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IL CASO CREMONINI

Riceviamo ed inoltriamo una segnalazione:

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A Reggio Emilia e a ROZZANO (MI), sono stati inaugurati due nuovi ristoranti ROADHOUSE GRILL, che fanno parte del Gruppo Cremonini.

Il gruppo Cremonini, come testimoniato da inchieste di REPORT (Rai 3) e  come sostenuto anche da Beppe Grillo, è un’azienda che nel corso degli anni si è distinta per una serie di azioni illegali a anche criminali.

Per citarne alcune: – vendere carne di bovini di oltre 17 anni come carne di bovini inferiore ai 24 mesi di età (tale carne è finita negli omogeneizzati per bambini!) – vendere svariate tonnellate di carne in scatola avariata a Paesi poveri (guadagnando su incentivi europei per tali esportazioni) , tra cui la Russia ( dove Report ha raccontato della morte di un 12enne dovuta al consumo di tale carne contenente botulino) e Cuba.

Per la morte in Russia un intermediario della Cremonini ha pagato   150.000 euro per evitare una denuncia e   il blocco delle importazioni in Russia.

Al momento dell’indagine fatta da Report, la carne che il governo cubano  ha respinto dopo alcune analisi (che confermavano le pessime condizioni di diversi lotti di carne) era stata imbarcata su una nave, ma non per riportarla in Italia per la distruzione. La nave era destinata all’Angola. La carne avariata verrà distrutta o venduta agli angolani?

Per questo motivo vi invito a non recarvi nei ristoranti ROADHOUSE   GRILL, a divulgare questa mail, a   boicottare anche le altre aziende del gruppo Cremonini che sono:

Autogrill MOTO

carne MONTANA

bar e ristoranti CHEF EXPRESS (treni e aeroporti)

salumi IBISE’

carni INALCA

supermercati MARR (diffusi soprattutto in Romagna e Marche)


NB: la carne bovina utilizzata in Italia dai Mc’Donalds, è fornita dal
Gruppo Cremonini


VACANZE VERDI

L’Organizzazione Mondiale del Turismo dedicherà quest’anno il tourism day (27 settembre, in Cina) al rapporto tra turismo e sostenibilità ambientale. La consapevolezza delle forti connessioni tra turismo, viaggi e ambiente, è ormai matura. Lo hanno denunciato per primi i movimenti di critica al turismo “mordi e fuggi”, inquinante e aggressivo; lo hanno riconosciuto molti manifesti della diplomazia turistica, con in testa Onu e Unione Europea. Sostenibilità è un aggettivo che necessariamente deve legarsi all’esperienza turistica, presente e futura. Le proposte di turismo responsabile vanno in questa direzione, offrendo ai viaggiatori mete e itinerari che garantiscono il minor impatto ambientale possibile e il rispetto dei luoghi visitati. Un rispetto che parte da un confronto alla pari con gli usi e costumi delle comunità che ci ospitano e ambisce a lasciare un’impronta leggera al nostro passaggio, consumando poca acqua negli alberghi, risparmiando energie negli spostamenti (meglio la bici di un taxi) preferendo cibi prodotti in loco, magari bio. Secondo l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ogni turista produce in media un Kg di rifi uti al giorno e negli hotel di lusso africani consuma dieci volte più acqua di quanta non ve ne sia a disposizione delle popolazioni locali. Quale impronta lascia un turista del genere alle sue spalle? Ma la sostenibilità si può declinare anche sul piano sociale, ricordando le difficoltà nella conservazione delle tradizioni locali e la distribuzione diseguale della ricchezza generata dalle attività turistiche (ne beneficiano poco le comunità ospitanti). Viaggiare in un modo diverso, però, è possibile. In Italia il turismo verde non sembra conoscere crisi: così come aumentano gli agriturismi e le strutture ricettive che applicano soluzioni ecologiche, crescono anche i turisti responsabili. Una nicchia in espansione, composta da viaggiatori indipendenti e organizzati, che possono per esempio cercare relax nelle fattorie del Panda, proposte dal WWF. Si tratta di agriturismi collocati spesso in aree protette (dalla riserva dello Zingaro in Sicilia alle foreste aretine, in Toscana), capaci di coniugare agricoltura, natura e sano godimento del tempo libero. Per chi ama il mare c’è l’imbarazzo della scelta tra le decine di porticcioli in cui operano gli aderenti alle associazioni di pescatori che offrono “pescaturismo”: i pescatori tradizionali ospitano i turisti a bordo dei propri pescherecci e aprono le porte delle proprie case per condividere con i visitatori le usanze marinare. Ci sono associazioni che propongono originalissimi tour a dorso di mulo e altre, come “La Boscaglia” o “Tra Terra e Cielo”, che suggeriscono percorsi a piedi tra le montagne. C’è chi pensa ai turisti di domani, come la cooperativa Atlantide, che offre gite responsabili alle scolaresche, orientate all’educazione ambientale. La ricchezza di proposte della rete di turismo responsabile è notevole. Pensare al mondo in chiave sostenibile signifi ca interrogarsi sugli effetti di lungo periodo del proprio stile di vita, composto a sua volta da molti fattori, tra cui i consumi e, fra questi, anche le spese destinate al cosiddetto “ozio organizzato” o alla scoperta di luoghi e popoli, in buona sostanza: al turismo. Scegliere la sua versione responsabile equivale a scommettere sulla bellezza del futuro.

