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COME MIGLIORARE IL PARCO LE ROBINIE

Bene ma… era il titolo su un articolo del foglio informativo di Palazzolo a cinque stelle, dove giustamente si chiedevano e si portavano alla luce alcune diciamo “mancanze” all’interno del parco le Robinie.
Avendo visto nella mia vita parecchi parchi, mi chiedo semplicemente cos’è e a cosa serve un parco.
Un parco, secondo me, è un grande spazio verde dove i cittadini possono svolgere alcune attività; o che non riescono a svolgere normalmente nella città o attivià che abitualmente svolgono nelle città ma che vorrebbero poter svolgere all’aperto o lontani dalla propria casa.
Nel parco che vorrei, innanzitutto esistono zone dedicate all’attività fisica, tipo calcetto, basket, pallavolo , tavoli da ping pong, calcetto ed atrrezzature varie. Ovviamente queste zone sono ben distanti da altre; dove la gente legge studia, o semplicemente si gode il silenzio.
Ci sono sentieri che collegano le varie zone e che possono essere percorse da passeggiatori del parco ed altre adiacenti per chi pratica jogging o vuole godersi il parco in bicicletta.
Nel parco poi, si potrebbero inserire all’interno del percorso alcune zone dove mettere periodicamente in mostra quadri, fotografie, oggetti artigianali, progetti realizzati da artisti o dai nostri figli nelle scuole. Altre zone potrebbero ospitare, in alcuni giorni della settimana, iniziative come letture o corsi di pittura o moltre altre iniziative.
Se aggiungiamo qualche laghetto e ruscelletto con dei ponticelli e fontane l’armonia del parco e la sua bellezza aumenterebbero ancora.
La sera un parco o si chiude o si lascia aperto.
Nella seconda ipotesi deve essere possibile sfruttarlo altrimenti sta aperto a fare? e qui non voglio dilungarmi perchè lascio libera fantasia a voi lettori per come renderlo vivibile.
Ovviamente perchè un parco funzioni occorrono cestini, manutenzioni bagni e tante altre piccole cose che hanno portato i ragazzi del Movimento a scrivere quel “… ma…”.
Secondo me non esiste nessuna visione programmatica di creare un parco a Palazzolo ecco perche contesto la parola ” Bene” prima di del “…ma…”.
Se nessuno si fosse mai accorto i cittadini Palazzolesi hanno la fortuna di aver già un parco enorme attravesato da un fiume con una propria flora e fauna; basterebbe allora aggiungere realizzare e realizzare qualche opera per creare un parco come ho sempre voluto. Avrei Proposto un altro titolo per il foglio informativo tipo;
” ci spacciano una aiuola per un parco”

Matteo

CAFFE’ IN CIALDE: TRIPLICANO I COSTI E I DANNI ALL’AMBIENTE

Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Per sapere – premesso che: da qualche tempo le industrie del caffe stanno procedendo, con budget pubblicitari consistenti, ad una integrazione verticale della propria attività, nel senso di sostituirsi all’attività dei bar e degli altri luoghi di ristorazione, offrendo macchine che permettono di prepararsi un caffe ; quasi ogni industria oltre una certa dimensione ha posto in vendita macchine alimentate ad energia elettrica, che tramite un preconfezionata e predosata sono in grado di ottenere un prodotto di qualità; questo modello di integrazione ha pero i seguenti effetti: da un lato ciascuna ditta ha predisposto il suo modello di macchina nella quale e inseribile solo il tipo di cialda ad essa associata, questo per impedire che il cliente, una volta acquistata la macchina, possa cambiare marca di caffe; dall’altro, la cialda, del peso tra i 10 ed i 20 grammi, e per un terzo fatta di plastica forata, con all’interno il caffe; da quanto descritto derivano due conseguenze negative per i consumatori e per l’ambiente; i primi infatti si trovano a pagare il caffe a prezzi triplicati (da 10 euro sfuso ad oltre 30 se confezionato in cialde), ne possono agevolmente cambiare marca; per quel che riguarda l’impatto ambientale, si e reso inquinante un prodotto, il caffe usato, che poteva essere tranquillamente smaltito nell’umido, mentre ora e avvolto da una capsula di plastica resistente, che puo solo essere avviata a termovalorizzazione, essendo assai complesso il riciclaggio; pertanto, a giudizio degli interroganti, ci si muove in senso contrario alla normativa europea sui rifiuti, la direttiva quadro 2008/98/CE del 22 novembre 1998 prevede un preciso ordine di priorita: prevenzione – riduzione; riutilizzo, riciclo, recupero, (incluso il recupero energetico), e infine smaltimento in discariche sicure. La priorita assoluta e dunque la riduzione dei rifiuti; appare improbabile, ad avviso degli interroganti, che il Ministro interrogato sia in grado di fermare l’incremento dell’apporto in discarica costituito da milioni di cialde in plastica di caffe; tuttavia potrebbe, nell’ambito dei fondi propri, destinati alla comunicazione istituzionale, avvertire i cittadini che il prodotto in questione inquina assai piu di quanto non facesse prima, che a fronte di cio essi pagano il prodotto il triplo rispetto a prima e che, se proprio intendono farsi un caffe espresso in casa, esistono macchine apposite con dosatore a mano, che consente anche di cambiare marca quando vogliono; tuttavia agli interroganti appare estremamente difficile che il Governo possa dare attuazione a queste iniziative considerate le pressioni delle grandi imprese che operano a livello mondiale -: se il Ministro interrogato intenda valutare la possibilita di emanare linee guida nazionali per la riduzione dei rifiuti alla fonte; se il Ministro intenda promuovere specifiche campagne di informazione nei confronti dei consumatori.

(fonte: newsletter Gogreen)

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