• Iniziative

    INCONTRI 5 STELLE Tutti i venerdi verso le 20.45 ci troviamo al "Sampa Bar", a S.Pancrazio (fraz. di Palazzolo) in via Firenze n.141. Passate parola! ---------------------------------------
  • Network

  • M5S: Camera e Senato

  • La palazzolo virtuosa

    consumo critico, volontariato, arte... Leggi gli articoli
  • BATTAGLIE

  • Proposte

    FOTOVOLTAICO 5 STELLE
    - fotovoltaico per tutti, le proposte...



    EMERGENZA CONTROCORRENTE
    - Bozza di progetto alternativo al bar galleggiante


    RIFIUTI
    - Documento RIFIUTI ZERO consegnato all'assessore all'ecologia Lancini


    ENERGIA
    - Sportello per il risparmio energetico


    TRASPORTI
    - Bus navetta comunale


    OBIETTIVI RAGGIUNTI
    - Autorizzazione permanente ripresa consigli comunali

    - E-mail pubbliche di consiglieri e giunta

    - Data di convocazione commissioni on line e sui pannelli elettronici in p.zza Giovanni XXXIII

    - Mobilitazione cittadini per mozione acqua pubblica bocciata da tutto il consiglio comunale

    - Risolte alcune segnalazioni cittadine (problema luminarie san pancrazio accese per oltre un mese 24h/24h, rimozione manifesti abusivi M. Peroni, questione parcheggi san pancrazio, vicenda ''famiglia West'' etc...)

    (Leggi tutto)

    (Leggi tutte le proposte discusse sul blog)

    >>Invia la tua proposta/segnalazione per migliorare il comune di PALAZZOLO SULL'OGLIO a palazzoloa5stelle@
    gmail.com
    , la inseriremo in homepage.
  • Statistiche

    • 312.293 accessi
  • Categorie

LIBERTA’ FUORI DALL’EURO

Riceviamo ed inoltriamo:

