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Houston, Houston, a Palazzolo abbiamo “un” problema

Forse chiamare la NASA sarebbe eccessivo, ma è sicuramente un dato di fatto che a Palazzolo ci siano ancora numerosi problemi legati alla negligenza, ad una mancata progettazione della viabilità e degli aspetti ad essa connessi. Nelle prossime settimane usciranno una serie di articoli che riguarderanno diverse aree problematiche di Palazzolo. Oggi vorremmo proporvi un itinerario che molti di voi sicuramente si trovano spesso a percorrere: stiamo parlando della strada che passa tra il ponte nuovo e il lungo oglio.

Chi deve attraversare il ponte nuovo per raggiungere la Biblioteca comunale o l’A.S.L. ha di fronte a se un percorso curioso: provenendo dal parco, subito dopo il ponte, il guardrail (malconcio) non permette per un lungo tratto ai pedoni e ai ciclisti di attraversare la strada, se non dopo qualche metro e con numerosi intoppi.

L’accesso alla strada è impedito spesso dall’immediata presenza delle macchine posteggiate e dal marciapiede che non ha alcun livellamento con il suolo asfaltato, e che anzi è molto alto (20 cm). Per una persona in piena salute non vi è alcun problema, ma per un ciclista o magari una persona dalle limitate capacità motorie la cosa non è assolutamente facile. Continua a leggere

INGHILTERRA:BIOGAS DA ACQUE NERE

Sottoponiamo una novità che ben si presta al nostro territorio, vista la scandalosa situazione in cui versano fiumi e torrenti della pianura lombarda e quelli Bresciani in genere, dove le acque nere continuano a modificare e distruggere la flora e la fauna esistente.

Legambiente boccia il sebino e il Lago di Garda, nella sua annuale ricerca, proprio nelle vicinanze dei più grossi centri abitati dove gli scarichi incontrollati e senza sufficienti depuratori stanno distruggendo i nostri laghi,  maleodoranti e sporchi.  Questa estate un torrente bresciano ha perso tutti gli esemplari ittici per un tratto rilevante a valle di alcuni paesi montani, che scaricavano le proprie acque nere direttamente nel fiume.

Riporto in seguito l’articolo tratto dal siti www.informazioneambiente.it

“Un quartiere di una cittadina inglese inglese ricava dalle acque di scarico Continua a leggere

ASSOCIAZIONE TEATRO FLAUTOMAGICO

Come già preannunciato in un precedente post, il blog dà spazio alle realtà virtuose di Palazzolo per mostrare una parte del paese che merita, in questo caso per l’apporto culturale e sociale che questa associazione dà.

Palazzolo5stelle incontra Modesto Messali di “Teatro Flautomagico”.
Intervista a cura di Giorgia Vezzoli, montaggio e riprese a cura di Massimo Faini.

Di seguito il commento di Modesto Messali:

A nome dell’Associazione Teatro Flautomagico ringrazio innanzitutto gli amici dei 5 Stelle per il loro ascolto e per lo spazio che generosamente ci hanno messo a disposizione. Ringrazio Giorgia Vezzoli per il prezioso incontro di un pomeriggio. Ringrazio tanto il regista del video, Massimo Faini, per aver saputo sapientemente tradurre in soli 8 minuti, il resoconto di una storia e di una esperienza teatrale presente e attiva sul nostro territorio  ormai da molti anni.
Presenza, la nostra,  che si manifesta con molteplici e variegate attività: attualmente (ottobre 2010) è in corso la quarta edizione di Saltuaria – Rassegna Teatrale Discontinua; è ripartita il 3 ottobre ‘La Piccola’…scuola di teatro alla quale stanno partecipando una ventina di bambini; abbiamo ripreso il percorso de ‘Le Donne’, uno spazio teatrale rivolto a sole donne (mamme, lavoratrici, casalinghe, mogli…); stiamo continuando con i nostri porogetti teatrali nel Sociale (con disabili, con persone con problematiche psichiatriche) e nelle scuole.
Le nostre proposte nascono da competenze professionali ed esperienze sul campo sempre più ricche e specfiche  e dall’idea  di un teatro aperto al mondo, propositivo,  che faciliti le relazioni e che inneschi significativi processi sociali e culturali.
Attraverso questa intervista ben si comprenderanno le difficoltà e le precarietà con le quali siamo costretti a convivere (ad esempio la strutturale assenza di spazi e luoghi fisici così come una certa carenza di spazi ‘mentali’…).
Tuttavia, molti sono i riscontri positivi di questi anni e tante sono le sollecitazioni di amici, teatranti, soggetti culturali, che ci invitano a insistere su quanto stiamo facendo.
Nonostante tutto e nonostante tanti.
Perchè, come disse Dostojevski, sarà la Bellezza, (e la Cultura al Bello) che salveranno questo mondo.

