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L’OMBRA DELLA MAFIA SUI COSTRUTTORI DEL CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO

Castelli Calepio (Bg), Parma, Imola, Afragola (Na) e Partinico (Pa). Sono queste le località dove il Gruppo Policentro, specializzato nella progettazione, realizzazione, commercializzazione e gestione di centri commerciali in Italia e all’estero, farà sorgere da qui al 2013 le nuove realizzazioni.

L’investimento complessivo è stimato tra i 550 e i 600 milioni di euro. Gli interessi in gioco sono altissimi, per questa ragione abbiamo voluto fare una ricerca in rete.

Quel che abbiamo trovato ha dell’inquietante: commistioni con la mafia, interessi di potenti politici, sistemi finanziari intricati ed un passato poco limpido. Tutto questo lo si può consultare leggendo l’articolo di Walter Molino.

Le ragioni per opporsi (guarda il video) al megacentro commerciale di Quintano sono innumerevoli, oggi se ne aggiunge una di grandissima rilevanza, l’ombra della mafia attorno alla società costruttrice.

Chiediamo ai fratelli Battista e Giovanni Zerbini (proponenti del progetto centro commerciale attraverso la Zerbini B&G S.r.l) di fare chiarezza, i cittadini non possono accettare l’ennesima inutile struttura  mascherata da servizio per la collettività, quando in realtà, troppo frequentemente, vi sono solo affari più o meno loschi.

Per approfondimenti: leggi “tutti gli uomini del Policentro” e gli articoli correlati a piè di pagina.

Palazzolo5stelle Staff

IN NOME DELLA VERITA’ per VITTORIO ARRIGONI

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sull’omicidio di Vittorio Arrigoni avvenuto a GAZA alcuni giorni fa: un volontario che aiutava la popolazione palestinese a sopravvivere alla pulizia etnica attuata dallo stato di Israele. Dopo il suo omicidio la maggior parte dei commentatori e giornali nazionali – che non hanno mai detto una parola contro i massacri di civili disarmati per opera di Israele – hanno eseguito un’operazione  ignobile di sciacallaggio. Come iene si sono avventati sul corpo di Vittorio per insozzarne la memoria; Né pietà né dolore nei loro commenti ma una vera e propria opera di killeraggio. Numerose  risoluzioni ONU  intimano da anni allo stato di Israele di abbandonare i territori palestinesi che da 60 anni vengono occupati brutalmente dal loro esercito (uno dei più potenti del mondo). Una delle operazioni “più riuscite” è stata sicuramente l’operazione  piombo fuso   dove la popolazione è stata bombardata per giorni anche con ordigni al  fosforo bianco.

 Nessuna delle potenze ( Stati Uniti – Europa )  è mai intervenuta a difendere i civili con  le cosidette“operazioni umanitarie“… meglio non disturbare il “lavoro” del loro alleato e maestro. Gli articoli e reportage di Vittorio denunciavano quotidianamente tutto questo. A quei giornali e commentatori che dicono che a far uccidere Vittorio sarebbe stata  solo una cellula impazzita di  integralisti islamici, consigliamo di cambiare mestiere o  di interessarsi  solo di cronache sportive, o ancora meglio: si facciano un esame di coscienza, se ne hanno una!

La famiglia Arrigoni  ha chiesto che il  corpo di Vittorio tornasse in Italia  via Egitto, senza  nemmeno  sfiorare il suolo israeliano.

Di seguito un breve estratto di un articolo e due filmati di Vittorio Arrigoni .

 Dialogo tra Vittorio e alcuni amici palestini –

“Hai visto che strage di vittime ha mietuto Mubarak? E pensa che ha dovuto limitarsi perché è la sua gente. Israele stenderebbe migliaia palestinesi Continua a leggere

CONFINDUSTRIA: FUORI DAL CORO PER IL CONTO ENERGIA

Mentre gli operatori del fotovoltaico lamentano tagli eccessivi ai sussidi statali, l’associazione degli industriali esprime forti perplessità per quello che ritiene essere uno squilibrio tra gli incentivi concessi a questo settore e quelli a disposizione delle altre rinnovabili elettriche

Dal coro di proteste per i tagli agli incentivi per il fotovoltaico, emerge una voce fuori dal coro: quella di Confindustria, che ritiene troppo generosi gli incentivi concessi all’energia solare. Secondo Agostino Conte, vice presidente del comitato energia dell’associazione degli industriali, non è chiaro come sia possibile equilibrare «una soluzione che destina 7 miliardi al solo settore fotovoltaico se il tendenziale previsto per tutte le fonti rinnovabili elettriche è di 10 miliardi». Secondo Confindustria, l’eccessiva generosità dei sussidi ha determinato un preoccupante aumento del prezzo dell’energia elettrica per le imprese. «I soli incentivi al fotovoltaico – aggiunge Conte – rappresentano il 33% del prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica».