fuori dall'euro

Dai principi di base economici non si scappa. Nonostante l’ignoranza, la presunzione o la criminalità di chi ha introdotto l’Euro in Italia, come Romano Prodi o Giuliano Amato, la moneta deve essere lo specchio dell’economia di un Paese. Consentite la semplicità del paragone: proprio come un paio di scarpe, chi calza il 38 non camminerà bene con il 40.
Quando economie profondamente differenti come quelle europee hanno adottato la stessa moneta Euro, si è creato uno squilibrio che ha generato le sue gravi conseguenze giorno dopo giorno. Tutti i Paesi del Sud, che avevano monete più deboli dell’Euro, si sono ritrovati dall’oggi al domani con una moneta troppo forte e quindi incentivati ad acquistare prodotti esteri grazie al cambio vantaggioso. Ovvio, tuttavia, che se continuo a comprare arance dall’Austria – come imposto dalle quote nazionali europee – prima o poi i miei agricoltori chiuderanno. Ovvio, tuttavia, che se continuo a comprare BMW le mie aziende meccaniche chiuderanno. E con loro si perderanno i salari. E con loro si arresteranno gli acquisti interni. E mentre le aziende chiudono, anche lo Stato sarà costretto a rifornirsi dall’estero, aumentando il proprio debito pubblico… Attenzione allora! Gli Stati meridionali non hanno aumentato il debito perché “spendaccioni-brutti e cattivi” ma a causa dell’Euro! Guarda caso, la crisi del debito pubblico ha colpito Grecia, Irlanda, Spagna, Portogallo, Italia e Francia in ordine cronologico in relazione alla debolezza delle loro monete. Che coincidenza… Chiaramente nei Paesi che avevano monete più forti dell’Euro si avvera la situazione complementare, con aumento delle esportazioni. Il sistema economico è chiuso. Se aumentano le importazioni in determinati Paesi, specularmente aumentano le esportazioni in altri. Caso vuole, che dall’adozione dell’Euro ad oggi le bilance commerciali dell’Italia e della Germania si siano invertite: le esportazioni dell’Italia sono cioè diventate esportazioni della Germania. Inoltre, se le economie del Sud non possono più contare sulla svalutazione monetaria per garantire competitività nelle esportazioni, allora non rimane loro che puntare sulla svalutazione interna, cioè abbassare i salari, creando povertà (come ammesso perfino da Mario Monti, il primo al servizio dell’Austerity in Italia, seguito da Enrico Letta e dall’attuale Matteo Renzi). Dura la legge dell’economia. Ma inevitabile. Ed in Italia oramai, con la disoccupazione alle stelle, tutto questo si tocca con mano.
Adottando l’Euro, i Paesi rinunciano alla propria sovranità monetaria, perdendo il potere della Banca centrale di stampare moneta. In Italia il processo preparativo all’Euro è iniziato nel 1981, con il divorzio tra la Banca d’Italia ed il Ministero del Tesoro e quindi l’impossibilità della Banca di acquistare titoli di Stato per farne abbassare il prezzo sul mercato. Oggi il prezzo dei titoli è vittima del ricatto dei mercati finanziari, delle banche private internazionali, come la Goldman Sachs, uniche finanziatrici del debito pubblico. Oggi gli Stati, per garantire i servizi ai cittadini, sono costretti ad indebitarsi verso enti esterni, pagando interessi. Attenzione allora! Gli Stati non aumentano il proprio debito perché sono “spendaccioni-brutti e cattivi” ma perché hanno rinunciato ad autofinanziarsi! Non fraintendiamo. Non è corretta una politica espansiva d’eccesso ed indiscriminata. Ma una politica monetaria in funzione di un piano economico è alla base della gestione economica sana di uno Stato sovrano. Ad esempio, l’America, dopo la crisi dei derivati del 2007, si è rapidamente risollevata grazie alla possibilità della sua Banca, la FED, Federal Reserve, di stampare moneta. L’Europa, invece, subisce ancora oggi le conseguenze degli errori americani.
Tutto quanto è stato imposto agli Stati europei con l’Euro è volto o a tagliare la spesa pubblica, per traghettare il denaro dello Stato verso gli istituti finanziari privati o ad aumentare le tasse all’economia reale, per finanziare meccanismi risucchiati dagli stessi istituti finanziari privati: vedasi il pareggio di bilancio, il Fiscal Compact, il MES o le operazioni della BCE, Banca Centrale Europea, di LTRO, TLTRO e QE.
Brevemente:
– Il pareggio di bilancio, introdotto nella Costituzione italiana sia dal PD che dall’ “ex-PDL”, impone che quanto raccolto in tasse sia pari a quanto speso in servizi. Questo equivale ad economia stagnante perché se lo Stato raccoglie tanto quanto immette nel Paese, nulla rimane al suo sistema produttivo da investire o ai privati in risparmio.
– Il Fiscal Compact impone all’Italia di tagliare la spesa pubblica o di aumentare le tasse per 50 miliardi circa all’anno per 20 anni, per ridurre al 60% il rapporto debito/PIL. Peccato che, come spiega l’economista John Maynard Keynes, ad ogni taglio della spesa pubblica consegue una maggiore decrescita del PIL, per cui si ottiene di fatto l’effetto inverso: il peggioramento del rapporto. Non a caso, con le recenti politiche di Austerity, gli Stati meridionali vedono il proprio debito crescere. Inoltre, se ricordiamo come fu difficile raccimolare una tantum i pochi miliardini che si contavano sulle dita di una mano per l’IMU, traete voi le conclusioni…
– Il MES, Meccanismo Europeo di Stabilità, prevede che Germania, Francia ed Italia finanzino “una pentola unica” che salvi le banche
-attenzione! Non i cittadini- dei Paesi meridionali come la Grecia, le quali li restituiranno ai loro principali creditori, ovvero le banche tedesche e francesi. Ebbene sì, avete capito bene, per gli italiani oltre il danno (essere etichettati come spendaccioni), anche la beffa (pur essendo in recessione, devono ripagare l’esposizione delle banche tedesche e francesi che hanno speculato sugli alti rendimenti dei titoli periferici, a differenza delle banche italiane che, per corretta politica interna, non si sono esposte verso quegli Stati).
– LTRO, Long Term Refinancing Operation (Operazione di Rifinanziamento a Lungo Termine) e più recenti, TLTRO, Targeted Long Term Refinancing Operation (Operazione di Refinanziamento a Lungo Termine “Targhettizzata”, a destinatario definito), sono immissioni di denaro a costo irrisorio (es: 1%) dalla BCE alle banche private nazionali, affinché le stesse acquistino titoli di Stato nel primo caso o li prestino all’economia reale nel secondo, formalmente, perché di fatto esiste il probabilissimo evento che i TLTRO vengano utilizzati dalle banche per restituire alla BCE gli LTRO.
– QE, Quantitative Easing (Alleggerimento Quantitativo), immissione di liquidità da parte della BCE verso le bache centrali nazionali affinché acquistino titoli di debito pubblico. Gli stessi saranno sotto legislazione internazionale per cui, qualora l’Italia tornasse alla Lira, la Banca d’Italia sarebbe costretta a ripagare questi debiti in Euro. Operazione quindi a tutela dei Paesi creditori come la Germania. Attualmente, infatti, la maggior parte del debito italiano è sotto legislazione italiana e quindi ripagabile in rapporto 1:1 in Lira qualora l’Italia optasse per il recupero della propria moneta e la conseguete svalutazione che oscillerebbe tra il 20 ed il 30%. Debito ripagato senza default quindi, perché come da contratto con il creditore. Ma alla Germania non converrebbe ricevere “100 Lire “– svalutate – al posto di “100 Euro”! Ecco che allora, guarda caso, con l’operazione QE, la BCE inizia il percorso di ridenominazione del debito in legislazione internazionale, a tutela dei creditori, nella consapevolezza che l’Euro salterà. La BCE fa gli interessi europei o tedeschi?
L’Italia ha un tessuto produttivo straordinario ed ancora il vantaggio della maggior parte del debito, sia pubblico che privato, sotto legislazione italiana. Due condizioni che ci mettono in una posizione ben migliore della Grecia per uscire dall’Euro. E nonostante ciò, recenti studi dell’Agenzia di Rating Standard &Poor’s dicono che persino la Grecia trarrebbe vantaggio, nel lungo termine, ad uscire dall’Euro.
Non crediamo più agli spauracchi dell’Europa unita contro la Cina. L’unico Paese che guadagna in competitività contro la Cina è la Germania, che trova manodopera a basso costo nel Sud europeo ed assorbe il totale delle esportazioni.
Fuori dall’Euro la Libertà attende gli Italiani.
Uscire dall’Euro è possibile proprio come ci si è entrati. Con un Referendum.
Il gruppo del Movimento 5 Stelle di Rovato, ha raccolto le firme per la legge di iniziativa popolare che consentirà di indire il Referendum per decidere sul futuro dell’Euro.
Se vuoi contattarci per renderti partecipe a migliorare la tua Citta’, ti aspettiamo ogni Mercoledi sera dalle ore21 presso la birreria “Mercareo” in via Martinengo Cesaresco,47 ( zona Mercato/ Polizia Municipale).
Ci trovi anche in facebook alla pagina Rovato 5 Stelle.

