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AFFONDA IL CONTROCORRENTE: LETTERA APERTA AL SINDACO

Riceviamo e inoltriamo da Elena Scaratti, presidente dell’associazione culturale ArchiNova:

All’attenzione del Sig. Sindaco e di tutta l’Amministrazione palazzolese.

E’ con vero dispiacere che vedo il tristissimo video postato su youtube http://www.youtube.com/watch?v=lP-jGl_uy8s , da qualche bravo video-maker, nel quale viene ritratto il DANNO di un’opera sconsiderata ed inutile, realizzata dall’amministrazione palazzolese e inaugurata lo scorso anno. Seppur il sindaco non sia lo stesso, l’amministrazione è ancora composta dalle stesse persone e desidero che queste rendano formali spiegazioni ai cittadini in merito alle domande che riporto di seguito.

La presente è in copia ai giornali e sarà diffusa ad una infinità di persone che a loro volta richiederanno spiegazioni formali in merito ai costi  e ai danni economici che questo fatto comporta, sia che l’edificio sia rimesso a nuovo o smantellato.

Soldi spesi dall’amministrazione che, oltre a realizzare opere inutili, non intende sostenere politiche di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, al punto che lo stesso oggetto in questione, seppur nuovo ha consumi elevatissimi.

In qualità di architetto e di cittadina vorrei avere risposta alle seguenti domande:

1.       Chi ha progettato l’opera?

2.       Chi l’ha realizzata?

3.       Chi l’ha collaudata?

4.       Perché alla prima piena del fiume l’opera è finita così?

5.       Quanto è costata la realizzazione di questo edificio?

6.       A quanto ammontano i danni?

7.       Chi dovrà pagarli?

8.       Se si stacca cosa succede alla passerella e al ponte romano?

9.       Nel caso di rimessa a nuovo, quanto costerà e chi pagherà?

10.   Chi pagherà l’eventuale smantellamento?

E ancora:

11.   Quali sono stati i consumi energetici di questo edificio durante la sua breve vita?

12.   Nel caso di una rimessa a nuovo quanto costerà energeticamente mantenere tale struttura?

13.   Quale rendita economica tale struttura ha portato nelle casse comunali a favore della collettività e non di singoli?

I soldi spesi per la realizzazione di questo progetto potevano essere spesi per la realizzazione di una passerella di collegamento di un vecchio sentiero romano, nella zona del Vanzeghetto, tagliato a metà da una strada provinciale, segno di una pianificazione non attenta ne al territorio, ne tanto meno alle esigenze dei cittadini. Infatti, i palazzolesi risiedenti nel quartiere di San Giuseppe usano la “tangenziale est” per passeggiare verso il monte di Cologne (Montorfano), perché l’unico parco urbano del quartiere non rispetta gli standard verdi richiesti per legge. Standard spostati in altra area non accessibile dai residenti, in altra area del comune.

Il taglio del sentiero, che se riconnesso poteva rappresentare una strategia urbana intelligente di riqualificazione dell’area rurale attraverso una nuova economia agricola, per altro spinta anche dal sindaco di Milano e dalla Regione con il progetto dell’expo 2015, costringe le persone a stare sulla strada, in condizioni totalmente inadeguate, nonché non fornisce uno sbocco verde dove rilassarsi, giocare, passeggiare, segno di totale mancanza di attenzione alle necessità umane. Segno inoltre di totale assenza di capacità “moderne” di gestire il territorio. Segno di totale inadeguatezza delle strategie di pianificazione adottate dal polo delle libertà che ha gestito il territorio palazzolese negli ultimi anni. Le strategie dell’amministrazione non producono fattori positivi di economia di scala locale e agricola come invece viene auspicato dalla Comunità Europea e volute dai cittadini.

L’amministrazione deve rendere conto di queste scelte “strategiche” che si rivelano esclusivamente un danno contro i cittadini e non un vantaggio per gli stessi, piuttosto che altre scelte, meno costose  e più utili per la collettività.

Chiedo al sig. Piovanelli, consigliere di maggioranza, che renda conto dell’affermazione fatta la scorsa primavera e pubblicata sul giornale di Brescia in merito al regolamento edilizio “come CasaClima”, altre due cose:

1.       Cosa significa  “come CasaClima”?

2.       A che punto sono i lavori per il miglioramento del regolamento edilizio e l’introduzione di questa sua affermazione in esso?

Visti i fatti, per una tutela degli interessi della collettività, chiedo cosa stia programmando l’amministrazione per quanto concerne la lottizzazione con il recupero dell’ex Italcementi e quali sono le opere pubbliche previste in essa? A quanto ammontano i costi per i cittadini di questi eventuali interventi, non solo per la loro realizzazione, ma anche per il loro mantenimento nel caso in cui vi siano opere pubbliche?

Suggerisco di riflettere sulla opportunità di ripristinare il sentiero romano tagliato dal collegamento stradale “tangenziale est” con l’area ex Italcementi per la creazione di un parco rurale, vista la presenza di innumerevoli cascine produttrici di beni di primo consumo, che la gente potrebbe acquistare mentre passeggia, favorendo così benessere ecologico per le persone.

Suggerisco anche la creazione di un  collegamento virtuale dell’asse creato dei “pilastri” dell’ex trasporto dell’Italcementi verso Capriolo, visibile dalla “tangenziale est” , segno tangibile di architettura industriale, che potrebbe contribuire alla riqualificazione delle aree “sentiero romano” ed ex Italcementi.

Chiedo infine che questa amministrazione dia risposta in tempi celeri a queste domande e presenti pubblicamente i conti di tali scelte, i fautori  delle opere che ancora sono presenti in amministrazione e dia risposta delle strategie urbanistiche che sta portando avanti, senza tenere conto del movimento di opposizione a tali scelte da parte dei cittadini.

Chiedo anche di sapere chi sono i “consiglieri o consulenti” delle strategie urbanistiche dell’amministrazione e quali sono le loro esperienze, il loro titolo, la loro bontà e riconoscibilità in merito, ovvero chiedo che siano resi noti i nomi e i loro curriculum.

Ritengo che l’amministrazione abbia il compito di gestire come “un buon padre di famiglia” il bene pubblico nell’interesse collettivo. Per tanto tutte le scelte e le azioni dovrebbero essere sostenute e realizzate dopo approfondimenti e da soggetti esperti e non da improvvisati.

In attesa di avere riscontro porgo distinti saluti.

Arch. Elena Scaratti

Presidente

ARCHinNOVA Associazione Culturale

Piazza Repubblica, 10

44100 – Ferrara

Tel. 0532 685449

Fax. 0532 210929

www.archinnova.it

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47 Risposte

  1. L’architetto Scaratti scrive righe costellate di lucidità, buon senso ed amore per Palazzolo. Nessuno dell’Amministrazione le risponderà nel merito, credo; nessuno ha argomenti e né statura per farlo, a mio avviso; Il loro silenzio, se silenzio sarà, diverrà misura del loro valore.
    Forse il dott. Stucchi, più volte disponibile su questo blog, avendo ora delega all’energia ed essendo appartenuto anche all’amministrazione precedente, qualche risposta saprà fornircela. Speriamo che almeno lui ci provi…

  2. le risponde per quel che mi sento coinvolto.

    io NON ho mai fatto ne rilasciato interviste al giornale di brescia.quindi se qualcuno mi tira un ballo non saprei cosa dirle.
    la cosa che le posso però dire come cittadino è che personalmente auspico che la cultura della filosofia costruttiva di casa clima si espanda sempre più. e mi fermo qui essendo inesperto in materia.
    per le altre cose sicuramente Gianni Stucchi le potrà(se vorrà) rispondere.
    per il sentiero romano che lei così tenacemente rammenta(meritevolmente) lasci gentilmente anche a me una parte di merito per aver già da tempo(all’inizio della legislatura comunale) sollevato la fattibilita dell’opera sottoponendola all’attenzione dell’assessore Lancini( se lo interpella glielo confermerà).
    come lei e me la pensiamo su questo punto in molti a san Giuseppe in particolare.
    un caro saluto

  3. come al solito el prim scrive e da ragione a tutti..”io l’avevo detto”…ecc..incredibile..non si schiera mai e non da mai informazioni utili o quelle richieste…lei ha detto della fattibilità dell’opera ma non è successo niente ..e stato costruito..si vede come la stimano e la tengono in considerazione…en che man en se mitic signur….

  4. @el prim
    senza polemiche, faccio notare che l’ass. lancini non risponde alle e.mail che gli si spediscono, a conferma che l’indirizzo e.mail, se non c’è volontà di dialogo, serve a poco.

    non ha risposto nemmeno su questo blog per la questione del parco che gli era stata sottoposta poiché competeva al suo assessorato…

  5. abcd
    mi dispiace ma dovevo una risposta a scaratti e a lei ho risposto.
    se non ho mai parlato con il giornale che cosa dovrei dire d’altro?
    la domanda era quella.
    per l’altra cosa interpelli lei lancini che le confermerà la mia richiesta fatta in tempi non sospetti.
    io sono sempre calmo e sincero.

  6. @ subbuteo: E nemmeno sul documento RIFIUTI ZERO…

  7. Rispondo a El Prim… sarà mia cura trovare l’articolo del giornale di brescia in cui si fa riferimento a quanto citato nella mia lettera.
    l’amministrazione ha sbagliato e continua a sbagliare e nella sua arroganza non è nemmeno in grado di riconoscere tali errori. si nasconde dietro il silenzio, che è tipico dei deboli al potere che non hanno il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, per questo stanno zitti.
    sono disgustata da questo atteggiamento e state certi che non cesserò di fare azioni contro questa amministrazione, fino a quando non la vedrò come il “suo” bar, sprofondare nell’oglio, che sembra essere un presagio del futuo che l’attende.

    Non è l’amore per palazzolo, ma il buon senso a spingermi a questo. quando vedo l’ignoranza assumere il potere, l’arroganza gestirlo, e la codardia a negare i fatti provo solo disgusto e desiderio di cancellare gli artefici di questa situazione. una cosa che non mi stupisce però… dato che la media di chi governa palazzolo non ha nemmeno il diploma di scuola superiore ne tanto meno ha effettivamente compiuto azioni degne di nota. chi governa palazzolo lo fa solo per potere acquisito, perchè la media dei palazzolesi si fida del suo vicino, senza nemmeno sapere per davvero che cosa “mangia”…

    in ogni caso a el prim, che mi pare di capire chi sia, ribadisco che non appena avrò l’articolo sarà pubblicato pure quello e poi vorrò vedere la risposta.
    nessun cordiale saluto, perchè sinceramente io non saluto la gente che non stimo.

