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PALAZZOLESI, ATTIVIAMOCI PER I REFERENDUM!

Dalla teoria alla pratica: oggi la rubrica dei “denuclearizzati” pubblica un appello nato dalla società civile, al di là di qualsiasi movimento, partito o associazione.

Vincere il referendum è una “mission”, vincere il referendum sancirebbe la vittoria della società civile contro la partitocrazia. Lo dimostra il referendum in difesa dell’acqua pubblica che chiede l’abrogazione di 2 leggi,una fatta dal Governo di centro destra ed una dal centro sinistra. People have the power, cantava Patti Smith: dall’indignazione da tastiera della rete, dalle Piazze virtuali dei social network, passiamo alla vita reale, mettiamoci la faccia e da privati cittadini facciamo sentire la nostra voce sul campo.

Di seguito l’appello :

PAGINA FACEBOOK

Ciao a tutti!
Siamo dei semplici cittadini che, nella nostra Palazzolo, vogliono attivarsi per portare più persone possibili a votare, il prossimo 12-13 giugno, per i Referendum sull’acqua pubblica e contro il nucleare.
Abbiamo visto che qui su Facebook ci sono davvero tanti ragazzi che stanno pubblicando un sacco di post e video per creare informazione sui quesiti referendari, visto che i mezzi di comunicazione non ne stanno parl…ando affatto.
Abbiamo scoperto che anche a Pontoglio dei ragazzi si stanno trovando per poterne parlare insieme, e allora perchè non farlo anche qui?
Per poter raggiungere il quorum dobbiamo convincere ad andare a votare tutti i nostri amici! E per farlo dobbiamo usare tutte le potenzialità che abbiamo, dalla parola alla rete, dalle mail ai volantini…
Siamo semplici cittadini che vogliono informare altri cittadini e che, parlando tra loro, hanno deciso di provare a trovarsi una sera per vedere cosa fare, per scambiarsi idee, volantini e manifesti, per passare la voce.
L’Anpi mette a disposizione la sua sede per poter incontrarci il 13, ma vogliamo che tutti partecipino come liberi cittadini al di là di qualsiasi associazione, movimento e partito.
Ci vediamo! Passate parola!

Ritrovo: sede dell’Anpi di Palazzolo, via Britannici, 1 (a lato del Pub Antiche Mura) a Palazzolo s/O, mercoledì 13 aprile, dalle ore 20.30.
Secondo incontro: Lunedì 18 aprile alle 20.30, sempre nella sede dell’Anpi.  
                                                                                                                                                                                                                                       Terzo incontro: mercoledì 27 aprile alle 20.30, sempre nella sede dell’Anpi.

I DENUCLEARIZZATI: caro atomo…

Oggi affrontiamo il tema dei costi che comporterebbe il ritorno dell’energia nucleare.  Chi sostiene il nucleare vuole far credere agli italiani che con esso, si ridurranno i costi dell’energia e quindi le bollette. I nuclearisti sostengono che l’energia proveniente dal nucleare costa 0,03€/chilowattora, contro gli 0,02€/chilowattora dell’idroelettrico e del carbone, gli 0,04€/chilowattora del gas, 0,05€/chilowattora del biogas, gli 0,12€/chilowattora delle celle a combustibile. In questi calcoli però mancano i costi di costruzione degli impianti, mancano i costi di smantellamento degli impianti, mancano i costi opportunità, le esternalità ed i costi di stoccaggio delle scorie.

Vediamo più precisamente cosa nascondono alcune informazioni.

