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LA VERSIONE DI SELINA

Per correttezza pubblichiamo l’articolo a cui la precedente lettera del Pd palazzolese da noi pubblicata faceva riferimento, ovvero l’articolo del giornale di Brescia del 26 gennaio 2010 in cui il consigliere di minoranza Selina Grasso di Palazzolo Cambia motiva alcune sue scelte politiche:

Non ci preoccupano (come lista civica) le voci di una certa sintonia con il sindaco. L’unico nostro punto di riferimento è il programma elettorale che Palazzolo Cambia, con il concorso di tanti cittadini di ogni “sentire politico” aveva steso non nell’interesse di una bandiera politico/partitica precisa ma della comunità cittadina.

Il programma elaborato altro non era che un insieme di proposte concrete, da realizzare per far crescere Palazzolo.

Non abbiamo mai nascosto questa dimensione, l’intenzione di mettere sempre davanti a tutto il perseguimento di obiettivi che non fossero strumentali all’affermazione di una parte ma al miglioramento complessivo della vita dei palazzolesi.

Le elezioni ormai sono state celebrate, i cittadini si sono espressi in un certo modo e che ai consiglieri comunali eletti in consiglio si aprono solo due vie: o quella della contrapposizione senza se e senza ma ad ogni iniziativa amministrativa o quella, in coerenza con quanto affermato in campagna elettorale, di cercare sempre e comunque un confronto sulle iniziative importanti per la nostra comunità cittadina.

Nulla di strano, dunque, che in occasione della discussione sul mandato di programma del sindaco Palazzolo Cambia si sia astenuto. È stata una scelta dettata dal fatto che il sindaco ha saputo cogliere alcune proposte della lista civica facendone obiettivi da perseguire nel corso del suo mandato.

Fino a quando questa maggioranza sarà  attenta alle proposte delle minoranze e non si trincererà con scelte politiche di chiusura, noi continueremo a fare proposte amministrative.

Non riteniamo intelligente dal nostro punto di vista una contrapposizione pregiudiziale o ancor peggio  una contrapposizione basata solo sulla forma  o su cavilli l’opposizione sterile, quella del no, del muro contro muro sempre e comunque non ci appartiene. Se avessimo fatto questa scelta avremmo tradito la fiducia di chi nel giugno dello scorso anno ci ha accordato la propria preferenza non sulla base di una “bandiera” di appartenenza, ma di precisi programmi amministrativi che, come dichiarato allora, avremmo sempre e comunque sottoposto all’attenzione degli amministratori.

Un atteggiamento, questo, che avremmo tenuto anche se le elezioni avessero avuto un esito diverso e se invece di Sala i palazzolesi avessero indicato un altro sindaco.

Quello che muove la nostra azione amministrativa non è certo ambizione personale o voglia di emergere, né  tanto meno, volontà di sovvertire  gli assetti amministrativi usciti dalle urne , ma di mettere a disposizione idee e impegno .

Selina Grasso

PALAZZOLO: UNA MAGGIORANZA SEMPRE PIU’ LARGA?

Pubblichiamo un interessante riflessione del PD di Palazzolo sull’Oglio in merito alla questione “maggioranza allargata” in comune. A voi le riflessioni:

“Esiste un’opposizione “buona” ed una “cattiva” a Palazzolo?

Dalla lettura di un articolo apparso il 26 gennaio sul Giornale di Brescia si è avuta conferma di un sostanziale avvicinamento politico della Lista Civica “Palazzolo Cambia” all’attuale maggioranza.

Pur rispettando la legittimità di una simile posizione riteniamo doveroso sgombrare il campo da diverse ambiguità contenute nelle parole virgolettate, che in maniera grossolana distinguono tra un’opposizione “buona” che, per il bene dei cittadini, cerca il confronto con l’Amministrazione, ed una “cattiva” che osteggia in maniera pregiudiziale ogni iniziativa della maggioranza.