  8. ‘…non è l’amore per Palazzolo…diploma di prima sup…” cara sig.ra Architetto, che squallore le sue parole. Leggendo i suoi interventi apprezzo chi sceglie il silenzio. La politica le fa male. E la fa male. Forse la sua sete di potere le toglie la ragione. Non penso ci serva gente così. E forse è per questo che non ha i voti per governare. Un cordiale saluto.

  9. @Gianluca: mi sa che ha preso un abbaglio.

    “….La politica le fa male. E la fa male. Forse la sua sete di potere le toglie la ragione. Non penso ci serva gente così….”

    La signora Scaratti prima di tutto è una cittadina e non bisogna farle una colpa se è pure architetto, cosa c’entra la sete di potere? cosa significa per lei fare politica?
    Oggi per un cittadino, in questo caso anche qualificato, è vietato fare delle domande?

    Sono basito.

    Claudio Cominardi

  10. @Gianluca

    Intendo intervenire non per fare polemica ma per capire il suo commento.
    Questo è uno spazio aperto e quindi ritengo legittimo che chiunque nel limite della correttezza esprima il suo pensiero.
    Vorrei quindi capire cosa intende con la frase:

    “Forse la sua sete di potere le toglie la ragione. Non penso ci serva gente così. E forse è per questo che non ha i voti per governare.”

    Non mi risulta che la persona a cui lei fa riferimento si sia presentata alle elezioni e quindi non capisco a che sete di potere fa riferimento, conseguentemente se uno non si presenta alle elezioni, a che voti per governare si riferisce ?

    Attendo cortesemente risposta

    Cordiali Saluti
    Giovanni Barbò

  11. @Gianluca – Leggo con stupore questo attacco nei miei confronti. Io ho solo chiesto cose che ritengo dovrebbero chiedere tutti i cittadini. Il fatto che a partire dal sindaco e a finire con gli assessori, il grado di scuola medio sia forse la 3° media, è UN DATO DI FATTO. Nulla in contrario, intendo, dato che sono figlia di genitori che hanno la 5 elementare, non intendo offendere nessuno. Ma ritengo che per governare sia necessario oltre al buon senso, all’umiltà, alla capacità di dialogo, anche un pò di cultura. Altrimenti perchè nelle mega società multinazionali e SPA, non mettono degli analfabeti o poco più. Amministrare un comune significa gestire una società a tutti gli effetti e questa società è PUBBLICA. C’è poco da offendersi per questo. e forse questa è anche la ragione per cui i conti comunali non tornano… bisogna saperli fare i conti!!! io ho solo detto la verità e chi si offende, come noto, forse ha la coda di paglia, altrimenti accetta il dialogo… anche se su piani diversi.

    sul fatto che NON HO I VOTI???? mi viene solo da ridere, dato che io non mi occupo di politica, non sono candidata da nessuna parte… e se lo facessi, con buona probabilità potrei anche sedere in qualche amministrazione, ma dato che sono impegnata nel mio lavoro per ora mi dedico a quello… sempre con sguardo rivolto alla politica, dato che essa mi riguarda, come cittadina.

    non ho mai criticato così pesantemente nessuno, e solo dopo il fatto del bar sul fiume, mi sono infuriata. perchè?? perchè non è possibile quello che è accaduto. PERCHè QUALCUNO dovrà rispondere per questi fatti. E personalmente reputo che NON DEBBANO ESSERE I CITTADINI a pagare i danni di questi fatti, MA GLI AMMINISTRATORI che hanno voluto, promosso e permesso di costruire una struttura come quella che si è inabissata alla prima piena del fiume. ASSURDO, perchè da architetto posso dire che queste cose si possono anche fare….. ma che se accade che sprofondano questo significa che qualcuno HA LAVORATO MOLTO MALE e …. dimmi con chi vai e ti dirò chi sei…. se chi ha progettato, costruito e collaudato sta struttura ha lavorato per l’amministrazione, non mi stupisco che l’amministrazione sia da considerare RESPONSABILE di questi fatti. Perchè avrebbe DOVUTO GARANTIRE CHE QUESTO NON ACCADESSE DATO CHE IL FIUME FA 4/5 PIENE ALL’ANNO. QUINDI SONO tutti RESPONSABILI DI MALGOVERNO E ASSENZA DI CONTROLLO.
    quindi personalmente chiederò che siano gli assessori e l’amministrazione attuale e precedente con i propri stipendi a pagare e mi sbatterò perchè tutta palazzolo si muova a questo prorposito!
    CHI SBAGLI APAGA E QUALCUNO SI ASSUMA LE RESPONSABILITà. troppo comoda venire qui ad insultare me. troppo comoda!!!!!

  12. @elena: ha detto cose sacrosante.

    un consiglio da uno che di cose fastidiose ne scrive senza timori e in assoluta libertà: non si curi di chi sputa offese perchè è stato colto con le mani nella marmellata. quando non sanno come argomentare OFFENDONO. non se ne curi.

    certa gente invece di scrivere FESSERIE o deviare dal tema rispondano alle DIECI DOMANDE che sono state poste dall’architetto.

    o se non hanno niente da dire se non FESSERIE GRATUITE, se ne stiano in silenzio. fanno miglior figura.

  13. ritengo che in una democrazia chi viene investito del potere dai cittadini/elettori giustamente ha il diritto di governare, indipendentemente dal fatto che sia laureato o analfabeta, ricco o povero, simpatico o antipatico, bianco o nero. inoltre, assumendosi tale onore ed onere deve sapere che difficilmente avrà ringraziamenti ma molto spesso avrà critiche.
    detto questo, ammettiamolo: ci governa gente che dubito passerebbe un qualsiasi colloquio x un lavoro di responsabilità

    (n.b. come ha ammesso lo stesso presid del consiglio comunale chiodini, ci sono tanti utili alzatori di mano. infatti ad alzare una mano possiamo metterci chiunque)

  14. Non sono razzista nei confronti di chi non ha titolo di studio, anzi spesso mi capita di difendere chi non ha potuto, per scelta o necessità effettuare studi. spesso non dipende dal soggetto, ma dalla società stessa. Ciò che però trovo abbastanza vergognoso è che soggetti “non titolati” assumano atteggiamenti da “so tutto io” e non siano disponibili al confronto. questo è per me antidemocratico.

    io ammetto le mie ignoranze, e sono certamente molte se mi paragono ad altre persone. il bello di ammettere la propria ignoranza è che si può sempre SUPERARLA, ma prima di tutto va AMMESSA!

  15. un saluto a tutti,
    chi scrive fu credo l’unico che in commissione edilizia votò contro questo progetto perchè mi appariva sbagliato sia sotto l’aspetto urbanistico che tecnico. tuttavia, pur essendo molto contrariato dalla scelta che allora venne fatta, non pensai un solo momento che essa fosse compiuta in mala fede o con dolosa superficialità. posso testimoniare che la volontà di riqualificare il parco fluviale era allora autentica e condivisibile, anche se dissentii decisamente sul modo, giungendo per questo a rassegnare le dimissioni dalla commissione stessa.
    bene fa il cittadino a chiedere chiarezza sulle responsabilità ponendo l’attenzione però su un fatto molto semplice: l’amministratore non può essere ritenuto responsabile di un errore che è di tipo puramente tecnico e che all’ambito tecnico deve essere imputato, come d’altronde prevede la legge.
    al consigliere comunale, all’assessore, perfino al funzionario tecnico comunale, non si può chiedere di certificare la corretta progettazione ed esecuzione di un’opera di ingegneria assegnata alla responsabilità di un altro soggetto. come semplicemente non ha senso logico prefigurare in modo pregiudiziale una dolosità di chicchessia al riguardo.
    esercitare il proprio furore polemico strumentalizzando un fatto di pessima ingegneria a fini puramente politici è certo legittimo ma resta una strumentalizzazione, facendo perdere di vista sia le reali responsabilità sia il fatto che l’amministrazione di allora e attuale si configura come parte lesa.
    infine vorrei auspicare che in discussioni di interesse civile come la presente nessuno senta la necessità di nascondersi dietro pseudonimi.
    Un sincero e cordiale saluto.

  16. allora sarà cura della procura dello stato stabilire che ha responsabilità in merito ai fatti citati, non nostra.
    di certo, quando si parla di opere pubbliche, l’amministrazione ha il DOVERE, IL COMPITO di garantire e di verificare che tutto sia svolto secondo norma. chiedo di sapere chi ha effettuato il collaudo statico e sotto quale ammistrazione esso è avvenuto. come noto, a casa propria ci si assicura che tutto vada bene, dato che vengono spesi soldi “privati”. La verità però è che quando si spendono soldi pubblici le regole cambiano. purtroppo!

  17. @DE GIORGIS: “….non si può chiedere di certificare la corretta progettazione ed esecuzione di un’opera di ingegneria assegnata alla responsabilità di un altro soggetto.”

    Il soggetto in questione chi sarebbe? Visto che ha fatto parte della commissione penso sia al corrente, ci eviti la fatica di richiedere i verbali e tutti gli atti pubblici in Municipio.
    ——————————————–
    Come membro dell’assocaizione Palazzolo5stelle mi sento di puntualizzare il fatto che non esiste strumentalizzazione da parte nostra. Non abbiamo rappresentanza politica in consiglio e non abbiamo tessere di partito, siamo mossi da autentica passione civile, la nostra associazione da statuto e da registro ass ha la seguente destinazione d’azione: ” difesa dei diritti del cittadino”. La collettività chiede spiegazioni in quanto ci ha rimesso parecchie decine di migliaia di euro, se non centinaia. Dovremmo far finta di niente?
    Ovviamente nelle critiche l’elemento costruttivo non deve mancare.

    Grazie

    Cominardi Claudio

  18. in commissione non fu presentato il progetto esecutivo, solo quello di massima di sistemazione del parco. non sono perciò in grado di fornirti il nome del progettista che tuttavia è agli atti e perciò reperibile. l’errore tecnico fu effettivamente piuttosto grossolano, si utilizzò una tecnologia adatta ad un lago non a un fiume come il nostro, con variazioni repentine di portata che possono passare dai 250 ai 450-500 mc/sec nell’arco di poche ore. detto questo non mi sembra personalmente giusto nemmeno massacrare il progettista con toni collettivi alla robespierre, perchè dubito che quando ha disegnato fosse mosso da propositi luciferini. mi sembra anche veramente censurabile offendere chiunque per il suo presunto basso livello di istruzione. personalmente mi è capitato spesso di essere in contrasto con le posizioni di alcuni amministratori ma credo che si debba resistere sempre alla tentazione dell’attacco alla persona cercando di mantenersi il più possibile sul piano di un confronto civile e proficuo. chi ha sbagliato pagherà, punto. il danno economico e ambientale è elevato e penso che la stessa amministrazione si affretterà ad esigere il risarcimento. la magistratura competente si è di certo già attivata.

