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E’ nato il Meetup Franciacorta!!

E’ con immenso piacere che vi comunichiamo la nascita di un nuovo e utilissimo punto di incontro: Il Meetup Franciacorta !

Il Meetup è uno strumento di diffusionedenunciaconfronto; un luogo virtuale dove poter parlare, confrontarsi su temi come ambienteenergiasanitàpoliticagiustizialavoromobilitàinformazione ed altro ancora. E’ uno strumento tramite il quale organizzare azioni comuni, dove poter discutere, aprire discussioni e commentare liberamente. La Rete, tuttavia, è solo il punto di partenza:  l’obiettivo è il confronto nella vita reale.

Il Meetup è un semplice gruppo di comuni cittadini, volontari, attivisti dalle diverse  idee che impiegano il proprio tempo libero per offrire la propria professionalità – o semplice passione – al servizio del bene comune, promuovendo una nuova cultura, spontanea e consapevole, che fa dell’informazione, del confronto e del rapporto diretto con la cittadinanza le sue caratteristiche principali.

Una rivoluzione culturale che nasce dai cittadini PER i cittadini stessi, il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo deve partire da noi per primi !

Il Meetup nasce dall’esigenza di poter realmente interagire e mettere in contatto le persone che si interessano del proprio territorio e della propria vita. Il Meetup è di tutti: è dei cittadini, delle associazioni, comitati, a tutti coloro che da anni operano sul territorio e a chi desidera intraprendere un cammino comune, nella minore dispersione di forze possibile.
Meetup vuol dire passione, forza, sostegno, comunicazione, voglia di cambiare, voglia di mettersi in giocovuole essere il luogo di nascita dei nostri progetti, l’incubatrice dei nostri sogni e speranze, il mezzo tramite cui ricostruire il senso di comunità, per creare aggregazione, nuovi affetti e conoscenze con le quali condividere battaglie comuni con il fine di riappropriarci del futuro che ci è stato rubato.

Siamo studenti, impiegati, liberi professionisti, coppie, single, genitori, figli, elettori, cittadini. Siamo persone con molte idee per la testa e con tanta voglia di potersi esprimere, di dire la propria opinione e siamo soprattutto persone che vogliono comunicare con gli altri, ascoltare, confrontarsi per poter fare qualcosa insieme… per cambiare  il nostro futuro!

Emanuela Salogni per Palazzolo5stelle

I DENUCLEARIZZATI: caro atomo…

Oggi affrontiamo il tema dei costi che comporterebbe il ritorno dell’energia nucleare.  Chi sostiene il nucleare vuole far credere agli italiani che con esso, si ridurranno i costi dell’energia e quindi le bollette. I nuclearisti sostengono che l’energia proveniente dal nucleare costa 0,03€/chilowattora, contro gli 0,02€/chilowattora dell’idroelettrico e del carbone, gli 0,04€/chilowattora del gas, 0,05€/chilowattora del biogas, gli 0,12€/chilowattora delle celle a combustibile. In questi calcoli però mancano i costi di costruzione degli impianti, mancano i costi di smantellamento degli impianti, mancano i costi opportunità, le esternalità ed i costi di stoccaggio delle scorie.

Vediamo più precisamente cosa nascondono alcune informazioni.

Per la costruzione di una centrale, è giusto pensare a costi che vanno da 5 ai 6 milardi di euro, come sta succendo in Finlandia grazie ai consueti ritardi che si delineano durante la realizzazione di queste centrali, come già accaduto anche in Francia e U.S.A

Negli Stati Uniti una valutazione effettuata su 75 reattori nucleari stimava i costi previsti sui 45 miliardi di dollari (34 miliardi di euro), ma i costi effettivi dei 75 reattori sono stati 145 miliardi di dollari (110 miliardi di euro). In India, il paese con l’esperienza più recente in costruzione, i costi completi degli ultimi dieci reattori sono aumentati del 300% rispetto al budget previsto all’inizio.
Oltre ai costi per la costruzione degli impianti, è opportuno capire quanto già abbiamo speso in questi anni dove il nucleare è stato “spento”. In realtà, il “conto” per l’addio al nucleare sulle tasche degli italiani è già pesato, più del doppio di quanto previsto nel 2001 (3,3 miliardi). Infatti, sempre sulle bollette elettriche verranno prelevati oltre 7,6 miliardi ad arrivare al 2021 come rimborso all’Enel ed alla società Ansaldo per il danno subito con la decisione di chiudere col nucleare.

Altri costi di cui spesso non si parla, sono quelli destinati con il Cip6, alle energie assimilate tra cui il nucleare dal 1991.

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Denuclearizzati anche tu

Riemerge dal passato un’idea di futuro, che stà in piedi a bugie, mezze verità, grossi finanziamenti pubblici e privati. Parliamo di nucleare e dell’enorme propaganda che stà piovendo sulle nostre teste ogni giorno. E’ partita da tempo, con pubblicità televisive, volantini, inserti nei giornali, incontri nelle scuole, spiegandone i presunti vantaggi.  Serve, a tutte le persone interessate al tema dell’energia, anche la voce di chi al nucleare dice un fermo no, per potersi fare un’opinione più precisa. Il movimento 5 stelle Palazzolo darà vita ad una rubrica “denuclearizzata” con lo scopo non solo di informare, ma anche,  di confrontare le diverse opinioni.  Invitiamo  tutti a seguire e dibattere sulla rubrica dedicata al nucleare sul blog http://www.palazzolo5stelle.it ogni Mercoledì, a partire dal 02 Marzo  inseriremo un post dedicato a notizie per sfatare il mito che ci stanno proponendo.