Invitandovi ad approfondire le nostre proposte  consultando il nostro sito  http://www.teatroflautomagico.org/rassegna_saltuaria_2010.htm
cordialmente saluto

Messali ‘Modi’ Messali
Presidente dell’Associazione Teatro Flautomagico.

IL MIO AMICO IMMAGINARIO ESISTE E FA RIFIUTI ZERO A PALAZZOLO

Ho un amico immaginario che stimo. Ha la mia età (28 anni) ed è Palazzolese, è dotato di una coscienza ambientale che non ha pari.

Il mio amico immaginario mi ha spiegato come fa “rifiuti zero” in un paese che ha una percentuale di raccolta differenziata intorno al 40%, dove si ricicla solo: carta, plastica, vetro e alluminio. Per poter differenziare tutti i rifiuti ha catalogato ogni materiale di scarto ad uso domestico: polipropilene (PP), poliaccoppiato (PI), polietilene (PE), alluminio (ALL), vetro (VE), carta , acciaio (ACC) ecc…  Il tutto in una tabella dettagliata che ne individua la sigla, come riconoscerlo, il grado di differenziazione ecc.. praticamente si tratta di una scheda tecnica del rifiuto. Rifiuto che pian piano inizia  a “guadagnarsi “ l’accezione di risorsa.

Il mio amico immaginario che esiste mi ha spiegato che per fare rifiuti zero non è sufficiente riciclare, bisogna ridurre il problema della spazzatura alla fonte. Dice che la formula per fare rifiuti zero sta nelle 3 “R”: riduzione , riutilizzo, riciclaggio.

Riduzione: acquistare prodotti alla spina elimina l’imballo.

Riutilizzo: donare vestiti che non si usano più, oltre ad essere una forma di beneficenza,  evita di trasformare in rifiuto qualcosa di utile.

Riciclaggio: differenziare il rifiuto al fine di ottenere altre materie chiamate “materie prime seconde”, riducendo il consumo delle risorse del pianeta e dell’energia per la loro estrazione.

Mi spiega che per  seguire la filosofia “Zero  waste”, deve – contro il proprio volere – violare delle norme, questo perché l’amministrazione comunale non mette a disposizione della cittadinanza gli strumenti per  riciclare tutti i prodotti differenziabili. In conseguenza di ciò, si ritrova costretto a portare abusivamente i poliaccoppiati in un comune limitrofo che  li ricicla, in caso contrario sarebbero destinati all’inceneritore.

Per il mio amico immaginario che esiste, rifiuti zero, oltre ad essere una filosofia, è una battaglia contro un sistema, è una lotta quotidiana contro il malcostume ambientale ed un impegno costante nello smaltire ad impatto zero. Per esempio, smaltisce anche l’organico buttandolo nella buca del letame in campagna,  separa il polietilene, che è una plastica “pregiata”, per  donarlo a delle associazioni no-profit, e molto altro ancora.

Il mio amico immaginario che esiste mi infonde fiducia, mi fa pensare che se la gente  vuole un mondo migliore non deve solo desiderarlo ma diventare protagonista del cambiamento attraverso il suo comportamento. Poi, guardo quel che accade a Terzigno:  cittadini manganellati dalla Polizia di Stato perché vogliono difendere il loro territorio dalle inquinantissime e tumorali discariche, e mi sale lo sconforto.

Il mio amico immaginario che esiste ci insegna che il cambiamento deve partire dalla responsabilità individuale, frutto di una coscienza civile che dovrebbe alimentare il sentire comune, un sentire comune armato di consapevolezza, rispetto per l’ambiente ed amore per la vita. Solo così potranno cambiare le cose.

