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Sit-in a Clusane contro nuove edificazioni

sit-in paraticoSabato 12 gennaio si è svolto a Clusane d’Iseo un presidio contro un nuovo insediamento abitativo lungo la strada tra Paratico e Clusane che andrebbe a distruggere l’ultimo corridoio paesaggistico e di passaggio per il ripopolamento dei rospi che puntualmente ogni anno attraversano l’area.

Anche in questa occasione Palazzolo5stelle non manca per dare voce e sostegno ad una iniziativa contro la cemetificazione anche in questo caso inutile visto i tanti locali vuoti nella zona.

servizio di TGpòta.

per maggiori informazioni:

http://legambiente-bassosebino.blogspot.it/

https://www.facebook.com/AssociazioneMonteAlto?fref=ts

http://aderiamo.altervista.org/

Angelo Borgogni per Palazzolo5stelle

VOCE DAL COMITATO: DIFFONDI IL VOLANTINO!

Leggi e diffondi il volantino informativo riguardante il mega composter di Telgate

Cementificazione, traffico, inquinamento ambientale e sociale

Dal Comitato contro il MegacentroCommerciale di Quintano

Se andasse in porto, l’operazione megacentrocommerciale ci seppellirebbe sotto una colata di cemento ed una valanga di automobili.
Ad opera finita saranno 80.000mq di cemento, più del doppio dell’area delle ex Fonderie del Quintano.

La versione originale (ZERBIMARK per intenderci) prevedeva parcheggi per 1.900 auto e 3.000 veicoli/ora tra entranti e uscenti nelle ore di punta (doc.1).
Nella nuova versione (POLICENTRO) i parcheggi diventano 2.500 (il 30% in più). A metterle in fila, ferme, una attaccata all’altra fanno 10 km di coda.

I veicoli in movimento aumenteranno altrettanto: quasi 4.000 veicoli/ora nelle ore di punta, 2.000 di media: ben 6.250.000 auto all’anno.
Nelle previsioni del proponente la struttura creerà 400 nuovi posti di lavoro (doc.2).

Da uno studio dell’IRER (Istituto Regionale di Ricerca della Lombardia) (doc.3)
impariamo che ogni 1.000 mq di nuova grande struttura di vendita causa la chiusura di 372 mq di esercizi di vicinato e 460 mq di medie strutture.

Con i circa 20.000 metri quadri della nuova grande struttura, usciranno dal mercato 7.440 mq di piccoli esercizi e 9.200 mq di medie strutture, corrispondenti ( medie IRER ) a 120 esercizi di vicinato e 18 medie strutture: almeno 600 posti di lavoro (di qualità) persi a fronte di 400 (precari) guadagnati.

Con prodotti locali sostituiti da merci standardizzate, prodotte in posti lontanissimi, sfruttando al massimo risorse naturali e forza lavoro. E i nostri quartieri diventeranno dei dormitori, periferie ai margini del megacentrocommerciale.

Quintano, il comitato non si arrende


Il Comitato contro il Megacentrocommerciale di Quintano non si arrende e sta avviando una serie di iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica e dare il maggior numero possibile di informazioni approfondite sulla situazione.

La costruzione di questo centro commerciale non riguarda “solo” Quintano o “solo” i piccoli commercianti, per spiegare ciò il Comitato ha in serbo alcune iniziative come un’assemblea pubblica e la pubblicazione online di diversi articoli che trattano dell’impatto sociale,ambientale ed economico dei centri commerciali in generale e di quello di Quintano nello specifico.

Palazzolo 5 Stelle ha fra i suoi punti di maggiore interesse una vita con meno cemento, meno soldi, e più vita nei quartieri , per tanto non possiamo far altro che sostenere la battaglia del gruppo di Quintano e nelle prossime settimane condivideremo con piacere i loro articoli ed eventi.

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Staff Palazzolo 5 Stelle

Giardinaggio selvaggio!

Da Paesaggi di Decrescita

Il  4 novembre si sta preparando il primo attacco nazionale sincronizzato di guerrilla gardening, su iniziativa dei gruppi Badili Badola di Torino e Giardinieri Sovversivi Romani .

E’ un evento nuovo  nel panorama del nostro paese, che tenta di coordinare e mettere in rete “attacchi verdi”, che generalmente si consumano in modo sporadico, non connesso, nei più vari contesti, con caratteristiche diverse, e con (talvolta) sconfinamenti nel green-design e qualche deriva “eco-chic”.La storia della greenguerrilla  ha ormai più di qualche decennio: i primi furono i “Peace Corps-types from the Post-Flower Power Generation”, che negli anni Settanta, lanciando palline di natale e palloncini riempiti di terra e semi in un lotto abbandonato, lo trasformarono in un giardino.