di Michela Apostoli per Rovato 5 Stelle

Auto produzione di semi

Pubblichiamo con piacere un’altra iniziativa delgi amici di Pontoglio che presentano con la collaborazione dell’associazione “Civiltà Contadina” un corso per l’auto produzione di semi di ortaggi.

Il coeso sarà tenuto da Alice Pasin.

Buon orto a tutti.autoproduzione semi

FRANCIACORTA: LOCATARI ALLA PORTA E PROPRIETARI SUL LASTRICO

PhotoGrid_1410090382950-1Premesso che trovare dati sugli immobili sfitti a livello nazionale è una missione che rasenta l’impossibile, di seguito una serie di numeri da fonti affidabili seppur discordanti tra loro:
– Governo: 2.8 milioni;
– Agenzia del Territorio: 5 milioni;
– Sicet (sindacato inquilini casa e territorio): 6 milioni;
– ci sono fonti che parlano addirittura di 10 milioni: quest’ ultimo dato viene ricavato dai 72 milioni di unità catastali, da cui bisogna dedurre i vari garage, cantine, solai accatastati indipendentemente dalle unità abitative, avvicinandosi ai 30 milioni, da cui dedurre i 20 milioni di famiglie che risultano dall’ ultimo censimento Istat 2011. 10 milioni di immobili vuoti.

Questo non significa che siano invenduti o che i proprietari non riescano a locarli: ci sono le seconde / terze case (mare e montagna), oppure immobili non idonei (ad esempio, in Val d’Aosta c’è la crisi abitativa perché ci sono troppe seconde case di persone fuori regioni e per i residenti i prezzi sono diventati proibitivi).

Ai fini dell’analisi in Franciacorta questi dati non ci sono molto d’aiuto, ma ci danno tuttavia un’idea del problema.
Gli ultimi dati certi locali risalgono al 2001 e da allora nel settore immobiliare si è toccato il cielo e l’inferno! Solo nell’ ultimo anno sono stati registrati più di 1.2 milioni di immobili presso le agenzie del territorio, ma non c’è una banca dati nazionale e quindi i dati sono approssimativi. Inoltre questi 1.2 milioni di registrazioni non sono solo di immobili nuovi, ma anche frazionamenti, case fantasma regolarizzate, cambio di destinazione d’uso, ecc.

Abbiamo provato a contattare i gestori dei servizi essenziali (servizio idrico, energia elettrica, gas metano, gli uffici comunali dediti alla riscossione dell’ IMU): di dati certi non se ne parla.