Palazzolo5stelle


RIFIUTI: IL “PORTA A PORTA” TUTELA LA SALUTE

Ricordiamo al Sig.  Lancini (Assessore all’ecologia), che stiamo attendendo da mesi una risposta in merito al documento a lui consegnato riguardante la proposta “rifiuti zero”.

L’oncologa Patrizia Gentilini, membro dell’associazione Medici per l’Ambiente, ha scritto una lettera dove si spiegano i benefici della raccolta dei rifiuti “porta a porta”, metodo avviato anche nella città dove risiede, Forlì.

Gentile Direttore (la lettere è stata pubblicata sul quotidiano Il Resto del Carlino, nda),

vedo che sono frequentemente pubblicate lettere che  esprimono riserve e timori circa la raccolta porta a porta dei rifiuti, specie per quanto attiene un eventale aumento delle tariffe. Per una volta, come medico talvolta definito “allarmista”, mi sia consentito di intervenire per portare viceversa buone notizie, rassicurare tutti e far dormire sonni tranquilli ai nostri concittadini. Con tutta l’esperienza che ho maturato in questi anni posso davvero affermare, senza timore di smentite, che se c’è una cosa di cui non ci si deve preoccupare è proprio la raccolta domiciliare.

Anzi, vorrei avere una “finestrina cardiaca” attraverso cui tutti potessero sbirciare  e vedere quanta gioia ci sia nel mio cuore da quando ho saputo che anche nella nostra città si adotterà la raccolta “porta a porta”.

Eh sì, cari concittadini, se vogliamo guarire dalla “malattia rifiuti”, il primo passo è proprio questo: iniziare con una buona differenziazione dei rifiuti alla fonte! Se posso fare un paragone sarebbe come essere a letto con la Continua a leggere

CIP6 – Cos’è?

CIP6, un po’ di storia

Dal 1992 lo Stato Italiano prevede una forma di finanziamento pubblico – il CIP6, equivalente a circa il 7% degli importi in bolletta pagati dai cittadini – da destinare ai produttori di energia elettrica da fonti energetiche “rinnovabili o assimilate”. Due termini all’apparenza innocui, ma che negli anni hanno consentito di disperdere oltre 45 miliardi di euro.

L’incentivo si inseriva nel contesto europeo di promozione e sviluppo delle energie rinnovabili, ovvero il solare, l’eolico, il geotermico, l’idroelettrico ed altre fonti, in seguito definite in ambito comunitario dalla Direttiva Europea 2001/77/CE. Tuttavia, mentre in Europa veniva avviato un percorso giusto e lungimirante, orientato a favorire il progresso di nuove tecnologie in grado di portare benessere e attenzione all’ambiente, in Italia nasceva una distorsione normativa unica nel suo genere, che di fatto rispondeva ai più indegni interessi economici di petrolieri e trafficanti di rifiuti.

Il concetto di energia “assimilata” alle rinnovabili, infatti, è nato e vissuto solo in Italia, ed ha attraversato senza traumi Governi di destra e sinistra. Rappresenta l’infame tentativo – riuscito, fino ad oggi – di accostare fonti energetiche pulite a sorgenti altamente inquinanti, dai combustibili fossili (tra cui petrolio e carbone) ai rifiuti inorganici.

In Italia, la Direttiva Europea viene recepita nel 2004. Sarebbe stata un’ottima occasione per cambiare direzione, aprire gli occhi al futuro. Invece si è scelto di proseguire nella violazione, garantendo proprio ai rifiuti la possibilità di accedere ai medesimi incentivi riconosciuti alle rinnovabili. Dal 2004 al 2007, anno in cui la Finanziaria ripristina temporaneamente le coordinate imposte dall’Europa, seppur con ulteriori deroghe – l’emergenza rifiuti in Campania ha difatti reso vano l’intervento -, l’Italia è fuori dalla legge comunitaria.

Il risultato è, oggi, una produzione di energia elettrica nazionale che per l’81% è generata da fonti inquinanti. Nessuna politica di incentivazione nellambito delle energie alternative, rinnovabili e “pulite”, nonché del sempre meno considerato risparmio energetico. Un solo dato è sufficiente a comprendere l’entità della devastazione: nel 2006, il CIP6 ammontava a circa 6 miliardi di euro. Di questi, 5 miliardi e mezzo sono stati conferiti ad impianti per energie assimilate (inceneritori, centrali a combustibili fossili), il resto – 600 milioni di euro, meno di 1/10 del totale – ad impianti per energia rinnovabile. In ambito locale, l’azienda ASM (oggi A2A) ha percepito oltre 450 milioni di euro di finanziamento pubblico, a fronte di un impianto – il noto inceneritore di Brescia – costato circa 150 milioni.

  • Per conoscere come e dove aderire clicca qui:

http://www.meetup.com/Gruppo-Meetup-Amici-di-Beppe-Grillo-di-Brescia/pages/cip6/?name=cip6

(Fonte: Meet up di Brescia)
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