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LE PARTI SOCIALI SI INCONTRANO: PORTAVOCE M5S, COMITATI E ASSOCIAZIONI

Di Claudio Cominardi:
parti socialiAll’incontro informale dell’ufficio di Presidenza della Commissione Lavoro con i “comitati degli esodati” e il rappresentante dell’associazione atdal over40, una deputata del PD ha sostenuto più volte che le loro istanze erano giuste e che avevano ragione. Quando ho preso parola mi è venuto spontaneo ricordare che quando qualcuno ha ragione, gioco forza qualcun’altro ha avuto torto. Ho quindi voluto sottolineare da chi è stata votata la Riforma Fornero e da chi è composto l’attuale Governo. Ribadendo che se è stato fatto un errore bisogna rimediare senza rattoppare con vari decreti – così come sostenuto dalla nostra capogruppo Gessica Rostellato – ma facendo semplicemente un passo indietro. Abbiamo inoltre chiesto unione da parte dei rappresentanti delle varie categorie; la politica del passato ha creato una società dicotomica che ci divide in varie categorie di svantaggiati, noi abbiamo chiesto inclusione, condivisione, unione della gente senza discriminare nessuno. Giustissimo tutelare i macchinisti delle Ferrovie dello Stato che non possono sfrecciare a 300km/h con i frecciarossa fino a 67 anni di età, ma dobbiamo chiedere la stessa cosa anche per tutti gli altri lavori usuranti. Giustissimo tutelare le categorie dei cosiddetti esodati, ma non possiamo ignorare tutti quei lavoratori che nel 2011/2012 sono stati LICENZIATI (giustificato motivo oggettivo ovvero, crisi aziendale e/o ristrutturazione) o sono stati costretti al LICENZIAMENTO (mobbing, mancato pagamento stipendio, esuberi per ristrutturazioni aziendali effettuate contro singoli lavoratori e senza lʼegida dei sindacati) o hanno perso il lavoro per FALLIMENTO dellʼimpresa. DIVIDI ET IMPERA VS EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA VENCIDO!

IL SINDACATO CHE VUOLE IL CARBONE

Durante le celebrazioni del Primo Maggio il segretario della Cisl si lascia andare a dichiarazioni antistoriche sul carbone e il nucleare. Uno scivolone che non tiene conto del refendum del 2011. E questi ci devono dire come si esce dalla crisi? Meglio fidarsi degli industriali tedeschi…

stop_carbone7Povera Italia. È stato un Primo Maggio diverso dal solito, per certi versi molto più ecumenico e pacificatore, per altri piuttosto preoccupante. Un Primo Maggio in cui anche Bonanni, il segretario del secondo sindacato italiano, si lascia andare a dichiarazioni d’altri tempi sulle questioni energetiche, a sostegno della grande industria. «Non possiamo continuare con un’energia che costa così” dice Bonanni. “Un energia che costa più di qualsiasi altra energia di qualsiasi altro Paese. Ci sono problemi per esempio di blocco per i rigassificatori, ci sono problemi di blocco  per centrali che restano ferme, addirittura dal passare dal petrolio al carbone pulito che è l’energia a più basso costo dopo quella  nucleare. Bisogna frantumare questo clima che vuole che l’Italia rimanga questa sorta di presepe che è impossibile da modificarsi».
Il segretario Cisl sembra la voce in falsetto del neoministro Zanonato, che si è detto favorevole al nucleare, senza nemmeno nominare il plateale esito referendario del 2011. E’ dunque questo il modello energetico, civile ed economico proposto dai sindacati? Davvero una bella soluzione anticrisi, quella di riesumare il carbone, spalleggiando il killeraggio di Enel sul presunto carbone pulito?
Bonanni è andato oltre criticando il cosiddetto “effetto nimby”. “Basta una piccola minoranza che blocca un’opera» ha detto Bonanni riferendosi aigruppi che si oppongono a nuove grandi infrastrutture ed impianti energetici, «visto che insieme al nucleare il carbone pulito è l’energia meno costosa».
Per fortuna ci capita di ascoltare anche la voce di tecnici, professionisti e industriali
ben più informati e al passo coi tempi, che indicano ben altri percorsi utili al nostro Paese. È il caso del direttore dell’Agenzia Energetica Tedesca (Dena), Stephan Kohler, intervistato da Alleanza per il Clima anche sulle nostre questioni nazionali.
“Se si vuole creare valore aggiunto nel paese, la risposta è l’efficienza energetica” ha detto deciso Kohler, che non è certo un attivista membro di qualche comitato. “Ristrutturare le abitazioni, l’infrastruttura, introdurre l’efficienza energetica nei distretti industriali, costruire impianti di co- e tri-generazione sono tutte attività che devono essere attuate a livello locale, nelle città, lì dove ci sono l’industria e il commercio” ha aggiunto. “L’efficienza energetica ha la specifica qualità di creare lavoro poiché va attuata in un determinato territorio dal settore artigianale, dalle piccole e medie imprese. Per il nuovo governo italiano considero cruciale sviluppare dei programmi in questo ambito, programmi di incentivazione, iniziative per promuovere l’efficienza energetica sul lato della domanda, mobilità inclusa. Ricordiamoci che l’efficienza energetica in molti casi è economicamente conveniente, non stiamo parlando di misure diseconomiche, siamo di fronte ad alti potenziali di risparmio che producono un diffuso effetto positivo”. Insomma l’Italia secondo questa visione, ha bisogno di più efficienza e non di vecchie fonti energetiche pericolose e inquinanti. A volte ci sente più tutelati da un industriale rispetto ad un sindacalista.

da terra nuova

di Gabriele Bindi
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