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    - Risolte alcune segnalazioni cittadine (problema luminarie san pancrazio accese per oltre un mese 24h/24h, rimozione manifesti abusivi M. Peroni, questione parcheggi san pancrazio, vicenda ''famiglia West'' etc...)

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IL BARATTO TORNA DI MODA

“Tutto quello che si può trovare in un sito di e-commerce, ma attenzione, il baratto non arricchisce nessuno a livello economico e neppure contribuisce a risollevare le sorti economiche di periodi di crisi, ma piuttosto orienta ad un rapporto diverso con le risorse e con la gestione del denaro” afferma Paolo Severi che nel 2006 ha fondato Zerorelativo, l’associazione che ha permesso di creare il primo portale italiano di baratto e riuso.

Il sito è molto intuitivo e permette a chiunque di barattare oggetti che non usa più come abbigliamento, giochi dei bambini oramai cresciuti, oppure le proprie marmellate fatte in casa o prestare il proprio servizio per traduzioni, commissioni o addirittura c’è chi baratta il proprio pollice verde per far rivivere il vostro orto. Nulla però  viene quantificato in denaro ma semplicemente in desideri! Inoltre se si effettua una ricerca tramite località e possibile trovare barter (“barattanti”) della propria provincia  evitare quindi le emissioni inutile di CO2, le onerose spese di spedizione e conoscere nuove persone che condividono la stessa filosofia; quella del far vivere un oggetto il maggior tempo possibile, conoscerne il valore e di divenire più consapevoli dell’importanza delle nostre piccole produzioni casalinghe o doti naturali.

Elena Vezzoli per Palazzolo5stelle.it

Fonte:  http://www.zerorelativo.it/cos-e-zerorelativo.php


QUANDO LA DEMOCRAZIA FU SOTTOMESSA AL DEBITO

In questo periodo in cui non si fa altro che parlare di debito, interessi sul debito, manovre finanziarie, agenzie di rating, Bce, Fmi ed una serie interminabile di nomi e sigle semi sconosciute ai più, è fondamentale farsi un’idea di cosa sta accadendo ai nostri soldi e alle nostre vite. Questo documentario spiega approfonditamente ed in maniera chiara, la truffa nella quale siamo finiti. Il doc dimostra, inoltre, come in alcuni paesi sia stato possibile rifiutare di pagare il debito in quanto ritenuto illegittimo ed incostituzionale.

Terminato il documentario, il naturale passaggio successivo pare essere quello di consultare il manuale per una liberazione non violenta.

Qui di seguito la descrizione del documentario tratta dal canale You Tube “LibertàNegata”

Per la prima volta in Grecia, paese sull’orlo di una crisi economica forse irreversibile,due registi (Katerina Kitidi e Marte Hadjistefanou) indagono tra la gente comune, i contestatori e specialmente tra economisti “non allineati” quali siano le vere cause della crisi del debito e come proporre soluzioni che sono nascoste dal governo e dai media mainstream. Il documentario è stato distribuito gratuitamente da aprile 2011, senza diritti di utilizzo e trasmesso e sottotitolato in diverse lingue. Economisti, giornalisti e celebrità da tutto il mondo descrivono le fasi che hanno portato la Grecia ad avere un così elevato rapporto debito pubblico/PIL ed un deficit di bilancio pubblico del 13% annuo. In Debtocracy vengono intervistati accademici come David Harvey, Samir Amin, Kostas Lapavitsas e Gerard Ntimenil, il filosofo Alain Badiou, il capo del comitato per il controllo del debito pubblico ecuadoriano Hugo Arias,il presidente del CADTM Eric Toussaint, il regista argentino Fernando Solanas, giornalisti come Avi Lewis (sceneggiatore / regista del documentario The Take — Il sequestro) e Jean Katrmer (Liberazione). Ed anche celebrità come Glezos Manolis e il vice presidente del partito tedesco Die Linke Zara Vagkenknecht. I creatori di Debtocracy hanno lavorato disinteressatamente. Per evitare eventuali dipendenze si sono rivolti a sindacati e associazioni di categoria. Principalmente, però, hanno fatto appello ai cittadini che sono così diventati co-produttori.

Fonte: LibertàNegata

BANCHETTI ZERO PRIVILEGI

Comunichiamo ai lettori del blog che nelle giornate di domenica 4 settembre dalle ore 9.00 alle 12.30 e sabato 10 dalle 14.00 alle 18.00, saremo in Piazza Zamara a Palazzolo sull’Oglio a raccogliere le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare, meglio conosciuta come “Zero Privilegi”.

Passate parola!

Staff

CURIOSITA’: TENIAMO D’OCCHIO GLI ANDAMENTI

Molto spesso i media ci informano e propongono dati e percentuali che poi ci dimentichiamo immediatamente in quanto è impossibile avere un riscontro in tempo reale, e poi, si sa, quando si snocciolano numeri la maggior parte della gente non ha la reale dimensione dei dati forniti.

Ecco allora un contatore in tempo reale per chi si vuole togliere lo sfizio di avere sottomano dei dati di quanto costa la politica, oppure quante nascite sono avvenute dall’inizio dell’anno o quanti disoccupati ecc.

