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ACQUA SUPER CRITICA

La risposta concreta ed attuabile per lo smaltimeto dei rifiuti speciali: il sistema che supera di gran lunga la tecnologia dell’incenerimento, più economico, ecologico, ad alto rendimento ed in linea con le normative europee.

Il Meetup Franciacorta, insieme al Gruppo “progetto rifiuti zero ” ed al Meetup Bergamo promuove una serata con esperti relatori:

Rodengo Saiano, 24 ottobre, c/o AUDITORIUM San Salvatore, dalle h. 20,30.

Dedicata a cittadini, aziende PMI ed artigiane, società come A2A e Co.ge.me, professionisti ed amministrazioni comunali:

ACQUA SUPER CRITICA è il progetto realizzabile ad hoc sulle esigenze delle singole aziende.

 
Marco Migliorati
Progetto Rifiuti Zero
Meetup FRANCIACORTA
3395389295

http://www.meetup.com/MEETUP-FRANCIACORTA
pag. Fb: Progetto Rifiuti Zero Franciacorta

SERATA ACQUA SUPER CRITICA RODENGO

Notizie dal fronte comune contro la discarica di Telgate

Fabio Massimo Turani:
14 settembre
La Berco avrebbe dovuto presentare il 7 settembre scorso l’istanza per l’autorizzazione ambientale integrata dell’impianto di Calcinate. Chiaramente non lo ha fatto. Ho preso carta e penna (si fa per dire, ho mandato una mail) e ho formulato un quesito ai burocrati provinciali. Loro speravano che ci fossimo scordati, ma niente da fare. E’ un percorso lungo, cari amici, ma non scordiamoci almeno di far suonare la sveglia quando necessario…
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Di cosa si parla? …di un futuro migliore naturalmente.

Una serata all’insegna dell’informazione.
L’evoluzione del trattamento dei rifiuti pericolosi, che ad oggi è poco conosciuta.
Un sistema che permette di recuperare energia senza incenerire.

RELATORI:
Roberto Fiorendi, esperto “Progetto Rifiuti Zero”
Gianluca Cuc, chimico esperto di inquinamento ambientale.

Presso il foro Boario di Rovato – Area del Mercato
Per informazioni:
http://goo.gl/wpyQQf

Organizzatori:
http://www.meetup.com/MEETUP-FRANCIACORTA/

acqua supercriticastreaming su:

http://www.ustream.tv/channel/meetup-franciacorta

TUMORI: PALAZZOLO SULL’OGLIO COME BRESCIA

Franciacorta: Tumori Distretto n. 6 – MONTE ORFANO + 4,7%

Tumori a Brescia

Statistiche oramai ventennali ci mostrano quanto la salute degli abitanti della zona ovest Bresciano e Franciacorta sia messa in serio pericolo, occorre che i cittadini siano attivi per contrastare un modello economico e sociale che porta solo sofferenza e lutti in tutte le famiglie. Abbiamo a che fare con una guerra invisibile, una guerra bianca non dichiarata ma viva più che mai.

Grazie all’impegno di Carlos (attivista 5 stelle), si sono analizzati alcuni dati interessanti che non possono che mettere in discussione le politiche industriali e agricole per il solo profitto a tutti i costi.

La forte industrializzazione,  le coltivazioni intensive, comprese le produzioni vinicole, incidono sicuramente sulla salute di tutti. (Angelo B.)

———————————————————————-

acqua sporcaL’ incidenza tumorale nel mondo è dello 0,3 (l’Italia è nella media) ma il dato preoccupante è che la grande maggioranza dei casi di malattia si riscontra nei paesi industrializzati, la Namibia ha una incidenza dello 0.075, però nei paesi sottosviluppati nel 70% dei casi è letale.

In Italia ogni anno si diagnosticano 274 casi ogni 100.000 di cui 108 mortali, noi abbiamo una spesa pro capite di 3472 dollari (In Congo solo 14 dollari!!!) e siamo sempre nella media europea.

In questo caso invece troviamo un record positivo, l’Italia è prima in Europa per sopravvivenza ai 5 anni.

Le previsioni per il 2030 della OMS è che gli ammalati passeranno da 14 milioni a 22 milioni, In Italia nel 2013 sono stati diagnosticati 350.000 nuovi casi.