Un ringraziamento speciale all’amico ignoto.

A cura di Claudio Cominardi per Palazzolo5stelle

QUI AD ATENE NOI FACCIAMO COSI’

“Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato Democrazia. Qui ad Atene facciamo così. Le leggi qui assicurano una Giustizia uguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento. Qui ad Atene facciamo noi facciamo così. La liberta di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana, noi non siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo. Noi Siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato a rispettare i Magistrati e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è buon senso. Qui ad Atene noi facciamo così. Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile, e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla. Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla vita della Democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà sia solo il frutto del valore. Insomma io proclamo Atene scuola dell’Ellade e che ogni Ateniese cresce prosperando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo cosi!”

Pericle (461 a.c.)

RAEEPORTER IL TUO CLICK PER L’AMBIENTE

RAEEporter è una campagna di sensibilizzazione ambientale sull’importanza del corretto riciclo dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) promossa da Ecodom, il consorzio costituito dai più importanti Produttori di Elettrodomestici italiani, in collaborazione con Legambiente.

Un grande evento mediatico che coinvolge tutti coloro che vorranno mettere in campo la propria sensibilità per l’ambiente e soprattutto il proprio occhio di falco.

Come?
Fotografando e segnalando i RAEE (i Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche – lavatrici, frigoriferi, forni, pc …) abbandonati ai margini delle strade o nelle discariche abusive, e quindi non smaltiti correttamente.
Alla “caccia”, annunciata da spot radio e segnalazioni sulla stampa nazionale e locale, possono partecipare i cittadini di tutti i comuni italiani.

Come?
Compilando il form di registrazione qui a fianco con i propri dati, una breve descrizione del RAEE abbandonato, l’indicazione del luogo (comune, via/corso/piazza/…) e caricando il proprio scatto. Ecodom si occuperà di inviare tempestivamente una segnalazione all’ente competente (il Comune o la società di igiene urbana che effettua la raccolta dei rifiuti), affinché provveda al recupero del RAEE e al suo trasporto al Centro di Raccolta più vicino, da dove verrà poi trasferito presso un impianto specializzato per il trattamento.
Tutti i partecipanti riceveranno in omaggio un simpatico gadget: non si tratta infatti di una gara a premi ma di una “missione” per fotoreporter sensibili alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela delle risorse del nostro pianeta.

Ecodom
, consorzio costituito dai più importanti Produttori di Elettrodomestici (in particolare dei Raggruppamenti R1 – frigoriferi, condizionatori, scaldacqua – e R2 – lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni), e Legambiente attraverso questa iniziativa mirano a porre l’attenzione della collettività su un tema specifico, in ambito di tutela ambientale: l’importanza del corretto riciclo dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Ogni RAEE, se pure in percentuali differenti, rappresenta infatti un “serbatoio” di materiali riciclabili (ferro, rame, alluminio e plastica)  e riciclare significa non solo salvaguardare le risorse del pianeta ma anche risparmiare energia. L’energia utilizzata per produrre materie prime, infatti, è decisamente superiore a quella necessaria a ricavare materie prime seconde attraverso il riciclo dei RAEE.

Inoltre, nel caso dei frigoriferi e dei condizionatori, la presenza nei circuiti refrigeranti e nelle schiume isolanti di sostanze ozono-lesive e con un elevato potere clima-alterante rende necessario e importante che tali RAEE siano trattati secondo metodi e procedure corrette per evitare l’ampliamento del cosiddetto “buco nell’ozono” e l’aggravarsi dell’effetto serra.
In homepage un contatore calcola in tempo reale tutte le segnalazioni pervenute e con un click è possibile collegarsi alla mappa della penisola sulla quale via via compariranno le icone delle foto inviate. Attraverso lo zoom o la fotogallery sarà poi possibile ingrandire le immagini.