Anche Franco Manfredini, presidente di Confindustria Ceramica, condivide queste perplessità, sostenendo che l’attuale sistema di incentivi alle rinnovabili comporterà per l’industria ceramica italiana oneri per oltre 30 milioni di euro l’anno, dei quali due terzi prelevati sulla bolletta elettrica. Gli fa eco il presidente di Assocarta, Paolo Culicchi, secondo il quale non è possibile mantenere un sistema di incentivi superiore del 30%, 40% a quelli degli altri paesi europei. La bozza del IV Conto energia, dunque, non convince neanche la Confindustria, ma per ragioni opposte rispetto a quelle che preoccupano gli operatori della filiera del fotovoltaico: la quota di incentivi per questo settore delle rinnovabili sarebbe eccessiva. Secondo gli industriali, infatti, anche quando, il primo gennaio 2013, andrà a regime il nuovo sistema di incentivazione, ci saranno comunque sussidi più alti di quelli concessi ad esempio in Germania.

fonte:eco dalle città

IL GOVERNO PROVA A SCIPPARE ANCHE IL REFERENDUM SULL’ACQUA

Un decreto legge per abrogare le norme sulla privatizzazione dell’acqua oggetto del quesito referendario: lo vuole fare il governo, dopo la truffa sul nucleare, MA E’ ANCORA TUTTO DA DECIDERE!

Il sottosegretario Stefano Saglia ha annunciato il decreto affonda-referendum parlando di “un decreto legge sull’acqua per stabilire le regole del gioco attraverso l’istituzione di un’Autorithy”, che arriverebbe a poche settimane dal referendum del 12 e 13 giugno. Così, dopo lo stop-truffa al nucleare, ora c’è il rischio che il governo, terrorizzato dall’idea che si raggiunga il quorum e vincano i sì all’abrogazione delle norme, cancelli con un colpo di spugna anche il referendum sull’acqua. Il provvedimento dovrebbe essere approvato entro metà maggio ma non se ne conosce ancora il contenuto. Di certo c’è l’obiettivo: fare in modo che le cose non vadano come i cittadini decideranno e indurre la gente a disertare le urne per non fare abrogare anche il legittimo impedimento salva-premier. L’opposizione, con il senatore del Pd, Giuseppe Lumia ha gridato al sabotaggio. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, parla di “deriva golpista”. Il capogruppo dell’Italia dei Valori, Felice Belisario, parla di vero tentativo di golpe mentre per Nichi Vendola e Paolo Cento, presidente e responsabile campagne referendarie di Sinistra Ecologia Libertà si tratta di un “tentativo di furto di democrazia sotto la spinta di lobby affaristiche”. Mario Staderini, segretario dei radicali parla di inutili leggine da azzeccagarbugli, in palese violazione della legge, e si dice certo che i 4 referendum si faranno. Da parte sua il Fli ribadisce il no al referendum. “Non vorremmo che il Governo – dice il responsabile ambiente,
Piercamillo Falsca – sacrifichi la liberalizzazione dei servizi idrici, sancita dal decreto Ronchi”.  Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, nei giorni scorsi aveva parlato di “approfondimento legislativo”. I due punti centrali della ‘guerra’ dell’acqua riguardano Continua a leggere

L’INSALATA RADIOATTIVA

In Germania il dibattito sulla contaminazione dei cibi è molto acceso. L’Istituto Ambientale bavarese segnala pericoli per la tiroide anche a basse concentrazioni. In Francia si mettono in guardia donne in cinta e bambini piccoli. E si spiega come annaffiare l’orto…


In Germania il disastro nucleare di Fukushima ha avuto maggiore risonanza rispetto all’Italia e ha avuto dei forti risvolti politici immediati, come la chiusura delle vecchie centrali nucleari.
Anche sulla contaminazione radioattiva l’allarme pubblico resta alto. L’Ue europea avrebbe infatti reagito alla critica dell’Istituto Ambientale di Monaco e del Foodwatch abbassando i valori di tolleranza per l’ingresso degli alimenti provenienti dal Giappone. 
L’Istituto Ambientale di Monaco aveva addirittura richiesto il divieto assoluto di importazione. In particolare sono stati fortemente criticati i valori di tolleranza posti per lo Iodio 131 e lo Stronzio 90. In alcune aree della Germania infatti, dove la mancanza di iodio è conclamata, l’assunzione di iodio 131 è ritenuta più pericolosa, rispetto ai territori che non conoscono questo problema come il Giappone. “La tiroide non riesce a distinguere tra iodio radioattivo e iodio non radioattivo” ha dichiarato la portavoce Continua a leggere

I DENUCLEARIZZATI: Ultima Chiamata

Questa purtroppo è l’ultima pagina della rubrica I Denuclearizzati. Oggi continueremo a sottolineare come, a funzionamento normale, l’energia nucleare incida in maniera gravosa sulla salute della popolazione.

Ormai gli studi in tutto il mondo parlano di aumenti di gravi malattie e malformazioni nelle popolazioni nel raggio di km di distanza da centrali in funzione, o in quelle dismesse come quelle presenti sul territorio nazionale.