Christopher Wild direttore della OMS ci dice che non possiamo combattere questo male solo con la ricerca di nuove cure, ma bensì anche con la prevenzione, ad esempio lo screening regolare potrebbe ridurre del 70% i casi. Ma soprattutto ci parla della prevenzione dei fattori esterni, come l’inquinamento atmosferico e gli agenti chimici.

Un ultimo dato è quello della diagnostica per tipologia, si parte coi polmoni, colon e seno. Invece per mortalità polmoni, fegato e stomaco.

Certamente si è tralasciato innumerevoli dati sia dal punto di vista statistico che di cause, cure, ecc.

Il punto è quello di mettere in risalto i seguenti dati della Franciacorta.

Essendo che l’Italia è in media o addirittura meglio degli altri paesi europei, perché in Franciacorta abbiamo un +12% di cancro al CAM00345seno e un + 36%di cancro al fegato?

Secondo noi sono numeri che escono della logica di una media e non come dicono in Regione Lombardia.

Andiamo avanti, sempre in Franciacorta abbiamo un tasso di +36% di mortalità, e ancora nel Distretto n. 6 – MONTE ORFANO si registra un + 4,7% di diagnostica di tutti i tumori con particolare rilevanza sempre a fegato e seno.

Controversa la questione relativa all’incidenza dei tumori al fegato in paesi di provincia come Palazzolo s/O dove abbiamo gli stessi livelli allarmanti di Brescia, nonostante l’apparente inesistenza di disastri ambientali come quello della Caffaro.

Un ultimo elemento per finire è la dichiarazione di Fulvio Porta (primario al civile di Brescia  nel reparto di oncologia infantile) ci dice che l’ incidenza nazionale e di 140, e in Franciacorta indovinate… 176 casi.

Inoltre Fulvio Porta suggerisce anche di rendere obbligatorio lo screening alle neomamme in quanto il PCB si trasferisce col latte materno.

Questi sono dati che ho messo arbitrariamente insieme, sono preoccupanti, non scopro certo l’acqua calda, ma sarebbe bello coinvolgere la cittadinanza in un dibattito.

Infine non posso tralasciare che sia l’ASL che la regione quando hanno risposto alle interrogazioni hanno detto che i dati sono in linea. (con chi non ho capito). A Voi le considerazioni .

Carlos Mattos per palazzolo5stelle

 

CAM00303In fine, per rimarcare quanto sopra, riportiamo lo stralcio di uno studio pubblicato dal settimanale In-Chiari Week. Di Carmelo Scarcella, rettore generale dell’Asl di Brescia: “escludendo i 7.305 tumori della cute non melanomi rimangono 37.186 casi di tumori maligni nei periodi studiati, di cui 17.133 osservati nelle donne e 20.053 nei maschi. Il distretto del Monte orfano con 1863 casi accertati registra una media complessiva del 4,7% in più rispetto alle attese….”

Viene da pensare: “in che posto viviamo?” Dovremmo pensare al futuro, a come vorremmo sia il nostro Paese tra 30 anni e a progettare un futuro migliore da lasciare ai posteri, lavorando duramente per realizzare ciò! Per raggiungere questo obbiettivo serve consapevolezza da parte di tutti, gente comune, coltivatori, imprenditori, lavoratori, studenti, tutti uniti per stabilire un nuovo patto di sopravvivenza. (Angelo B.)

 

Di seguito i link alle fonti principali:

http://www.airc.it/cancro/cos-e/statistiche-tumori-italia/

http://www.epicentro.iss.it/temi/tumori/registri.asp

http://www.registri-tumori.it/cms/Rapp2011

http://www.epiprev.it/pubblicazione/epidemiol-prev-2014-38-2-suppl-1

 

 

A volte la fantasia supera la realtà

Ci sono molti studi e statistiche che indicano la crscente degradazione dei nostri terreni dovuto all’uso di agenti chimici e l’aumento di decessi legati ad esso, cerchiamo di evitare l’irreparabile:

di seguito un dossier diviso in 5 parti “l’autostrada dei fuochi” estratto da una trasmissione radiofonica “inviato speciale” che tratta della situazione d’inquinamento della zona franciacorta.