Per la costruzione di una centrale, è giusto pensare a costi che vanno da 5 ai 6 milardi di euro, come sta succendo in Finlandia grazie ai consueti ritardi che si delineano durante la realizzazione di queste centrali, come già accaduto anche in Francia e U.S.A

Negli Stati Uniti una valutazione effettuata su 75 reattori nucleari stimava i costi previsti sui 45 miliardi di dollari (34 miliardi di euro), ma i costi effettivi dei 75 reattori sono stati 145 miliardi di dollari (110 miliardi di euro). In India, il paese con l’esperienza più recente in costruzione, i costi completi degli ultimi dieci reattori sono aumentati del 300% rispetto al budget previsto all’inizio.
Oltre ai costi per la costruzione degli impianti, è opportuno capire quanto già abbiamo speso in questi anni dove il nucleare è stato “spento”. In realtà, il “conto” per l’addio al nucleare sulle tasche degli italiani è già pesato, più del doppio di quanto previsto nel 2001 (3,3 miliardi). Infatti, sempre sulle bollette elettriche verranno prelevati oltre 7,6 miliardi ad arrivare al 2021 come rimborso all’Enel ed alla società Ansaldo per il danno subito con la decisione di chiudere col nucleare.

Altri costi di cui spesso non si parla, sono quelli destinati con il Cip6, alle energie assimilate tra cui il nucleare dal 1991.

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I DENUCLEARIZZATI: scegli i tuoi Nobel

Parole di esperti, riempiono le pagine dei giornali ed affollano i blog di mezzo mondo, per questo, oggi vogliamo portare le loro dichiarazioni.

Partiamo dall’Italia, dove  il comitato no nucleare vanta l’adesione di ben 1200 scienziati, contrari ad un ritorno all’atomo e pronti a sostenere a gran voce il loro dissenso alla costruzione di centrali nucleari in territorio italiano.
Il comitato di studiosi, coordinato da Vincenzo Balzani,  va contro il nuovo e tanto discusso orientamento della politica energetica italiana.

Altre importanti voci sono state quelle di alcuni Premi Nobel, tra cui Rubbia, che sostiene: “Inutile insistere su una tecnologia che crea solo problemi e ha bisogno di troppo tempo per dare risultati”. La strada da percorrere?  “Quella del solare termodinamico.  Spagna, Germania e Usa l’hanno capito.”

Per risolvere il problema dell’energia, secondo il premio Nobel Carlo Rubbia, bisogna rivoluzionare completamente la rotta. “In che modo?”  Tagliando il nodo gordiano e iniziando a guardare in una direzione diversa. Perché da un lato, con i combustibili fossili, abbiamo i problemi ambientali che minacciano di farci gran brutti scherzi. E dall’altro, se guardiamo al nucleare, ci accorgiamo che siamo di fronte alle stesse difficoltà irrisolte di un quarto di secolo fa. La strada promettente è piuttosto il solare, che sta crescendo al ritmo del 40% ogni anno nel mondo e dimostra di saper superare gli ostacoli tecnici che gli capitano davanti.

“L’onda d’urto prodotta dal disastro giapponese ha reso evidente a tutti la Continua a leggere

I DENUCLEARIZZATI: Le energie

L’energia elettrica è una piccola quota dell’energia che utilizziamo.

Quasi un terzo dell’energia importata serve per produrre l’energia elettrica, ma un terzo abbondante serve per riscaldare acqua, produrre calore che potremmo avere senza usare fossili né nucleare. Solo eliminando gli sprechi attuali nei consumi per far raffreddamento e riscaldamento delle case avremmo un risparmio di energia estremamente più elevato di quello che nei prossimi anni potrebbe darci, forse, il nucleare. Lo stesso vale per il sistema trasporti che è fra i più energivori.

La stragrande parte di energia non è elettrica, il nucleare affronta solo la questione elettrica, che è una piccola quota del problema (circa il 15 %).

Possiamo quindi dire che, se raddoppiassimo le centrali nucleari magicamente domani mattina, già pronte per produrre; copriremmo meno di un terzo della domanda di energia.

Sapendo che, la domanda di energia continuerà ad aumentare, grazie ai nuovi paesi in via di sviluppo cosi popolosi, ed il continuo afflusso di gente dalle situazioni disagiate del pianeta verso i paesi occidentali, possiamo affermare che l’utopia del nucleare sia di coprire il 20% dell’energia richiesta.

Se tenessimo conto del fatto che, dall’estrazione fino alla produzione di energia elettrica, il nucleare consuma altre energie derivanti dal petrolio, e dal carbone, parliamo di un 20% lordo…

Si sente spesso che abbiamo un costo dell’energia elettrica molto più alta dei francesi; è sia vero che falso. Il costo dell’energia elettrica italiana è dovuto all’inadeguatezza del nostro sistema elettrico ed in particolare delle nostre linee: abbiamo linee che hanno uno spreco del 12, 13 % nel trasferimento dell’energia.