L’evento si concluderà a dicembre 2010 (eventuali proroghe saranno comunicate sui siti di Ecodom, www.ecodom.it, e Legambiente, www.legambiente.it) e i tre migliori scatti, selezionati per la qualità tecnica ed estetica da una giuria di esperti, saranno pubblicati anche sui siti di Ecodom e Legambiente e sul magazine on line del Consorzio, Ecodomnews, di gennaio-febbraio 2011.

A tutti gli inviati, buon lavoro!

Raeeporter.it

PALAZZOLO: RETI WI-FI – A CHE PUNTO SIAMO?

Uno dei punti che stanno a cuore  a noi 5 stelle è  l’esigenza di far circolare liberamente ed in modo gratuito le informazioni tramite la rete internet.

Le realtà già sviluppate in gran parte, del continente europeo, pone l’Italia anche in questo caso agli ultimi posti per la diffusione di questo servizio; in altri stati d’Europa è già un diritto avere la connessione ad internet, vedi Svizzera, Svezia, Finlandia, ecc.

Negli Stati Uniti, così come in molte nazioni europee, il Wi-Fi gratis è ovunque. Invece in Italia spesso i collegamenti wireless non solo sono a pagamento a tariffe che sorprendono i turisti stranieri, ma spesso sono esclusivamente relegati presso alberghi e villaggi turistici, mentre in bar, ristoranti, piazze o altri luoghi pubblici mancano completamente.

Tutto ciò fa emergere sempre più l’Italia come un’ anomalia fra il resto dei paesi sviluppati.

Ci sono molte cose da dire al riguardo, per approfondimenti invito i nostri lettori a ricercare altre realtà in rete per rendersi conto e chiedere quindi ai nostri dipendenti il diritto all’informazione a 360 gradi ( qui mi rivolgo direttamente a quelli di Palazzolo s/O ) e che ci stanno negando l’opportunità di crescere al pari del resto d’Europa.

Angelo Borgogni per Palazzolo 5 stelle

 

Da settembre si stà censendo le reti Wi-Fi pubbliche italiane. Si tenterà di dare un’organizzazione più coerente ai tanti progetti avviati da singoli comuni e altre istituzioni. L’iniziativa è dovuta all’Unione delle Province Italiane (UPI), in collaborazione con il Ministero per la Pubblica Amministrazione e Innovazione, presieduto da Renato Brunetta.

Conseguenze imprevedibili del Wi-Fi ubiquo: nerd in spiaggia.

La necessità di un censimento si spiega facilmente. Al momento le reti Wi-Fi pubbliche e gratuite sono molto poche, in Italia. Da una parte il problema è dovuto alla scarsa diffusione della banda larga: se un comune non l’ha a disposizione, naturalmente non può offrirla ai cittadini tramite Wi-Fi.

Dall’altra però ci sono tante istituzioni che potrebbero offrire il servizio ma non lo fanno. Le ragioni sono diverse, più o meno valide. Si va dalla mancanza di fondi alla semplice distrazione, passando dall’eccesso di norme e burocrazia: ma il punto comune è sempre quello, e cioè che non si dà ancora la giusta importanza a questi elementi.

O in altre parole gran parte dei nostri amministratori non si rende conto che la diffusione della banda larga è un elemento senza il quale si compromette lo sviluppo del territorio. Ne è consapevole il presidente dell’UP Corrado Ghirardelli, secondo cui gli hot-spot sono come “gli Autogrill in autostrada”. Il problema però è che “la maggior parte dei comuni italiani non ha nemmeno l’autostrada, cioè l’infrastruttura Internet veloce, a cui vanno attaccate le antenne Wi-Fi”, ha spiegato a La Repubblica.

Aspettiamo che il governo sblocchi i fondi promessi per sviluppare le infrastrutture che ne sono prive”, ha poi aggiunto Girardelli, chiamando in causa quindi anche il Ministero.

Il censimento delle reti esistenti è certamente un progetto utile, che servirà a creare una base da cui partire per l’ammodernamento. Sembra però di vedere un cane che cerca di mordersi la coda, tra chi accusa la mancanza della cultura giusta e chi rimprovera l’assenza d’investimenti pubblici. Intanto la nostra infrastruttura invecchia ogni giorno di più, in attesa del necessario lifting.

fonte:Tratto da http://www.tomshw.it/cont/news/reti-wi-fi-italiane.

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