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ARRESTATO UN 30ENNE DELLA VALSABBIA PER VIOLENZA SU MINORENNI

Attratto dalle under15, con il chiodo fisso delle Lolite, ma guai a chiamarlo pedofilo. E quando su Facebook ha scoperto che un’amica delle ragazze che gli avevano fatto perdere la testa lo definiva «pedofilo del c….» e lo rimproverava per essere dovuta andare in caserma ha perso il controllo e ha contattato una delle sue vittime, l’ha minacciata e l’ha obbligata a incontrarlo, firmando la sua «condanna». I carabinieri lo tallonavano, le minacce sono state registrate, sono finite nero su bianco sul tavolo del gip che ha firmato senza indugi la richiesta di ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla procura.
In cella, con l’accusa di violenza sessuale aggravata è finito un uomo di 30 anni della Valsabbia. È accusato di due episodi di violenza, vittime una ragazzina di 13 anni e una di 14. I due fatti, come ricostruito dai carabinieri della compagnia di Salò, risalirebbero a gennaio dello scorso anno e ad agosto, sempre del 2009, ma la denuncia è stata formalizzata solo il mese scorso, quando i carabinieri dopo una segnalazione della scuola hanno raccolto le confidenze di una delle vittime, quella più giovane. La ragazzina, accompagnata dai genitori, si è recata nella caserma dei carabinieri di Vobarno e ha raccontato tutto. Contro il 30enne ci sono due denunce, ma i carabinieri non escludono che l’uomo abbia avvicinato anche altre ragazze e le invitano, eventualmente, a presentarsi in caserma e a sporgere denuncia.
L’episodio di violenza, come detto, risale all’agosto scorso. La ragazza, all’epoca aveva solo 13 anni, in compagnia di un’amica aveva raggiunto in bicicletta l’Italmark di Villanuova. Volevano vedere le vetrine e stavano aggirandosi per il centro commerciale quando hanno scorto il 30enne: lo conoscevano perchè fidanzato con un’amica di famiglia e sapevano dell’approccio pesante che aveva con le ragazzine. Per non incrociarlo le due ragazzine hanno raggiunto il bagno, ma il 30enne non le ha lasciate in pace.
Una delle due ragazze è riuscita a scappare, mentre la tredicenne è rimasta bloccata dalla porta e il 30enne, sempre stando al racconto della tredicenne, gli è stato addosso in un attimo. Il 30enne ha premuto la ragazzina contro il muro, l’ha palpeggiata e ha cercato di baciarla sulla bocca, sul viso, su collo. La ragazzina è riuscita a liberarsi solo grazie all’aiuto dell’amica che, ritornata nel bagno, ha cominciato a colpire con pugni e calci l’uomo. A questo punto le due ragazzine sono scappate, decidendo di non raccontare nulla ai genitori. E così è stato, la violenza subita dalla tredicenne è rimasta un segreto tra le due amiche, finchè non è ripresa la scuola. La voce ha cominciato a girare, i professori si sono preoccupati per il comportamento della ragazza e hanno chiesto aiuto ai carabinieri.
Le indagini sono iniziate, i militari hanno sentito anche l’amica della ragazzina che, con la sua reazione , l’aveva aiutata a fuggire dall’aggressione del 30enne. Anche questa ragazza, quasi quindici anni, aveva avuto una bruttissima esperienza con l’uomo.
A fatica, la ragazzina ha raccontato di aver subito violenza a sua volta, nel gennaio dello scorso anno, mentre si trovava in auto con il 30enne, non sola, ma in compagnia di altre due persone, che non avevano avuto alcuna reazione. La ragazzina aveva accettato un passaggio per Desenzano dall’uomo, era salita sul fuoristrada, ma il 30enne aveva subito cercato di toccarla. La ragazzina si era spostata sul sedile posteriore, ma non era cambiato nulla: il 30enne si era fermato, si era gettato sulla ragazza e aveva cercato di baciarla e di toccarla.
I carabinieri hanno sentito il giro d’amiche delle due ragazzine, ma solo quando una delle giovani convocate dai carabinieri ha affidato al social network tutta la sua rabbia per essere dovuta andare in caserma e è passata agli insulti, il 30enne ha perso il controllo e si è messo ulteriormente nei guai, fornendo ai militari la prova che stavano aspettando per far scattare le manette.

(da bresciaoggi.it)

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