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11 SETTEMBRE 2001 – Un criminale gioco di prestigio

 Le torri gemelle durante l’impatto con gli aerei

Troppe bugie ci sono state raccontate fino ad ora dai Mass Media i quali hanno continuato imperterriti ad ignorare fatti, prove, documenti, testimonianze; ma soprattutto hanno ignorato le terribili conseguenze che riguardano anche noi direttamente o non. Perchè prima o poi tutti faremo i conti con la verità! Non c’è bisogno di essere laureati per capire  che  la versione sull’11 Settembre 2001  fornita dal governo USA è falsa e credibile  solo per quelle persone che si sono fidate ciecamente di televisione e giornali…. errore grave ,  ma rimediabile….

   di    Claudio  &  Emanuela  Salogni 

 

Bastano poche righe per rendersi conto che forse dobbiamo mettere molte cose in discussione:  Il Word Trade Center non può essere crollato solo in conseguenza all’impatto aereo: come posso i piloni portanti d’acciaio essersi fusi a 800° gradi di temperatura – alla quale brucia il Kerosene contenuto nei serbatoi dei Jumbo- quando la temperatura  di fusione dell’acciaio è di  1538° ?  Se l’acciaio si fosse indebolito, la dinamica del crollo sarebbe stata differente. Le colonne si sarebbero piegate e afflosciate a cominciare dal lato della torre colpito, ma non spezzate e frantumate in polvere nel modo in cui si è visto, cadendo inoltre alla velocità di una “caduta libera” cioè in assenza di alcuna resistenza che doveva invece essere opposta dalla presenza dei piani sottostanti. Nelle immagini delle innumerevoli moviole l’impressione è che siano implose per effetto delle esplosioni a catena ( udite da numerosi testimoni, compresi i pompieri ), esattamente come accade nelle demolizioni controllate. 

Nelle demolizioni controllate dei moderni grattacieli , viene impiegato un esplosivo molto particolare, la  “supertermite”, l’unico  in grado di produrre temperature simili utili a fondere l’acciaio. Tracce di termite sono state infatti trovate sotto le macerie dell’edificio da alcuni servizi giornalistici ufficiali girati dopo l’accaduto. Alcuni  pompieri intervistati testimoniarono la presenza di pozze d’acciaio incandescenti con temperature superiori agli 800° ancora dopo molti giorni. Un fatto che può essere spiegato solo con l’impiego della super-termite nel Word Trade Center….. Chi ce l’avrebbe messa?

guarda il video reportage   in 8 parti – 

http://www.youtube.com/watch?v=RQYqlOkqKM8&feature=related

Il Boeing “vaporizzato” del Pentagono

Riguardo alle perizie tecniche raccolte sulla dinamica dello schianto, ecco cosa è stato scoperto:

L’impatto è avvenuto seguendo una traiettoria perfettamente orizzontale .. impossibile per un aereo di linea! Un aereo  di quelle dimensioni che procedesse radente al suolo perderebbe stabilità divenendo ingovernabile. L’aereo infatti risulta, secondo la versione ufficiale, non aver mai toccato l’ erba adiacente al Pentagono ed ha quindi colpito direttamente la costruzione, compiendo le stesse evoluzioni caratteristiche di un missile o di un jet militare.
Dalle stesse foto ufficiali è possibile vedere inoltre che il foro d’entrata dell’”aereo” , prima che la parete crollasse , non superava i 5  metri di larghezza; mentre del voluminoso presunto Boeing 757  – dal peso di 100 tonnellate e un’apertura alare di 38 metri e un’altezza della coda  di 14 metri – è rimasto ben poco.

