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PENSA A CIO’ CHE MANGI – Parte 2

Continuiamo con gli approfondimenti…

CampbellAl rientro il Dott. Campbell ricapitola il tutto in 9 PRINCIPI stilati su basi scientifiche intesi come linee guida a cui è possibile ricondurre la maggior parte delle situazioni; buoni criteri che se correlati raccontano una storia:

  1. 1.      Lo sviluppo della malattia può essere controllato dall’organismo attraverso l’alimentazione, la sinfonia biologica del nostro corpo.

Il patrimonio genetico contrariamente a quanto si crede, non governa la nostra vita, non racconta tutta la storia dell’individuo: il cibo, al contrario, controlla l’espressione genica.

Le sostanze chimiche a cui siamo esposti respirando o bevendo, NON incidono in maniera determinante quanto piuttosto una dieta di soli 14 giorni durante la quale si avranno effetti rapidi, ampi e profondi, contestualmente allo svanire di eventuali sintomi.

  1. 2.      Malattie degenerative croniche avanzate REGREDISCONO cambiando alimentazione; quindi una dieta al 100% vegetale non solo previene, bensì CURA patologie già esistenti come: cancro, sclerosi multipla, calcoli renali, malattie cardiache, cataratta, osteoporosi, diabete di tipo I e II, artrite reumatoide, obesità, degenerazione maculare, ipertensione, acne, emicrania, lupus, depressione, alzheimer, disfunzioni cognitive, raffreddori ed influenze; ecco perché IL CIBO E’ LA NOSTRA MEDICINA!  

  2. 3.      Ogni sostanza nutritiva possiede parametri di assunzione ottimali superati i quali in eccesso o in difetto si vanno a creare effetti avversi; ad esempio nella dieta di ognuno le proteine animali non dovrebbero mai superare la soglia del 10%, addirittura meglio se assenti del tutto.

Via libera invece a cereali integrali, frutta (MEZZ’ORA PRIMA DEI PASTI) e verdura di ogni tipo, meglio se cruda.

  1. 4.      I nutrienti funzionano attraverso un’affascinante rete di interconnessioni che convergono tra loro in una quadratura perfetta; non è pertanto semplice capire ad esempio il meccanismo di enzimi ed ormoni, e questo manda solitamente in tilt la medicina occidentale assieme alle case farmaceutiche che dal canto loro, sintetizzando alcune sostanze, trattano solo i sintomi trascurando invece la comprensione della causa.

Spesso così, se da un lato i medicinali paiono apportare dei vantaggi, d’altrocantosi rischiadanneggino in un circolo vizioso qualcos’altro.

L’intento di partenza dovrebbe piuttosto essere: “curare l’insieme per curarne una parte”, ed approcciarsi pertanto al paziente non solo dal punto di vista del disturbo in sé, bensì in maniera olistica, osservando cioè l’individuo nella sua totalità e ringraziando in un certo senso il nostro corpo che con la malattia è come se ci dicesse: “ehi, attenzione, qui c’è un problema… mi sa che hai sbagliato qualcosa”.

SIAMO ASSOLUTAMENTE PERFETTI in tutto il nostro magnifico funzionamento.

“La malattia è una presenza necessaria per svegliarci di fronte ad una guarigione indispensabile alla crescita.”

Michel Montaud

  1. 5.      Esiste una dicotomia tra nutrienti di origine animale e nutrienti di origine vegetale: gli ultimi, sia per tipo che per quantità, sono di gran lunga più benefici per l’organismo umano preservandolo addirittura, come già anticipato, da tantissime malattie.

In piante, germogli, alghe, frutta e verdura sono infatti presenti, tra gli altri, i preziosi antiossidanti che, non prodotti dal nostro corpo ma appunto assimilati quasi esclusivamente da questi cibi, combattono i radicali liberi interrompendo l’ossidazione eccessiva che invecchia le cellule e concorre nell’insorgenza di vari disturbi.

Altrettanto importanti i carboidrati complessi, (ottimali per l’intestino), presenti solo negli alimenti di origine vegetale ad esclusione del glicogeno prodotto dal nostro organismo, (il quale però soddisfa solo l’1% del fabbisogno energetico dell’intero corpo umano); e le vitamine, sostanze organiche indispensabili ed assimilabili necessariamente da vegetali in quanto non sintetizzate dal nostro corpo.

Preferire inoltre i prodotti integrali; ci sono poi vari cibi, (come lo zucchero, il sale, e gli oli), aventi base vegetale ma proprio perché raffinati o derivanti da processi laboriosi, non naturali e quindi considerati pessimi per l’organismo.

Facciamo ora un esempio e spendiamo due parole sulla proteina animale per eccellenza: la CASEINA, presente nel latte vaccino.

Ebbene, gli effetti sul nostro organismo, (soprattutto se superata la soglia di assimilazione del 10%), sono decisamente nocivi, tra i quali l’attivazione di un ormone denominato IGF che stimola la crescita cellulare, preoccupanti correlazioni a chi è predisposto geneticamente con tumori ai tratti riproduttivi, allergie, cataratte, artriti reumatoidi, disordini digestivi e morbo di Alzeimer.

