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TROPPO CEMENTO ED IN FRETTA A CAPRIOLO

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Abbiamo ricevuto segnalazione che in questi giorni c’è un cantiere che sta lavorando alacremente, quasi in fretta e furia  a Capriolo sulla strada provinciale che porta a Sarnico. Stanno abbattendo le mura del vecchio magazzino i Niggeler & Kupfer.

Di cosa può avere bisogno Capriolo con tutta questa urgenza? Un bel parco! Sì, un parco che valorizzi la strada pedonale fino a Paratico, con alberi, panchine, un piccolo asilo nido, giochi per i bambini, e tanto, tanto verde. Sì lo sappiamo che è impossibile, allora se devono mettere altro cemento magari creeranno delle case comunali da affittare o vendere a chi ne farà richiesta.

Ovviamente non è così.

E’ semplicemente l’inizio della costruzione del terzo complesso commerciale dall’inizio dell’anno, dopo la ristrutturazione del Centro Gamma con l’apertura di un discout LD e altri negozi, al casello dell’autostrada e il cantiere in corso d’opera per la costruzione di un supermercato Zerbimark fra Capriolo e Adro.

Ne sentivamo proprio il bisogno, grazie! 

Staff Palazzolo5stelle.it

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10 Risposte

  1. Dove c’era l’erba ora c’è il cemento…!!! Come diceva Celentano, ma ora basta c’avete rotto er cazzotto come dico io…!!!!!!!

  2. Sapessi come ti capisco! Dobbiamo far sentire la nostra voce e le nostre esigenze.

  3. Nei comuni fanno solo gli interessi loro……..e come dire che non girano le mazzette???????

  4. Ragionare per partito preso non porta mai lontano, e parlare di cementificazione nel caso del recupero di un capannone dismesso, nel cui progetto c’è anche una riduzione della cubatura, dimostra veramente molto. Fa anche sorridere leggere di lavori fatti “in fretta e furia”, dove questa frase è messa lì in maniera tale da lasciare intendere chissà quali illegalità…

    Poi tanti, tanti complimenti alla profondità del commento di Gabriele, che accusa di corruzione senza avere, con tutta probabilità, il minimo elemento per farlo (non parlo di prove rilevanti dal punto di vista legale, ma anche solo di indizi che possano far nascere un sospetto legittimo).

    Ci sono tante sane battaglie in cui combattere, per favore, evitate questa superficialità, che non fa altro che ledere la credibilità che molti cercano di guadagnarsi lavorando seriamente. Grazie.

  5. Ciao Mauro,
    nessuno qui ragiona per partito preso, infatti una delle cose che ci è premuto sottolineare è il fatto che si tratti del terzo complesso commerciale dall’inizio dell’anno, e in un periodo di flessione dei consumi.
    Tu parli di “recupero di capannone dismesso” a noi, come a molti altri, sarebbe piaciuta un’apertura mentale diversa, più ampia, in queste come in altre situazioni politico/sociali che consentisse di creare uno spazio per la comunità che fosse diverso dal solito centro commerciale.

  6. Gentile Elena,
    forse mi sono lascito prendere un po’ la mano e chiedo scusa a te (che posso immaginare sia l’autrice dell’articolo) e anche a gabriele per i toni.
    Tuttavia non cambio la mia idea: si parte dal presupposto che quando si fa un intervento edilizio ci sia sempre del marcio dietro. Non ho nulla contro l’idea di fare un bel parco con gli alberi e i fiorellini, ma non mescoliamo cose che non hanno niente a che spartire tra loro. Si trattasse di un intervento su un edificio pubblico potrei forse darti ragione, ma qui si tratta di un privato che interviene su patrimonio privato avendone pieno diritto, non di un’iniziativa pubblica, quindi certe considerazioni mi sembrano quantomeno fuori luogo, specie dove si va a mettere l’accento su “bisogni” e “urgenze” da soddisfare.
    Se ho fatto questo commento è perchè condivido molti vostri principi (e la filosofia che sta dietro le liste a 5 stelle) e mi dispiace quando vedo certe cadute di stile, così, nello spirito della partecipazione, ve l’ho voluto far presente.

  7. Scusa il ritardo della risposta ma vedo solo ora il tuo commento. Sei libero di vederci una “caduta di stile” ma penso che sottolineare l’inizio dei lavori per l’apertura di un TERZO centro commerciale in un anno in un paese già ricco di un’offerta di questo tipo, tanto più che uno dei nostri punti di interesse è la cementificazione, sia leggitimo.
    Inoltre l’edificio è sì privato ma è stata indispensabile una delibera comunale per dare il via ai lavori per la costruzione di un nuovo centro commerciale quindi il Comune è intervenuto direttamente.

  8. Elena, esiste una profonda differenza tra quella che può essere la scelta di un comune di attrezzare spazi pubblici in proprietà pubbliche e la scelta di permettere a un privato di fare un’attività commerciale in uno spazio privato, e non è la necessità di una delibera ad abbattere questa differenza. E’ questo che a mio parere viene confuso nell’articolo.
    Tra l’altro mi sembra proprio un caso sbagliato anche per parlare di cementificazione, dato che l’intervento viene fatto su un magazzino esistente da anni.
    Come ho già detto non sono contro l’idea di nuovi spazi pubblici (se utili) o di critica alla cementificazione (se inutile), ma a quanto detto su questo caso specifico, secondo me con una certa superficialità.
    Mi dispiace che il mio intervento sia stato preso nel verso sbagliato.

  9. Gentile Mauro,
    l’articolo, secondo me, specifica bene che la costruzione di un parco, e tutto il resto è impossibile ed ha il carattere di provocazione.
    Sinceramente la critica è fatta ad una progettualità più complessa che al singolo centro in costruzione e mi sembra che anche in questo, l’articolo di Elena sia chiaro.
    Non capisco come si possa sostenere che la cementificazione non sià da criticare, in questo specifico intervento, quando è vero che le cubature saranno minori, ma per la nuova costruzione serve nuova sabbia e nuovo cemento, quindi nuove estrazioni dalle cave.
    Non parliamo poi di recupero di fabbricato dismesso, perchè si rade al suolo tutto e si ricostruisce da nuovo. Sicuramente l’impatto visivo è migliore e più piccolo, ma tralasciare la cementificazione mi sembra sbagliato.
    Altro tipi di problemi sorgeranno per servire il nuovo centro, come abbiamo spesso visto in altri casi, come costruzione di strade e rotatorie per i mezzi che forniscono le merci e per smaltire il traffico dei clienti.
    Quanto ad altre problematiche di carattere diverso quali, lo smog, il rumore, i piccoli commercianti, la viabilità e la vivibilità, penso basti osservare le realizzazioni che neli ultimi anni hanno riempito le nostre zone, per rendersi conto che nonostante l’area sia privata i disagi sforano e gravano sul pubblico.
    Ecco perchè secondo me il privato non può fare ciò che vuole solamente perchè lo fa sul suo terreno; qui però devo dare la responsabilità alla cattiva gestione pubblica che latita in programmazione.
    Sono completamente d’accordo con lei quando critica le posizioni di parte per partito preso.

    Grazie
    Piantoni Matteo

  10. Penso di essermi già espresso a sufficienza sulla questione, e anche dopo aver letto le tue parole, Matteo, confermo la mia idea sulla superficialità delle posizioni e la critica “a prescindere”, cose che secondo me sono i primi ostacoli (interni) che può incontrare un movimento che si vuol far portavoce di una proposta di cambiamento, quando invece si dovrebbero approfondire dinamiche e contesti prima di sparare a zero con argomentazioni insufficienti.
    Buon lavoro!

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