  19. @ De giorgis: lei che è stato finora l’unico a degnarsi di dare delle risposte in merito alla vicenda e l’unico ad affermare che sono stati commessi ERRORI GROSSOLANI (e questi si sa anche se in buona fede sempre errori grossolani restano)

    potrebbe rispondere alle dieci domande dell’architetto? Indipendentemente dai toni aspri, mi pare siano quesiti importanti per CAPIRE.

    grazie,
    un cittadino.

  20. l’unico contributo che sono in grado di dare è la mia personale testimonianza.
    le domande poste dalla collega scaratti necessitano di risposte precise che non sono in condizione di fornire.
    la mia opinione è che le domande vengano poste alle autorità in prima persona, uscendo dall’ambito della polemica e dedicandosi all’impegno civico in modo concreto, senza protagonismi e attraverso i canali appositi. dopodichè si fornirà al cittadino la giusta informazione, pubblicando le risposte che verranno fornite.

  21. @ De Giorgis

    Poichè svolgiamo la stessa professione sappiamo che è possibile commettere errori di progetto e nessuno vuole massacrare nessuno. Il mio intento è di avere risposte perchè trovo assurdo quello che è successo e non sono disponibile a FARE FINTA DI NIENTE come spesso è accaduto a palazzolo su molti progetti. e soprattutto voglio sapere cosa succederà all’ex Italcementi e quali sono le altre opere pubbliche che questa amministrazione sta portando avanti. c’è qualcosa di male in questo?

    Però ribadisco:

    1. esistono delle responsabilità di tipo politico: qualcuno ha deciso che il comune doveva fare e finanziare quest’opera, che essa sarebbe stata costruita in quel punto con quel sistema. Chi sono questi qualcuno? è lecito chiedere è ed doveroso rispondere se sei un amministratore. perchè non viene fatto un bell’atto sul sito del comune in cui ci venga mostrato tutto il processo, dalla proposta in consiglio, alla delibera di spesa, all’approvazione del porgetto al collaudo finale? con nomi e cognomi delle persone coinvolte, partendo dai committenti e finendo con i tecnici.

    2. Esistono delle responsabilità politiche legate al controllo: qualcuno doveva assicurarsi che i soldi spesi fossero spesi bene, nello stesso modo in cui personalmente sorvegliamo le opere di casa nostra. Chi amministra come già detto deve farlo come “un buon padre di famiglia” il quale come è noto, quando sbaglia si strappa i capelli dalla disperazione. qui invece si fa finta di niente e l’unico a rispondere guarda a caso sei tu, che ti sei tirato fuori, e el prim che obietta di avere detto alcune cose riportate in un articolo del giornale (articolo che appena abbiamo sarà pubblicato subito). tutti gli altri ZITTI. Perchè???

    3. tutte queste responsabilità devo essere AMMESSE PUBBLICAMENTE e chi ha alzato la manina durante i consigli in cui si approvava tale opera, non tecnicamente, ma politicamente deve dimettersi se è presente ancora nell’amministrazione, perchè RESPONSABILE di aver deciso di far realizzare in quel modo tale struttura. infatti, potevano fare un bellissimo chiosco a basso consumo ad esempio, sarebbe costato di meno, avrebbe detto quale era la visione ecologica di questa amministrazione.
    invece si è scelto di realizzare un’opera esteticamente brutta, tecnicamente sbagliata, ecologicamente sprecona.
    il risultato???? non occorre che insista e sono sinceramente stufa di vedere questi tentativi di scrollasri di dosso le cose… ma scherziamo???

    ma io pago quando sbaglio, che cavolo…

    In ogni caso NON MI FIDO di chi non ha visione moderna delle cose, dato che compierà sempre azioni retrograde.

    Non si va avanti in questo modo. e faccio notare che finchè i soldi ci sono anche gli incopetenti possono amministrare, ma quando i soldi non ci sono… o sei capace di fare strategie e creare sviluppo oppure crei solo ed esclusivamente escamotage temporanei che nel tempo si riveleranno dei danni.

    Sul fatto che la media scolare dei nostri amministratori è forse la 3° media è un dato di fatto, non per questo qualcuno deve offendersi. io NON MAI DETTO CHE ” i più ignoranti di palazzolo governano”, ho solo detto che purtroppo la media della scolarità è bassa e questa non è un’offesa, ma una costatazione che invito a smentire.

    sul fatto che disprezzo e provo disgusto per queste persone… beh mi dispiace è una libera opinione, sono LIBERA DI AMARE O ODIARE o mi viene vietato? sono libera di dire che ti stimo e ti saluto o di dire che non non ti stimo e non ti saluto? sono libera di disapprovare le idee altrui o è vietato ???

  22. @Cominardi, @Barbò.
    E’ vero, il mio commento era un po’ crudo. Rileggendo la lettera inviata ‘in copia ai giornali’ ho la certezza che si tratta di ‘politica’. Politica la facciamo noi, discutendo di cosa riteniamo giusto o meno, con le nostre proposte ed i nostri dissensi. Non è lo status di candidato, consigliere o membro di qualsivoglia partito che certifica chi fa o chi non fa politica. Le domande sono lecite, per carità. Anzi ben vengano le spiegazioni. Ma i toni usati personalmente li ritengo ben poco costruttivi, mal si addicono ad ottenere risposte. Praticamente irritano. Vero che Di Pietro a furia di spararle grosse conquista il consenso, ma è una via che francamente non condivido e non apprezzo. Sulla scolarità media…basti pensare che probabilmente il bar l’hanno progettato architetti ed ingegneri. E non mi si dica che per far galleggiare una zattera dovevamo ascoltari i pescatori del luogo. Loro, i quintaelementare o terzamedisti non sapendo dimensionare una zattera galleggiante….hanno commissionato a menti esperte il lavoro. Eppure è affondato. Sono stra certo che a tutti interessi stabilire le responsabilità, specialmente a chi ha contribuito a prendere la decisione di realizzare l’opera. Quando la sig. Elena, previa candidatura, con i voti andrà alla maggioranza sarò lieto di apprezzare il suo operato, che almeno nel merito dei suoi interventi sarà orientato allo sviluppo, all’ecosostenibilità, all’innovazione eccera eccetera. Si potrebbe cominciare con un bel…”in base alle mie esperienze suggerirei per ripristinare il bar di …..”. Ecco questo potrebbe essere un thread costruttivo!

  23. bah….

    la verità spesso irrita, gianluca. ma va cercata comunque.
    e di pietro non credo sia l’unico che conquista consenso ”sparandole” grosse. siamo onesti…

    io ho letto i commenti precedenti e mi pare che l’arch. scaratti abbia fatto controproposte e spiegato alcune cose: ad esempio che la struttura, a suo avviso, non si può ricostruire sul fiume come la precedente. anche de giorgis lo conferma.

    “potevano fare un bellissimo chiosco a basso consumo ad esempio, sarebbe costato di meno, avrebbe detto quale era la visione ecologica di questa amministrazione” (elena)

    essere costruttivi significa anche assumersi la responsabilità delle scelte fatte (evidentemente sbagliate) e rispondere alle domande lecite che un cittadino pone in quanto cittadino.

    non serve nascondersi dietro la modalità con cui queste vengono poste, non serve aggrapparsi a scuse insostenibili come quella del fare politica.

    anche mia mamma quando fa la spesa fa politica. su!

    e sopratutto: un’amministrazione che davvero tiene conto di tutti, può benissimo approvare un progetto non presentato dal PDL+LEGA. posso presentare anch’io un progetto e se all’amministrazione piace lo approva. cosa c’entrano i voti? i partiti?

    bah…

  24. @ degiorgis

    allora cerchiamo di essere costruttivi dato che abbiamo l’obiettivo comune di trovare una soluzione senza problemi per nessuno.

    – Roberto dici che:
    si utilizzò una tecnologia adatta ad un lago non a un fiume come il nostro, con variazioni repentine di portata che possono passare dai 250 ai 450-500 mc/sec nell’arco di poche ore.

    che certezze hai nell’affermare questa cosa, per caso hai normative di riferimento a cui possiamo fare rif. anche noi?

    ma tu che lo affermi lo ipotizzi o lo sai con certezza che l’errore è questo? se si per favore aiutaci a capire.
    grazie

  25. @F. “Un consiglio da uno che di cose fastidiose ne scrive senza timori”. La prima fastidiosa che scrive è proprio il suo nome. F.
    Concordo con Lei sul fatto che progetti buoni possano, anzi, che debbano essere approvati indipendentermente da chi li ha proposti, ma Le ricordo anche che per prendere le decisioni serve il consenso, in democrazia ottenuto con il voto. Il voto equivale alla delega del cittadino a prendere le decisioni, voto dato a chi si ritiene possa rappresentare al meglio gli ideali dei singoli individui.

    Tornando al fiume invito a riflettere su due questioni. 1) viste le dinamiche del fiume stabilire se in quel punto in caso di piena passano 500mc/sec o 600mc/sec mi pare veramente difficile. Da ingengere mi piacerebbe veramente sapere come l’hanno calcolato. Con un bel modello matematico o hanno monitorato per qualche anno punto per punto il letto del fiume? La mia curiosità si spinge anche oltre. Come avranno collaudato la resistenza a tot metricubi al secondo? Sempre per via teorica? Avranno considerato la possibile formazione di onda? Avranno considerato che un aumento della portata modifica le dinamiche dei flussi d’ acqua?

    2) considerando che le previsioni danno pioggia per altre 2 settimane, cosa è possibile fare per mettere in secca la zattera? Vederla affondata mi fa male, oltre a temere che possa cedere alla pressione esercitata dal fiume. Perchè non si sta già tentando di estrarlo dall’acqua?

  26. uffa!
    gianluca, mi dispiace che ti dia fastidio F. anche se a volte interviene un po duramente a me sembra sia segno di intolleranza verso pareri altrui da parte tua…
    io non sono un ingengere, però è evidente che qualche errore ci sia stato no?
    innanzitutto è quasi inutile ipotizzare qualsiasi cosa prima che siano stabilite le cause di cedimento o malfunzionamento sulla struttura e non sulla portata in metri cubi del fiume…
    non è il mio campo, immagino che la portata in metri cubi del fiume sia misurato a monte e precisamente alla barriera alla fine del lago che ha delle misure ben precise: larghezza della bariera x altezza del flusso d’acqua x velocità = portata in metri cubi + uno scarto in più dal lago fino a palazzolo.
    quindi il problema non deve essere stato il calcolo della portata del fiume.

    saluti.
    p.s.
    comunque nessuno fino ad ora ha risposto alle domande inoltrate da una cittadina, la sig. elena…..

