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RECONTO COMMISSIONE ACQUA + VIDEO INTEGRALE

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RESOCONTO COMMISSIONE 7 APRILE 2010: PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA.

Mercoledì sera presso la sala civica si è riunita la commissione territorio, presieduta dal consigliere Beghetti il quale, assistendo al montaggio della nostra videocamera, ha affermato che non era possibile riprendere la commissione. Alla richiesta di fornirci il documento che affermava tale divieto, dal momento che la seduta era pubblica,la replica è stata timida: il presidente era lui e quindi le decisioni spettavano a lui, ma ormai la telecamera, non costituendo violazione di alcuna norma, era stata montata senza indugio.

All’ordine del giorno la proposta di modifica dello statuto comunale in difesa dell’acqua come bene comune. La proposta, portata avanti dagli esponenti del PD nel  mese di febbraio e bocciata in consiglio comunale consiste nell’introduzione dei seguenti punti:

Il comune di Palazzolo s/o dichiara di:

· riconoscere il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano,universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;

· confermare il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato eche tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sonopubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;

· riconoscere che il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo dirilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accessoall’acqua per tutti e pari dignità  umana a tutti i cittadini, e quindi la cui gestione va attuataattraverso gli Artt. 31 e 114 del d. lgas n. 267/2000;

Il consigliere Zanni (PD) ricorda alla commissione come tali punti siano già stati approvati ed introdotti in 150 statuti comunali italiani grazie alla battaglia dei vari movimenti contro la privatizzazione dell’acqua, tra cui in particolar modo il forum nazionale dell’acqua. Accenna anche della futura possibilità dei tre referendum nazionali abrogativi di alcuni punti del Decreto Ronchi, in quanto tale decreto mal interpreterebbe le disposizioni europee: non esiste all’interno delle normativa europea un’imposizione particolare rispetto alla forma societaria della gestione del servizio idrico, né tanto meno un’imposizione alle amministrazioni pubbliche della messa all’asta della propria quota di gestione del servizio idrico pari al 60 % .

La discussione del PD parte dal concetto di come la gestione della risorsa acqua non debba avere una natura strettamente economica e quindi di come debba essere gestita senza finalità di lucro. Beghetti interviene affermando di essere d’accordo con il principio secondo il quale l’acqua è un bene universale e accessibile a tutti, ma che la gestione pubblica va contro il decreto che, anche se criticato, è vigente (facendo inoltre intendere, visto l’andamento negativo degli ultimi referendum, l’inutilità che secondo lui avrebbe un’iniziativa del genere).

Nel decreto Ronchi è già  presente la precisazione di come l’acqua sia un bene comune e pubblico e Zanni durante la discussione più volte lo ricorda al consigliere Beghetti, ribadendo che il problema verta in realtà sulla tematica della GESTIONE del servizio.

Beghetti dice di non essere d’accordo a dichiarare l’accesso all’acqua un diritto “inalienabile” e non sfruttabile anche attraverso sistemi di partecipazione mista. Vorrebbe apportare delle “limature” per arrivare alla redazione di un testo concordato che rispetti il Decreto.

Secondo Belotti (Palazzolo Cambia),  che si era espresso con voto di astensione rispetto all’introduzione dei punti proposti in consiglio comunale, le persone riunite attorno a quel tavolo non avevano le capacità tecniche per capire se la formulazione proposta dal PD poteva essere corretta.  Il suo discorso è  un po’ farfugliato e dal pubblico parte un commento: “non ha studiato”. Belotti ammette di non aver avuto abbastanza tempo per prepararsi sulla normativa e propone di tornare tra 15 giorni per trovare una formulazione condivisa.

Patrizia Piva (Lega), voto contrario in consiglio comunale, interviene dicendo che ci sarebbero molte altre modifiche da apportare allo statuto e Beghetti prende la palla al balzo affermando che comunque un’eventuale approvazione della mozione del PD vedrebbe slittata la modifica allo statuto in attesa di accorpare le altre previste, in quanto modificare lo statuto pezzo per pezzo sarebbe un’operazione onerosa. Zanni chiede dove risiederebbero questi costi, ma non perviene alcuna spiegazione tecnica. La discussione torna sui due termini caldi della serata: controllo e gestione.

Baitelli spiega che il diritto inalienabile all’accesso all’acqua è il motivo per il quale esistono per esempio le fontanelle pubbliche. E’ un dovere fornire l’accesso all’acqua e che questa sia potabile. Il criterio di solidarietà consiste nel garantire l’incolumità personale di ogni singolo individuo e della salute pubblica in maniera solidale, a prescindere che un soggetto paghi o meno e anche qualora i soggetti siano clandestini, perché non è ammissibile far morire delle persone per disidratazione. Bisogna piuttosto distinguere quale sia l’utilizzo e il fabbisogno necessario alla sopravvivenza dell’essere umano e quale sia quello superfluo che può subire dei rincari nella tariffazione (ad esempio, per l’irrigazione,  o il riempimento di una piscina).

Ritornano le richieste “naive” di Beghetti su cosa si intenda per rilevanza economica e per l’ennesima volta Zanni spiega che un’impresa ha i suoi legittimi fini di lucro: per rientrare in pareggio deve guadagnare e quindi per forza di cose alzare le tariffe e ridurre gli investimenti per non subire perdite. Ma a Belotti e Beghetti questo concetto non vuole proprio entrare in testa: secondo loro è il pubblico che deve evitare ai privati di fare business attraverso una funzione di controllo, un ossimoro in quanto una società privata non è un istituto di beneficenza.

Per un momento passa inosservata al PD la trascrizione da parte di Beghetti del termine “controllo” al posto di “gestione del servizio “ ma quando Zanni e Baitelli se ne accorgono riparte la discussione. “Pensavo di passarla così” commenta con sorriso nervoso Beghetti.Infine trascrive la sua versione della mozione dove vengono tolte dal primo comma, alla definizione del diritto all’acqua, le parole “indivisibile” ed “inalienabile”;  nel secondo viene definito un controllo pubblico invece che una GESTIONE pubblica; nel terzo comma viene sostituita la definizione “di rilevanza economica” con “senza fine di lucro”.

Insomma si vede che la volontà  della maggioranza era, è e rimane quella di voler aprire al privato la GESTIONE del servizio pubblico. La commissione si conclude con la promessa di una nuova convocazione, stavolta definitiva, tra 15 giorni.

La speranza è che alla prossima commissione il pubblico sia così numeroso come mercoledì sera. La gente si è fatta sentire: nei brusii, nei silenzi, nei commenti e negli sguardi. Palazzolo ha dimostrato di esserci, ed è importante che l’attenzione non vada dispersa. La presenza dei cittadini sarà ancora più importante alla prossima commissione, dimostriamo ancora una volta che le sorti di Palazzolo e dei palazzolesi ci stanno a cuore.

a cura di Emanuela Salogni

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