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CONSUMI: BILANCI DI GIUSTIZIA ECCO COS’E’

Voglio proporre un esempio virtuoso di come sia possibile orientare in meglio la qualità della vita e dei consumi influenzando “politicamente” le abitudini in primis ed il sistema commerciale poi.

La piccola guida di bilancidigiustizia ci introduce come molte famiglie stanno agendo per portare verso questo cambiamento, e gli effetti già si vedono sugli scaffali dei supermercati: ad esempio notiamo un aumento di negozi di alimenti bio, anche nella grande distribuzione si trovano settori  di prodotti biologici, etici ecc.

Questo è un segnale di cambiamento e di presa di coscienza delle persone ed è la prova che, se si vuole, il coltello dalla parte del manico ce l’abbiamo noi, cittadini, noi la scelta la possiamo fare,  non subire!!!  Buona lettura.

Angelo Borgogni per Palazzolo5stelle

Chi sono i Bilancisti – www.bilancidigiustizia.it

“QUANDO L’ECONOMIA UCCIDE BISOGNA CAMBIARE!”. Con questo slogan “Beati i Costruttori di Pace”, in occasione del quinto raduno del movimento tenutosi a Verona il 19 settembre 1993, lanciano la campagna “Bilanci di Giustizia” rivolta alle famiglie, intese come soggetto micro-economico. Ad oggi le famiglie impegnate sono più di 500.

Cosa si prefigge la campagna

In sintesi, l’obiettivo delle famiglie è modificare secondo giustizia la struttura dei propri consumi e l’utilizzo dei propri risparmi, cioè l’economia quotidiana. Parlare di “giustizia” è impegnativo, perché suppone un orizzonte etico condiviso in buona parte ancora da costruire, ma la sfida è proprio quella di combattere l’invadenza e lo strapotere della “razionalità economica” a partire dal carrello del supermercato e dallo sportello di una banca. Ciò che però contraddistingue Bilanci di Giustizia è l’idea che questi obiettivi si possano realizzare efficacemente solo insieme, in modo organizzato, mediante una comunicazione costante e un’azione comune. Lo strumento ideato sia per “auto-misurare” il proprio impegno che per socializzarlo nel movimento e all’esterno, in funzione politica, è quello del bilancio familiare; lì si rendono visibili e si quantificano i cambiamenti effettuati nelle scelte economiche.

Cosa facciamo

Obiettivo principale della campagna è sperimentare, con un consistente numero di nuclei familiari, le possibilità di “spostamento” da consumi dannosi per la salute, per l’ambiente e per le popolazioni del Sud del mondo, a prodotti più sani, che non incidono in modo irreparabile sulle risorse naturali e che riducono i meccanismi di sfruttamento nelle regioni sottosviluppate. Non si tratta quindi di affrontare sacrifici e rinunzie in nome di un’etica e di una giustizia concepite in termini astratti, ma di rifiutare in base ad analisi non superficiali e a scelte coscienti e responsabili i consumi che non rispondono più ai bisogni umani reali o che danneggiano in modo spesso irrecuperabile i meccanismi ecologici e le popolazioni da troppo tempo confinate in una povertà incolpevole.Come suo strumento fondamentale la campagna ha scelto i bilanci mensili nei quali ogni famiglia deve indicare i suoi consumi “normali” e i suoi obiettivi di sostituzione di un prodotto considerato dannoso con un altro meno dannoso o valutato in termini positivi. Prodotti del commercio equo e solidale, detersivi biologici, uso delle biciclette al posto dell’auto, acquisto di elettrodomestici a basso consumo energetico e che non usano i CFC responsabili del “buco” nell’ozono sono solo alcuni degli esempi di “spostamenti” possibili e che in realtà possono non modificare i nostri livelli dei consumi. In altri casi, peraltro, una attenta analisi dei prodotti può far emergere rapporti tra prezzi e calorie e tra costi e rischi che spingono anche a contenere o ridurre i consumi.Un obiettivo è quello di sperimentare uno stile di vita improntato alla sostenibilità e alla sobrietà.

Cosa sono i Gruppi locali

Intraprendere il cammino di liberazione dalle costrizioni della società dei consumi non è facile. Non è facile rivedere i propri consumi e tentare di ridurli quanto tutto intorno indurrebbe a comprare sempre di più. Intraprendere questo cammino è difficile da soli. Per questo lo si fa dentro il proprio nucleo familiare e, soprattutto, con l’aiuto di altre famiglie nel contesto di un gruppo locale. Quello che salta subito all’occhio se si gira tra i gruppi locali della campagna Bilanci di Giustizia è la profonda diversità delle realtà locali, delle motivazioni e del metodo di lavoro. Alcuni sono formati da tre famiglie, altri da quindici. Qualcuno si incontra una volta al mese in casa, altri ogni tre mesi all’oratorio, altri ancora ogni settimana… Alcuni si occupano di rivedere insieme i bilanci, altri usano l’incontro per scambiarsi i prodotti degli acquisti collettivi, altri progettano campagne per il consumo sostenibile… E’ questa diversità uno dei punti di forza della campagna che, pur contando su una segreteria ed un gruppo di promotori a livello nazionale, non si costruisce con un passaggio di direttive dal centro alle realtà locali, ma si caratterizza piuttosto per essere un coordinamento delle esperienze e dei diversi gruppi.

Come diventare bilancisti

Partecipare all’Operazione Bilanci di Giustizia non significa aderire o iscriversi ad un’Associazione, ma dare il proprio contributo alla campagna attraverso il monitoraggio mensile dei propri consumi. Per dimostrare, dati alla mano, che cambiare l’attuale modello economico accrescendo la qualità della vita è possibile. Lo strumento è una scheda nella quale vengono considerate le voci di spesa mensile: alimentari, abbigliamento, trasporti, casa, tempo libero, investimenti etici sono solo alcuni dei capitoli che la compongono. Con una particolarità: per ogni voce di spesa ci sono due colonne, una riservata ai “consumi usuali” ed una a quelli “spostati” (cioè seguendo criteri di giustizia, eticità e sostenibilità).Come iniziare? La scheda si può richiedere alla segreteria dei Bilanci (0415381479) oppure, per chi è provvisto di computer, si può scaricare dal sito www.bilancidigiustizia.it, nel quale trovate anche le altre informazioni relative alla campagna e ai gruppi locali. http://www.bilancidigiutizia.it

La puntata di report mette in evidenza e chiarifica gli aspetti socio-economici attuali responsabili del progressivo “impoverimento” della qualità della vita causato da un sistema obsoleto che va assolutamente superato e gli esempi virtuosi che gruppi di cittadini adottano con successo per fronteggiare l’emergenza che verrà. Assolutamente da vedere: il servizio sui Bilanci di Giustizia clikka quì

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