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Conferenza stampa Comitato civico intercomunale di tutela salute e ambiente

riceviamo e inoltriamo notizie dal comitato.

22 marzo 2013

Questa conferenza stampa chiude formalmente la campagna di raccolta firme che il Comitato ha lanciato a partire dal 20 gennaio di quest’anno. Un’iniziativa che non è nata semplicemente per testimoniare la contrarietà ad un progetto, ma per chiedere ai cittadini di sottoscrivere una petizione. Per chiarezza, la petizione è uno strumento grazie al quale i cittadini, singoli o associati come in questo Comitato, possono sottoporre un tema di interesse particolare o generale al Consiglio Provinciale e ai Consigli comunali dei singoli paesi per esporre comuni necessità o chiedere I’adozione di provvedimenti amministrativi. E’scritto negli statuti dei Comuni e delle Province. Non si è trattato dunque di esprimere solo un “no” ad un’opera, ma di formulare precise richieste agli enti interessati alla tutela dei cittadini nei confronti degli impatti del potenziale impianto di compostaggio. Le richieste sono, in sintesi, le seguenti: . all’Amministrazione provinciale di Bergamo: di attivarsi in favore della soluzione-zero, cioè l’adeguamento dell’impianto di Calcinate e la preservazione del suolo agricolo telgatese; . alle Amministrazioni comunali dei paesi interessati: che si oppongano in tutte le sedi alla realizzazione del progetto dell’impianto di compostaggio in località cascina Casletto; . all’Amministrazione comunale di Telgate, nello specifico: che dia seguito all’istituzione del Parco Locale di interesse Sovracomunale (PLIS) sull’area a sud del Comune stesso; . alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia: che si adoperi al fine di garantire la tutela del nucleo storico di cascina Casletto, interagendo con il Comitato e con i Comuni interessati; . agli Enti preposti per la tutela dei cittadini dei paesi coinvolti nel progetto (in particolare i residenti della zona): che si attivino rispetto agli impatti sulla salute pubblica associati a questo insediamento; . alla associazioni agricole di categoria: che intervengano a difesa del patrimonio agricolo del territorio e per fermare questo potenziale consumo di suolo. La capillare attività di volantinaggio che il Comitato ha svolto dall’inizio dell’anno nei cinque paesi direttamente interessati è servita precisamente ad informare i cittadini sui contenuti e le finalità di questa iniziativa che, lo ribadiamo, non mira a contrastare la libera iniziativa imprenditoriale della Berco, quanto a tutelare il nostro territorio. La risposta dei cittadini alla proposta del Comitato è stata imponente: lo testimoniano le 10.400 firme raccolte in favore della petizione, una risposta che ha persino superato i numeri della raccolta firme del 2011 contro il progetto della cava-discarica ATE 939′ Esprimiamo dunque un sincero ringraziamento ai cittadini che hanno mostrato sensibilità a questo tema ma, parimenti, un doveroso riconoscimento all’impegno dei numerosi volontari del Comitato che hanno organizzato i gazebo, hanno spiegato a ciascun cittadino le ragioni della protesta, hanno coinvolto altri volontari. Abbiamo posto il tema della tutela dell’ambiente, oseremmo dire, al centro dell’attenzione delle comunità locali per diversi mesi. Le 10.400 firme lo testimoniano inequivocabilmente. Ci preme tuttavia segnalare come, a fianco del nostro impegno “sul campo” nei confronti dei nostri concittadini, il Comitato si sia dedicato ad un lungo confronto con le Amministrazioni locali, con cui, a partire dal mese di settembre 2012, ha instaurato un rapporto di periodico scambio di informazioni e valutazioni sui procedimenti in corso. Tale attività, lo confessiamo, è stata ben piÙ faticosa della campagna di raccolta firme: se infatti abbiamo trovato piena collaborazione nei sindaci di Palosco e di Palazzolo sull’Oglio, che ringraziamo una volta di piÙ, non possiamo esimerci dal rilevare un minor interesse al confronto con il Comitato da parte delle altre Amministrazioni locali, che, a fasi alterne, hanno partecipato ai tavoli di confronto e disatteso impegni assunti nelle stesse sedi per coordinare una comune strategia di opposizione al progetto dell’impianto di compostaggio. ll lavoro degli incontri periodici ha riguardato, in particolare: – la decisione di formulare una diffida a Provincia di Bergamo in merito al mancato adeguamento dell’impianto di Calcinate; tale iniziativa, inizialmente condivisa da tutti i partecipanti, ha portato alla formulazione di una lettera che è stata sottoscritta solo da quattro Sindaci (Palazzolo, Palosco, Calcinate e Mornico) su otto, un dato che ci lascia, francamente, amareggiati ; – la richiesta di un incontro con I’assessore provinciale Romanò, della quale attendiamo ancora un riscontro da parte del Sindaco di Grumello del Monte; – il progetto dell’agrinido presso la tenuta “Ai laghetti”, per il quale abbiamo espresso il nostro interesse e che