Nel nostro paese questa “attività sovversiva” è stata importata recentemente, in seguito al successo del libro di Michela Pasquali sui giardini di Loisaida, quartiere degradato nel Lower East Side di Manhattan, divenuto oggi il garden district di New York, per merito di un fenomeno spontaneo di partecipazione e di autorganizzazione dei cittadini.Il movimento guerrilla gardening trae spunto dai cugini statunitensi, ma si pone in modo più soft nei confronti dell’ambiente urbano: niente espropri o occupazioni di vacant lots, ma una resistenza attiva al degrado attraverso piccoli atti dimostrativi di “giardinaggio libero d’assalto”.

Le caratteristiche essenziali di un attacco sono: sorpresa, anonimato, progettazione minuta dell’intervento, scelta accurata delle piante, eventuale uso di seed-bombs, pianificazione della gestione successiva all’attacco e, perché no, un pizzico di irriverenza.Ma ognuno è libero poi di declinarle a modo suo.Si tratta, nella maggior parte dei casi, di azioni semplici, di una sorta di flash mob verdi che non pretendono di cambiare il mondo, ma tentano di persuadere gli scettici che una altro mondo (urbano) è possibile.

Azioni che rivendicano cura, bellezza, amore per i propri paesaggi di vita, convinti che anche un fiore può fare la differenza, e cambiare il nostro sguardo sulle cose.Ma dove sta la novità di questo evento? Quali gli obiettivi, le strategie, i fini?

Credo che la forza di questo “attacco congiunto” stia nella semplicità di un’onda di indignatos che, come altri movimenti simili che attualmente manifestano in molte parti del mondo, rivendica etica, bellezza, attenzione, responsabilità.Una operazione di giardinaggio “spontaneo” basato su iniziative locali, ma con lo sguardo puntato su cambiamenti globali.Quale sarà l’esito di questo sforzo di democrazia-verde diretta, di questo vento nuovo che inizia un po’ ovunque a soffiare?

Difficile da prevedere. In ogni caso sarà un modo per cercare di innescare un processo educativo, per promuovere non solo luoghi e spazi verdi, ma soprattutto attenzioni.

Per gridare in tanti, per un giorno, in tutto il paese: stay green!

Per maggiori informazioni: http://www.guerrillagardening.it/

Pontoglio e la vendita del verde pubblico. Si raccolgono le firme

Il Gruppo Ecologico Pontogliese (circolo Legambiente) ci ha segnalato la scelta della maggioranza della giunta comunale di vendere alcuni immobili comunali fra cui due aree verdi pubbliche, per far fronte ai numerosi debiti.Inoltre nella zona sita in Via Milano sono stati piantumati 200 alberi con l’iniziativa “Un albero per ogni nato”, in ottemperanza alla LEGGE 29.01.1992 n° 113 “Obbligo per il Comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica” G.U. 40/1992. “Vengono così vendute con il terreno 200 piante, come pura merce, alberi che portano il nome dei bambini che li hanno messi a dimora, ai quali si toglie un diritto prima ancora che siano in grado di difenderlo: è un atto di DISPREZZO, è un FURTO, è una VERGOGNA!” sottolinea il GEP.

Palazzolo 5 Stelle si schiera dalla parte del Gruppo Ecologico pontogliese e contro la vendita di verde pubblico e di immobili comunali per rimpinguare la tasche delle amministrazioni, per di più senza il parere della cittadinanza. L’alienazione immobiliare, soprattutto se indistinta, porta una temporanea entrata, ma priva i cittadini di servizi e impedisce di investire per il futuro.

Dal 16 Ottobre il Circolo Legambiente raccoglierà le firme contro la vendita di aree verdi, presso la piazza di Pontoglio. Per maggiori informazioni è possibile telefonare al 333.1448305 e visionare l’allegato.

Giù le mani dal verde pubblico – GEP – Legambiente

Staff Palazzolo 5 Stelle

Quintano, martedì incontro propositivo

Il Consiglio Comunale di Castelli Calepio del 26 Settembre si è concluso, come previsto, con l’adozione della variante del PRG per il megacentro commerciale di Quintano. La qual cosa comporterebbe l’aumento della superficie dedicata al Centro, la diminuzione delle aree verdi e attesterebbe la “salubrità dei luoghi” sui quali sorgerà.

” Ora la delibera verà esposta con tutta la documentazione alla visione del pubblico per 30giorni, successivamente, per altri 30 giorni, tutti potranno presentare osservazioni che potranno essere discusse in una successiva convocazione del Consiglio Comunale (fra due mesi) che dovrebbe portare all’approvazione definitiva” , ci informa il Comitato contro il Megacentrocommerciale di Quintano in un comunicato stampa.

Per Martedì alle 20.45 è stata organizzata un’assamblea per discutere le proposte migliori da fare e gli ambiti di interevento per la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Vi invitiamo a visionare il documento allegato per avere informazioni più dettagliate.

incontro_quintano_11OTTOBRE                        

Staff Palazzolo 5 Stelle

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