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Houston, Houston, a Palazzolo abbiamo “un” problema

Forse chiamare la NASA sarebbe eccessivo, ma è sicuramente un dato di fatto che a Palazzolo ci siano ancora numerosi problemi legati alla negligenza, ad una mancata progettazione della viabilità e degli aspetti ad essa connessi. Nelle prossime settimane usciranno una serie di articoli che riguarderanno diverse aree problematiche di Palazzolo. Oggi vorremmo proporvi un itinerario che molti di voi sicuramente si trovano spesso a percorrere: stiamo parlando della strada che passa tra il ponte nuovo e il lungo oglio.

Chi deve attraversare il ponte nuovo per raggiungere la Biblioteca comunale o l’A.S.L. ha di fronte a se un percorso curioso: provenendo dal parco, subito dopo il ponte, il guardrail (malconcio) non permette per un lungo tratto ai pedoni e ai ciclisti di attraversare la strada, se non dopo qualche metro e con numerosi intoppi.

L’accesso alla strada è impedito spesso dall’immediata presenza delle macchine posteggiate e dal marciapiede che non ha alcun livellamento con il suolo asfaltato, e che anzi è molto alto (20 cm). Per una persona in piena salute non vi è alcun problema, ma per un ciclista o magari una persona dalle limitate capacità motorie la cosa non è assolutamente facile.

Per raggiungere l’A.S.L. proseguiamo per il nostro marciapiede parecchio malconcio con buchi, mattonelle  storte e a sbalzo, arrivando così alla fine del percorso di fronte all’asl dove il marciapiede non ha un accesso facilitato: queste forse non si chiamano barriere architettoniche, cosa avrebbe da ridire al riguardo una persona diversamente abile?  Chi arriva in carrozzina, in bici quindi non può rimanere sul marciapiedi (essendo stretto e con una pavimentazione  irregolare) e si è costretti a scendere incontrando parecchie difficoltà: dal marciapiede alto, alle macchine parcheggiate ai lati, la nostra discesa viene impedita dalla presenza di una sottospecie di aiuola sgangherata che costeggia l’intero percorso impedendo l’accesso diretto alla strada.

Per chi arriva dalla zona del ponte Romano percorrere il lungo oglio è un’altra avventura: risalendo il lato destro abbiamo il marciapiede, stretto, dove ci sono gli alberi e molte persone e quindi risulta impossibile e pericoloso utilizzarlo; non possiamo non notare inoltre come tutto il lato destro della strada sia adibito a parcheggio il che  costringere i nostri ciclisti a circolare in mezzo ad una strada stretta fra le macchine.

Arrivati al ponte nuovo troviamo una bella sorpresa: il tratto pedonale destro del ponte è chiuso; le assi di legno sono ormai rotte da mesi ( da questa primavera!! se non ricordiamo male).  A questo punto, cosa fare? Chi è veloce, scattante e temerario procede attraverso la carreggiata delle auto sul ponte; se invece ad andare in bici è per esempio un anziano o un bambino? Beh dovrebbe passare sull’altro lato della strada. Ma dov’è il passaggio pedonale? Non c’è. Bisogna tornare indietro praticamente all’inizio del viale per trovarne uno ( è un paradosso se si pensa che lì accanto abbiamo la biblioteca!! ).

Torniamo indietro e attraversando la strada siamo sul lato sinistro del viale del lungo oglio … contromano ( si potrà circolare nel senso opposto di marcia rispetto alle macchine?). Percorrendo il lato sinistro della strada in direzione ponte nuovo il marciapiede è inesistente per lunghi tratti, piccolo e malridotto e arrivando nei pressi della biblioteca è necessario prestare attenzione all’uscita delle macchine provenienti dal carrale di destra: i veicoli avendo una visibilità ridotta sulla strada per vedere sono costretti a “buttarsi” un po’ fuori. Per un pedone non ci sono grandissime difficoltà, ma per chi è in bici si: se non vuole farsi investire il nostro ciclista è costretto a  fermarsi guardare e proseguire..arrivando alla via dell’asl presso il famoso marciapiede dal difficile accesso, attraversando l’unico lato pedonabile del ponte che oltretutto è molto stretto (per intenderci un pedone e una bici assieme non passano).

Per un anziano, o per una madre che con il proprio bambino vogliano andare e tornare dal parco delle Robinie con la propria bicicletta, ma anche per gli studenti che numerosi si dirigono verso la biblioteca, percorrere questo tratto di strada diventa pericoloso: oltre al rischio di cadere scendendo da un marciapiede troppo alto, c’è la possibilità di  rimanere investiti o di creare disagi e situazioni di pericolo lungo il viale. La mancanza di una ciclabile lungo questo tratto di strada ci “costringe” all’utilizzo della macchina o peggio non ci permette di vivere in tranquillità le strade della nostra cittadina.

Ve ne sono molte a Palazzolo di situazioni analoghe, piccoli dettagli che se sommati diventano montagne, se rari non darebbero fastidio: il problema è che ormai i dettagli sono molti. Non servono ingegneri o laureati per comprendere la situazione: basta vivere nelle proprie città, camminarci, andarci in bici per capire che c’è qualcosa che non va. Bisogna prestare attenzione a tutti quei particolari, controllando con mano propria che tutto funzioni, magari scendendo in strada e chiedendo alla gente stessa cosa non funzioni.

A noi sorgono spontanei dei dubbi: i nostri amministratori girano per le strade di Palazzolo oppure sono troppo occupati da chissàchecosa per poter controllare? Ci siamo stufati di ricordarglielo ogni volta che vengono pagati anche per questo, per controllare che sul loro territorio le cose funzionino. Non pretendono mica che venga Bertolaso o Berlusconi ad individuargli le emergenze?? Purtroppo non basta sfoderare dalla manica il jolly “approvazione di un progetto ciclabile redatto da altri” per risolvere i problemi a Palazzolo. Già l’han fatto una volta, in fretta e furia e poi………….FLOP.

Emy Salogni per Palazzolo5stelle

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2 Risposte

  1. Lame,trapole e tagliole per tutti i cittadini. La tanto declamata sicurezza e’ anche questo, prevedere, ed intervenire , senza aspettare che accada. Come nelle aziende sindacalizzate, anche nelle citta’ bisognerebbe istituire un organo di vigilanza e prevenzione. Nelle aziende funziona poco, ma forse come sistema potrebbe funzionare meglio a livello cittadino. Consiste nel nominare tra’ tante cariche inutili , un responsabile, diretto della sicurezza stradale e generale del territorio. Questa figura risponde in prima persona, in caso di incidente causato dall’incuria e dalla non prevenzione delle infrastrutture e strutture. Deve ricevere le segnalazioni dei cittadini, protocollate, e alle quali deve dare immediatamente una risposta, e una attivazione. Questo potrebbe essere una soluzione, un garante della sicurezza che viglila sulle attivita’ giornaliere cittadine .

  2. quoto tutto quello che hai scritto zak compresa la poca funzionalità nelle aziende private degli organi di controllo sulla sicurezza e la salute, esportarla agli enti pubblici per il controllo del territorio in modo attivo come hai descritto sarebbe una bella cosa…. (aggiungo io: niente di trascendentale, solo un barlume di normalità e logica)
    la tua è una proposta?

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