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L’INIZIO DI UN PERCORSO

Mezzo milione di italiani ha votato per il MoVimento 5 Stelle (… in sole cinque regioni). Hanno votato molti giovani che erano disinteressati della gestione della cosa pubblica. E’ l’inizio di un percorso.
Il MoVimento si è inserito in una partita tra bari, in cui la combine elettorale era preparata a tavolino. Pdl e Pdmenoelle si spartiscono da 15 anni le zone di influenza del Paese e la gestione degli appalti. Il popolo sovrano non ha scelta, o vota uno, o vota l’altro, senza conoscere le logiche spartitorie sottostanti. La prova provata dell’inciucio è nella scelta dei candidati regionali da parte di D’Alema (Bersani è solo il suo portavoce, sempre più afono). Solo i nomi richiamano le sconfitte di Canne, Waterloo, della foresta di Teutoburgo e di Caporetto. Scegliere Loiero in Calabria, Megaloman De Luca in Campania, e l’ectoplasma Penati in Lombardia è stato come salire su un ring con il braccio destro legato dietro alla schiena. Delle due l’una: o la direzione pdimenoellina è costituita da tafazzi masochisti, o è stato un voto di scambio a livello regionale. Il Pdmenoelle aveva già perso alla presentazione delle liste. La stessa scelta di Boccia in Puglia era un immenso favore al centrodestra, senza le primarie vinte da Vendola, il Pdmenoelle avrebbe perso anche quella regione. E’ stato un negoziato, con il Piemonte assegnato al Pdmenoelle e l’unica incognita del Lazio in cui, senza la mancata presentazione delle liste del Pdl, la Polverini avrebbe stracciato la Bonino.
Bersani ha dichiarato: “L’inversione di tendenza c’è tutta, si vede dalla conquista della maggioranza delle regioni”. Rimuovetelo al più presto da segretario, delira, come ha delirato sulla TAV, sugli inceneritori, sulla gestione pubblica dell’acqua. Il MoVimento non ha avuto nessuna copertura da parte dei telegiornali della RAI: Tg1, Tg2, Tg3 e Rainews24 (dati Agcom). Per la maggioranza degli italiani non è esistito. Ora esiste, ha un programma, 60.000 iscritti, consiglieri regionali sicuramente in Piemonte e in Emilia Romagna. E’ un MoVimento di proposte, con un Programma, di giovani, di condivisione, di incensurati. Non è di destra, né di sinistra: è avanti. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene): Noi neppure.

Beppe Grillo

VITTORIA PER I RAGAZZI DI GRILLO

Alla fine chi li maledirà di più sarà probabilmente il centro-sinistra. Se la Lega conquisterà il Piemonte sarà in buona parte a causa loro. Ma l’ottimo risultato che si profila all’orizzonte per il “Movimento a 5 stelle” fondato da Beppe Grillo e dai suoi meet-up è una novità che ha il sapore del giro di boa. Qualcosa si muove nell’asfittica politica italiana. In Emilia Romagna i grillini – che si sforzano di non farsi etichettare negli schemi novecenteschi della destra e della sinistra, ma vogliono occuparsi dei problemi del territorio – sembrano destinati a superare il 6 per cento dei consensi, mentre in Lombardia, Piemonte e Veneto si attestano attorno al 3. Solo in Campania il movimento resta su percentuali più basse. Per questo c’è chi si chiede: ma se l’Udc aveva l’ambizione di diventare l’ago della bilancia della partitocrazia italiana, quale sarà l’obiettivo del “movimento”?

Si, perché da oggi diventa molto più complicato per i partiti tradizionali sostenere che Grillo è l’anti-politica. Il comico in questa campagna elettorale ci ha messo la faccia. E, seppur ignorato dalla stampa e dalle tv, non l’ha persa. Anzi. Ha riempito le piazze e ha (cominciato) a riempire le urne. Tanto che in molte zone i ragazzi dei Meet up hanno raccolto consensi superiori alle liste di realtà con ben altra tradizione, come l’Udc o i Radicali, Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, Sinistra, Ecologia e Libertà e Verdi. Segno che in molti vogliono ancora occuparsi della cosa pubblica, ma non riescono a trovare chi li sa (o vuole) rappresentare. Il fenomeno è destinato a durare? Difficile dirlo ora. Certo però che Grillo e suoi già adesso, nonostante il digital divide, dimostrano che la rete, le persone e soprattutto le idee, anche in Italia possono contare qualcosa.

(fonte: IL FATTO QUOTIDIANO)

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