CLIKKA ITALIAORA

QUANDO LE SCORREGGE FANNO PAURA

Il consumo massiccio di carne bovina è una delle cause principali del surplus di gas serra. Il primo passo è ridurre il consumo di carne, ma è bene favorire il pascolo e migliorare la qualità del foraggio per ridurre le flatulenze delle mucche.

Il bollettino di Greenreport, come al solito ricco di notizie interessanti, ci presenta il rapporto “Raising the Steaks: Global Warming and Pasture-Raised Beef Production in the United States”, pubblicato dall’Union of Concerned Scientists (Ucs) americane. Il rapporto raccomanda una maggiore attenzione per le emissioni di gas serra dovute all’allevamento di bovini da carne. L’Ucs spiega che l’agricoltura rappresenta circa il 6 per cento del totale delle emissioni di gas serra negli Stati Uniti, e  «la produzione di carni bovine da sola rappresenta il 2,2 per cento del totale, grosso modo l’equivalente delle emissioni annue di 24 milioni di autovetture o autocarri leggeri, o di 33 centrali elettriche a carbone di media grandezza. Così, mentre il contributo delle emissioni della produzione di carni bovine può sembrare piccolo, non è una parte insignificante del problema».
Le soluzioni però esistono. L’Ucs è convinta che «Metodi basati sul pascolo da parte dei produttori di carne potrebbero ridurre le loro emissioni climatiche e trarre il maggior vantaggio dalla capacità dei pascoli di rimuovere l’heat-trapping carbon dall’atmosfera e stoccarlo nel suolo».
Il problema è che il bestiame produce grandi quantità di metano, un potente gas serra, sia attraverso il suo apparato digerente che con il letame. Altre emissioni di gas serra sono Continua a leggere

2012: IL TONFO DELL’ECONOMIA GLOBALE

La crisi economica è inesorabile: una carestia monetaria che investirà in particolare Europa e Stati Uniti. Già dopo le vacanze ci aspetta un lungo periodo di sofferenza e austerità 

Lasciamo per un attimo riposare il calendario Maya, che come tutti ormai sanno finisce il 21 dicembre del 2012. L’andamento dell’economia su scala globale e l’indebitamento nostrano sono seri cenni di uno sconvolgimento epocale dell’economia monetaria. I dati sull’indebitamento delle banche prodotti questa settimana dalla Bank for International Settlements, sembrano confermare che almeno nel settore finanziario il 2012 sarà un anno di cambiamenti epocali.
Il commento dell’economista Loretta Napoleoni, come sempre è molto lucido e tagliente. I suoi articoli e interventi, pubblicati sui blog, come su alcune riviste di larga diffusione, ci parlano di una strada segnata verso il ritorno alla moneta nazionale. Ma al di là della questione del nostro Paese la situazione mondiale è altrettanto grave.
“A livello mondiale, il settore bancario ha accumulato un debito di 5 mila miliardi di dollari, e si tratta di titoli che matureranno nei prossimi due anni. 2.600 miliardi sono detenuti dalle banche europee e 1.300 da quelle Usa. Ciò significa che entro la fine del 2012, costoro dovranno pagarne le cedole e per farlo emetteranno nuove obbligazioni che venderanno sul mercato internazionale dei capitali. Tutto ciò non sarebbe un gran problema se contemporaneamente i governi deficitari europei non facessero la stessa cosa. Ed è nel Vecchio continente che nel 2012 ci sarà la lotta tra stati e banche per accaparrarsi Continua a leggere

UN EROE MODERNO

Javi Poves è un calciatore professionista come tanti, o meglio, era un calciatore.

A soli 24 anni ha deciso di rinunciare alla carriera per le seguenti ragioni: “Il calcio professionale è solo denaro e corruzione – ha dichiarato Poves, che in passato aveva chiesto alla società di sospendere il pagamento del suo stipendio tramite transazioni bancarie perché non voleva che si speculasse sul suo denaro –  Il calcio è capitalismo  e il capitalismo è morte. Non voglio più far parte di un sistema che si basa su ciò che guadagna la gente grazie alla morte di altri in Sudamerica, Africa o Asia. A cosa mi serve guadagnare tanto se quello che ottengo è frutto della sofferenza di molta gente? La fortuna di questa parte del mondo esiste solo grazie alle disgrazie del resto, per me si dovrebbero bruciare tutte le banche”.

Da quando siamo piccoli veniamo trattati come bestie – prosegue Poves – ci istigano alla competizione e quando si raggiunge una certa età, poi è difficile tornare indietro. Finché la gente continua ad accettare il sistema che esiste non sarà facile cambiare le cose. Voglio vedere cosa succede nel mondo, andare nei posti più poveri per capire le difficoltà del mondo”.

Nell’era dei calciatori che fanno la reclam a tutto per il Dio denaro, restando in qualche caso persino in mutande, la storia di Javi ha del surreale in quanto fa eccezione in un contesto privo di morale.

Ad oggi, purtroppo, vengono considerati eroi personaggi in base alla popolarità acquisita grazie ai media che creano dei modelli diseducativi e fonte di ispirazione ed aspirazione per le nuove generazioni.

Javi è un eroe moderno perché ha avuto il coraggio di rinunciare ad un sistema che lo avrebbe arricchito, perché  per dignità ha lasciato una professione che amava,  perché ha una coscienza attiva, perché ha capito come girano le cose e non ha ceduto al compromesso morale.

Claudio Cominardi per Palazzolo5stelle.it

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