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La strategia economica? Il risparmio e l’eccellenza

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I nostri nonni lo conoscevano bene il valore del risparmio. Chi vive la povertà sa quale sia l’importanza delle briciole, ma chi si crogiola nell’abbondanza e nello sperpero non immagina cosa significhi, non concepisce né comprende i potenziali del risparmio. Negli ultimi 20 anni l’idea del risparmio è stata associata all’idea di povertà: risparmiano i poveri… noi diremmo piuttosto che sono i furbi a farlo!
A Palazzolo, come nel resto del Paese, si spendono cifre enormi per gestire i costi di riscaldamento delle strutture pubbliche. Questi fabbricati, (scuole, palestre, etc.), non sono del sindaco o degli assessori bensì nostri, di ciascuno di noi in parti uguali, per questo motivo siamo noi a pagarne le spese. In un anno a Palazzolo spendiamo circa (stima basata sulle superfici) 1.000.000 di euro, che tradotti in concreto per ogni abitante significano circa 50 euro annui, una cifra che detta così non ha grande effetto: 50 euro all’anno sono 4 euro circa al mese, cioè 0,01 centesimi al giorno. Scaldare le nostre scuole in fondo non ci costa poi molto voi direte, ma proviamo a fare un ragionamento diverso considerando quanto potrebbero valere quei 50 euro spesi per bruciare combustibile se investiti diversamente. Consideriamo allora quanto ci costerebbe dare un assegno ad una famiglia con in casa un anziano in difficoltà, o una madre senza marito costretta al part-time per via dei figli, o ancora un bonus scolastico di 500 euro mensili. In un anno spenderemmo 6.000 euro che tradotti anch’essi in concreto per ciascuno significano 0,18 euro all’anno. È evidente la sproporzione: 50 euro contro 0,18 centesimi!

Provate ad immaginare cosa sarebbe tagliare questa spesa di 50 euro pro capite annualmente e tradurla in liquidità da rimettere sul territorio. In sostanza potremmo beneficiare di quasi un milione di euro per supportare le famiglie, per sviluppare idee di innovazione etc. Sono tante le cose fattibili e sarebbero da valutare secondo le esigenze della collettività. Sarebbe una manna dal cielo, questo frutto del nostro risparmio. Ecco perché crediamo fondamentale investire sul nostro territorio. Perché dobbiamo dare i nostri soldi all’ENI e alla Russia comprando gas? Noi vogliamo che restino qui, che servano a migliorare le nostre vite, i nostri servizi, a dare assistenza ai nostri nonni, ai bambini e alle loro mamme ad esempio. Invece paghiamo e bruciamo materie in via di esaurimento e inquinanti che si traducono in danni per la nostra salute. Siamo proprio ciechi? O siamo solo stati male amministrati fino ad ora?

Ci sono esempi concreti incredibili. Un esempio clamoroso è la sede della provincia di Bolzano. Prima dell’intervento costava alle tasche dei cittadini 90.000 euro all’anno, dopo i lavori, benché l’edificio fosse stato alzato di 2 piani, la spesa è scesa a meno di 5.000 euro all’anno. 90.000 contro 5.000. Certo c’è un costo di investimento iniziale, ma si ammortizza rapidamente anche grazie al continuo aumento del costo dell’energia; una volta ripagato l’intervento però, considerato che gli edifici hanno una durata trentennale, significa che potremo godere del risparmio subito dopo. La percentuale di guadagno è elevatissima. Nessun investimento da una resa del 230%. Questo è il potere economico del risparmio!

Investire sull’efficienza energetica è la strategia dei nostri nonni che avevano poca energia e le case le facevano belle grosse, con pochi buchi e ben studiate per il sole. È la strategia di chi fa con quello che ha. E chi più dell’uomo del XXI secolo che possiede sapere, informazioni, tecnologie per ottimizzare i consumi, può creare una politica del risparmio? Non come costrizione, ma come vantaggio economico e ambientale.

Si tratta purtroppo dei soliti interessi di lobby; ci stanchiamo di dirlo, ma tutto questo è evidente, dimostra che il potere delle lobby dell’energia ha condizionato la politica al fine di non migliorare l’efficienza, in modo da renderci schiavi della dipendenza dal gas. Altrimenti perché i nostri amministratori non hanno mai pensato di ridurre questi sprechi? C’è un potenziale economico e d’indipendenza del Paese… perché fare la TAV quando potremmo spendere i nostri milioni in risparmio per tagliare i nostri costi e le nostre tasse e rimettere liquidità data dal risparmio nella finanza del Paese? E poi perché quando sono stati realizzati nuovi edifici pubblici non hanno fatte le cose al meglio, ad esempio rispettando le direttive del risparmio?

Adesso c’è la moda del fotovoltaico e tutti tronfi si riempiono la bocca… Ma il fotovoltaico non è la soluzione finale. È necessario prima tagliare il fabbisogno energetico perché se ho un colabrodo come edificio che continua a perdere dai buchi, dovrò continuamente rimettere energia e il sole non basta in questo sistema. Serve prima TAGLIARE LO SPRECO, poi pensare a come sostituire il gas o il petrolio. Ecco che allora in un edificio passivo con pochi metri quadri di fotovoltaico ottengo immediatamente l’indipendenza energetica. Posso evitare di allacciarmi al gas ad esempio e la superficie fotovoltaica è inferiore se inferiore è il fabbisogno. Va considerato che la produzione di fotovoltaico ha a sua volta dei retroscena ecologici, per questo bisogna calibrare coerentemente le scelte e non credere che con un solo sistema si risolvano i problemi. Sono molteplici le strategie dell’efficienza da attuare e gli steps fondamentali sono due: ridurre il consumo e sostituire il gas con il sole!
Sta a noi capire cosa sta accadendo, aprire gli occhi, chiedere informazioni e pretendere che chi amministra il bene pubblico abbia davvero a cuore l’interesse pubblico quando deve fare le scelte.

Elena Scaratti per Palazzolo5stelle

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Una Risposta

  1. HAI PERFETTAMENTE RAGIONE…RIPRENDIAMOCI CIO’ CHE E’ NOSTRO!!!… YES WE CAN….

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