  27. “l’amministrazione di allora e attuale si configura come parte lesa.”

    I CITTADINI sono parte lesa. i cittadini devono stare zitti, far costruire strutture incostruibili, e pagare???!!!

    “Sulla scolarità media…basti pensare che probabilmente il bar l’hanno progettato architetti ed ingegneri. … Loro, i quintaelementare o terzamedisti non sapendo dimensionare una zattera galleggiante….hanno commissionato a menti esperte il lavoro. Eppure è affondato.”

    se avessimo avuto dei tecnici, ingegneri architetti e chissà chi altro in amministrazione comunale, avrebbero guardato i progetti e avrebbero capito che non s’aveva da fare!!!
    per assurdo è come vendere ottone ad un bambino spacciandolo per oro..
    e qui non dico che chi l’ha progettato VOLEVA che affondasse. ma MAGARI voleva che venisse costruito i fretta perchè qualcuno “da sotto” gli tirava la giacchetta.
    E in qualunque ambito fare le cose di fretta non porta da nessuna parte.

    @Elena: secondo me serve gente agguerrita come te, in barba agli smidollati. e tirate fuori il coraggio di dire le cose apertamente!! o forse si rischia di scoperchiare il vaso di pandora???

    la mia come quella di altri non è sterile polemica. quando ho saputo del fatto -tramite sms- ne ho pensate di ogni colore.
    se fosse successo in maneira più repentina e ci fosse stata dentro gente?? se ci scappava il morto che cavolo si faceva?? portavamo in tribunale l’acqua che scorreva in eccesso di velocità??

    è un’opera pubblica costruita coi nostri cavolo di soldi!!! e il MODO in cui si pongono le domande non importa: COME AL SOLITO si parla del dito e non di quello che indica.

    se uno avesse la coscienza pulita si metterebbe a cantare come un uccellino e cercherebbe di fornire prove all’istante per trovare il colpevole, nel rispetto dei contribuenti e di chi ha lavorato in quel bar e che si è fatto il mazzo. Qua invece mi sembra che i componenti dell’amministrazione sappiano simulare bene un encefalogramma PIATTO.
    Fossimo stati in scandinavia…

    p.s. concordo sul fatto che era ingaurdabile. ci si faceva l’abitudine. come lo pseudo ponte di brooklin a fianco. guardi quello insieme alla torre di palazzolo e capisci che non ci azzecca un fico secco!
    potevano fare un bel barettino di legno, bello integrato nel verde della natura, costruito in maneira sostenibile, con materiale riciclato. No!! han voluto fare i fighi e farlo galleggiante in un fiume che ogni 3×2 due salta fuori.
    questa per me è MANCANZA DI IMMAGINAZIONE.

    p.s. EVVIVA LA LIBERTA’ DI ESPRESSIONEEEE!!!

  28. p.s. staranno aspettando che smetta di piovere per tirarlo fuori …

    aspettano che muoia il paziente per estrarre la pallottola. oppure che la pallottola esca da sola. o che magari il paziente sparisca. e pure la pallottola.

  29. Sono volate parole grosse all’indirizzo di questa amministrazione palazzolese e tante critiche in merito all’opera che è andata a fondo. Non sono certamente la più titolata a rispondere, mi interesso di sociale, di dare alle persone quel sostegno e quell’aiuto che meritano solo per il fatto che la vita è un diritto e aiutare i bisognosi è un dovere di tutta la comunità. Pertanto le risposte tecniche alle varie lettere pervenute non sono una mia competenza; rispondo con il buon senso che dobbiamo mettere in campo in tante situazioni senza mai esagerare con le parole, le gratuite offese o con comportamenti che non qualificano nessuno e servono a fare crescere il nulla . II bar galleggiante era nato, nelle intenzioni del compianto sindaco Metelli, come un luogo innovativo, destinato prevalentemente ai giovani ,un valore aggiunto che qualificasse il nuovo parco fluviale. Poteva piacere o essere giudicato, al contrario , un ecomostro, ma è nato con un intento nobile e è profondamente ingiusto scrivere che è stato pensato e progettato per interessi diversi. IL suo avvento ha interrogato tanti palazzolesi; tutti conosciamo la forza del nostro fiume in piena e ne erano al corrente anche coloro ai quali è stato affidato il progetto. Un’amministrazione , qualsiasi essa sia, di qualsiasi colore tinta, se affida a studi di primissimo livello le progettazioni non può pensare che le stesse vengano realizzate senza tenere presente le variabili possibili. Il bar galleggiante è nato nella certezza che gli ancoraggi e la struttura, in toto, potessero resistere a flussi considerevoli. Se non è stato così e chi ha sbagliato pagherà e non saranno i cittadini a rimetterci denaro ma, se ne ricorreranno i termini, chi ha realizzato una struttura fragile e inadeguata . E sarà un giudice a sentenziare. Quello che mi dà maggior pena non è il naufragio in sè ma la perdita di un luogo che, per quanto contestato per le sue insolvenze energetiche, per l’impatto visivo nell’oasi fluviale, per la fragilità che molti, ad occhio, avevano criticato, era diventato un punto di ritrovo molto amato da tanti ragazzi, frequentato volentieri anche dagli adulti, sopportato da tanti ma gradito da moltissimi.Senza dimenticare che ha rappresentato un’esperienza lavorativa per un gruppo di giovani che oggi hanno perso tutto. E questo non è poca cosa.Non sappiamo cosa ne sarà i quei rottami nel fiume: la definizione di quello che sarà il destino del galleggiante è nelle mani di tecnici esperti che decideranno quando rimuoverlo e con quali modalità.Se verrà ripristinato o buttato tra le lamiere di una discarica non è ancora dato a sapersi. Indagini per valutare il perchè sia affondato, verifiche tecniche e quant’altro saranno dei prossimi giorni. Si chiede pazienza , vi sono iter da rispettare. Credo che alla lettera di Elena ,che conosco ed apprezzo sul piano professionale per la carica “energetica” e la passione autentica che mette in tutto quello che fa, vada data una risposta, per correttezza. Credo che questa generazione che sta valutando con tanta attenzione l’impatto energetico di qualsiasi struttura venga posta nell’ambiente, renda un servizio a tutta la comunità, davvero importante: il futuro non è nella CO2 ma nell’ossigeno che deve entrare nei polmoni di tutti. Vi chiedo di abbassare i toni perchè quanto è avvenuto non era davvero prevedibile, è successo qualcosa che va analizzato e vagliato nelle opportune sedi; siamo tutti amareggiati e non ce lo aspettavamo. Sono sempre disponibile per qualsiasi tematica che investa il benessere o le criticità del sociale, non chiedetemi una risposta tecnica perchè non la saprei dare.Termino augurando che questa vostra effervescenza sia canalizzata positivamente, che sia costruttiva e sappia offrie idee e contenuti interessanti a chi governa.
    Giuliana Bertoli
    assessore ai servizi sociali

  30. Capisco quello che vuole dire signora Bertoli, e non intendo assolutamente fomentare polemiche e scontri gratuiti, mi sono, come gli altri appartenenti all’associazione in questi giorni tenuto lontano dalle polemiche su questo argomento. Non bisogna scandalizzarsi per i commenti della gente, qui capita di trovarli scritti, ma solitamente si sentono comunque tra la gente. Giusto, la giustizia deve fare il suo corso, ma purtroppo tutti conosciamo i tempi della giustizia e poi alla fine, non è detto che un colpevole venga trovato. I cittadini, insieme alla struttura, hanno visto scivolare nel fiume anche parecchi soldi, quelli della struttura stessa e quelli che serviranno per ripristinare la situazione. Un pò di rabbia può anche essere comprensibile, soprattutto di questi tempi in cui i soldi potrebbero essere spesi in altri ambiti e lei visto il ruolo che ricopre può sicuramente darmene atto. Quello che si chiede principalmente leggendo tutti i commenti è che tutte le informazioni che man mano si riusciranno ad avere siano condivise il più possibile con tutta la cittadinanza. Non di secondo piano saranno poi gli accertamenti sulle responsabilità politiche, che sebbene possono non avere rilevanza giuridica, sono per noi cittadini di primaria importanza. Quello che le amministrazioni si trovano ad amministrare sono beni e risorse della collettività e siamo ormai abituati alla mancanza della “diligenza del buon padre di famiglia”. Siamo sicuri che la realizzazione di un’opera pubblica sia pensata esclusivamente nell’interesse della collettività ? Non c’è mai l’intenzione di appuntarsi all’occhiello un’opera per interessi di parte? Non è sicuramente la causa, ma non si può negare che l’apertura del parco sia stata fatta con una certa frettolosità , chiaro che la gente poi fa presto a pensare male. Bisognerebbe anche comportarsi in maniera da evitare il più possibile cattivi pensieri. Comunque la reazione delle persone, seppure anch’io ritenga che in taluni casi sia stata eccessiva è sempre meglio del silenzio . Purtroppo non siamo abituati ad occuparci della cosa pubblica, a monitorare coloro a cui diamo il mandato per governarci. Anche in questo serve tempo, si deve imparare a farlo, ma l’amministratore deve imparare ad avere il fiato sul collo dei cittadini e a renderne continuamente conto, non solamente a fine legislatura, quando bisogna raccogliere il consenso con promesse che puntualmente vengono in larga parte disattese. La ringrazio per essere intervenuta e le porgo
    Cordiali Saluti
    Giovanni Barbò

  31. Grazie, Giovanni, ha compreso ; sono con lei quando dice che la cittadinanza ha l’obbligo di vigilare, è un imprescindibile dovere civico. Buon lavoro. Giuliana B.

  32. ho ricevuto come giornalista la relazione della prima riunione dopo l’affodamento del bar dall’ufficio stampa del sindaco. credo sia utile alla discussione in corso fornirla per intero, dato che, come è ovvio, è impossibile contenerla in versione integrale in un articolo di giornale.buona lettura a tutte e a tutti i cittadini.