Abbiamo trovato una ricerca della Fondazione Cogeme, che ha incaricato il politecnico di Milano e purtroppo si sono ritrovati gli stessi problemi. Eccone tuttavia i dati emersi:

Rovato 8.800 unità abitative, 1500 alloggi vuoti
Chiari 8760 unità abitative, 1761 alloggi vuoti
Passirano 3900 unità abitative, 700 alloggi vuoti

Allora perché i servizi sociali dei nostri comuni sono al collasso per colpa della crisi abitativa?
Dati non ufficiali ci segnalano che più di trecento famiglie nel solo comune di Rovato sono a rischio sfratto nel prossimo anno (sia per la morosità dei canoni di locazione, che per le case che vanno all’asta per il non adempimento del contratto di mutuo). Per le case dell’Aler si presentano domande dieci volte maggiori di quelle a disposizione.

Solo in provincia di Brescia più di 2.800 richieste di sfratto: una famiglia su 233. Più 1.600 procedure esecutive degli immobili all’asta.
In Italia nel 2013 più di 130.000 richieste di sfratto, più 40.000 unità abitative all’asta.
Crisi abitativa? Noooooo! Il problema è che i soldi li hanno in pochi…

Facciamo tre esempi di come la politica vuole affrontare questi problemi senza andare alla radice:
1) Il comune di Brescia ha stanziato dei fondi per il sostegno all’affitto ed incredibilmente non sono stati usati nella loro totalità per colpa della burocrazia.
2) Il governo Renzi ha attuato la norma legge 27 febbraio 2014, n. 15, che all’art. 4 comma 8, (conversione del decreto- legge 30 dicembre 2013 n. 150), ha prorogato al 31.12.2014 l’esecuzione degli sfratti per finita locazione di cui alla legge 8 febbraio 2007, n. 9.
La proroga interessa gli inquilini con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali, portatori di handicap con invalidità superiore al 66% e che non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza. Alle stesse condizioni la sospensione si applica per nuclei familiari con figli fiscalmente a carico.
Questa legge copre meno del 4% dei 130.000 suddetti sfratti.
3) Il comune di Rovato ha lanciato il piano di “locazione abitativa concordata”, che parrebbe una buona idea, ma che non affronta il vero problema di seguito trattato.

Oggi esiste domanda di sostenibilità ambientale dei contesti urbani, e soprattutto DOMANDA DI ABITAZIONI ACCESSIBILI A PREZZI SOCIALI.

Bisogna affrontare le 3 cause fondamentali che ci hanno portato a questa catastrofe immobiliare:
a) La speculazione edilizia;
b) Le rendite garantite (una volta) dagli investimenti nel mattone;
c) Comuni che in media finanziano il 20 % del bilancio con oneri di urbanizzazione;

Ci troviamo col paradosso di immobili vuoti e famiglie con l’acqua alla gola, nel 98 per cento dei casi morosità incolpevoli. Anche se si fanno canoni di locazione concordata, se le famiglie non hanno un reddito è tutto inutile.
Inoltre in un contesto legislativo dove il proprietario è gravato da sempre maggiori tasse sull’immobile e sulle rendite d’affitto e che non lo tutela in caso di affitto inpagato o di danni recati all’immobile dagli inquilini, molti proprietari rinunciano a locare, se nella migliore delle ipotesi riescono a far fronte all’eventuale mutuo (NB: in molti paesi chi paga il mutuo su una casa ha elevate detrazioni fiscali). Altrimenti cercano di venderlo, fino ai casi estremi di pignoramento (un avvocato di Brescia spiegava che ad oggi le case vengono vendute a difficoltà persino in asta, finendo addirittura in seconda od in terza battuta.)

Carlos Mattos per Palazzolo5stelle

TUMORI: PALAZZOLO SULL’OGLIO COME BRESCIA

Franciacorta: Tumori Distretto n. 6 – MONTE ORFANO + 4,7%

Tumori a Brescia

Statistiche oramai ventennali ci mostrano quanto la salute degli abitanti della zona ovest Bresciano e Franciacorta sia messa in serio pericolo, occorre che i cittadini siano attivi per contrastare un modello economico e sociale che porta solo sofferenza e lutti in tutte le famiglie. Abbiamo a che fare con una guerra invisibile, una guerra bianca non dichiarata ma viva più che mai.

Grazie all’impegno di Carlos (attivista 5 stelle), si sono analizzati alcuni dati interessanti che non possono che mettere in discussione le politiche industriali e agricole per il solo profitto a tutti i costi.