Il PD di Palazzolo, invece, nel rispetto dei ruoli istituzionali ed avendo ben presente che il Partito Democratico nasce proprio per superare pregiudizi ed ideologie, ha dimostrato con gli atti dei primi mesi di legislatura di non volersi rassegnare allo schema stantio e semplicistico, che non prevede alternativa tra le barricate e il consociativismo.

Il gruppo consiliare del PD ha da sempre ispirato la sua azione al solo merito di ogni singola problematica.

Così, ad esempio, ha condotto un’opposizione radicale contro l’incomprensibile scelta della Giunta di sanare gli abusi del Piano di Recupero Marzoli. Mentre ha imposto, lui solo, riflessioni sulla questione Richiedei-Ospedale, promuovendo, attraverso una sua mozione, un’iniziativa accolta all’unanimità dal Consiglio Comunale e, attraverso tale iniziativa, ha impegnato il Sindaco a farsi garante del mantenimento a Palazzolo del presidio ospedaliero.

Negli scorsi mesi di legislatura sono state ben cinque le mozioni presentate dal Gruppo Consigliare del PD, che inoltre ha deciso di sostenerne alcune presentate da altri gruppi.

In conclusione se essere una minoranza costruttiva implica un voto di astensione sul piano di governo, che, a detta dello stesso sindaco Alessandro Sala e proprio durante la sua approvazione in Consiglio Comunale, è l’esatta fotocopia del programma elettorale contrastato aspramente appena sette mesi fa dai diversi candidati sindaci, volentieri il PD intende correre il rischio di vedersi affibbiata la strumentale etichetta degli oppositori “duri e puri”.

Di sicuro non è disponibile a costituire stampelle per maggioranze più o meno traballanti o non autosufficienti.

A non convincere è poi l’assunto che sia più efficace svolgere l’opposizione “dall’interno”. Non si possono, in altre parole, ricoprire ruoli di rilevanza politico-amministrativa, senza di fatto compromettere una seria azione di controllo, primo vero compito di una reale opposizione, e privarsi quindi della necessaria indipendenza.

Se veramente “Palazzolo Cambia” intende in buona fede collaborare costruttivamente con la maggioranza espressa dagli elettori senza particolari ritorni utilitaristici per i suoi esponenti si faccia promotrice delle proprie istanze programmatiche presso la Giunta comunale ed il Sindaco senza però richiedere o accettare per sé poltrone o poltroncine con incarichi di rappresentanza politica presso pubbliche istituzioni. Al contrario se i consiglieri comunali della lista civica “Palazzolo Cambia” ritengono realmente che questo sia il loro mandato politico ammettano almeno in modo del tutto trasparente il loro appoggio esterno alla Giunta e quindi di fatto la loro appartenenza alla maggioranza.

Rigore e trasparenza sono quello che chiedono al PD i cittadini che gli hanno conferito un ruolo chiaro e che, soprattutto, rinnovano tale mandato partecipando con assiduità all’azione ed alla vita del partito. E’ infatti dal confronto quotidiano, anche faticoso, con il proprio elettorato che un partito organizzato riesce ad interpretare in maniera collettiva i desideri ed i bisogni dei cittadini. Questo è appunto uno degli elementi distintivi rispetto ad alcune liste civiche, che si disciolgono dopo i singoli appuntamenti elettorali ed i cui rappresentanti ritengono di poter interpretare la volontà elettorale in modo del tutto personale, quando non personalistico.

Gabriele Zanni

Portavoce Circolo PD Palazzolo sull’Oglio

L’ACQUA RESTI UN BENE COMUNE

Venerdi scorso il consiglio comunale di Palazzolo s/O ha bocciato una mozione che prevedeva il riconoscimento dell’acqua come bene comune. La maggioranza, insieme alla lista Impegno Civico per Palazzolo, ha votato contro. Palazzolo Cambia si è astenuta. Unici favorevoli i consiglieri del PD, promotori dell’iniziativa.