Uno studio finanziato dal governo tedesco e condotto da un gruppo epidemiologico dell’Università di Mainz ha portato ulteriori conferme. Su un campione significativo di persone esposte a quantità minime di radiazioni nucleari – i residenti in un raggio di 5 chilometri da ciascuna delle 16 centrali tedesche, in un arco di tempo di 13 anni, dal 1980 al 2003 – si è riscontrato un aumento di incidenze allarmante, soprattutto per quanto riguarda i bambini al di sotto dei 5 anni (+ 220% i casi di leucemia, + 160% quelli di cancro). 

Un’altra voce che arriva dagli U.S.A. dal professor Ernest Sternglass, uno dei massimi esperti mondiali nel settore della radioattività, che ha scritto una lettera a Steven Chu, segretario all’energia degli Stati Uniti, per invitare il governo Obama ad abbandonare il nucleare. Da convinto sostenitore dell’atomo, il grande studioso fa marcia indietro riguardo agli effetti del nucleare sulla salute umana, scrive: gli scienziati hanno sempre sbagliato.

Secondo Sternglass, si tratta di: “…un errore tragico e poco noto che è stato fatto dalla comunità medica e dei fisici, come me, durante i primi anni della Guerra Fredda, che ha avuto un ruolo importante nella crescita enorme dell’incidenza di malattie croniche come il cancro e il diabete, e quindi del costo dell’assistenza sanitaria nella nostra nazione”.

Quale sarebbe l’errore? È stato quello di “presumere che l’esposizione a radiazioni della popolazione conseguente al funzionamento dei reattori nucleari non avrebbe alcun effetto negativo sulla salute umana”. Invece, le misure effettuate negli ultimi anni da un gruppo di medici ricercatori di Pittsburgh, porta a conclusioni opposte: “Questa ipotesi era basata sulla nostra esperienza di mezzo secolo di studi che non hanno mostrato alcun aumento Continua a leggere

La rivoluzione silenziosa Islandese e i media che nascondono questa notizia

Il nostro amico Juan Cañadas, ci parla della rivoluzione silenziosa avvenuta in Islandia che nessuno conosce.

E’ da mesi che siamo bombardati ogni giorno da notizie sulle rivoluzioni in Tunisia, Egitto, Libia o Siria. Ma nel cuore dell`Europa c’è un’altra rivoluzione sulla quale poco o niente si e detto. Islanda, qui i cittadadini sono riusciti, in forma pacifica, a fare dimettere il governo, a nazionalizzare le banche, a cambiare la costituzione e infine, fare pagare la crisi economica a quelli che l`hanno causata, cioè alle banche e al mercato finanziario.

Tutto inizia alla fine del 2008 quando gli effetti della crisi economica colpiscono l`Islanda e la principale banca, Landsbanki, fallisce in poco tempo. La maggior parte dei clienti erano inglesi e olandesi, e anche se Regno Unito e Olanda rimborsano i risparmi dei suoi cittadini, l’Islanda dovrà restituire questo debito mediante il pagamento di 3.500 millioni di euro, che dovrebbero pagare mensilmente le famiglie islandesi durante i prossimi 15 anni, al 5,5% di interesse.

Questa decisione ha causato le proteste dei cittadini che sono scesi in piazza davanti al Parlamento a Reykjavik, provocando le dimissioni del Primo Ministro, il conservatore Geir H. Haarden, e di tutto il suo governo in blocco, essendo il primo governo che cade vittima della crisi mondiale. Dopo il referendum popolare, il nuovo presidente, Òlafur Ragnar Grimsson, dichiara il no pagamento del debito (il NO stravince con il 93% dei voti).

Ma i cambiamenti non finiscono lì, il governo ha iniziato una ricerca per individuare giuridicamente le responsabilità della crisi, diversi banchieri e alti dirigenti islandesi sono stati arrestati. Da febbraio un`assemblea costituente sta scrivendo una nuova costituzione con più potere per il popolo e con più independenza dei poteri. Addirittura il parlamento islandese ha proposto la Icelandic Modern Media Iniciative, una legge che vuole fare dell´Islandia un posto con piena libertà d`informazione e di ricerca.

Importanti modifiche liberali dalle qualle non siamo stati informati. Ogni media è libero di scegliere le notizie , rispetto ai fatti che considera più relevanti, ma è molto strano che in pochissimi posti si sia parlato di questa rivoluzione. Nelle ultime settimane circola sulla rete la teoria della cospirazione nei media europei per nascondere questa notizia, la quale potrebbe causare un effetto domino in Europa.

Probabilmente non conviene ai governi europei diffondere l`esempio di un paese cha non si arrende silente davanti ai suoi governanti e riesce a vincere, ma questa non è neanche l`unica ragione di questo silenzio. La rivoluzione islandese è stata chiara, onesta, matura e pacifica non c’é ne sangue ne fuoco, non c’era neanche il petrolio dietro e così una rivoluzione non interessa né ai giornalisti né ai lettori, neanche ora comincia ad interessare la rivoluzione islandese, piuttosto fanno curiosità le ipotesi sul perché del silenzio sui fatti del paese scandinavo.

Ma è importante conoscere quello che è acaduto in Islanda perché sicuramente è stata una rivoluzione più spontanea rispetto alle altre che occupano le prime pagine dei giornali ormai da mesi.

Bresciapoint.it

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