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Cava di Telgate ATe G39

Giovedì 13 gennaio eravamo presenti all’incontro promosso dal Pd per illustrare la situazione relativa alla cava di Telgate confinante con il nostro territorio.
Fino a quel momento, noi cittadini, eravamo ancora piuttosto all’oscuro dello stato dei fatti ed era effettivamente necessario avere a disposizione dati ed informazioni che ci rendano chiara la situazione in cui il nostro territorio si troverà a causa di questa cava.
In Consiglio Comunale se n’è parlato quasi esclusivamente su iniziativa del Pd e sebbene la nostra amministrazione si sia dichiarata decisamente contraria, non ci è ancora dato sapere quali siano le iniziative che intende mettere in campo per contrastare l’impatto che questa cava avrà sul nostro territorio. A livello informativo abbiamo dovuto aspettare l’iniziativa di una forza di minoranza quando su queste tematiche, se si vogliono ottenere risultati, sarebbe invece necessario coinvolgere la cittadinanza.
In tutto l’iter amministrativo che ha portato all’approvazione del piano cave della provincia di Bergamo, le amministrazioni dei comuni coinvolti non hanno saputo esprimere una efficace azione di opposizione a difesa dei propri territori e della propria cittadinanza: le poche azioni intraprese sono state scoordinate, non propriamente mirate e decisamente blande. A sentire la cronostoria di tutta la vicenda non ne risulta una vera volontà di contrastare, quello che sembrebbe, una vera devastazione del territorio. E’ pur vero che il parere dei comuni non è vincolante, ma in tutto il percorso che porta all’approvazione tanto si poteva fare e poco o nulla si è fatto: per esempio presentando una analisi di impatto ambientale che sia rivolta effettivamente alla difesa del territorio.

Ad oggi l’analisi di impatto ambientale presa in considerazione è quella della ditta cavatrice e sappiamo tutti che non possiamo aspettarci di trovare sensibili negatività. Certo, alcune iniziative hanno bisogno di essere finanziate, ma la politica deve fare scelte e questa scelta non è stata fatta.
Il risultato è che sebbene ci sia una sentenza del TAR di Brescia che annulla il piano cave di BG per il ricorso di due società cavatrici, esperti sostengono che non ci siano più margini per contrastare la realizzazione della cava ATE G39 e ci troveremo in prossimità del nostro territorio un enorme “buco” di 16 ettari dalla profondità di 20m. La viabiltà di cava sarà riversata interamente sul nostro territorio con passaggi di un camion ogni 4/6 minuti (stima della ditta) ma probabilmente si arriverà ad un camion ogni 3 minuti con l’unico accesso transitabile per l’entrata e l’uscita dalla cava su una via comunale palazzolese. L’aumento dell’inquinamento atmosferico della zona sarà sensibile, quello acustico dichiarato (dalla ditta cavatrice) ai limiti delle norme di legge: 42 decibel e di 63/65 decibel sulla stradina sopra citata.
Se a questa situazione non possiamo ormai porre rimedio, siamo solo all’inizio dell’iter che potrà portare questa cava ad essere anche una discarica e questo non lo possiamo permettere!
Nella domanda per la discarica si parla di conferimeto di rifiuti inerti.
Si sappia che si parla di 135 tipologie di rifiuti di cui parecchi della famiglia 10, derivanti dagli scarti di lavorazione della mettallurgia e della famiglia 19, derivanti dalle ceneri degli inceneritori.
Chi dichiara che questi rifiuti sono realmente inerti ? Semplice, la ditta che li conferisce alla discarica !
Se solo togliessimo la famiglia 10 sarebbero eliminate 70 tipologie di rifiuti.
Non permettiamo che si continui a speculare sui nostri territori e sulla nostra salute, pretendiamo dai nostri amministratori un impegno serio ed effettivo a difesa degli interessi dei più contro l’interesse dei pochi e soprattutto alziamo il culo e svegliamoci in tempo perchè le lamentele a cose fatte son capaci tutti a farle, ma i danni rischiano di essere irreparabili soprattutto se si pensa che a pochi metri di profondità dall’eventuale discarica c’e un bacino acquifero importante per Palazzolo.
Se sulla cava ormai poco si potrà fare, la discarica non s’ha da fare!!