La forte industrializzazione,  le coltivazioni intensive, comprese le produzioni vinicole, incidono sicuramente sulla salute di tutti. (Angelo B.)

———————————————————————-

acqua sporcaL’ incidenza tumorale nel mondo è dello 0,3 (l’Italia è nella media) ma il dato preoccupante è che la grande maggioranza dei casi di malattia si riscontra nei paesi industrializzati, la Namibia ha una incidenza dello 0.075, però nei paesi sottosviluppati nel 70% dei casi è letale.

In Italia ogni anno si diagnosticano 274 casi ogni 100.000 di cui 108 mortali, noi abbiamo una spesa pro capite di 3472 dollari (In Congo solo 14 dollari!!!) e siamo sempre nella media europea.

In questo caso invece troviamo un record positivo, l’Italia è prima in Europa per sopravvivenza ai 5 anni.

Le previsioni per il 2030 della OMS è che gli ammalati passeranno da 14 milioni a 22 milioni, In Italia nel 2013 sono stati diagnosticati 350.000 nuovi casi.

Christopher Wild direttore della OMS ci dice che non possiamo combattere questo male solo con la ricerca di nuove cure, ma bensì anche con la prevenzione, ad esempio lo screening regolare potrebbe ridurre del 70% i casi. Ma soprattutto ci parla della prevenzione dei fattori esterni, come l’inquinamento atmosferico e gli agenti chimici.

Un ultimo dato è quello della diagnostica per tipologia, si parte coi polmoni, colon e seno. Invece per mortalità polmoni, fegato e stomaco.

Certamente si è tralasciato innumerevoli dati sia dal punto di vista statistico che di cause, cure, ecc.

Il punto è quello di mettere in risalto i seguenti dati della Franciacorta.

Essendo che l’Italia è in media o addirittura meglio degli altri paesi europei, perché in Franciacorta abbiamo un +12% di cancro al CAM00345seno e un + 36%di cancro al fegato?

Secondo noi sono numeri che escono della logica di una media e non come dicono in Regione Lombardia.

Andiamo avanti, sempre in Franciacorta abbiamo un tasso di +36% di mortalità, e ancora nel Distretto n. 6 – MONTE ORFANO si registra un + 4,7% di diagnostica di tutti i tumori con particolare rilevanza sempre a fegato e seno.

Controversa la questione relativa all’incidenza dei tumori al fegato in paesi di provincia come Palazzolo s/O dove abbiamo gli stessi livelli allarmanti di Brescia, nonostante l’apparente inesistenza di disastri ambientali come quello della Caffaro.

Un ultimo elemento per finire è la dichiarazione di Fulvio Porta (primario al civile di Brescia  nel reparto di oncologia infantile) ci dice che l’ incidenza nazionale e di 140, e in Franciacorta indovinate… 176 casi.

Inoltre Fulvio Porta suggerisce anche di rendere obbligatorio lo screening alle neomamme in quanto il PCB si trasferisce col latte materno.

Questi sono dati che ho messo arbitrariamente insieme, sono preoccupanti, non scopro certo l’acqua calda, ma sarebbe bello coinvolgere la cittadinanza in un dibattito.

Infine non posso tralasciare che sia l’ASL che la regione quando hanno risposto alle interrogazioni hanno detto che i dati sono in linea. (con chi non ho capito). A Voi le considerazioni .

Carlos Mattos per palazzolo5stelle

 

CAM00303In fine, per rimarcare quanto sopra, riportiamo lo stralcio di uno studio pubblicato dal settimanale In-Chiari Week. Di Carmelo Scarcella, rettore generale dell’Asl di Brescia: “escludendo i 7.305 tumori della cute non melanomi rimangono 37.186 casi di tumori maligni nei periodi studiati, di cui 17.133 osservati nelle donne e 20.053 nei maschi. Il distretto del Monte orfano con 1863 casi accertati registra una media complessiva del 4,7% in più rispetto alle attese….”

Viene da pensare: “in che posto viviamo?” Dovremmo pensare al futuro, a come vorremmo sia il nostro Paese tra 30 anni e a progettare un futuro migliore da lasciare ai posteri, lavorando duramente per realizzare ciò! Per raggiungere questo obbiettivo serve consapevolezza da parte di tutti, gente comune, coltivatori, imprenditori, lavoratori, studenti, tutti uniti per stabilire un nuovo patto di sopravvivenza. (Angelo B.)

