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STOP GREEN HILL

Le immagini dei cuccioli di Beagle liberati Sabato 28 Aprile durante una manifestazione pacifica contro “l’allevamento” Green Hill di Montichiari –BS-, (da alcuni anni di proprietà dell’azienda americana Marshall Farm Inc.), hanno fatto senza dubbio il giro del mondo.

Voglia pertanto questo articolo far luce sullo scottante tema della vivisezione analizzando cosa stia dietro a questo business, (perché è di business che si tratta), e ripercorrendo brevemente la storia della protesta animalista che in questi giorni è davvero al centro dell’attenzione pubblica, voci purtroppo talvolta storpiate da un’informazione al servizio del potere: in questo ambito, le case farmaceutiche.

Dal 2001 più di 250 cani ogni mese dei circa 2.500 stimati all’interno dello stabilimento-lager divenuto uno dei principali sul mercato europeo, finiscono nelle mani della “scienza”, animali sacrificati alla ricerca… detto così non suonerebbe nemmeno poi tanto male se non fosse che si tratti di innocenti bestiole nate per morire e condannate a soffrire in capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale.

Per questo motivo Green Hill risulterebbe illegale stridendo con il concetto che l’Italia ha di “allevamento”: file e file digabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono infatti l’ambiente in cui crescono questi cani, ai quali spesso e volentieri si recidono le corde vocali per evitare fastidiose lamentele, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori, sofferenze nel nome della salute, (un po’ come una guerra per la pace), esperimenti terribili e brutali la cui attendibilità è sempre più messa in discussione.

Celebri scienziati, (questa volta degni di essere chiamati tali), stanno infatti avanzando serie perplessità sulla garanzia di efficacia per l’uomo dei test condotti sugli animali, sia perché questi ultimi sarebbero molto più resistenti di noi sotto vari aspetti, sia soprattutto in considerazione del fatto che nelle persone è presente una caratteristica fondamentale e determinante per la guarigione spesso ancora tristemente sottovalutata: la mente.

Diversi studi d’avanguardia su PNEI (PSICONEUROINDOCRINOIMMUNOLOGIA attestante il sorprendente collegamento tra psiche-cervello-organo) ed Epigenetica (brillante materia a dimostrazione del fatto che pensiero ed ambiente circostante condizionino il DNA di ogni singola cellula), evidenziano come la psiche assuma un ruolo primario se non addirittura predominante nello sviluppo della malattia.

Logico però che questo significherebbe la fine del cartello farmaceutico attualmente in mano a gente che nulla ha a che fare con il giuramento di Ippocrate, gente avida e priva di cuore che lucra e perpetra soprusi nei confronti di altri esseri viventi sensibili e pensanti, (cavie da laboratorio rinchiuse in gabbie anguste così come uomini e donne ignari, comodamente seduti in poltrona); orrori giustificati dalla “ricerca” e portati avanti dai progressi fatti dalla medicina nell’ultimo secolo.

Eppure strano, ma in tanti credo si chiedano dove sia questo famigerato benessere.

Riflettiamo un istante: quanti ancora muoiono di Aids, di cancro, di fame? Dove sono allora i miglioramenti? Nelle statistiche? Nelle percentuali? Lo chiamano progresso ma stiamo vivendo con le scoperte dei secoli scorsi, siamo andati sulla Luna (?) e ancora litighiamo con internet che va a rilento (almeno fosse un servizio gratuito e garantito!); danneggiamo l’ambiente senza ritegno, permettiamo che un intero continente viva al di sotto della soglia di povertà e ancora parliamo di benessere… si sarà forse allungata la speranza di vita ma a che prezzo, e soprattutto in che maniera? Possiamo davvero asserire che sia meglio ora di vent’anni fa?

In questo contesto assurdo e malato si capisce quindi come la vivisezione serva solo ad assicurare l’approvazione e la vendita di enormi quantitativi di nuovi farmici inutili e spesso dannosi, in altre parole ad ingrassare le tasche di Big Pharma, il cartello che riunisce in sé tutte le più grandi multinazionali del farmaco, ovvero la potentissima lobby che detiene il monopolio delle “cure” sulla nostra salute.

Ciò premesso sono proprio le malattie che affliggono la popolazione a costituire la fonte dei loro guadagni; di conseguenza produrre un farmaco a basso costo che sia realmente efficace in modo definitivo non si rivela quasi mai un buon investimento.

Il massimo profitto infatti lo si realizza vendendo medicine che presentino molti effetti collaterali, (ovvero che migliorino una patologia creandone al contempo altre), e pochi (o nessuno) benefici reali.

Le masse a causa della costante disinformazione che circonda l’argomento ignorano quasi completamente i disastri causati dalla farmacologia moderna, così come ignorano l’esistenza di medicine olistiche ed “alternative” basate sul culto della persona e delle sue potenzialità secondo cui “non bisogna fidarsi di niente e di nessuno, solo di noi stessi”… del resto è molto semplice per chi ha i soldi, per chi detiene il potere, infangare queste tesi rivoluzionarie; forse perché danno fastidio? Non servono allo scopo? Beh, di certo il cartello farmaceutico ne risentirebbe un tantino visto che possiede una fetta consistente dell’economia di ogni Paese seconda solo al settore petrolifero..

A mio avviso per aprire gli occhi basterebbe rendersi conto di come in TV corrotti specialisti raccomandino i medicinali sponsorizzandoli come fossero patatine: sostanze chimiche di dubbia natura camuffate da innocue pilloline accompagnate da avvertenze lunghe km, (non di certo redatte minuziosamente per la salute del paziente tutelano piuttosto il colosso farmaceutico nel caso accada l’irreparabile… con una spocchiosa lavata di mani tra le righe si legge: “ha ha, cavoli tuoi, te l’avevo detto!).

Partendo dal presupposto quindi che non sempre chi siede in alto agisca in buona fede, la protesta degli animalisti contro Green-Hill e la vivisezione nasce per impedire l’ampliamento di questo lager sino a divenire, come si nota dalla cronaca di questo periodo, un movimento nazionale e non solo, atto alla chiusura dell’azienda auspicando addirittura alla fine di questa pratica orribile su tutto il territorio italiano.

Mercoledì 16 Maggio, termine ultimo per la commissione politiche comunitarie (XIV) del Senato di presentare eventuali emendamenti all’art.14 della Camera dei Deputati che apporta modifiche importanti alla DIRETTIVA EUROPEA 2010/63/UE VIETANDO L’ALLEVAMENTO SU TERRITORIO NAZIONALE DI CANI, GATTI E PRIMATI DESTINATI A LABORATORI, E PONENDO L’OBBLIGO DI UTILIZZARE SEMPRE L’ANESTESIA PER LE SPERIMENTAZIONI, si terranno in numerose piazze italiane manifestazioni e cortei affinché sia fatta valere la volontà popolare ed istituzionalmente si prenda una decisione definitiva in difesa degli animali.

Si sappia comunque che qualsiasi modifica all’art.14 costerà ai cani di Green Hill almeno altri 6 mesi di morte, per non parlare del rischio che la politica, rimpallandosi le responsabilità, rimandi il tutto a dopo le nuove elezioni governative.

Nel 2012, quale Stato civilizzato con una cultura, un passato, e delle potenzialità simili alle nostre si macchierebbe di un tale crimine? Quale esempio saremo per i nostri figli? Cosa insegneremo loro?

A voi la risposta.

Non vogliamo gabbie più grosse, vogliamo vederle vuote”.

Laura Rolleri per Palazzolo 5 stelle

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3 Risposte

  1. Ciao,
    sono in linea di massima d’accordo con quanto scritto da Laura e assolutamente contro la vivisezione per numerose ragioni, dovute sopratutto ad una sofferenza inutile procurata agli animali.

    Mi sento però di precisare che:

    – a prescindere dalle multinazionali dei farmaci o no, gli esseri umani sono proprio diversi dagli animali, come molte specie animali sono diverse fra di loro pertanto (faccio un esempio da non-scienziata) la sperimentazione su un coniglio, una scimmia e gatto potrebbero portare a tre risultati differenti, quindi inutili;
    – rimanendo sempre nella “medicina/scienza tradizionale” esistono molti metodi alternativi per sperimentare l’utilità di un farmaco;
    – la sperimentazione animale viene usata anche per l’industria cosmetica e bellica;
    – nell’articolo c’è scritto che Green Hill è illegale ma in realtà e legalissima, la legge italiana la consente e a quel che ne sono non vengono recise le corde vocali: i cani devono essere in perfetta salute prima di essere torturati.

    Potrei sbagliare ma se l’articolo 14 è quello della Brambilla, presentato più o meno a ottobre scorso, l’ho letto e si vieteranno forse gli allevamenti (in Italia non esiste solo Green Hill), ma si consente comunque la sperimentazione animale per la formazione di nuovi veterinari, e la sperimentazione se autorizzata dal ministero della salute (quindi cambia poco) e forse la vietava sulle scimmie.
    Per certi versi, quindi Green Hill sta diventando un diversivo. Toglieranno gli allevamenti in Italia? Forse, ma continueranno ad appoggiare la vivisezione di animali allevati in paesi più poveri del nostro e con condizioni igieniche peggiori.

  2. Se a qualcuno interessa il tema della vivisezione un paio di libretti per approfondire sono:
    http://www.oipa.org/italia/catalogo/foto/libretto%20vivisezione.pdf
    http://www.geapress.org/wp-content/uploads/DossierVivisezione2012_AnimalEquality.pdf

  3. Le tue precisazioni non fanno una grinza, mi ero scordata di sottolineare che la maggior parte delle sperimentazioni animali sono imputabili al settore cosmetico, e quindi a maggior ragione senza senso ed evitabilissime!
    Quando dico che Green Hill risulterebbe illegale mi riferisco al fatto che sul ns. territorio un allevamento per essere definito tale deve avere determinate caratteristiche, e le condizioni in cui sono tenuti questi cani non si attengono certo alla legge italiana. Il punto è che possono fare quel che fanno solo perchè sono un’azienda straniera e lì dentro di fatto la giurisdizione è la loro.
    Per essere sicuri che le corde vocali non vengano recise bisognerebbe entrare e verificare di persona; io ti posso assicurare (dai racconti di un conoscente) che i cuccioli liberati il 28 non emettevano alcun suono: non piangevano nè si lamentavano, nè guaivano… non sarebbe poi tanto strano se i vivisettori preferissero ricevere il materiale del piccolo chirurgo già pronto all’uso senza doversi sorbire i lamenti delle loro cavie… nemmeno io sono una scienziata ma credo che la buona salute del cane non dipenda certo da questo.
    Inoltre alcuni presentavano già dei tagli sotto la pancia (di sicuro gli “allevatori” non cercavano le corde vocali ma Dio solo sa i maltrattamenti e gli orrori che avvengono in quei capanni). Io penso che non ci sia molta differenza tra una sbarla o la mancanza d’affetto, l’essere costretti ad una vita segregati in spazi angusti…
    Inoltre certi assicurano di aver visto dei randagi all’interno di alcune gabbie… beh, in tal caso sarebbe gravissimo, una violazione terribile: se per i beagle registrati si deve render conto a qualcuno, per quelli no di certo.

    L’art. 14, come dicevo, propone delle modifiche alla DIRETTIVA EUROPEA 2010/63/UE VIETANDO L’ALLEVAMENTO SU TERRITORIO NAZIONALE DI CANI, GATTI E PRIMATI DESTINATI A LABORATORI, E PONENDO L’OBBLIGO DI UTILIZZARE SEMPRE L’ANESTESIA PER LE SPERIMENTAZIONI. Non è tutto, ma è qualcosa, anzi, tanto!… diciamo che Green Hill dà visibilità al problema. E’ già difficile credere che passerà senza modifiche l’art.14, sperare alla fine istantanea della sperimentazione animale è un sogno troppo grande; non fraintendermi, sarebbe bellissimo ma credo che senza una vera e propria sommossa popolare il ns. governo non farà proprio un fico secco.
    Ieri infatti è slittato a Giugno il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti relativi sia all’art.14 che all’art. 25 (giustizia)…
    intanto il tempo passa, e Green Hill si prepara al contrattacco facendo pressioni sul fatto che l’Italia non può permettersi sanzioni comunitarie… staremo a vedere!

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