* Presidente di AITR e Earth.

LA CASA DI FINI – E LE UMILI DIMORE DI SILVIO (frutto di una vita di sacrifici ….degli altri! )

Facciamo un po di chiarezza e ritroviamo le giuste proporzioni

Sull’appartamento di Montecarlo, lasciato alcuni anni fa in eredità dopo la morte della vedova Colleoni ad Alleanza Nazionale, si sono gia spesi fiumi di parole.  Anche se le cose fossero andate come raccontato dai giornali della famiglia Berlusconi, per lo meno nell’affare di Fini non sono stati perpetrati raggiri di minorenni ne sono stati usati soldi sporchi. Quindi la cosa  semmai riguarderebbe soltanto lui, il suo partito, e i suoi elettori. I giornali Libero e Il Giornale – sempre prontissimi a vegliare sulla legalità e la giustizia ( quando riguarda gli altri )  sono sempre stati pronti a falcidiare coloro che hanno osato raccontare scomode verità che riguardassero il loro padrone .

Ciò che risulta strano, è che i Finiani si accorgano solo ora di quanto sarebbe stato importante risolvere il conflitto di interessi per tempo, invece si ritrovano le spruzzate di fango che il Premier spedisce loro un giorno sì, e l’ altro pure. Solo una cosa  il nostro premier non aveva  calcolato: quando uno butta del fango in un ventilatore è decisamente ingenuo pensare di essere esenti dagli schizzi e qui, con gli schizzi,  il bandana rischia di finire nelle sabbie mobili. In fondo è l’abitat dove si trova a suo agio …..il caimano. Ecco come il Cavaliere , iscritto con  tessera 1816 della loggia P2  di Licio Gelli aquistò Villa S.Martino  ad ARCORE e altri suoi gioielli .

di     Claudio Salogni

La Villa di Arcore
Silvio Berlusconi entra a Villa San Martino ad Arcore nel 1974. La villa è composta da 145 stanze, un grande parco, ed è arredata con quadri e mobili di inestimabile valore. È di proprietà della marchesa Annamaria Casati Stampa, una giovane ereditiera rimasta orfana dopo l’omicidio-suicidio del padre, della madre e di un amante. Continua a leggere

CATTIVERIA: CENTRO COMMERCIALE DI QUINTANO

Dalla rubrica delle “cattiverie”


“IL CONSUMO RENDE LIBERI”

WallY

RIFIUTI: IL “PORTA A PORTA” TUTELA LA SALUTE

Ricordiamo al Sig.  Lancini (Assessore all’ecologia), che stiamo attendendo da mesi una risposta in merito al documento a lui consegnato riguardante la proposta “rifiuti zero”.

L’oncologa Patrizia Gentilini, membro dell’associazione Medici per l’Ambiente, ha scritto una lettera dove si spiegano i benefici della raccolta dei rifiuti “porta a porta”, metodo avviato anche nella città dove risiede, Forlì.

Gentile Direttore (la lettere è stata pubblicata sul quotidiano Il Resto del Carlino, nda),

vedo che sono frequentemente pubblicate lettere che  esprimono riserve e timori circa la raccolta porta a porta dei rifiuti, specie per quanto attiene un eventale aumento delle tariffe. Per una volta, come medico talvolta definito “allarmista”, mi sia consentito di intervenire per portare viceversa buone notizie, rassicurare tutti e far dormire sonni tranquilli ai nostri concittadini. Con tutta l’esperienza che ho maturato in questi anni posso davvero affermare, senza timore di smentite, che se c’è una cosa di cui non ci si deve preoccupare è proprio la raccolta domiciliare.