 

Di seguito i link alle fonti principali:

http://www.airc.it/cancro/cos-e/statistiche-tumori-italia/

http://www.epicentro.iss.it/temi/tumori/registri.asp

http://www.registri-tumori.it/cms/Rapp2011

http://www.epiprev.it/pubblicazione/epidemiol-prev-2014-38-2-suppl-1

 

 

#lochiedoalleuropa

Legge 16 maggio 2014, n. 78 (job act)
Vs Direttiva europea 1999/70/CE.

0

 

 

Oviamente anche Palazzolo5stelle appoggia e concorre all’iniziativa…

  • Il Jobs act viola il diritto comunitario perché abolisce l’obbligo di indicare la causale nelle proroghe dei contratti a termine. Una possibilità che “permette un uso indiscriminato di questi contratti”, a scapito di quelli a tempo indeterminato. Potrebbe essere aperto così un procedimento d’infrazione contro l’Italia, chiesto anche dal sindacato Usb, da alcuni parlamentari del M5S e dall’Associazione nazionale giuristi democratici.
  • Poco fa abbiamo denunciato lo Stato Italiano in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, quale rappresentante dell’organo di Governo, che ha emesso il Decreto Legge 20 marzo 2014, n.34 (PrecariAct) in violazione/inadempimento del Diritto Comunitario sui Contratti a Termine.
  • Qui di seguito le motivazioni:
    a) Cancellazione della causalità (ragioni oggettive) che consentiva l’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato;
    b) Cancellazione delle ragioni oggettive che giustificano la proroga o il rinnovo del contratto a termine;
    c) Violazione Clausola di non regresso;
    d) Contratto a tempo indeterminato come forma comune di rapporto di lavoro.

Il gruppo 5 Stelle di Chiari aderisce alla richiesta di procedura d’infrazione depositata il 18/06/2014 alla Commissione Europea dai parlamentari 5S con primo firmatario Claudio Cominardi, nei confronti dello Stato Italiano in persona del suo Presidente del Consiglio Matteo Renzi, quale rappresentante dell’organo di Governo.
Il gruppo parlamentare evidenzia alla Commissione come la legge n.78. 2014, che di fatto innalza di cinque volte la possibilità di proroghe, rende possibile un numero illimitato di rinnovi nei contratti a tempo determinato, con l’abolizione delle ragioni oggettive,
sia in palese contraddizione con le direttive europee, in particolare la 1999/70CE, la quale, tramutata in legge con D.Lsg 368/2001, dallo stato Italiano, per esempio, prevede l’istituzione della causalità, considerandola, al punto 7, come mezzo di prevenzione sugli abusi su contratti a tempo determinato.
Nell procedimento avviato si fa riferimento anche a due sentenze, la n. 41/2001; della Corte Costituzionale e la sentenza Mangold Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 22.11.2005;
Chiunque fosse interessato ad approfondire o aderire può contattarci sulla pag. FB Chiari 5 Stelle o alla mail chiari5stelle@gmail.com

PS: SONO AMMESSE LE SIGLE SINDACALI.

A volte la fantasia supera la realtà

Ci sono molti studi e statistiche che indicano la crscente degradazione dei nostri terreni dovuto all’uso di agenti chimici e l’aumento di decessi legati ad esso, cerchiamo di evitare l’irreparabile:

di seguito un dossier diviso in 5 parti “l’autostrada dei fuochi” estratto da una trasmissione radiofonica “inviato speciale” che tratta della situazione d’inquinamento della zona franciacorta.

