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LA FOLLIA NUCLEARE CHE IL NOSTRO PAESE NON VUOLE

Proponiamo quattro interventi sul nucleare di Alfiero Gradi, portavoce del nuovo Movimento contro il ritorno al nucleare, Giovanni Valentini, Oscar Mancini e Leonardo Mastragostino. Ve ne consigliamo la lettura perchè aiutano ad aprire gli occhi sugli interessi e le ipocrisie che stanno dietro a questa scelta.

Questi contributi sono stati resi possibile da Isde, Associazione Medici per l’Ambiente.

Alfiero Grandi: “La follia atomica che il nostro Paese non vuole”

Il Canada ha rinunciato a costruire 2 nuovi reattori EPR che sarebbero costati 16 miliardi di euro. Impianti messi in discussione da 3 Agenzie per la sicurezza. Mentre il nostro Governo non esita a escogitare “furbate” per ingannarci. Veronesi, a cui è stato chiesto di presiedere l’Agenzia nazionale, cosa pensa dello studio che denuncia il raddoppio delle leucemie nei bambini che abitano nei pressi degli impianti? Nelle recenti elezioni regionali non un candidato della destra si è pronunciato a favore delle centrali nucleari nel territorio della Regione in cui era candidato. Un costoso studio presentato in pompa magna da ENEL a Cernobbio preme sul Governo per accelerare la costruzione delle centrali nucleari. A queste pressioni il Governo si mostra sensibile attraverso le dichiarazioni del sottosegretario Saglia, che segue la reintroduzione del nucleare in Italia. Lo studio purtroppo prosegue l’abitudine di fornire conti fasulli sulla costruzione delle centrali, con l’obiettivo di tenere i costi artificialmente bassi per tentare di dimostrarne la convenienza e la diminuzione delle tariffe elettriche. Premesso che una ricerca Usa ritiene che i costi del solare siano ormai paragonabili a quelli del nucleare e che le notizie che compaiono sul web danno conto di continui aumenti dell’elettricità in Francia, malgrado sia il Paese più nucleare del mondo. La costruzione di una centrale EPR, come quelle che il Governo vorrebbe costruire in Italia, oggi è almeno 8 miliardi di euro, anziché i 5 sbandierati. Questo maggior costo di costruzione basta da solo ad azzerare la promessa di ridurre le tariffe elettriche del 20 per cento. Del resto per averne prova basta leggersi le motivazioni della rinuncia del Governo canadese alla costruzione di nuove centrali, infatti per 2 EPR erano stati chiesti 16 miliardi di euro. Se poi ai costi di costruzione si sommano i danni all’ambiente e alla salute (non solo nel caso di incidenti ma anche per il normale funzionamento), i costi di assicurazione, lo smantellamento delle centrali e lo smaltimento delle scorie radioattive i costi dell’energia elettrica prodotta con il nucleare diventerebbero addirittura più alti di quelli attuali. Non a caso ENEL ha più volte chiesto garanzie sulle tariffe per l’energia prodotta per almeno 30 anni, a cui vanno aggiunti i costi per l’Agenzia e altri più o meno occulti.

Giovanni Valentini: “Il 62% degli italiani contrario alle centrali”

Tra i sostenitori del sì e quelli del no, da sempre ideologicamente contrapposti sul nucleare, si fa strada un terzo fronte: quello per cui l’energia prodotta con l’uranio non conviene. E’ un criterio più razionale ed economico a ispirare un significativo mutamento dell’opinione pubblica italiana, secondo un sondaggio realizzato dall’IPSOS per gli eco-dem, gli ecologisti del Partito Democratico guidati da Ermete Realacci. E proprio su questa base la rilevazione statistica registra, negli ultimi due anni, un rapido aumento dei contrari che oggi superano i favorevoli e diventavano così maggioranza.

Oscar Mancini: “Pubblicità ingannevole del Forum Nucleare”

Chi avesse ancora dubbi sulla mole di affari che si prospetta con il ritorno al nucleare in Italia rifletta sul costo di una pubblicità ingannevole e subdola come quella che il forum pro nucleare sta facendo trasmettere dalle televisioni nazionali. Chi impegna tante energie e tanti quattrini ha indubbiamente ragioni importanti (più o meno nobili) che lo spingono e spero solo che sia abbastanza sincero da ammetterlo e che non tenti di dimostrare che lo fa per profonda convinzione. C’è da augurarsi che chi è titolare del referendum abrogativo della Legge 99/2009 pretenda il rispetto delle regole e in particolare il diritto a presentare anche l’altro punto di vista perchè questa è di fatto una campagna elettorale anticipata. Pretendere il rispetto delle regole dovrebbe essere ancora possibile, tanto più che la Corte di Cassazione ha già convalidato la richiesta di referendum. A tal proposito è disponibile un articolo di Oscar Mancini, Responsabile del Dipartimento Ambiente e Territorio di CGIL Veneto.

Leonardo Mastragostino: “Quanto guadagna Veronesi per dire sì al nucleare?”

Alla cortese attenzione del Prof. Umberto Veronesi,

ai mezzi di informazione ed alle Associazioni interessate.

