel nostro schieramento, infatti, non ci sono fuoriusciti da altri partiti, non ci sono tesserati che eseguono gli ordini dei segretari, non ci sono condannati e non ci saranno persone legate alla poltrona perché ciascuno di noi ha firmato uno statuto che prevede al massimo due mandati elettorali.
Un altro motivo è che siamo stati finanziati esclusivamente dalle donazioni della gente quindi svincolati da pressioni “esterne”: rispondiamo solo ai cittadini.
3 – Quali garanzie può dare ai cittadini che quanto andrà proponendo in campagna elettorale troverà poi una realizzazione concreta?
La nostra lista si impegnerà a rendere fruibili attraverso il nostro blog (https://listacivicacinquestelle.wordpress.com) tutte le attività svolte. Il vigile sarà l’elettore che potrà seguire il nostro percorso amministrativo ed interagire direttamente. Un’ulteriore garanzia è la certificazione del blog Beppegrillo.it (il blog più visitato in Italia): una volta pubblicato il programma nella pagina a noi riservata dovremo mantenere fede alle promesse dichiarate, pena la revoca del simbolo.

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