Importiamo energia elettrica dalla Francia perchè le centrali nucleari sono “rigide”, producono energia anche quando non serve; perciò di notte ce la vendono sotto-costo. Il cosiddetto basso costo del nucleare francese è un sottoprodotto del nucleare militare, e questo argomento spererei di non doverlo neanche affrontare nel mio paese.
L’Italia, con i bacini idroelettrici, ha maggiore flessibilità, possiamo modulare Continua a leggere

I DENUCLEARIZZATI: un disastro per l’ambiente…

Il consumo e la distruzione del territorio, sono alcune delle cause del nucleare, che spesso non vanno a sommarsi né ai costi, né diventano motivo di spiegazione da parte dei fautori di questa energia.

l’11 dicembre, in Niger, nella miniera di Somair 200.000 litri di fanghi radioattivi sono fuoriusciti da tre piscine lesionate riversandosi nell’ambiente. Una catastrofe radioattiva silenziosa, ammessa sotto le pressioni francesi dalla stessa società.

Oltre a questo “incidente”, basta osservare una miniera di Uranio  per capire la quantità di territorio devastata da tale pratica .

La miniera di Somair è a cielo aperto. Come si vede dalla immagine (quella a fianco tratta dal sito di AREVA), viene scavata una enorme voragine e la roccia estratta viene frantumata e trattata chimicamente per raccogliere il poco Uranio che contiene.

In queste rocce la concentrazione di U3O8 è molto bassa, meno dello 0,1%. Questo significa che per ottenere una tonnellata di Uranio occorre smuovere almeno 1200 tonnellate di roccia e usare Continua a leggere

I DENUCLEARIZZATI

Ogni Mercoledì, a partire da oggi, porteremo alla luce  dati e considerazioni che riguardano l’energia nucleare e quelle informazioni, che tra uno spostamento in avanti di un pedone ed un arrocco, in televisione si sono dimenticati di inserire in un famoso spot.

Partiamo dall’inizio per comprendere meglio il complesso tema dell’energia nucleare, visto che è necessario estrarre dal sottosuolo Uranio, per poter produrre energia. Greenpeace completa un rapporto-denuncia sulle estrazioni di Uranio della società francese Areva e delle conseguenze derivate dalla medesima pratica svolta nel Niger ed in altre parti dell’Africa Nera. Areva è la società con la quale il nostro paese ha in mente di rilanciare il nucleare.

Mercoledì prossimo entreremo nel dettaglio fornendo alcuni dati sull’attività estrattiva, parleremo di quantità di Uranio sfruttabile e di consumo di acqua e territorio.

Ecco a voi il testo del rapporto di Greenpeace:

Left in the dust

L’eredità radioattiva di Areva nelle città del deserto del Niger

Maggio 2010  Continua a leggere

Denuclearizzati anche tu

Riemerge dal passato un’idea di futuro, che stà in piedi a bugie, mezze verità, grossi finanziamenti pubblici e privati. Parliamo di nucleare e dell’enorme propaganda che stà piovendo sulle nostre teste ogni giorno. E’ partita da tempo, con pubblicità televisive, volantini, inserti nei giornali, incontri nelle scuole, spiegandone i presunti vantaggi.  Serve, a tutte le persone interessate al tema dell’energia, anche la voce di chi al nucleare dice un fermo no, per potersi fare un’opinione più precisa. Il movimento 5 stelle Palazzolo darà vita ad una rubrica “denuclearizzata” con lo scopo non solo di informare, ma anche,  di confrontare le diverse opinioni.  Invitiamo  tutti a seguire e dibattere sulla rubrica dedicata al nucleare sul blog http://www.palazzolo5stelle.it ogni Mercoledì, a partire dal 02 Marzo  inseriremo un post dedicato a notizie per sfatare il mito che ci stanno proponendo.

Palazzolo5stelle


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