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Dimezzati i soldi al sociale: sbilanciamoci!

Dimezzati-i-soldi-al-sociale-sbilanciamoci_article_bodyLa campagna nazionale Sbilanciamoci invita tutti ad aprire gli occhi e mobilitarsi.

“Il decreto sulle imprese attualmente in discussione in Commissione Bilancio torna a colpire il sociale. Una parte della copertura delle risorse stanziate per i pagamenti delle imprese da parte della pubblica amministrazione sarà infatti garantita da una riduzione dei fondi per l’aiuto pubblico allo sviluppo (2,1 milioni di euro per l’anno 2014 e a 12 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2015) e della quota statale dell’otto per mille. Questa verrà ridotta di 20 milioni nel 2015 rispetto ai 44 milioni previsti. Va ricordato che la quota di otto per mille destinata allo Stato finanzia progetti relativi a calamità naturali, beni culturali, assistenza ai rifugiati, fame nel mondo.

“La scelta del Governo è ancora una volta quella di far ricadere sui soggetti più deboli (rifugiati, popolazioni colpite da calamità naturali e a rischio di povertà) i costi della crisi. Una scelta ingiusta e sbagliata” dichiarano Grazia Naletto e Andrea Baranes, i portavoce della campagna Sbilanciamoci!”.

Leggi in allegato il Pdf del rapporto 2013 di Sbilanciamoci: “Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l’ambiente”.

di Alexis Myriel

Comunicato Commissione Lavoro.

M5S: Esodati ed esuberati, la tutela deve essere per tutti.

“Il terzo decreto sulla salvaguardia dei lavoratori cosiddetti ‘esodati’, firmato il 22 aprile scorso, è arrivato in Gazzetta Ufficiale. Salgono così a 130mila gli ex lavoratori salvaguardati che potranno accedere alla pensione con le regole precedenti alla riforma previdenziale dell’ex ministro Fornero. Saremo soddisfatti se questo risultato sarà effettivamente raggiunto e stiamo lavorando in Parlamento affinché si arrivi a una soluzione definitiva del problema”. Lo dicono i deputati del MoVimento 5 Stelle membri della XI Commissione (Lavoro). I parlamentari M5S spiegano: “La tragedia degli esodati è una delle eredità più pesanti del precedente governo Monti, una vergogna che chiede immediata giustizia. Gli stessi salvaguardati non hanno ancora percepito la pensione, dunque bisogna prima d’ogni cosa sveltire le procedure”.
“Accanto agli ex dipendenti delle grandi imprese che hanno siglato un accordo di uscita con scivoli, incentivi e ammortizzatori, esiste un’enorme fetta di lavoratori che hanno perso il posto senza alcuna tutela e garanzia”, aggiungono i parlamentari del M5S. “Si tratta dei cosiddetti ‘esuberati’, come loro stessi si definiscono. Una platea di diverse centinaia di migliaia di persone, forse 600mila – continuano gli eletti M5S – che lavoravano soprattutto nelle piccole e piccolissime imprese e che magari sono stati licenziati con 35 o 38 anni di contributi, senza alcun accordo incentivante e senza ammortizzatori, se non, al massimo, un anno di disoccupazione”.
“Mentre la politica tende a dividere gli oppressi e fomenta le ‘guerre tra poveri’, noi vogliamo sovvertire lo schema e unire tutti”, chiosano i deputati M5S, secondo cui “il vero problema di fondo rimane il sistema previdenziale disegnato da Fornero, che andrebbe – chiudono – abolito e rimpiazzato con regole più rispettose della dignità dei lavoratori”.

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