Giovanni Barbò per Palazzolo a 5 stelle

Iscriviti al gruppo facebook:FRONTE COMUNE CONTRO DISCARICA TELGATE

Per approfondimenti leggi la relazione e segui le rappresentanze consiliari di Palazzolo s/O e Telgate che si stanno opponendo alla discarica.

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7 Risposte

  1. E’ una vergogna! Pare che anche questa volta l’amministrazione palazzolese non abbia messo in atto tutte le azioni per contrastare e controllare efficacemente la cava-discarica di Telgate. Si poteva far parte di una commissione intercomunale ma non è stato fatto.

    Dobbiamo unirci tutti: cittadini, comitati, associazioni, forze politiche…. per impedire questo scempio.

  2. E poi… che senso ha continuare a martoriare il nostro territorio con cave e discariche quando la comunità non ne sortisce alcun beneficio? Sempre i soliti interessi economici di pochi sulle spalle della collettività.

    La discariche non servono, i rifuti sono un ERRORE nella catena di produzione. Il rifiuto è da eliminare a monte.
    Pure le cave spesso sono una gran fregatura, soprattutto quando le “risorse” vengono prelevate in un territorio per esportarle nel resto del mondo. Questo significa espropriarci della nostra terra, delle risorse naturali e sorbirsi tutti i rischi connessi.

    E’ ora di finirla di accettare silenziosamente tutto questo.

  3. Mi chiedo come si possa portare turismo in una cittadina dove gli accessi alla stessa sono compromessi da una situazione di traffco che andrà moltiplicandosi.
    Sorgerà la Cava-Discarica che come visto andrà completamente a riversare il traffico sulle vie di accesso provenienti da Telgate, alle quali si aggiungerà il traffico per il vicino centro commerciale di Quintano. Il traffico di queste 2 oscenità andrà poi a riversarsi anche sulla via di accesso proveniente da Palosco.
    Oltre al traffico, il rumore e l’inquinamento aumenteranno a dismisura colpendo una parte della cittadinanza in maniera pesante.
    Sappiamo come le cave e le discariche sono solo profitti, senza utilità, ma non possiamo sempre subire senza far nulla.
    Chiediamo ai cittadini che vivono in quella zona di farsi sentire e di scriverci per poter essere di aiuto e per poter fare il possibile affinchè non trasformino Palazzolo in una cava di interessi e profitti ed una discarica di diritti.
    Grazie
    Piantoni Matteo

  4. non ho seguito personalmente la vicenda e quindi non sono totalmente preparato sull’argomento, ma se come emerge dai dati che le province di brescia e bergamo hanno ampiamente superato i margini di quantità di cave sul territorio, non ci dovrebbero essere ricorsi che tengono da parte delle ditte cavatrici… no?

  5. bravi, concordo con voi.

  6. ricordatevi che una volta fatto il buco…..con qualcosa
    si deve riempire e pertanto bisognava impedire la realizzazione della presunta cava e poi tutta questa sabbia estratta dove andrà a finire?? è stato chiesto
    se viene usata per fondi stradali o per altro??
    A Pontoglio un caso simile aveva coinvolto L’ANAS in un giro poco pulito e avevano dato ragione al comune, annullando il progetto della possibile cava

  7. L’amministrazione si sarebbe potuta muovere meglio, spero ci sia un’intenzione seria di opposizione alla cava.

    In questo sito che mi è stato suggerito ci sono molte informazioni utili: http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf?idProcedura=030100000909&titolo=V.I.A.+Regionali

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