di Pierandrea Marca per Palazzolo5stelle

L’uomo varcò la soglia della piccola porta di legno dall’insegna antica entrando lentamente e con titubanza. Erano trascorsi molti anni dall’ultima volta che aveva messo piede in un negozio – oramai gli acquisti si svolgevano principalmente sul web – ed era addirittura la prima volta in vita sua che entrava in una enoteca. Doveva comprare un vino per celebrare una occasione importante e aveva pensato di acquistarlo in un negozio per poter essere consigliato al meglio dal negoziante.
Si aggirò con curiosità tra gli scaffali di legno lucido, stupito di trovare migliaia di bottiglie allineate e provenienti da tutto il mondo. La sua attenzione fu però attratta da una bottiglia di vino la cui etichetta gli riportò alla mente il luogo natìo. Subito la memoria recuperò i ricordi dell’infanzia, oramai lontana: i giochi al computer con gli amici, le corse in campagna tra le colline e i vigneti, le nuotate al lago nei mesi estivi; tuttavia il piacere del ricordo gli procurò anche una sensazione di nostalgia, quasi di tristezza, nel riportare alla memoria ciò che era accaduto successivamente: gli allarmi dei genitori, le scuole chiuse, i funerali, l’esercito nelle strade, la separazione, il trasferimento in una città lontanissima.
Tornò alla realtà del negozio in pochi attimi e si decise ad acquistare una confezione regalo da quattro bottiglie – avrebbe fatto un figurone! – anche in virtù del prezzo scontato: solo 6.000 edu.
Si recò alla cassa dove ad attenderlo c’era il proprietario di sempre, un uomo divenuto anziano all’interno del proprio negozio, un testimone eccezionale che aveva visto i cambiamenti del mondo attraverso i mutamenti nella clientela, negli acquisti, nella moneta elettronica e perfino nella provenienza dei vini.
– Avete preso il Franciacorta! Sa che lei è il primo ad acquistare questo vino? Ho giusto stappato una bottiglia stamattina per degustarlo e poi spiegarlo ai miei pochi clienti affezionati. Eh, cosa vuole che le dica! Non è possibile descrivere e far comprendere la pienezza degli aromi di un prodotto nobile come il vino ad un acquirente che vive forse dall’altra parte della città o del mondo! Ma tant’è ! E’ il progresso! E’ il commercio elettronico! Prendere o lasciare! Ed io ho lasciato e non ho mai venduto vino o liquori sul web. Chi vuole vino, viene qui, lo assapora e se è di proprio gradimento lo acquista.
Il fiume di parole lasciò l’uomo ammutolito per un istante. Non sapeva cosa dire. Però il negoziante sembrava essere una persona sincera e con esperienza di cose e di mondo; ispirava fiducia. Decise quindi di spiegare il motivo della scelta del Franciacorta. In questo modo avrebbe condiviso con qualcuno la sua infanzia, i ricordi trascorsi. Ma mentre raccontava la propria storia al negoziante, si acccorse che questi dinegava con la testa, sgranava gli occhi. Come mai?
– Signore, mi dispiace deluderla, ma sta commettendo un errore, lei è stato tratto in inganno dalla etichetta Franciacorta. Il vino proveniente dalla Franciacorta – dove presumo lei sia nato – non esiste più. O meglio, è rimasta solo il marchio! Infatti il marchio fu comprato da un fondo di investimento cinese circa 10 anni fa per poi essere applicato a vini frizzanti e vini da tavola che però non hanno nulla a che vedere con l’Italia. E’ così! I vigneti del nuovo marchio Franciacorta sono in Cina e Australia.
Un sentimento di delusione, una smorfia di disappunto scosse il viso dell’uomo.
– Forse lei era troppo piccolo per ricordarsi, ma io me lo ricordo benissimo! La Franciacorta quella vera, la regione agricola bresciana, era stata utilizzata come discarica per lo smaltimento di rifiuti chimici, rifiuti industriali, ospedalieri, cromo, metalli pesanti, pesticidi, disserbanti e chissà cosa altro! Capito come? Sottoterra buttavano i rifiuti tossici e sopra coltivavano vite, granoturco, avena; allevavano anche animali. E questo fu fatto per decenni! La popolazione iniziò lentamente a morire per tumori, leucemie, allergie. Corse voce che era colpa dell’inquinamento del suolo. La produzione di vino Franciacorta crollò, le aziende vitivinicole fallirono. L’antico sapere della fermentazione dell’uva fu perso per sempre. Nel solo anno 2025 ci furono settantamila decessi in Franciacorta. Fu allora che il Governo decise di evacuare l’intera area e di trasferire forzatamente la popolazione.
L’uomo ricordò improvvisamente tutti i dettagli di quel nefasto giorno in cui – bambino – perse per sempre gli amici di scuola, le persone care, le maestre. Una lacrima segnò la guancia dell’uomo.
– Accidenti, che le succede? Ho detto qualcosa che la turba? Ah, lei ha vissuto quei momenti terribili. Mi dispiace. Senta, si avvicini che ho una proposta. Le faccio assaggiare un vino eccezionale, un vino che viene dal sud dell’Inghilterra! Si, ha capito bene! L’Inghilterra! I cambiamenti climatici hanno trasformato la Cornovaglia e il Galles in una zona vitivinicola straordinaria! Certo, il prezzo è più alto, ma la qualità è superiore e il sapore è impagabile. Su, lo assaggi! Che ne pensa? Sa cosa le dico? Le lascio due bottiglie di Red Galles, annata 2070, al prezzo del vino che aveva intenzione di comprare. Ci rimetto il mio margine, ma sentirà che aroma, che sapore, che vino! Lasci perdere il Franciacorta!
Dopo un paio d’ore l’uomo uscì dal negozio con le due bottiglie sottobraccio.
Ovviamente questo è un racconto di fantasia, ambientato in un lontano futuro che vede come protagonista il territorio della Franciacorta. Però, la situazione odierna del nostro territorio non è molto lontana da quello descritto sopra. E’ risaputo che la Franciacorta “ospita” discariche per lo smaltimento di rifiuti industriali – fonderie e siderurgie, cave per l’estrazione di sabbia e siti ecologici per il trattamento di rifiuti speciali. Le aziende agricole effettuano uno sfruttamento intensivo del suolo e delle falde acquifere, ricorrendo anche a prodotti chimici per aumentare la resa agricola. Pesticidi e disserbanti ovunque. E poi ci sono le aziende vitivinicole, i cui vigneti prolungano le radici nel sottosuolo.
Chi di voi può confermare o smentire che queste attività non sono nocive per la salute dell’uomo?
Chi di voi può confermare o smentire che ci stiamo avvelenando lentamente con le nostre mani?
Secondo voi il racconto che avete letto è opera di fantasia o presagio del futuro della Franciacorta?