Inoltre la LATTOALBUMINA sembrerebbe aumentare il colesterolo, il rischio di cardiopatie ed arteriosclerosi.

Contrariamente le proteine di origine vegetale presenti nel latte di soia o di frumento, (anche se somministrate per un 20%), non arrecano alcun danno, anzi, in concomitanza a tutte le altre sostanze presenti negli alimenti vegetali diminuiscono ad esempio l’ormone IGF-1 (misurabile) di cui parlavamo prima, stimolano per i diabetici di tipo I la ripresa di produzione di insulina da parte del pancreas, diminuiscono il rischio di malattie degenerative e non, ma soprattutto fan sì che le patologie in essere regrediscano.

Naturalmente tutto ciò all’industria casearia non è mai andato giù, beh, probabilmente basterebbe un bicchiere di Valsola per digerire questa spiazzante realtà.

In questo contesto si capisce quanto sia importante per un neonato, (fino almeno alla comparsa dei dentini), bere il latte della mamma ricco di indispensabili sostanze nutritive.

  1. 6.      L’esistenza di ogni individuo parte dai geni ma non termina con essi: il DNA, come ci hanno sempre insegnato, è unico. La novità è che non ne esistono di buoni o di cattivi a prescindere, pertanto ciò che fa la differenza nel corso della nostra storia è lo stile di vita adottato, (importante è fare attività fisica regolarmente, bere molta acqua basica, cioè con PH superiore a 7, esporsi spesso e volentieri al sole), il modo di pensare e di rapportarsi al mondo esterno, (sorridere, essere positivi, ascoltare musica, danzare, mantenere un contatto vero e puro con la natura circostante, amare tutti gli esseri viventi e rispettarli), ma soprattutto determinante è l’alimentazione scelta.

Immaginiamo ad esempio una qualsivoglia malattia come ad un seme: può essere che per ereditarietà sia presente in un soggetto piuttosto che in un altro, ma in assenza di determinate condizioni sarà difficile che si sviluppi.

Il cibo, assieme ai suddetti suggerimenti, è la condizione, lo strumento attraverso cui una vita migliore è e deve essere possibile, alla portata di tutti.

“Quello che davvero muove la nostra vita è la felicità.”

Dalai Lama

E’ dunque sbagliato credere di stare percorrendo una strada già battuta, già stabilita a priori: sta a noi decidere cosa sarà del nostro presente, il futuro non esiste, esiste solo la volontà di arrivarci, e di farlo al meglio.

Nonostante ciò, molti continuano ad ignorare volutamente queste grandi verità, quasi per paura di dover invertire rotta nel loro quotidiano fatto di consuetudini difficili da cambiare.

  1. 7.      La maggior parte delle malattie sono localizzate geograficamente: ognuno fa’ propri i rischi del luogo in cui vive o si trasferisce nonostante l’ambiente in sé centri poco o niente; questo perché siamo soliti adottare lo stile di vita alimentare del posto in cui siamo, soprattutto se ci troviamo in Paesi occidentali come gli Stati Uniti.

  2. 8.      Le patologie possono essere suddivise in categorie e relative concause: confrontando le varie aree della Terra si notano importanti differenze tra città e campagna, tra zone ricche e zone povere.

Nelle prime avremo cardiopatie, diabete, cancro, ecc.; nelle seconde le malattie deriveranno dalla

scarsità di cibo, acqua, energia, abitazioni malsane, analfabetismo e sovrappopolazione.

Tra Paesi occidentali ed orientali vi è inoltre una strana e significativa discrepanza nei valori di riferimento per stabilire dove finisce la normalità e comincia la malattia: se prendiamo ad esempio il colesterolo alto, la patologia per eccellenza di noi “civilizzati” strettamente correlata al consumo di proteine di origine animale, vediamo che il range nella Cina rurale è 90/170, mentre negli USA 170/270… assurdo se si pensa che il livello di colesterolo medio nel sangue di un contadino cinese è 127, valore incredibilmente basso ed ottimale, a quanto pare, visto la qualità di vita di quella gente.

  1. 9.      Adottando la stessa strategia nella dieta (di tipo vegetale) si controlla un ampio spettro di patologie: aprendoci ad innumerevoli combinazioni a scelta tra frutta, verdura, legumi, foglie, cereali integrali, germogli ed alghe, sarà la Natura stessa a prendersi cura di noi.

Basta provare, sperimentare su sé stessi: in soli 13 giorni il colesterolo scende da un ipotetico valore di 201 a 150, la pressione arteriosa se necessario diminuisce, le varie nevralgie come emicrania, artrite, angina, dolori muscolari, ecc., tendono a scomparire.

Altro importante dato di fatto è che migliori addirittura la prestazione fisica, (riscontrato in campo agonistico); purtroppo l’età media del decesso per un calciatore professionista si aggira attorno ai 57 anni, un caro prezzo pagato per l’assunzione di proteine per aumentare la massa muscolare.

Il Dott. Campbell termina così il suo esposto e ci ritroviamo catapultati in sala, tutti ad applaudire, quasi questi principi fossero una liberazione, un sollievo nel sapere che è davvero così, così come intuivi, così come forse hai sempre sperato che fosse.

Continua…

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