di Pierandrea Marca per Palazzolo5stelle

L’uomo varcò la soglia della piccola porta di legno dall’insegna antica entrando lentamente e con titubanza. Erano trascorsi molti anni dall’ultima volta che aveva messo piede in un negozio – oramai gli acquisti si svolgevano principalmente sul web – ed era addirittura la prima volta in vita sua che entrava in una enoteca. Doveva comprare un vino per celebrare una occasione importante e aveva pensato di acquistarlo in un negozio per poter essere consigliato al meglio dal negoziante.
Si aggirò con curiosità tra gli scaffali di legno lucido, stupito di trovare migliaia di bottiglie allineate e provenienti da tutto il mondo. La sua attenzione fu però attratta da una bottiglia di vino la cui etichetta gli riportò alla mente il luogo natìo. Subito la memoria recuperò i ricordi dell’infanzia, oramai lontana: i giochi al computer con gli amici, le corse in campagna tra le colline e i vigneti, le nuotate al lago nei mesi estivi; tuttavia il piacere del ricordo gli procurò anche una sensazione di nostalgia, quasi di tristezza, nel riportare alla memoria ciò che era accaduto successivamente: gli allarmi dei genitori, le scuole chiuse, i funerali, l’esercito nelle strade, la separazione, il trasferimento in una città lontanissima.
Tornò alla realtà del negozio in pochi attimi e si decise ad acquistare una confezione regalo da quattro bottiglie – avrebbe fatto un figurone! – anche in virtù del prezzo scontato: solo 6.000 edu.
Si recò alla cassa dove ad attenderlo c’era il proprietario di sempre, un uomo divenuto anziano all’interno del proprio negozio, un testimone eccezionale che aveva visto i cambiamenti del mondo attraverso i mutamenti nella clientela, negli acquisti, nella moneta elettronica e perfino nella provenienza dei vini.
– Avete preso il Franciacorta! Sa che lei è il primo ad acquistare questo vino? Ho giusto stappato una bottiglia stamattina per degustarlo e poi spiegarlo ai miei pochi clienti affezionati. Eh, cosa vuole che le dica! Non è possibile descrivere e far comprendere la pienezza degli aromi di un prodotto nobile come il vino ad un acquirente che vive forse dall’altra parte della città o del mondo! Ma tant’è ! E’ il progresso! E’ il commercio elettronico! Prendere o lasciare! Ed io ho lasciato e non ho mai venduto vino o liquori sul web. Chi vuole vino, viene qui, lo assapora e se è di proprio gradimento lo acquista.
Il fiume di parole lasciò l’uomo ammutolito per un istante. Non sapeva cosa dire. Però il negoziante sembrava essere una persona sincera e con esperienza di cose e di mondo; ispirava fiducia. Decise quindi di spiegare il motivo della scelta del Franciacorta. In questo modo avrebbe condiviso con qualcuno la sua infanzia, i ricordi trascorsi. Ma mentre raccontava la propria storia al negoziante, si acccorse che questi dinegava con la testa, sgranava gli occhi. Come mai?
– Signore, mi dispiace deluderla, ma sta commettendo un errore, lei è stato tratto in inganno dalla etichetta Franciacorta. Il vino proveniente dalla Franciacorta – dove presumo lei sia nato – non esiste più. O meglio, è rimasta solo il marchio! Infatti il marchio fu comprato da un fondo di investimento cinese circa 10 anni fa per poi essere applicato a vini frizzanti e vini da tavola che però non hanno nulla a che vedere con l’Italia. E’ così! I vigneti del nuovo marchio Franciacorta sono in Cina e Australia.
Un sentimento di delusione, una smorfia di disappunto scosse il viso dell’uomo.
– Forse lei era troppo piccolo per ricordarsi, ma io me lo ricordo benissimo! La Franciacorta quella vera, la regione agricola bresciana, era stata utilizzata come discarica per lo smaltimento di rifiuti chimici, rifiuti industriali, ospedalieri, cromo, metalli pesanti, pesticidi, disserbanti e chissà cosa altro! Capito come? Sottoterra buttavano i rifiuti tossici e sopra coltivavano vite, granoturco, avena; allevavano anche animali. E questo fu fatto per decenni! La popolazione iniziò lentamente a morire per tumori, leucemie, allergie. Corse voce che era colpa dell’inquinamento del suolo. La produzione di vino Franciacorta crollò, le aziende vitivinicole fallirono. L’antico sapere della fermentazione dell’uva fu perso per sempre. Nel solo anno 2025 ci furono settantamila decessi in Franciacorta. Fu allora che il Governo decise di evacuare l’intera area e di trasferire forzatamente la popolazione.
L’uomo ricordò improvvisamente tutti i dettagli di quel nefasto giorno in cui – bambino – perse per sempre gli amici di scuola, le persone care, le maestre. Una lacrima segnò la guancia dell’uomo.
– Accidenti, che le succede? Ho detto qualcosa che la turba? Ah, lei ha vissuto quei momenti terribili. Mi dispiace. Senta, si avvicini che ho una proposta. Le faccio assaggiare un vino eccezionale, un vino che viene dal sud dell’Inghilterra! Si, ha capito bene! L’Inghilterra! I cambiamenti climatici hanno trasformato la Cornovaglia e il Galles in una zona vitivinicola straordinaria! Certo, il prezzo è più alto, ma la qualità è superiore e il sapore è impagabile. Su, lo assaggi! Che ne pensa? Sa cosa le dico? Le lascio due bottiglie di Red Galles, annata 2070, al prezzo del vino che aveva intenzione di comprare. Ci rimetto il mio margine, ma sentirà che aroma, che sapore, che vino! Lasci perdere il Franciacorta!
Dopo un paio d’ore l’uomo uscì dal negozio con le due bottiglie sottobraccio.
Ovviamente questo è un racconto di fantasia, ambientato in un lontano futuro che vede come protagonista il territorio della Franciacorta. Però, la situazione odierna del nostro territorio non è molto lontana da quello descritto sopra. E’ risaputo che la Franciacorta “ospita” discariche per lo smaltimento di rifiuti industriali – fonderie e siderurgie, cave per l’estrazione di sabbia e siti ecologici per il trattamento di rifiuti speciali. Le aziende agricole effettuano uno sfruttamento intensivo del suolo e delle falde acquifere, ricorrendo anche a prodotti chimici per aumentare la resa agricola. Pesticidi e disserbanti ovunque. E poi ci sono le aziende vitivinicole, i cui vigneti prolungano le radici nel sottosuolo.
Chi di voi può confermare o smentire che queste attività non sono nocive per la salute dell’uomo?
Chi di voi può confermare o smentire che ci stiamo avvelenando lentamente con le nostre mani?
Secondo voi il racconto che avete letto è opera di fantasia o presagio del futuro della Franciacorta?

Pesticidi killer delle api nelle piante ornamentali

Il test effettuato da Greenpeace punta il dito contro l’uso di pesticidi proibiti nel settore florovivaistico. Il 79% delle piante analizzate contiene veleni pericolosi

indexLe api continuano a morire per colpa dei pesticidi diffusi nell’ambiente. L’ultimo rapporto di Greenpeace International ha pubblicato un test su oltre 35 varietà di piante ornamentali acquistate in negozi di giardinaggio o supermercati. Le prove di laboratorio dicono che il 79% di esse sono contaminate da pesticidi killer delle api. Alcuni campioni contengono addirittura sostanze illegali in Europa.
Il rapporto si chiama Eden tossico: i loro veleni nel tuo giardino, e mette in luce l’ampio uso di pesticidi dannosi per le api nel settore della florovivaistica. Il 98% dei campioni conteneva residui di insetticidi, erbicidi o fungicidi. Molti campioni erano contaminati da un “cocktail” di pesticidi diversi. Insetticidi ritenuti pericolosi per le api sono stati trovati in 68 piante. In quasi la metà dei campioni sono stati rilevati residui di almeno uno dei tre insetticidi neonicotinoidi, malgrado l’uso sia stato proibito, anche se non completamente, nell’Unione europea per evitare gli impatti sulle api. In alcuni casi i neonicotinoidi erano presenti ad alte concentrazioni: il 43% conteneva imidacloprid, l’8% il thiamethoxam, mentre il clothianidin è stato trovato nel 7% del totale.”I fiori sui nostri balconi o nei nostri giardini possono contenere pesticidi tossici, che mettono a rischio api e altri impollinatori. Finché si continueranno a utilizzare pesticidi killer delle api per la coltivazione di piante e fiori, tutti noi possiamo essere complici inconsapevoli di una contaminazione ambientale che mette a rischio le api”, dichiara Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. “Il bando parziale in vigore su alcuni neonicotinoidi non basta a proteggere le api e gli altri impollinatori. È necessario subito un divieto assoluto dei pesticidi dannosi per le api, che sia il primo segnale di un cambio radicale dell’attuale modello agricolo industriale basato sulla chimica di sintesi”, conclude Ferrario.La presenza di residui di antiparassitari non autorizzati in piante ornamentali vendute in Europa evidenzia la necessità di un maggior rigore dei sistemi di monitoraggio e gestione delle filiere nel settore florovivaistico. Questa però, sottolinea Greenpeace, è solo la cima dell’iceberg. Quello che serve è lo sviluppo e la promozione di pratiche agricole ecologiche, che garantiscano ambienti salubri e sicuri all’interno di aziende agricole e giardini, dove insetti e biodiversità possano prosperare.

Scarica il rapporto di Greenpeace http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2014/Eden-tossico.pdf

Le 18 aziende italiane verso Rifiuti Zero

A conclusione del Giro d’Italia delle buone pratiche a Rifiuti Zero sono state premiate 18 aziende italiane virtuose impegnate nella riduzione drastica dei rifiuti. Alberghi, fabbriche, negozi, consorzi e nuovi progetti impegnati per l’ambiente

Rifiuti-Zero_Logo1Si è concluso con una premiazione delle aziende virtuose il “Giro d’Italia delle buone pratiche a Rifiuti Zero” percorso dal biker Danilo Boni in sella alla bicicletta elettrica Frisbee, fornita da TC Mobility sponsor ufficiale del progetto. Il tour era partito martedì 27 maggio da Milano per consegnare la nomination a 19 aziende e start-up che si sono distinte per il loro impegno nel promuovere processi di “produzione pulita”.
L’iniziativa, che ha avuto la collaborazione di Radio 24, è stata promossa da Zero Waste Italy e dal Comune di Capannori insieme a numerose associazioni e movimenti dell’universo Rifiuti Zero italiano.
“Più del 70% del problema dei rifiuti può essere risolto dai cittadini con la raccolta differenziata porta a porta. Ma la restante percentuale riguarda un errore di progettazione che sta a monte, e che deve essere risolto insieme alle imprese” aveva spiegato Rossano Ercolini.
E così è partito il giro, articolato in un mese intero di eventi, coinvolgendo migliaia di persone, si è passati alla premiazione. Il premio, costituito da una statuetta realizzata con materiale riciclato dall’artista Stefania Brandinelli, è stato consegnato ai rappresentanti ufficiali delle imprese dopo aver enunciato le motivazioni oltre che dai membri del comitato di valutazione nazionale composto da Patrizia Lo Sciuto, Patrizia Pappalardo, Enzo Favoino, Franco Matrone e Rossano Ercolini, anche dal neo Sindaco del Comune di Capannori Luca Menesini, dal giovanissimo assessore all’ambiente Matteo Francesconi e da Concetta Mattia in rappresentanza di Anpas Nazionale.

Ecco l’elenco delle 18 imprese e di gruppi di imprese “verso Rifiuti Zero” premiati dalla giuria:

Progetto Ragioniamo con i piedi – Astorflex, Este(PD)/Mantova;

Azienda biologica Tre Botti, Castiglione in Teverina (VT);

Biodistretto, Greve in Chianti (FI);

Brevetto compresse di caffè porzionato dell’ Ing. Paolo Belloli, Bologna;

Carlsberg Italia, Milano;

Consorzio Biella The Wool Company, Biella;

Dismeco, Marzabotto (BO);

Ecobimbi, Genova;

Effecorta, Milano, Prato e Capannori,

Funghi Espresso, Capannori/Napoli;

Conca Park Hotel, Sorrento (NA);

Hotel e ristorante alla campagna, S. Giovanni Lupatoto (VR);

Royal Continental Hotel, Napoli;

Progetto Lavanda-Cooperativa Eta Beta, Bologna;

Rete O.N.U. (organizzazione nazionale dell’usato), Roma;

Progetto Daccapo, Capannori/Lucca;

Ri.Technor.R, Occhiobello (RO);

S.E.S.A., Este (PD).

Successivamente alla premiazione è stato dichiarato “Zero Waster” dell’anno Antonino Esposito, per l’originalità, la competenza e la tenacia nella promozione e coordinamento del progetto “Hotel & Ristoranti Rifiuti Zero”.

di Dario Scacciavento
Fonte Terra Nuova
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