Le 18 aziende italiane verso Rifiuti Zero

A conclusione del Giro d’Italia delle buone pratiche a Rifiuti Zero sono state premiate 18 aziende italiane virtuose impegnate nella riduzione drastica dei rifiuti. Alberghi, fabbriche, negozi, consorzi e nuovi progetti impegnati per l’ambiente

Rifiuti-Zero_Logo1Si è concluso con una premiazione delle aziende virtuose il “Giro d’Italia delle buone pratiche a Rifiuti Zero” percorso dal biker Danilo Boni in sella alla bicicletta elettrica Frisbee, fornita da TC Mobility sponsor ufficiale del progetto. Il tour era partito martedì 27 maggio da Milano per consegnare la nomination a 19 aziende e start-up che si sono distinte per il loro impegno nel promuovere processi di “produzione pulita”.
L’iniziativa, che ha avuto la collaborazione di Radio 24, è stata promossa da Zero Waste Italy e dal Comune di Capannori insieme a numerose associazioni e movimenti dell’universo Rifiuti Zero italiano.
“Più del 70% del problema dei rifiuti può essere risolto dai cittadini con la raccolta differenziata porta a porta. Ma la restante percentuale riguarda un errore di progettazione che sta a monte, e che deve essere risolto insieme alle imprese” aveva spiegato Rossano Ercolini.
E così è partito il giro, articolato in un mese intero di eventi, coinvolgendo migliaia di persone, si è passati alla premiazione. Il premio, costituito da una statuetta realizzata con materiale riciclato dall’artista Stefania Brandinelli, è stato consegnato ai rappresentanti ufficiali delle imprese dopo aver enunciato le motivazioni oltre che dai membri del comitato di valutazione nazionale composto da Patrizia Lo Sciuto, Patrizia Pappalardo, Enzo Favoino, Franco Matrone e Rossano Ercolini, anche dal neo Sindaco del Comune di Capannori Luca Menesini, dal giovanissimo assessore all’ambiente Matteo Francesconi e da Concetta Mattia in rappresentanza di Anpas Nazionale.

Ecco l’elenco delle 18 imprese e di gruppi di imprese “verso Rifiuti Zero” premiati dalla giuria:

Progetto Ragioniamo con i piedi – Astorflex, Este(PD)/Mantova;

Azienda biologica Tre Botti, Castiglione in Teverina (VT);

Biodistretto, Greve in Chianti (FI);

Brevetto compresse di caffè porzionato dell’ Ing. Paolo Belloli, Bologna;

Carlsberg Italia, Milano;

Consorzio Biella The Wool Company, Biella;

Dismeco, Marzabotto (BO);

Ecobimbi, Genova;

Effecorta, Milano, Prato e Capannori,

Funghi Espresso, Capannori/Napoli;

Conca Park Hotel, Sorrento (NA);

Hotel e ristorante alla campagna, S. Giovanni Lupatoto (VR);

Royal Continental Hotel, Napoli;

Progetto Lavanda-Cooperativa Eta Beta, Bologna;

Rete O.N.U. (organizzazione nazionale dell’usato), Roma;

Progetto Daccapo, Capannori/Lucca;

Ri.Technor.R, Occhiobello (RO);

S.E.S.A., Este (PD).

Successivamente alla premiazione è stato dichiarato “Zero Waster” dell’anno Antonino Esposito, per l’originalità, la competenza e la tenacia nella promozione e coordinamento del progetto “Hotel & Ristoranti Rifiuti Zero”.

di Dario Scacciavento
Fonte Terra Nuova
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: