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Firme per il Parco Macogna, il luogo che non c’è in piena Franciacorta

Da pochi giorni è attivo l’appello di comitati e cittadini che chiedono il riconoscimento del Parco della Macogna, una zona fra Cazzago, Travagliato, Rovato e Berlingo e la cessazione della creazione di qualunque cava. Qui sotto potete trovare la presentazione del progetto e la storia di quel tanto desiderato parco, poco conosciuto a chi non è direttamente coinvolto. La propria firma può essere inviata anche online qui, da chiunque, anche dai non residenti.

LA MACOGNA : IL POSTO CHE NON C’È

All’incrocio tra i Comuni di Cazzago San Martino, Travagliato, Rovato e Berlingo, la cascina Macogna venne demolita in una notte, verso la fine degli anni ’70, per far posto alla prima cava di ghiaia. Da allora il buco si è esteso fino a occupare circa 800.000 mq (come 80 campi da calcio) e lì dentro, oltre  agli scempi ambientali consentiti a norma di legge, si sono concentrate escavazioni abusive, conferimenti illeciti di rifiuti tossici, bonifiche effettuate a metà, riporti di materiali non autorizzati e chi più ne ha più ne metta.
Le promesse di riqualificazione dell’area, di allargamento delle strade, di realizzazione di piste ciclabili sono rimaste lettera morta; nei mesi scorsi, la Magistratura ha sequestrato parte dell’area per vicende poco chiare relative a traffici di rifiuti; nel frattempo, sono arrivati i cantieri di Brebemi e della Corda Molle ad aggravare la situazione ambientale della zona.

GLI INTERESSI DI POCHI E LE ASPETTATIVE DELLA GENTE

Per buona misura, dopo trent’anni di sfruttamento intensivo di un’area così vasta, la Regione Lombardia e la Provincia di Brescia pensano di trasformare quest’area in una enorme discarica per rifiuti inerti. In soldoni, significa differire di decine di anni il recupero all’uso collettivo di questa zona, anche perché di rifiuti inerti ce ne sono sempre meno: alcune discariche bresciane li importano già ora da altre regioni!
I quattro Comuni, i comitati, le associazioni, la gente chiedono il recupero di quest’area, come più volte promesso e come mai attuato dai privati, che hanno conseguito ingenti profitti senza restituire niente alle comunità. I Comuni hanno istituito in quest’area e nel territorio circostante un Parco locale di interesse comunale volto a valorizzare il paesaggio agrario; ebbene, da due anni la Provincia di Brescia tentenna nel riconoscere il Parco, mentre concede con prontezza autorizzazioni all’escavazione e pareri favorevoli alle discariche a operatori economici in odore di fallimento.

SI’ AL PARCO, NO ALLE DISCARICHE

Con questo appello chiediamo due cose semplici semplici: che la Provincia di Brescia riconosca il Parco della Macogna, che la Regione Lombardia e la Provincia di Brescia fermino le procedure relative alle discariche.
Questo territorio ha già sopportato troppo, ha bisogno di riqualificazione e non di ulteriore degrado! Dimostriamo, che la politica sa costruire il domani; diamo conto che l’interesse pubblico prevale, sempre e comunque, sul pur legittimo interesse privato.

E se politici e funzionari, nelle segrete stanze del grattacielo Pirelli o di palazzo Broletto, vogliono confezionare l’ennesimo sopruso a norma di legge, vengano a dircelo in faccia, abbiano il coraggio di dirlo guardando negli occhi i nostri figli, a cui stanno togliendo un pezzo di futuro.

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