auspichiamo possa avere una cornice organizzativa più precisa; – le osservazioni allo studio di impatto olfattivo, che, in ultima analisi, sono state trasmesse dal Comitato in data 24 febbraio 2013 (con la sottoscrizione dei Sindaci di Palazzolo e Palosco). Quali saranno le prossime iniziative del Comitato, alla luce della raccolta firme e del confronto con le Amministrazioni locali? Dichiariamo anzitutto che I’archiviazione del secondo procedimento della Berco, avvenuta il 22 febbraio scorso da parte della Provincia di Bergamo, non cambia i termini del nostro impegno. Se infatti I’elemento escludente dell’agrinido ha consentito di giungere alla bocciatura del progetto, l’impianto di compostaggio di Calcinate attende da un anno e sette mesi la presentazione del progetto di adeguamento alle migliori tecnologie, e le tre diffide trasmesse dalla Provincia paiono essère rimaste sinora lettera morta. ln aggiunta, il 31 marzo prossimo scadrà il termine imposto alla Berco per la riduzione della potenzialità autorizzata del 25o/o, per cui l’ente provinciale sarà chiamato ad adottare ulteriori iniziative contro il mancato adeguamento dell’impianto calcinatese. Il destino dei due impianti, lo ribadiamo per l’ennesima volta, è strettamente legato, come Berco ha più volte dichiarato nella propria documentazione tecnica. Il Comitato trasmetterà dunque la petizione e le firme alla Provincia di Bergamo, chiedendo che il Consiglio provinciale si pronunci in toto su questa vicenda e alla commissione permanente “Territorio e risorse ambientale” di ascoltare le nostre ragioni. Contestualmente, la medesima petizione verrà trasmessa ai Comuni di Palazzolo, Palosco, Telgate, Bolgare, Chiuduno, Grumello del Monte, Mornico e Calcinate, per chiedere ai rispettivi Consigli comunali di rendere conto del loro impegno sulla materia. Su questo specifico aspetto, ribadiamo l’apprezzamento per l’iniziativa della lettera di diffida proposta dai .sindaci Zanni e Pinetti e sottoscritta anche dai Sindaci Gafforelli e Chiodini, mentre esprimiamo rammarico per il silenzio degli altri primi cittadini. Una lettera verrà poi spedita agli enti specificamente preposti alla tutela della salute e dell’ambiente (ASL e ARPA), sollecitando interventi sul sito calcinatese, e alla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, per domandare più impegno per la tutela di cascina Casletto, al di là delle generiche posizioni sinora assunte. Da ultimo, chiederemo al Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca e alle associazioni agricole di categoria di battere un colpo, finalmente: di fronte al triste primato della Provincia di Bergamo per il consumo di suolo in Regione Lombardia (dati lstat 2012 sul decennio 2OOO-2010), ci saremmo attesi una maggiore sensibilità sulla nostra campagna, e non il silenzio che sinora ci è stato riservato. L’esito di queste iniziative verrà poi comunicato ai cittadini dei Comuni interessati mediante un apposito volantino, per garantire la massima trasparenza e dare contezza della fiducia che abbiamo chiesto loro attraverso le firme. Mi permetto di chiudere con un riferimento agli sviluppi del progetto del trituratore di via Torino a Palazzolo. Taluni di noi si stanno impegnando in prima persona per supportare la campagna che la famiglia Turriceni sta sostenendo contro un impianto di frantumazione e vagliatura di rifiuti inerti che sorge a fianco della loro abitazione. Proprio così, un impianto di trattamento dei rifiuti accanto ad un’abitazione. Un impianto autorizzato il 26 febbraio 2009 senza considerare la contrarietà del Comune di Palazzolo (che ha ricorso più volte al TAR e al Consiglio di Stato). Un impianto costruito ed ultimato nonostante sentenze pendenti, nonostante in origine quell’area fosse agricola, nonostante l’autorizzazione avrebbe dovuto decadere per mancato rispetto dei termini di costruzione dell’impianto. Un impianto dichiarato “ambientalmente compatibile” dalla Provincia di Brescia, senza rischi per la salute delle persone che abitano nella zona, sebbene gli impatti legati alle emissioni di polveri, al rumore e alla viabilità siano stati frettolosamente risolti e, a nostro avviso, sottovalutati. Un racconto che abbiamo già sentito, e che testimonia una volta di più come la pianificazione della gestione del ciclo dei rifiuti sia irrazionale. Abbiamo dunque offerto il nostro supporto alla famiglia Turriceni e abbiamo coinvolto I’avv. Paola Brambilla per tutelare la loro salute. Ci adopereremo perché questa non sia un’iniziativa tardiva; già oggi, comunque, questa vicenda insegna come l’attenzione popolare in favore della difesa dell’ambiente sia la condizione indispensabile per prevenire operazioni che, per promuovere gli interessi economici di pochi, fanno pagare il conto a molti. E’ per chiedere scelte più sostenibili che il Comitato si è battuto sin dalla sua costituzione, e in questa direzione continueremo il nostro impegno.

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