    CITTA’ DI PALAZZOLO SULL’OGLIO
    VERBALE DELLA RIUNIONE AVENTE AD OGGETTO LA PIENA DEL FIUME AVVENUTA NELLA NOTTE TRA IL 5 ED IL 6 MAGGIO 2010 ED IL CONSEGUENTE SEMIAFFONDAMENTO DELLA STRUTTURA GALLEGGIANTE CHE OSPITA IL BAR “CONTROCORRENTE”.
    Il giorno 06 del mese di maggio dell’anno 2010, alle ore 10.45, nella Sala Giunta della Sede Municipale di Via XX Settembre n. 32, su disposizione del Sindaco del Comune di Palazzolo sull’Oglio, è stata convocata una riunione d’urgenza in merito alla piena dei fiume verificatasi nella notte tra il 5 ed il 6 maggio 2010 con il conseguente semiaffondamento della struttura galleggiante che ospita il bar “Controcorrente”.
    Alle ore 10.45 il Sindaco dichiara aperta la seduta.
    Alle ore 10.45 sono presenti: Sala Alessandro — Sindaco
    Comm. Agg. Masucci Emilio — Comandante P.L. PALAZZOLO
    Mar.11o Lo Sardo Giuseppe — Comandante Stazione Carabinieri di Palazzolo s/Oglio
    Turra Romana — Vicesindaco
    Dr. Silvio Masullo — Segretario Generale del Comune di Palazzolo
    Gaspari Vincenzo — Cooperativa Sociale Palazzolese
    Brescianini Gianluigi — Cooperativa Sociale Palazzolese
    Dr. Bruno Ambrosetti — Presidente Cooperativa Sociale Palazzolese
    Luigi Urgnani — Assessore Polizia Locale
    Lancini Bruno — Assessore Lavori Pubblici
    Bertoli Enrico — Responsabile della Protezione Civile di Palazzolo s/O
    Ing. Pierfrancesco Feriani — Dirigente Servizi al Territorio del Comune di Palazzolo s/O. Stelio Plebani — Comandante W.FF. di Palazzolo sull’Oglio
    Ing. Dadone — W.FF. di Brescia
    Bertoli Giuliana — Assessore Servizi Sociali
    Raccagni Stefano — Assessore all’Urbanistica
    Verbalizza: Trapletti Andreina — Istr. Amm. In servizio presso il Comando di Polizia Locale
    Il Sindaco precisa che alla riunione interverrà anche la Dr.ssa Romano della Prefettura di Brescia, inviata dal Prefetto.
    L’Ing. Feriani riferisce che la progettazione architettonica è stata curata dall’Arch. Gallone, le strutture sono state realizzate dalla ditta ALBATECH di Verona, l’Ing. Arisì Paola ha curato la Direzione Lavori, e l’Ing. Del Corso ha assistito il progettista delle strutture. Precisa inoltre che, al momento, il fiume ha una portata di 300 (trecento) mc/sec.
    Il Sindaco incarica l’Ing. Feriani di spedire entro oggi una lettera di contestazione a tutti i soggetti coinvolti nel progetto e di predisporre, sempre entro la serata di oggi, una relazione tecnica.
    L’Ing. Feriani assicura di aver già provveduto ad inviare la comunicazione di contestazione agli interessati con riserva di richiedere il risarcimento di tutti i danni patiti e patiendi dall’amministrazione comunale, ivi compreso il danno di immagine.
    Alle ore 11.28 entrano l’Ing. Arisi Paola (Direttore dei Lavori) ed il Sig. Ravelli Luciano (tecnico della Ditta SILAR, subappaltatrice dei lavori).
    Alle ore 11.40 entra il Geom. Marchesini (direttore tecnico dell’Impresa Casotti)
    II Sindaco comunica ai presenti di aver convocato l’odierna riunione urgente per affrontare questa emergenza, per lui molto forte, ed osserva che sono presenti tutti gli interessati (Progettisti, Direzione Lavori, Forze dell’Ordine, componenti della Giunta Comunale, Realtà Provinciali) mentre si resta in attesa che arrivi il rappresentate della Prefettura.
    Chiede inoltre di conoscere come abbia potuto tecnicamente verificarsi questa situazione e dichiara che successivamente verrà affrontata anche la questione delle responsabilità. Comunica di aver emanato l’ordinanza di chiusura del parco, della passerella pedonale di collegamento tra Vicolo della Maddalena (Chiesa Parrocchiale) e Lungo Oglio Cesare Battisti, e del Ponte Romano (Via dei Ponte) al fine di evitare ogni possibile pericolo. Comunica di aver avvisato tutti i soggetti interessati (Prefettura, Consorzio del Parco dell’Oglio, Magistrato delle acque, Forze dell’Ordine). Dichiara di non avere alcuna intenzione di rimandare qualsiasi soluzione, ma di essere dell’opinione che si debba procedere immediatamente a togliere il bar dal fiume e posizionarlo sulla terraferma
    oppure metterlo in sicurezza. Ribadisce che da questa riunione si deve uscire con una soluzione.
    Rivolto ai presenti chiede di avere delucidazioni in ordine alle motivazioni di tale evento:
    invita alla risposta L’Ing. Feriani, l’Ing. Dadone, l’impresa costruttrice nella persona del direttore lavori Ing. Arisi.
    L’Ing. Arisi (D.L.) afferma di avere un progetto e di averlo rispettato; senza verifiche non è possibile comprendere cosa sia successo; sostiene di non sapere se le condizioni di oggi siano eccezionali e che quindi prima deve essere compreso se queste sono cambiate e verificare, anche con simulazioni a mezzo di modello, il comportamento della struttura.
    Sostiene che è necessario procedere ad una serie di verifiche: la resistenza dell’aggancio, il funzionamento delle pompe, sono tutte cose che debbono essere verificate prima di dare una risposta. Ribadisce che è inusuale vedere una struttura a fiume. Un discorso di modellazione fluidodinamica non è stato trovato nel progetto e quindi prima di mettere la struttura in acqua questo problema andava affrontato e risolto. Comunque la struttura ha tenuto e sono state rispettate tutte le indicazioni progettuali, nel limite del possibile, senza stravolgere il progetto. Le variazioni dettate dall’esigenza dei momento sono state minime.
    Il Sindaco osserva che il progetto andava valutato più attentamente prima di essere approvato.
    L’Ing. Arisi (D.L.) osserva che non siamo in una situazione ordinaria.
    Il Sindaco osserva di concordare con l’Ing. Arisi, afferma di essere preoccupato di capire quali sono le motivazioni, tenendo conto anche che questa piena non è così eccezionale, rispetto a piene ben più consistenti verificatesi in precedenza.
    L’Ing. Arisi (D.L.) sostiene che è necessario verificare la risposta delle strutture in relazione ai tempi di ritorno.
    L’Ing. FERIANI afferma che i tempi di ritorno sono stati previsti nel progetto, ma sono comunque superiori rispetto a quanto verificatosi oggi. Precisa che stanotte è saltata l’erogazione dell’energia elettrica e sicuramente le pompe non hanno funzionato. Ma la corrente è saltata perché il quadro è andato sott’acqua.
    L’Ass. Bertoli, rivolta all’Ing. Arisi (D.L.), sostiene che già in fase di approvazione del progetto aveva sollevato perplessità in merito allo stesso; l’Ing. Arisi sostiene di essere intervenuta a valle dell’approvazione del progetto e, riferita all’ass. Bertoli, afferma di non essere mai stata informata delle perplessità espresse dalla medesima.
    L’Ing. Arisi (DL) afferma che da un anno a questa parte non è stato portato alla sua conoscenza se siano state effettuate o meno tutte le verifiche di esercizio.
    Il Sindaco dichiara necessario al momento prendere una decisione sul da farsi, poi tutte le questioni verranno analizzate tecnicamente ed è dell’idea di non lasciare il galleggiante in tale situazione, poiché rappresenta un problema per la comunità Palazzolese, in quanto lo stesso potrebbe sganciarsi: quindi, nell’eventuale impossibilità di metterlo in sicurezza (ancorarlo in maniera assolutamente inamovibile) deve essere asportato per metterlo sulla terraferma. Comunica che l’ing. Feriani ha già contattato un paio di imprese.
    L’Ing. Arisi (D.L.) : afferma che il galleggiante non deve essere lasciato in quella sede, e comunque è necessario intervenire sulla struttura, poiché, anche se ha resistito, è snervata. Va pertanto riportata in officina per procedere a tutti gli interventi del caso.
    Il Geom. Ravelli sostiene che la struttura possa essere ancorata con dei cavi d’ acciaio a dei punti che la possano trattenere. Il discorso del sollevamento può essere affrontato solo con il progettista al fine di non produrre ulteriori danni. Il problema è l’acqua: l’ing. Corsi (collaboratore dell’Ing. Arisi) sosteneva che la croce di s. Andrea fosse sottodimensionata rispetto alla struttura, ma che potesse comunque tenere. Afferma quindi che, sentito il progettista e trovati i punti di aggancio per un sollevamento imprevisto, è possibile procedere all’operazione.
    Il Geom. Ravelli e l’Ing. Arisi (D.L.) , ribadiscono che comunque la croce di s. Andrea fosse sottodimensionata. Il Geom. Ravelli e l’Ing. Arisi: affermano che non ci sono valvole di ritegno, sono delle normali pompe di sentina.
    L’Ing. Dadone, valutando la situazione per trovare eventuali punti di aggancio, afferma che la fune di sicurezza non sembrerebbe essere in grado di reggere da sola; a valle c’e’ una traversa di cemento che è sommersa; sarebbe opportuno capire la reale situazione dei cassoni, che potrebbero essersi riempiti d’acqua.
    L’Ing. Arisi (D.L.) afferma che il cassone è in acciaio, tutto sigillato, con una pompa che dovrebbe portare fuori l’acqua.
    L’Ing. Feriani chiede se sulle pompe non siano state posizionate delle valvole di ritegno.
    Il Geom. Ravelli e l’Ing. Arisi: affermano che non ci sono valvole di ritegno, sono delle normali pompe di sentina