Gentile Prof. Veronesi,

quanto percepirà complessivamente per il suo impegno sul tema del “nucleare”, e anche (eventualmente) quindi la Fondazione da Lei presieduta? Analogamente quali costi (e singolarmente chi ha percepito quanto) vi sono stati per la conferenza fiorentina per le scuole che si è tenuta al Convitto della Calza il 16 Dicembre (alla quale ho partecipato)?

Mi permetto queste domande così dirette perché ritengo che siano utili al quadro generale informativo sul tema, senza voler insinuare alcunché finanche il fatto che le risposte possano essere una delle chiavi di lettura sul medesimo e sulle motivazioni di scelta.

Sta di fatto che una volta completate le doverose informazioni che portano conoscenza, coscienza e consapevolezza, ogni cittadino è democraticamente libero di valutare.

Le scrivo e le pongo delle domande come insegnante (che ha avuto modo di valutare i contenuti del convegno citato rivolto alle scuole), come giornalista pubblicista, come direttore responsabile di una rivista scolastica, come semplice cittadino, come persona che si occupa di difesa dell’ ambiente e quindi anche della salute, come persona che si è occupata del tema nucleare a suo tempo.

Nella Scuola dove insegno ho affiancato, spero utilmente, vari colleghi impegnati nel gruppo di lavoro per i temi ambientali, anche in merito a progetti di lavoro specifici. E’ oltremodo difficile, frequentemente, riuscire ad educare quella moltitudine di allievi così distratti e temprati dalla sfera accattivante dell’ universo commerciale; un universo che tante linee guida impone alla società, sovrastando le necessità qualitative, e complice di una qualità media amministrativa soventemente scadente e talvolta corrotta.

Così ritengo utile annotare che i contenuti del convegno (per il quale, essendo stato videoregistrato, chiedo l’invio di un DVD completo a mio nome c/o l’IIS Leonardo da Vinci di via del Terzolle 91, Firenze) non hanno approfondito adeguatamente gli argomenti toccati e che, soprattutto nei confronti di un pubblico scolastico, vi siano stati alcuni aspetti non proprio educativi.

Questi ultimi ascrivono (mi permetta Cecchi Paone di esprimermi parimenti liberamente, non essendovi stata tra l’altro completa possibilità di intervento e replica al termine del convegno) all’intervento vero e proprio del moderatore, il quale ha valicato il suo ruolo specifico andando a difendere l’esigenza di avere a disposizione grandi quantità di energia in relazione al mantenimento della tipologia economica tradizionale, e del relativo lavoro, di un Paese industrializzato come il nostro.

E’ stata largamente difesa la necessità e la libertà di produrre e consumare (es. quella di avere più telefoni cellulari, ecc.), di aumentare il numero di inceneritori o “termovalorizzatori” per “eliminare” il problema rifiuti ma non si è parlato del fatto che il nostro, come altri paesi industrializzati, ha superato la sostenibilità ambientale nella quantificazione dell’indice dell’impronta ecologica; non si è parlato del fatto che occorre rifondare l’economia (e l’organizzazione sociale) adeguandola alla effettiva sostenibilità totale, cosa che prevede l’uscita dalla consuetudine mercantile odierna per la quale, altrimenti, potremmo anche continuare a produrre sacchetti di plastica.

Considerando che nei titoli del convegno si indicava anche “Alla ricerca delle energie non emissive”, la difesa dei consumi e delle produzioni tradizionali ad ogni costo e del successivo incenerimento (che sono emissivi) mi è parso sia stata in contraddizione evidente, assieme anche al fatto che il moderatore ci ha ricordato essere stato uno dei cofondatori del WWF.

E’ stato anche detto che il medesimo convegno è costato energia (per giustificare ancora la scelta del nucleare), che i convenuti hanno utilizzato energia per arrivare alla Calza, ma si è dimenticato che in molti settori esistono valide alternative e che, per esempio, questi convegni possono essere organizzati anche in videoconferenza senza spostare i partecipanti dalle loro sedi.

Insomma si è avuta la sensazione nello svolgimento del convegno di un evento, in parte, preconfezionato e orientato: per questo alcuni insegnanti hanno ritenuto di andare via con i propri allievi prima del temine dell’evento.

Sarebbe stato lodevole un convegno dove venivano auspicate le produzioni di energia totalmente pulite, sicure e durevoli, annesse a produzioni economiche a loro volta di impatti minimi, massima durevolezza, effettiva utilità e necessità: non è possibile affrontare separatamente tali argomenti in così stretta dipendenza.

Sarebbe stato anche utile rendere comprensibile,

considerando che il Presidente del Consiglio cita continuamente i suoi diritti derivanti dal mandato elettorale, come mai allora ci si è permessi di disattendere il risultato chiaro, elettorale, derivante dal referendum sul nucleare? E’ una perfetta contraddizione! Si tiene conto solo di ciò che fa più comodo secondo circostanza!

Le chiedo infine: in tutta onestà non ritiene plausibile che esista una possibilità che la Sua immagine, pur in buona fede, sia stata scelta anche nella logica di uno strumento di marketing utile alla promozione del nucleare?

Mi scuso per l’eventuale mia non corretta interpretazione di alcuni contenuti del convegno, cui comunque possiamo giudicare dalla videoregistrazione, e in attesa di riscontro parimenti pubblico saluto distintamente.

Leonardo Mastragostino

fonte: teranuova

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