Secondo la Casa Bianca l’alta temperatura prodotta dall’esplosione (3000°) avrebbe letteralmente gassificato la maggior parte dei rottami. Questa è una spiegazione che può andare bene solo per “i non addetti ai lavori” che non hanno una preparazione in materia. Gli esperti interpellati  dai ricercatori indipendenti (ad es. la Rolls Royce che produce i motori del Boeing) sono infatti di tutt’altro parere: i reattori di un  Boeing sono brevettati per resistere a temperature elevatissime e la casistica dei precedenti disastri aerei dimostra che avrebbero dovuto resistere all’impatto oltre ogni ragionevole dubbio. Non esiste infatti un solo precedente caso al mondo in cui i motori sono letteralmente scomparsi per “gassificazione”. Peraltro, le statistiche sui disastri aerei dimostrano che oltre ai motori, normalmente resistono all’impatto anche il troncone di coda, pezzi di fusoliera, delle ali e addirittura una parte del carico dei bagagli. In questo caso invece sono rimasti solo pochi rottami non identificabili e un rotore di una piccola turbina . Ciononostante i portavoce della versione ufficiale affermano che il rotore in questione corrisponderebbe perfettamente a quello in dotazione dei boeing. La Rolls Royce che produce questi tipo di motori ha però ha smentito categoricamente  in quanto secondo i suoi tecnici il rotore ammaccato ritrovato sul prato dai militari, a causa delle sue ridotte dimensioni poteva essere appartenuto solo ad un piccolo velivolo (ovvero un drone a guida gps o un jet). Manca  qualunque traccia dei fori che avrebbero dovuto provocare i due motori Rolls Royce da cinque tonnellate ciascuno formati da speciali leghe di acciaio e titanio ,  resistenti tranquillamente alle temperature di 2000°/2500° gradi normalmente sviluppate dalle turbine.

L’occultamento delle prove video

Il video dell’attacco alle torri gemelle ci è stato fatto vedere centinaia di volte , mentre “guarda caso” le riprese dell’impatto sul Pentagono sono state segretate. Perchè? Cos’è che il popolo non doveva vedere?  Le immagini registrate dalle telecamere di una vicina pompa di carburante sono state sequestrate e segretate, idem per quelle provenienti dal vicino Hotel sheraton. Mentre gli unici fotogrammi sgranati di una telecamera di sorveglianza che sono stati dati in pasto agli organi d’informazione non rivelano la presenza di alcun Boeing. Poiché come sapevano bene i sostenitori della versione ufficiale, l’alta velocità a cui è avvenuto l’impatto non consente di individuare alcunché….Solo le telecamere esterne che inquadrano la zona interessata del Pentagono sono più di ottanta. Ma nonostante tutto il governo americano non è ancora riuscito a mostrarci un solo fotogramma in cui si veda chiaramente l’aereo che colpisce l’edificio. Perché? …….pensiamoci !

La banda del petrolio

La squadra di governo Bush risulta composta da persone provenienti dalle file dei grandi petrolieri e dei magnati dell’industria bellica: Cheney , Ashcroft, Rumsfeld e Condoloce Rice. All’indomani delle elezioni vinte da Bush, vari commentatori politici dichiararono molto profeticamente: con questo governo non possiamo che andare incontro ad una “guerra per il petrolio”. Il governo Bush aveva un enorme interesse a condurre una guerra per il controllo dell’ Afghanistan per molteplici motivi, ciascuno dei quali da solo quasi sufficiente a giustificarla per intero: petrolio e gas della zona del Mar Caspio a cui ha fatto seguito il business delle commesse belliche per miliardi di dollari. Peraltro la guerra al terrorismo una volta cominciata può essere estesa a qualsiasi altro paese e con qualsiasi pretesto creato ad hoc dai servizi segreti ( cosa regolarmente avvenuta con l’invasione dell’Iraq). Ma vediamo uno per uno chi sono i disinteressati giustizieri del mondo, o meglio quei signori a cui il popolo americano ha consegnato le proprie libertà individuali dopo lo shock dell’11 settembre:

W. Bush : Petroliere texano e gran maestro massone, prima di diventare presidente è stato governatore del Texas dal 1995 al 2000. Ex membro della società occulta “Skull and Bonesdell’Università di Yale e “figlio d’arte”di George H.W Bush già Presidente dal 1989 al 1993. Suo fratello Jeb Bush invece, è un altro ex governatore della Florida.

D. Cheney : prima di divenire vicepresidente nell’amministrazione Bush, era il “CEO” (Chief Executive Officer) della Halliburton , la maggiore fornitrice mondiale di servizi per le industrie petrolifere , con cui egli ha accumulato una fortuna. La Halliburton ha investito 30 miliardi di dollari per lo sfruttamento delle riserve energetiche del Caspio (Afghanistam) insieme alla ExxonMobil, alla Conoco e altre compagnie statunitensi.

Lynne Cheney : moglie del Vice Presidente. La Cheney presiede il consiglio d’amministrazione della Lockheed Martin , che produce missili cruise e possiede attualmente un sistema satellitare militare da 800 milioni di dollari che fornisce supporto alle truppe in Iraq…

John Bolton : uno dei principali artefici della politica di Bush sull’Iraq, ha lavorato con Bush Senior e Reagan al Dipartimento di Stato, al Dipartimento di Giustizia, all’Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (USAID), e attualmente e’ sottosegretario per il controllo sugli armamenti e la sicurezza internazionale. E’ un membro del Jewish Institute for National Security Affairs (JINSA), un gruppo di destra che pone Israele e la sua sicurezza al centro della politica estera statunitense, e del Progetto per il Nuovo Secolo Americano (PNAC). E’ inoltre il vice presidente dell’American Enterprise Institute (AEI). I suoi interessi economici sono legati a compagnie petrolifere e di armamenti nonchè alla JP Morgan Chase, come George Shultz.

Douglas J. Feith : sottosegretario al Pentagono. Feith seleziona i membri del Defense Policy Board e fa parte del consiglio d’amministrazione del JINSA. In qualita’ di avvocato, ha rappresentato la Northrop Grumman. Feith è un frevente difensore del sionismo.

Lewis Libby : direttore del personale di Cheney. Libby era al Dipartimento della Difesa di George H.W. Bush; amico intimo di Paul Wolfowitz; socio fondatore del PNAC; membro del consiglio di amministrazione della RAND Corporation, che ha sottoscritto numerosi contratti con il Pentagono. Libby e’ proprietario di azioni di compagnie di armamenti e ha interessi in diverse compagnie petrolifere; consulente per la Northrop Grumman, che esercita una certa influenza sul Defense Policy Board (DPB), considerato la mente del Pentagono. La Rand Corporation ha appalti con il Ministero della difesa per 83 milioni di dollari.

Andrew Natsios : capo dell’USAID, il dipartimento che assegna i contratti per la ricostruzione dell’Iraq destinati esclusivamente a compagnie Usa. Natsios e’ un tenente colonnello in pensione della prima Guerra del Golfo. Amministratore delegato della Massachusetts Turnpike Authority

Richard Perle : membro chiave del JINSA e importante esponente dell’American Enterprise Institute (AEI). Insieme a James Woolsey, presiede la Foundation for the Defense of Democracies. Perle e’ stato presidente del Defense Policy Board dal quale ha dato le dimissioni in seguito allo scandalo per il conflitto d’interesse relativo alle sue connessioni imprenditoriali. Ma fa tuttora parte dell’ente con altre funzioni. Perle ha offerto consulenze per i clienti della Goldman Sachs , una Banca d’affari che ha investito molto per la ricostruzione dell’Iraq. E’ inoltre un dirigente della Autonomy Corp., un’ azienda di software che annovera molti clienti del Pentagono. L’Autonomy prevede un forte aumento dei suoi profitti dopo la fine della guerra in Iraq.

Robert Reilly : ex direttore di Voice of America, un’emittente radiofonica pro-Usa. A Reilly e’ stata affidata la riorganizzazione delle radio, delle televisioni e dei giornali iracheni. Ha gia’ avviato Radio Free Iraq, usando i trasmettitori installati in Medio Oriente per le operazioni di guerra psicologica. E’ anche coinvolto nella creazione di un network in Medio Oriente. L’avvio di un’emittente TV satellitare da 62 milioni di dollari e’ previsto per la fine dell’anno. E’ amico intimo e socio in affari di Ahmed Chalabi.

Condoleezza Rice : consigliere per la sicurezza nazionale di Cheney. La Rice e’ stata direttrice della Chevron fino al 2001 e una petroliera porta ancora il suo nome.

Donald Rumsfeld : segretario della difesa sotto George W. Bush. Rumsfeld e’ socio fondatore del PNAC. Pianificò l’invasione dell’Iraq e ogni provvedimento sulla ricostruzione del dopoguerra deve essere discusso con lui. Negli anni ‘80 incontrò Saddam Hussein in Iraq come inviato speciale di Ronald Reagan. Trattò la costruzione di un oleodotto per conto della Bechtel, mentre l’Iraq e l’Iran usavano gas asfissianti l’uno contro l’altro. Rumsfeld lavorava allora per il segretario di stato di Reagan, George Shultz, che divenne vice presidente della Bechtel, attualmente uno dei principali concorrenti che vogliono assicurarsi gli appalti del governo Usa per la ricostruzione dell’Iraq.

George Shultz : segretario di stato sotto Richard Nixon, consigliere per la campagna presidenziale di George W. Bush, e membro del consiglio direttivo della Bechtel. Shultz e’ una delle menti chiave dell’amministrazione Bush per la gestione del dopoguerra in Iraq e presidente del consiglio internazionale della JP Morgan Chase , il gruppo bancario in cui Lewis Libby detiene forti investimenti. La Morgan Chase finanzio’ il regime di Saddam con 500 milioni di dollari nel 1983. Shultz e’ un membro del Comitato per la Liberazione dell’Iraq e un mecenate dell’American Enterprise Institute (AEI).

Paul Wolfowitz : vice segretario della difesa di Donald Rumsfeld. Wolfowitz e’ il principale ideologo dell’Amministrazione Bush e l’architetto chiave della ricostruzione nel dopoguerra in Iraq. E’ uno dei membri principali del gruppo neoconservatore PNAC, che sosteneva il cambio di regime in Iraq già prima della nomina di George W. Bush. Wolfowitz e’ inoltre un illustre membro del JINSA.

Alcuni dei bambini uccisi dalle bombe del presidente massone e petroliere W. Bush

Alcuni dei bambini uccisi dalle bombe del presidente massone e petroliere W. Bush

R. James Woolsey : accanito sostenitore della guerra in Iraq, membro del PNAC e del JINSA fu anche direttore della CIA sotto Bill Clinton (1993-95). Woolsey potrebbe divenire il ministro dell’informazione nel governo provvisorio iracheno nel dopoguerra. Presiede la Foundation for the Defense of Democracies, insieme a Richard Perle. I suoi interessi economici sono legati alla British Aerospace, la Titan Corporation, e la DynCorp. Ha dichiarato, “solo la paura ristabilirà il rispetto degli arabi verso di noi; abbiamo bisogno di un piccolo Machiavelli”.

Bechtel Inc. : quasi certamente si aggiudicherà appalti per 900 milioni di dollari. Il giro di affari per la ricostruzione dell’Iraq potrebbe ammontare a 100 miliardi. La Bechtel ha donato 1 milione e trecentomila dollari ai fondi per le campagne politiche sin dal 1999, la maggior parte dei quali sono andati al Partito Repubblicano. George Shultz e’ un ex amministratore delegato della Bechtel e fa ancora parte del consiglio di amministrazione . Un altro repubblicano connesso alla compagnia e’ l’ex segretario della difesa di Reagan, Caspar Weinberger. Jack Sheehan, generale del Corpo dei Marine in pensione, e’ il vice presidente senior, e presiede l’ente influente del Pentagono, il Defense Policy Board. Nel 1980, la Bechtel propose la costruzione di un oleodotto attraverso l’Iraq, incaricando Donald Rumsfeld come intermediario.

Inoltre, Rumsfeld, durante il suo incarico al Dipartimento di Stato sotto Reagan (con George Shultz, come segretario di stato, successivamente vice direttore della Bechtel), tratto’ con Saddam Hussein per conto della Bechtel per la costruzione dell’oleodotto. La Bechtel ha costruito Camp X-Ray di Guantanamo , per la detenzione a tempo indeterminato dei sospetti membri di al Qaeda, per 16 milioni di dollari.

DynCorp : connessa all’ex direttore della CIA James Woolsey. Fornisce servizi di sicurezza alle truppe USA nei luoghi di crisi internazionale. La DynCorp corrisponde alle inclinazioni intellettuali di Woolsey: insieme a Richard Perle, presiede la Foundation for the Defense of Democracy, un’organizzazione a sostegno dell’esercito. La DynCorp fornisce le guardie del corpo a Hamid Kharzai, il Presidente afghano, e ha installato un servizio di sicurezza in Bosnia. La DynCorp e’ stata denunciata per violazioni dei diritti umani in Bosnia, per disastri ambientali in Ecuador e per frode in America.

Halliburton : gigante petrolifero una volta diretto da Dick Cheney. Cheney lascio’ la compagnia con una liquidazione di circa 30 milioni di dollari. Ha ricevuto pagamenti posticipati di 180.000 dollari all’anno durante il suo incarico di vice presidente. L’affiliata della Halliburton, la Kellogg Brown & Root (KBR), e’ stata la prima compagnia ad aggiudicarsi un contratto dal Pentagono per la ricostruzione in Iraq e lo spegnimento dei pozzi petroliferi incendiati. Il contratto si aggira sui 500 milioni di dollari ed e’ stato assegnato dall’Army Corps of Engineers senza nessuna gara d’appalto. La KBR e’ inoltre uno dei due appaltatori scelti dalla Defense Threat Reduction Agency per provvedere all’eliminazione delle armi di distruzione di massa, qualora venissero trovate. Dal 1999, la Halliburton ha devoluto il 95 percento, ovvero circa 700.000 dollari, dei suoi contributi elettorali al Partito Repubblicano, e circa 18.000 dollari a George W. Bush.

International Resources Group (IRG) : compagnia di Washington che ha vinto una gara d’appalto per 70 milioni di dollari, per avviare il programma di aiuti umanitari in Iraq. Ovviamente, l’operazione richiede la stretta collaborazione con l’USAID, l’ente che assegna gli appalti. Quattro dei vice presidenti dell’IRG hanno avuto incarichi di rilievo all’USAID e 24 su 48 dei suoi addetti tecnici hanno lavorato per l’USAID.

Lucent Technologies : il deputato californiano Darell Issa chiede che a compagnie come la Lucent Technologies e la Qualcomm venga affidata la ricostruzione degli obsoleti sistemi di telecomunicazione iracheni, un giro d’affari pari a circa 1 miliardo di dollari. Il sottosegretario al Pentagono Douglas Feith ha investito fino a 500.000 dollari nella Lucent, e il capo del personale di Dick Cheney, Lewis Libby, possiede un nutrito pacchetto di azioni della Qualcomm.

Northrop Grumman : uno dei principali vincitori di appalti in seguito agli aumenti di budget per la difesa voluti da Bush. Ha vinto gare di appalti per 8 miliardi e cinquecento milioni di dollari durante il 2002. Ha legami con l’AEI e i falchi dell’amministrazione Bush. La compagnia ha previsto una fusione con la Lockheed Martin, un altro gigante della difesa, del cui consiglio di amministrazione fa parte la moglie di Dick Cheney.

Parsons Corp. : ha donato 152.000 dollari al Partito Repubblicano e a George W. Bush. Ha collaborato alla ricostruzione in Kosovo e in Bosnia nonché alla costruzione della “citta’ militare” saudita di Yanbu. Il segretario del lavoro di Bush, Elaine Chao, era membro nel consiglio di amministrazione prima di andare al governo. Ha la possibilita’ di aggiudicarsi appalti di ricostruzione per 900 milioni di dollari e collabora con la Halliburton. Il marito della Chao, il capogruppo di maggioranza Mitch McConnell, ha legami con la compagnia di appalti per la difesa Northrop Grumman. Ha ricevuto inoltre contributi, tra gli altri, dalla Halliburton e dal produttore di armi Lockheed Martin.

Afghanistan e oro nero

La guerra contro i Talebani dell’Afghanistan è stata davvero provvidenziale per i signori del petrolio che hanno finalmente potuto mettere le mani sull’oro nero e le riserve di gas naturale di questa nazione. Stranamente le conseguenze del terrorismo “sembrano” aiutare sempre i poteri forti, che loro “malgrado” arrivano sempre dopo le bombe e i carri armati per firmare gli accordi per lo sfruttamento di tutte le risorse del globo. E per dare solo un’idea della posta in gioco, basta ricordare che la stima delle riserve del Caspio ammonta a circa 263 mila miliardi di piedi cubici di gas naturale e di 60 miliardi di barili di petrolio, pari al 65% delle riserve mondiali.

Le risorse ci vengono vendute dalle multinazionali del petrolio (in realtà controllate dai banchieri) che ingrassano i propri introiti alle spalle della popolazione afgana che muore di fame. Già nel ‘94, la società petrolifera Unocal Corp. elaborò un progetto per lo sfruttamento di quelle risorse che era destinato a fare da preambolo alla guerra. L’allora vice-presidente John Maresca presentò infatti una relazione al Congresso Usa che si svolse nel ‘98, nella stessa veniva affermato quanto segue: “ Noi dell’ Unocal – afferma Maresca – riteniamo che il fattore centrale nella progettazione di questi oleodotti dovrebbe essere la posizione dei futuri mercati energetici che verosimilmente assorbiranno questa nuova produzione. L’India e, sopratutto, la Cina. La costruzione dell’ oleodotto attraverso l’Afghanistan, unico itinerario possibile, che abbiamo proposto, non potrà cominciare finché non si sarà insediato un governo riconosciuto che goda della fiducia dei governi, dei finanziatori e della nostra compagnia”. Al documento di programmazione economica seguiva in allegato un progetto per la realizzazione di un importante gasdotto che, attraversando Afghanistan e Pakistan, si sarebbe dovuto allacciare alla rete indiana di distribuzione. E sta di fatto, che appena i Talebani presero Kabul (era il 1996), i loro capi volarono alla volta del Texas dove li stavano aspettando il governatore Bush e i dirigenti della Unocal per un summit . Poi nel 2001 si è verificato l’attacco al Word Trade Center che tutti conosciamo e l’amministrazione Bush poté così dare “legittimamente” inizio, alla sua guerra infinita contro “il terrorismo” (i Talebani oltre ad essere una creatura della Cia furono anche soci d’affari di Bush ). Una volta finita la guerra, venne scelto Hamid Karzai come presidente del governo provvisorio afghano, un personaggio che “guarda caso” è stato anche consulente dell’Unocal per anni. Il 30 maggio 2002, il Presidente del Pakistan Musharraf e il Presidente del Turkmenistan Niyazov, si incontrarono con il primo ministro afghano Hamid Karzai ad Islamabad per sottoscrivere un accordo per la costruzione del gasdotto profetizzato dalla Unocal .

In somma , un bel quadretto che purtroppo con l’avvento dell’amministrazione Obama non vede alcun miglioramento, anzi sono aumentati i finanziamenti ed il numero delle forze militari americane impiegate in Afghanistan.

Meglio non dormirci troppo sopra …… informiamoci, prima che sia troppo tardi!

tratto dal sito –    http://www.altrainformazione.it/wp/11-settembre-2001/

 

 

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2 Risposte

  1. E’ doveroso ricordare quella tragedia, ricordare le centinaia di persone, lavoratori innocenti morti in quello spaventoso attentato…. perchè? per chi?

  2. quello che è doveroso fare è non smettere di cercare la verità. e auspico soprattutto che la si smetta di dare addosso ai complottisti come se non avessero un cavolo da fare dalla mattina alla sera. il comportamento da condannare è quello da “caproni” che si BEVONO tutto quello che passa in tv. usare il cervello non fa male, lo assicuro. anche perchè personalmente, e non credo solo io, sono stufa di sentire ancora in tv la solita balla raccontata ad arte da tutti. ogni anno in questa data mi viene il vomito. mi viene il vomito e penso a quanto glie ne verrà ai parenti delle vittime, quelli che stanno lottando per la verità ma che invece sono lasciati soli come cani a combattere contro tutti vivendo nella rabbia di non potersi sfogare contro “nessuno” e non sapere su chi andare a rivalersi. lo stesso discorso vale per tutte le stragi italiane.

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