    Dadone sostiene che per lasciare il bar nell’attuale posizione, si dovrebbe tentare di lavorare sui galleggianti: ma trattandosi di struttura metallica la stessa diventerebbe però pesantissima
    Ravelli ricorda ai presenti che per mettere in acqua la struttura era stata fatta apatura per aumentare la funzionalità di ancoraggio. I galleggianti sono al di sotto del fondo fiume, nella buca creata, quantomeno la parte di destra.
    Dadone afferma che, sempre con l’idea di bloccare la struttura nella posizione attuale si potrebbe pensare ad un’ulteriore fune di sicurezza, utilizzando personale dei VVFF., addestrato ed in grado di intervenire in tali situazioni, ma tutto il materiale ed i mezzi meccanici necessari devono essere forniti da qualche ditta. Sostiene che l’ipotesi di sollevare la struttura diventi un discorso di gru e che quelle a disposizione dei VV.FF. non abbiano la portata necessaria; pone altresì dei dubbi alla possibilità di sollevare dall’alto la struttura senza che la stessa si rompa.
    Il geometra Ravelli illustra all’Ing. Dadone le modalità con le quali è stata creata la struttura: sono state montate a secco la base e il primo piano e poi con una gru e stato posizionato resto. I calcoli strutturali erano stati fatti dall’Ing. Corsi, approssimativi ma abbastanza veritieri.
    L’ing. Dadone ribadisce la necessità di avere certezze sulla stabilità della struttura, al fine di evitarne la rottura in caso di sollevamento
    IL sindaco ribadisce che la struttura, se non si è in grado di metterla in assoluta sicurezza debba essere rimossa; in giornata verranno contattate le ditte attrezzate a tale operazione, ma non trova sicuro lasciare la struttura nell’attuale posizione, perché potrebbe sganciarsi e allontanarsi lungo il fiume. Afferma l’assoluta necessità di rimuovere la struttura nel più breve tempo possibile e comunque entro due giorni e posizionarla sulla terraferma prima di domenica prossima oppure metterla in assoluta sicurezza. Dichiara di non essere disponibile ad aspettare niente di diverso poiché la situazione rappresenta un pericolo, soprattutto se nella prossima notte dovesse piovere teme possa staccarsi anche l’altro gancio. Ribadisce all’impresa e all’Ing. Feriani che vuole la struttura fuori dal fiume ed in sicurezza.
    L’Ing. Arisi chiede come sono le previsioni meteo.
    Alle ore 12.15 entrano l’Ing. Del Corso che ha partecipato alla progettazione ( collaboratore Ing. Ari si) e il Geom,. Polenghi (tecnico Silar).
    Il Sindaco comunica che le previsioni dicono che dovrebbe piovere di nuovo anche se non con la stessa intensità e che dovrebbero verificarsi altri temporali. Le previsiorú sono fornite dalla protezione civile di Brescia (Ing. Tognazzi)
    L’Ing. Dadone fa presente che nell’ipotesi di un sollevamento della struttura, nel momento del sollevamento la stessa potrebbe spostarsi di lato, perché c’è una spinta laterale necessario evitare che la corrente del fiume si porti via l’autogru, questa se si pensasse di sollevare la struttura.
    Il Sindaco afferma con forza di avere la resp l’incolumità dei cittadini; dichiara di essere disponibile a rimanere in sede fino a quando non si trovi una soluzione ribadendo di volerla entro breve. Avverte i presenti che se non sono in grado di fornirla chiamerà la Protezione Civile Nazionale. Vista la presenza al momento di tutte le parti tecniche, vuole risolvere il problema.
    Alle ore 12.20, su richiesta della D.L. , il Sindaco sospende la seduta e la aggiorna per le ore 13.30, nella medesima sede.
    L’Ing. Arisi conferma che per quell’ora sarà in grado di fornire una risposta.
    Palazzolo s/0, 06/05/2010
    IL SINDACO
    Alessandro Sala
    Il verbalizzante Il Segretario Generale
    Dr.ssa Andreina Trapletti Dr. Silvio Masullo

  33. giuliana bla bla bla…. siamo tutti belli, bravi e buoni, ci amiamo tutti, ops che disgrazia che è successa…
    Ma fammi il piacere, bertoli certe frasi di circostanza riservatele per i tuoi leccapiedi, Quando uno vede le porcate del PALATENDA Si vede IN TEMPO DI CRISI il sindaco che si alza lo stipendio Le porcate della coperativa Sociale, il parco del piano life CHIUSO con tutte Le strutture li a marcire, una totale mancanza DI PISTE CICLABILI sui nuovi lotti urbanizzati, all’ennesima CAZZATA SI INCAZZA non biasimi chi con genuina Grossolanità SCALDA GLI ANIMI

  34. @chiari: grazie per il documento pubblicato. Permette a tutti di comprendere meglio la vicenda.

    >> Alcune riflessioni personali<<

    Non sono un tecnico ma alcune cose non mi tornano comunque: discutendone magari si riesce a capire qualcosa di più dell'accaduto.

    Fermo restando che sono stati posti da un architetto quesiti a cui si deve una risposta (come giustamente ribadito dall'ass. Bertoli) non riesco a capire come possa essere passato, visti gli esiti, il progetto. Quali studi di primo piano sono stati condotti e come? E davvero si possono definire professionisti di primo livello gli autori di un danno del genere?

    Ma in tutta onestà comprendo che nessuno è perfetto e anche il progettista sbaglia. Proprio per questo esiste una commissione che ''giudica'' il progetto.

    Ebbene, come mai il progetto è andato avanti ed è stato approvato dalla commissione giudicatrice? Non è compito degli esperti della commissione porre obiezioni e bloccare il progetto? Cosa hanno valutato gli esperti?

    O i grossolani errori di progettazione di cui ha parlato l'architetto De giorgis non esistevano?

    Sarebbe interessante saperlo per capire come queste e altre faccende accadono e quale reale grado di competenza hanno gli addetti ai lavori.

    Sarebbe interessante sentire l'opinione della commissione giudicatrice che se non erro era composta da:

    ± PRESIDENTE – Ing. Pietro Feriani (dirigente area servizi al territorio del Comune)
    ± ESPERTO – Arch. Giovanni Piccitto (caposettore urbanistica ed edilizia privata del Comune)
    ± ESPERTO – Agr. Paesaggista Roberto Cigliano (attuale consulente botanico del Comune)
    ± ESPERTO – Arch. Vittorino Turra (esperto ambientale della Commissione Edilizia Comunale)
    ± ESPERTO – Arch. Katherina Ziman Scudo (esperto ambientale)

    Fabio Di Benedetto.

  35. è raggelante, sentire i nostri amministratori (di destra)e i loro sostenitori fare le pulci ai cittadini che esprimono il loro disappunto e il loro malessere.
    Raggelante!
    Sia mai.
    Che nessuno disturbi il conducente.
    Se ci provi vieni tacciato di lesa maestà.
    Bravi, questi nostri amministratori, a far loro il verbo berlusconiano: che dice che Saviano non può dire sulla gomorra, che disintegra Boffo, ed ora addirittura Fini….eccecc.
    Figuratevi se nel nostro piccolissimo orticello ci si può permettere di dire che l’operazione bar galleggiante si è rivelato un fallimento.
    Puoi anche pensare di avere altri punti di vista ma meglio che tu non lo dica…oppure li puoi dire sì, ma premettendo che il nostro governo (sia locale che nazionale) tanto ha fatto e tanto fa per l’umanità…eppoi chi ha salvato Napoli dai rifiuti? Chi ha fatto il parco le Robinie? Chi ha ricostruito l’Aquila? Chi ha sistemato il disco orario del parcheggio di San Pancrazio?
    Non si accettano (perchè non si è capaci) nè critiche nè opinioni diverse nemmeno di fronte alle evidenze (non è un dato soggettivo il fatto che il bar sull’acqua è sprofondato dopo 6 mesi dalla sua inaugurazione…alla prima onda)
    Poi certo le modalità. ‘Sono volate parole grosse’…dice l’Assessore Bertoli del PDL, (quello di Verdini, dell’Utri, Sky Ola, Prosperini…..)
    Infatti. Noi cittadini abbiamo da stare quieti e buoni e imparare l’educazione!
    Abbiamo molto da imparare dai La Russa, dai Gasparri, dagli Strano (quello della mortadella in parlamento) dai Gentilini, dai Bossi, dai Borghezio ecc ecc.
    Maestri di bon ton.
    ‘Sono volate parole grosse….’ dice l’Assessore Bertoli:
    rileggendo tutto il blog, secondo me (mi si perdoni la libertà) sono volate semplicemente delle ‘parole’.
    Le parole fanno vento
    Ed è forse questo ciò che si teme di più.
    Giovanni Barbò: non cascarci.

  36. Non ci casco, non ci casco (rafforzativo) stai tranquillo.
    Ho sentito il bisogno di intervenire in primo luogo per chiarire ancora una volta, perchè la cosa sembra che faccia fatica ad essere compresa, che in questo blog non scrivono tutti i “5stelle”. Questo è uno spazio aperto, un’opportunità offerta a chi ne ha voglia di esprimere la propria opinione.
    In secondo luogo per sottolineare come, se si analizzano i commenti, questi possono essere giustificabili visto che ormai la politica è fatta principalmente da operazioni pubblicitarie e di marketing ma sui fatti concreti tutto casca e i cittadini non essendo sudditi se ne accorgono.
    Colgo l’occasione per precisare che le “parole grosse” sono effettivamente volate, ma NON SONO STATE PUBBLICATE non essendo conformi al regolamento di questo blog. Chiaro che se voglio spiegarmi con chi ci amministra devo tenere un tono che permetta confronto e dialogo, non posso pretendere di essere ascoltato se tengo i toni alti. Non per questo penso che il dialogo porti a qualcosa di concreto, ma mi interessa molto essere capito e sottolineare come le reazioni della gente abbiano sempre una giustificazione visto la classe politica (in generale) che ci ritroviamo. Non essendo possibile in questo momento cambiare il sistema dove l’interesse di partito, o di corrente viene comunque prima di ogni cosa è fondamentale alzare il senso civico della cittadinanza e fare in modo che l’amministratore sappia costantemente che il cittadino lo controlla . Per ottenere questo è necessario del tempo, al cittadino per capire i modi e i mezzi a sua disposizione per esercitare il controllo, all’amministratore per capire che il mandato elettorale non è una cambiale in bianco, ma la sua azione va posta sotto controllo GIORNALMENTE (si vede che a questo non sono abituati)
    QUESTO VOLEVA ESSRE IL SIGNIFICATO DEL MIO INTERVENTO.

  37. Penso che l’assessore Bertoli abbia usato delle giuste parole e dei toni pacati…mi domando con chi si sta inkazzando adesso…Voi cosa avreste fatto al postodiquesta amministrazione e come aVreste reagito davanti a questa situazione?

  38. Devo ufficialmente porre delle scuse al sig. Gianfranco Piovanelli per avergli messo in bocca delle cose non effettivamente dette da lui, ma apparse su un articolo del giornale di Brescia del 10 aprile 2009 a pag 23 in cui si legge la seguente frase:

    Sono stati poi approvati il piano di recupero della
    ex-cascina Frattini, l’adozione del piano di lottizzazione
    residenziale CIS 5 nella zona nord della Sgraffigna
    e il piano di lottizzazione residenziale ARU 3. Relativamente
    a questo intervento, i sedici alloggi verranno
    realizzati seguendo i parametri stabiliti da Casaclima
    per il risparmio energetico.

    Fermo restando che l’articolo cita diverse persone, non posso dire chi sia effettivamente responsabile di questa affermazione. Resta comunque evidente che essa sia stata fatta. Di conseguenza vorrei comunque sapere a che punto sono eventualmente i lavori per quanto detto sopra.