Anzi, vorrei avere una “finestrina cardiaca” attraverso cui tutti potessero sbirciare  e vedere quanta gioia ci sia nel mio cuore da quando ho saputo che anche nella nostra città si adotterà la raccolta “porta a porta”.

Eh sì, cari concittadini, se vogliamo guarire dalla “malattia rifiuti”, il primo passo è proprio questo: iniziare con una buona differenziazione dei rifiuti alla fonte! Se posso fare un paragone sarebbe come essere a letto con la Continua a leggere

INFLUENZA: TORNA IL “BATTAGE” PER LA VACCINAZIONE

Mentre tutti sono ancora distratti dal clima vacanziero e sono alla ricerca di qualche settimana di spensieratezza, ecco che c’è invece chi pianifica già l’allarme sanitario del prossimo autunno: l’influenza. Puntuali come ogni anno, sono uscite le raccomandazioni vaccinali dei CDC americani.

Il 6 agosto: puntualissime come ogni anno, arrivano le raccomandazioni dei Centers for Disease Control americani su chi e quanto vaccinare per la prossima influenza. L’auspicio, evidentemente, è che la gente dimentichi lo scandalo dell’H1N1, che ha allarmato il mondo intero inutilmente e che si è rivelata un grande bluff, ma al contempo un grande business. I vaccini che stanno per arrivare sul mercato contengono anche il ceppo definito pandemico e i CDC quest’anno hanno addirittura modificato le raccomandazioni insistendo perché vengano vaccinati anche tutti i bambini a partire dai 6 mesi di età. E pensare che l’epidemiologo Tom Jefferson della Cochrane Collaboration, in ormai innumerevoli pubblicazioni, ha ripetutamente spiegato come il vaccino anti-influenzale sia inutile per bambini e anziani, proprio le categorie, dunque, che ottenendo meno benefici, presenteranno un rapporto rischio-beneficio tutto a vantaggio dei rischi della vaccinazione, che non sono pochi. I CDC sostengono che il virus H1N1 continuerà a circolare per tutto il 2010 e raccomandano anche di somministrare due dosi di vaccino alla stragrande maggioranza dei bambini.

FONTE: terranuova.it

LE ECO-SCARPE: QUANDO LA MODA RISPETTA L’AMBIENTE

OGNI TANTO UNA BELLA NOTIZIA!

Anche le scarpe possono rispettare la natura. E sono fatte di qualsiasi materiale: dai modelli 100% riciclabili a quelli ottenuti da buste di plastica o da materiali naturali come canapa, fibre di palma, cotone e paglia di riso. Tra le novità c’è anche la scarpa che si allunga per crescere assieme al piede del bambino che la indossa, diminuendo così anche la produzione di rifiuti. Ma le calzature amiche della natura fanno bene anche alle tasche dei consumatori proponendo prezzi competitivi e ‘pacchetti famiglia’.

Il mondo delle calzature dunque cresce e lo fa con un occhio di riguardo all’ambiente e uno alle condizioni dei lavoratori. Ci riferiamo, in particolare, al settore sportivo, più volte accusato di essere poco attento alla natura ma soprattutto alle condizioni dei lavoratori. Molto spesso in passato alcune visite in stabilimenti di famose multinazionali hanno fatto emergere situazioni che sfioravano lo sfruttamento. La produzione delle calzature sportive, infatti, si concentra nei paesi in via di sviluppo come Cina, Vietnam, Indonesia e Thailandia. Più volte le grandi aziende italiane sono state accusate di avvalersi di laboratori non sempre regolari, che di fatto tolgono commesse alle aziende a norma a vantaggio di chi opera senza rispettare le regole del sistema.

La sostenibilità delle calzature non riguarda solo il processo produttivo, ma anche quello distributivo. Soluzioni innovative che tengano in considerazione le nuove logiche legate a spazi flessibili e ‘mobili’, senza trascurare l’aspetto della produzione ‘just in time’ basata sulla piccola serie e soprattutto la sostenibilità.

Le iniziative di sensibilizzazione sono importanti ma bisogna ricordare che per attivare azioni di pressione più efficaci molto dipende anche delle scelte del consumatore, a volte un po’ distratto. Un po’ di attenzione, dunque, non solo alle ultime tendenze ma anche alle aziende che devono essere eticamente ed ecologicamente responsabili.

fonte: buonenotizie.it

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