    In merito all’altra vicenda, ho ricevuto comunicazione dall’Ing. Feriani che risponde alle mie domande per conto dell’amministrazione attualmente incaricata. Riportto di seguito la risposta e vi prego di vedere il punto 3. e il punto 12 in particolare sui consumi della struttura.

    traete voi le conclusioni. a me viene una ulteriore domanda, visto il punto 3… ma se il collaudo non era finito, perchè è stata messa in funzione???????

    Egr. Arch. Elena Scaratti
    Presidente ARCHinNOVA Associazione Culturale
    Piazza Repubblica, 10
    44100 FERRARA
    Oggetto: risposta alla Sua nota pervenuta in data 10 maggio 2010 e protocollata al n. 13.688
    In risposta alla Sua nota citata in oggetto relativa alla struttura galleggiante annessa al parco
    fluviale, recentemente danneggiata dalla piena del fiume Oglio, con la presente si cerca, per quanto
    possibile, di dare una risposta alle domande da Lei poste:
    1. chi ha progettato l’opera?
    L’intero parco fluviale, con annessa la struttura galleggiante danneggiatasi a seguito della piena del
    fiume Oglio, è stata progettata dal Raggruppamento Temporaneo di Professionisti rappresentato,
    quale mandatario, dall’arch. Flora Vallone di Milano (iscritta all’ordine degli Architetti della
    Provincia di Milano al n. 8304) e costituito quali mandanti dagli architetti Paolo Favole di Milano
    (iscritto all’ordine degli Architetti della Provincia di Milano al n. 1341) e Fiorenzo Vullo di
    Faloppio (CO) (iscritto all’ordine degli architetti della Provincia di Como al n. 1861); tale
    raggruppamento temporaneo di professionisti è stato individuato a seguito d’espletamento di
    apposito concorso di progettazione. Per la redazione delle opere strutturali e degli impianti, come
    risulta dagli elaborati grafici, il raggruppamento temporaneo di professionisti si è avvalso della
    consulenza della società Arvatec Idraulica e Ambiente di Milano rappresentata dall’ing. Giorgio
    Veronese di Verona e dall’ing. Paola Arisi di Milano.
    L’incarico di progettazione definitiva ed esecutiva è stato affidato con determinazione n. 197 del 17
    aprile 2004, a seguito dell’approvazione del progetto preliminare, che costituiva l’oggetto del
    concorso di progettazione, avvenuto con delibera di Giunta n. 172 del 22 dicembre 2003; il progetto
    definitivo e quello esecutivo dell’intervento sono stati approvati rispettivamente con delibera di
    Giunta n. 157 del 13 dicembre 2004 e n. 108 del 12 giugno 2006.
    La realizzazione delle opere inerenti la realizzazione del nuovo parco fluviale, ivi compresa la
    realizzazione ed installazione della struttura galleggiante, è stata autorizzata dalla Regione
    Lombardia, che ha competenza sul tratto del fiume Oglio sub lacuale compreso tra il lago di Iseo e
    la foce del Cherio, con provvedimento n.AD07.2005.0001830 del 4 agosto 2005.
    2. chi l’ha realizzata?
    A seguito di apposita gara ad evidenzia pubblica l’opera è stata appaltata all’Impresa Eredi Casotti
    Edoardo di Casottti geom. Antonio & C snc con sede in località Zaffignano a Ponte dell’Olio (PC),
    ora Impresa Casotti Antonio s.r.l. con sede a Piacenza in via Belizzi n. 5, con la quale è stato

    stipulato in data 14 dicembre 2006 il contratto d’appalto n. 5299; la realizzazione delle carpenterie
    metalliche è stata da tale impresa subappaltata alla ditta Silar di Ravelli Luciano & C. sas con sede a
    Capriano del Colle (BS).
    3. chi l’ha collaudata?
    Per il collaudo è stato incaricato in corso d’opera, con determinazione n. 635 del 26 ottobre 2007,
    l’ing. Mirco Sparesotto di Verona (iscritto all’ordine degli Ingegneri della Provincia di Verona al n.
    A1541); le operazioni di collaudo non erano ancora state concluse in quanto l’Impresa Appaltatrice,
    a seguito di divergenze insorte nei confronti del subappaltatore, non si era ancora resa disponibile
    ad effettuare le prove di sostituzione dei galleggianti che sostenevano la struttura.
    4. perché alla prima piena del fiume l’opera è finita così?
    Perché l‘opera non ha retto una piena certamente non eccezionale del fiume sarà oggetto di apposite
    verifiche; a tal fine verrà richiesto al Presidente del Tribunale di Brescia di disporre un
    accertamento tecnico preventivo; certamente ciò non doveva accadere in quanto la struttura
    galleggiante era progettata per resistere tranquillamente a velocità dell’acqua pari a 4,0 metri al
    secondo, velocità che corrisponde a portate con un tempo di ritorno di 200 anni e pertanto pari a
    500 mc/sec; solo per velocità dell’acqua maggiore a 4,0 m/sec. si sarebbe dovuto procedere a
    rinforzare il sistema di ormeggio con apposita fune fissata a terra, fune tra l’altro comunque
    installata durante il corso dei lavori; inoltre per portate d’acqua superiori a 370 mc/sec. non si
    sarebbe potuto accedere alla struttura in quanto la passerella d’accesso, e la piazza antistante, si
    sarebbero trovate ad una quota inferiore al pelo libero dell’acqua.
    Durante l’evento del 5 maggio scorso sono state registrate portate erogate dal lago di Iseo massime
    pari a 269,5 mc/sec e portate in centro a Palazzolo, in corrispondenza della passerella pedonale, pari
    a 327,7 mc/sec., il chè significa che, detraendo da tale portata quanto derivato dall’Italgen a monte
    della nostra struttura e rilasciato a valle della stessa (48 mc/sec.), la struttura è stata investita da una
    portata pari a circa 279,7 mc/sec.
    5. quanto è costata la realizzazione di questo edificio?
    Non è agevole determinare il costo di realizzazione dell’edificio danneggiato in quanto inserito
    all’interno di un intervento di dimensioni maggiori appaltato parte a corpo e parte a misura con
    offerta a prezzi unitari; ciò significa che in sede di gara l’appaltatore ha formulato la propria offerta
    esprimendo uno sconto complessivo, pari al 12,622% sull’importo posto a base di gara, determinato
    sulla base dei prezzi offerti; ciò può comportare, come successo nel caso in questione, una notevole
    differenza tra l’importo preventivato per la realizzazione della struttura e l’importo unitario offerto,
    ma ciò non significa che, qualora fosse stata appaltata unicamente la sola struttura in oggetto, questa
    venisse realizzata dalla medesima ditta al prezzo offerto ma, presumibilmente, al prezzo
    preventivato dai progettisti assoggettato al ribasso di gara complessivamente offerto; si indicano, di
    seguito, i relativi importi:
     importo in progetto relativo alla realizzazione del bar galleggiante: € 343.025,67 oltre IVA al
    10%;
     importo relativo alla realizzazione del bar galleggiante offerto dalla ditta in fase di gara: €
    153.994,33 oltre IVA al 10%;
     opere aggiuntive previste in fase di perizia suppletiva: € 14.829,40 oltre IVA al 10%;
     importo complessivo inserito nello stato finale per la realizzazione del bar galleggiante: €
    182.626,93 oltre IVA al 10%
    A tali importi dobbiamo sommare quanto speso dall’Amministrazione per la fornitura delle
    pavimentazioni in legno (€ 8.700,00 oltre IVA al 10%), per la realizzazione degli arredi fissi (€
    39.799,50 oltre IVA al 10%), per pareti e controsoffitti in cartongesso e porte interne (€ 18.707,00
    oltre IVA al 10%), per gli impianti idrotermosanitari (€ 60.795,00 oltre IVA al 10%) e per gli
    impianti elettrici (€ 10.790,00 oltre IVA al 10%).
    L’importo complessivo speso dall’Amministrazione ammonta pertanto ad € (182.626,93 + 8.700,00
    + 39.799,50 + 18.707,00 + 60.795,00 + 10.790,00) = € 321.418,43 oltre IVA al 10% per
    complessivi € 353.560,27; in tale importo non è stata chiaramente conteggiata l’incidenza delle
    spese tecniche relative a progettazione, direzione lavori, contabilità, coordinamento in tema di
    sicurezza, ecc. sostenute per l’intero intervento, così come non è stato conteggiato quanto speso dal
    gestore per gli arredi mobili. L’eventuale costruzione a nuovo, non potendo utilizzare i prezzi offerti
    ma ritenendo corretto utilizzare i prezzi di preventivo senza sconto in considerazione
    dell’incremento del prezzo del ferro nel periodo intercorrente tra la progettazione ed oggi,
    comporterebbe una spesa pari ad € (343.025,67 + 14.829,40 + 8.700,00 + 39.799,50 + 18.707,00 +
    60.795,00 + 10.790,00) = € 496.646,57 oltre IVA al 10% per complessivi € 546.311,23, oltre a
    spese tecniche per progettazione, direzione lavori, contabilità e coordinamento in materia di
    sicurezza.
    6. a quanto ammontano i danni?
    Questa è una risposta alla quale, oggi, non è possibile dare una risposta in quanto finchè la struttura
    non sarà portata a galla, il chè potrà avvenire unicamente sotto la supervisione del CTU che verrà
    nominato dal Presidente del Tribunale di Brescia a seguito della citata richiesta di accertamento
    tecnico preventivo; solo dopo aver portato a galla la struttura sarà possibile procedere alla verifica
    della stessa al fine di stimare i danni subiti dalla stessa.
    7. chi dovrà pagarli?
    Dipende dalle responsabilità che verranno determinate in fase di accertamento tecnico preventivo,
    esperito il quale saranno attivate le relative azioni di risarcimento dei danni.
    8. se si stacca cosa succede alla passerella e al ponte romano?
    Proprio al fine di evitare che, rompendo gli ormeggi, la struttura potesse essere trascinata a valle
    dalla corrente verso il ponte medioevale, interferendo con il 5° ponte e la passerella pedonale, la
    struttura in oggetto è stata ulteriormente ancorata, inanellandola con una fune d’acciaio di diametro
    pari a 30 mm e portata pari a 51.000 kg (valore da raddoppiare in quanto inanellata); attualmente la
    struttura risulta pertanto ancorata con l’originaria croce di Sant’Andrea, di cui è saltato un
    ancoraggio su quattro sulla struttura durante la fase di piena, con una cima di sicurezza e con la
    citata fune d’acciaio e pertanto è scongiurato che la stessa possa essere trascinata a valle dalla
    corrente.
    9. nel caso di rimessa a nuovo, quanto costerà e chi pagherà?
    Come detto in precedenza, non potendo oggi sapere quali sono i danni che la struttura ha subito,
    non si può neanche determinare il costo della rimessa a nuovo; relativamente ai pagamenti
    l’Amministrazione Comunale non ha ancora liquidato l’importo pari ad € 150.744,34, oltre IVA al
    10%, per complessivi € 165.818,77, sulla base delle risultanze dello stato finale dei lavori redatto
    dal direttore lavori ing. Paola Arisi in data 10 novembre 2009 ed ha applicato all’Impresa
    appaltatrice penali per €120.675,80; inoltre sono depositate due polizze fideiussorie definitive, una
    a garanzia dei lavori originari ed una a garanzia dei lavori di cui alla perizia suppletiva approvata
    con delibera di Giunta n. 102 del 24 giugno 2008 ed oggetto dell’atto di sottomissione n. 5403
    sottoscritto in data 6 ottobre 2008, rispettivamente ammontanti ad € 66.969,00 e ad € 9.095,00 per
    complessivi € 76.064,00; importi maggiori dovranno essere recuperati promuovendo azioni legali
    nei confronti dell’Impresa esecutrice e/o dei progettisti.
    10. chi pagherà l’eventuale smantellamento?
    Vale lo stesso discorso del precedente punto 9, specificando che in caso di smantellamento senza
    successiva ricostruzione della struttura l’Amministrazione Comunale deve rientrare delle spese
    eventualmente sostenute per lo smantellamento, oltre a quanto precedentemente speso per la
    realizzazione dell’opera, nonché di tutti gli altri danni patiti, ivi compresi i danni di immagine e di
    mancato utile; ciò sarà evidentemente possibile solo a seguito di idonee azioni giudiziarie.
    11. quali sono stati i consumi energetici di questo edificio durante la sua breve vita?
    Il contatore a servizio del bar galleggiante è stato installato in data 31 luglio 2009; da una lettura
    effettuata successivamente all’evento si ottiene un consumo pari a 10.306 kwh in fascia oraria 1,
    8.146 kwh in fascia 2 e 14.011 in fascia 3, per complessivi 32.463 kwh, pari ad un consumo medio
    di 116,77 kwh/giorno, calcolato sul periodo di 278 giorni intercorrenti tra l’1 agosto 2009 ed il 5
    maggio 2010 compresi; tali consumi sono relativi sia all’illuminazione, che al riscaldamento del
    periodo invernale ed al condizionamento del periodo estivo, che all’alimentazione delle
    apparecchiature interne, quali frigoriferi, macchina del caffè, piastre scaldanti per alimenti,
    macchina del ghiaccio, ecc.
    12. nel caso di una rimessa a nuovo quanto costerà energeticamente mantenere tale struttura?
    Si può ritenere che, in caso di rimessa a nuovo, la struttura mantenga i consumi precedentemente
    verificati.
    13. Quale rendita economica tale struttura ha portato nelle casse comunali a favore della
    collettività e non di singoli?
    L’amministrazione Comunale ha assegnato il servizio di custodia e manutenzione del parco fluviale
    alla Cooperativa Sociale Palazzolese con convenzione approvata con delibera di Giunta n. 92 del 4
    giugno 2009 e sottoscritta in data 23 novembre 2009 (repertorio n. 5459); la scelta di affidare ad un
    unico soggetto la manutenzione del parco e la conduzione del bar è stata effettuata al fine di evitare
    i possibili litigi tra due soggetti diversi tra cui l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto fare da
    paciere in caso di gestioni separate; è stato scelto un soggetto dedito prevalentemente alla
    manutenzione di aree verdi, in quanto la priorità per l’Amministrazione Comunale è la tenuta del
    parco e non i proventi economici del bar; relativamente alle questioni economiche si specifica che
    le convenzione prevede che il canone venga rimodulato ogni anno in base alle rendite del bar
    galleggiante.
    Relativamente all’altra questione da Lei proposta, relativa al taglio della vecchia strada che
    collegava il Vanzeghetto alla frazione Zocco di Erbusco effettuato in occasione della realizzazione,
    da parte dell’ANAS, della variante all’allora SS 469, in passato l’Amministrazione Comunale ha
    preso contatti con l’Amministrazione della Provincia di Brescia affinchè venisse programmata la
    realizzazione di un ponte ciclopedonale a struttura leggera sull’attuale SPBS469; tale intervento non
    è però stato inserito, per ora, nella programmazione provinciale degli interventi sulle strade in
    quanto per ora la Provincia è impegnata nella realizzazione di interventi che risolvano i nodi
    maggiormente pericolosi per la viabilità.
    Restando a disposizione per eventuali chiarimenti dovessero rendersi necessari, si porgono
    cordiali saluti.
    Ing. Pierfrancesco Feriani
    (dirigente area servizi al territorio)

  39. e ho anche una piccola osservazione da fare…
    il gruppo di progettisti che ha VINTO IL BANDO di progettazione, dopo un concorso di idee aperto a più progettisti, è stato vinta da un gruppo all’interno del quale compare l’Arch. Paolo Favole, che credo di ricordare sia anche autore del progetto del nuovo ponte sull’Oglio, quello con le strutture metalliche. Non ne ho la certezza assoluta, ma credo di ricordare bene. Mi piacerebbe verificarlo, magari l’Ing. Feriani può darci conferma.
    Se fosse, fermo restando che non sono sicura al 100%, mi viene da dire…. “ma come è possibile che un corncorso pubblico di idee sia vinto da un porgettista che ha già lavorato in comune di Palazzolo?”. Non che non sia possibile… solo è molto raro che accada. Sarebbe bello vedere i porgetti presentati a questo concorso e vedere se effettivamente quelo scelto è veramente il più bello… anche perchè mi sono permessa di fare una ricerca su internet dei membri della commissione giudicatrice del concorso e non ho trovato grandi risultati di meritdi questi signori. In un certo senso era una giuria un pò… come dire, poco “famosa”….

    per fare la mia stessa analisi basta che inserite in google i nomi delle persone che componevano la giuria e che riporto qui:

    La Commissione Giudicatrice nominata in data 29 luglio 2003 con provvedimento del Sindaco (nr.
    16.819 di protocollo) è così costituita:
    ± PRESIDENTE – Ing. Pietro Feriani (dirigente area servizi al territorio del Comune)
    ± ESPERTO – Arch. Giovanni Piccitto (caposettore urbanistica ed edilizia privata del Comune)
    ± ESPERTO – Agr. Paesaggista Roberto Cigliano (attuale consulente botanico del Comune)
    ± ESPERTO – Arch. Vittorino Turra (esperto ambientale della Commissione Edilizia Comunale)
    ± ESPERTO – Arch. Katherina Ziman Scudo (esperto ambientale)
    Svolgerà le funzioni di segretario/verbalizzante la rag. Sonia Alcaini, preposta all’Ufficio Contratti.

  40. e vi faccio notare anche dalla preziosa risposta di feriani che quella baracca sull’Oglio costerebbe a rifarla, tenendoci anche i suoi consumi e le sue emissionidi CO2: per complessivi € 546.311,23, oltre a spese tecniche per progettazione, direzione lavori, contabilità e coordinamento in materia di
    sicurezza.

    dalla risposta 5 della lettera di feriani:

    L’eventuale costruzione a nuovo, non potendo utilizzare i prezzi offerti
    ma ritenendo corretto utilizzare i prezzi di preventivo senza sconto in considerazione
    dell’incremento del prezzo del ferro nel periodo intercorrente tra la progettazione ed oggi,
    comporterebbe una spesa pari ad € (343.025,67 + 14.829,40 + 8.700,00 + 39.799,50 + 18.707,00 +
    60.795,00 + 10.790,00) = € 496.646,57 oltre IVA al 10% per complessivi € 546.311,23, oltre a
    spese tecniche per progettazione, direzione lavori, contabilità e coordinamento in materia di
    sicurezza.

  41. RAGAZZI la baracca all’incirca è COSTATA 500.000 EURO + VOLENDO RICOSTRUIRLA ALTRI 500.000!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    io propongo che si faccia una raccolta di firme e di obiezioni ufficiali all’amministrazione perchè questa BARACCA SCOMPAIA a favore di un edificio a consumo zero certificato CasaClima per garantire che i nostri soldi siano spesi bene!

  42. Vorrei sapere la superficie netta abitabile del bar, per per stimare il consumo al mq dell’edificio. vorrei sapere le stratigrafie del progetto per verificarlo realmente. a mio avviso parliamo di un edificio da almeno 90 kWh/mqA classe D;

    poi l’Ing Feriani ha risposto a quasi tutte le mie domande, ma non ha detto nulla in merito all’Italcementi.
    vorrei avere risposte anche su quello dato che prevenire è meglio che curare.

    DEVO MANDARE UN ALTRO COMUNICATO E un’altra lettera di richeiste o possiamo farlo pacificamente qui?

  43. La risposta è stata inviata anche al blog. A breve la pubblicheremo per intero, per correttezza nei confronti di tutti.

    FDB

  44. ecco bene così possiamo farle li domande e le obiezioni! grazie

  45. scuse accettate.
    glielo avevo detto che non c’entravo, anzi mi auguro(mi ripeto)che la filosofia di casa clima si implementi vieppiù.
    le avevo fatto anche cordiali saluti
    Benedetti giovani irruenti……………!!!!

  46. per completezza devo comunicare che il concorso di progettazione era anonimo e che tutti i progetti presentati sono stati esposti nella galleria ubicata a piano terra del palazzo municipale.
    Chiaramente l’eventuale ricostruzione non sarà a carico dell’Amministrazione ma utilizzando i fondi che l’Amministrazione ha trattenuto all’Impresa e rivalendosi, per la differenza, nei confronti dell’impresa e/o dei progettisti, sulla base delle risultanze delle perizie che il Presidente del Tribunale di Brescia vorrà disporre.
    Per quanto riguarda i consumi energetici vorrei sottolineare che nei consumi sono compresi i consumi per le attrezzature del bar (frigoriferi, macchina del ghiaccio, macchina del caffè, piastre per scaldare panini, forno, microonde, impianto stereo, cassa, pc, ecc), utenze che non credo possano funzionare senza consumo di energia elettrica.
    La struttura ha forma circolare con diametro pari a 16 metri.

  47. Non ho risposto nulla relativamente al piano di recupero “ex Italcementi” unicamente in quanto si tratta di un comparto privato, relativamente al quale l’Amministrazione Comunale ha dapprima adottato e successivamente approvato e pubblicao il relativo piano di recupero che tutti i cittadini interessati hanno potuto liberamente visionare.

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