Che l’acqua sia un bene comune non lo dico io e non lo dice Palazzolo a 5 Stelle. Lo dice la natura. Il corpo umano è fatto per circa l’80% da acqua. Privarci dell’acqua sarebbe come privarci della nostra stessa sostanza e andare incontro alla non sopravvivenza.

La nostra maggioranza ha affermato, in ragione della sua bocciatura, che il decreto Ronchi prevede la privatizzazione solo della distribuzione dell’acqua e non del servizio, come se la distribuzione fosse cosa di minore conto. Nei paesi sottosviluppati povertà e scarsità di igiene si combattono proprio portando l’acqua corrente nelle case di chi non può permettersela. Toglierla per concederla solo a chi può sostenerne la distribuzione a domicilio rappresenterebbe un’involuzione sociale senza precedenti.

La nostra maggioranza ha inoltre affermato che l’introduzione della concorrenza privata sia un principio a favore dei cittadini. Mi domando il motivo di tanta sicurezza, quando l’unica cosa certa in tema di privatizzazione dei servizi è che la gestione privata, per sopravvivere, contrariamente a quella pubblica debba fare lucro. Già oggi si contano esempi negativi della gestione privata dell’acqua, come ad Arezzo ed Aprilia dove il fallimento della privatizzazione ha portato a rincari e disservizi tali da voler decidere di tornare alla totale ripubblicizzazione del servizio. Ad Arezzo è dal 1999 che l’acqua arriva nelle case privatizzata e che i cittadini pagano una delle tariffe piu’ alte d’Italia: circa 400 euro l’anno secondo il rapporto Blue Book 2009. Ad Aprilia, la privatizzazione dell’acqua è avvenuta nel 2002, dove la gestione del servizio idrico è stata messa a gara per formare una società mista pubblico privata (51% pubblico, 49% privato). Ebbene, una famiglia di Aprilia che consuma sui 190 metri cubi l’anno ha visto un aumento rispetto al 2004 del 110,8%.  Per i commercianti gli aumenti sono stati enormi. Per esempio un ristorante che prima consumava 293 metri cubi ha visto un incremento del 512,43 %. Non va meglio a chi con l’acqua ci lavora: una lavanderia che consumava 470 metri cubi annui ha avuto un rincaro delle bollette del 403,59%.

Molti affermano che la privatizzazione dell’acqua porterebbe ad un minore spreco di questa risorsa. E’ vero, l’acqua è un bene prezioso e non si dovrebbe sprecare. Per questo motivo, come MoVimento, da tempo stiamo spingendo verso una politica contro gli sprechi delle risorse naturali: campagne educative e di sensibilizzazione, lotta agli sprechi degli acquedotti e nell’uso domestico, incentivi e sistemi di raccolta di acqua piovana, applicazione rigida e puntuale di leggi (ed effettive sanzioni) contro chi spreca. Privatizzando l’acqua e rendendola più cara non si è affatto certi che essa verrà meno sprecata, ma si è sicuri che chi avrà i soldi potrà sprecarne quanta ne vuole mentre chi non ne ha potrebbe restarne senza.

Come associazione non lasceremo passare la questione sotto silenzio ed organizzeremo una serie di iniziative (è già possibile iscriversi al gruppo facebook  PALAZZOLO: GIU’ LE MANI DALL’ACQUA) per la riaffermazione del principio dell’acqua come diritto, attraverso il coinvolgimento di tutti i cittadini di Palazzolo e delle forze politiche che vorranno sostenerci in questa campagna e che invito sin da ora a mettersi in contatto con noi per un coordinamento delle azioni da intraprendere.

Estendo quest’invito anche a chi si è astenuto dall’esprimere voto favorevole o contrario alla mozione, ricordando che le battaglie per i diritti delle “parti deboli” della società acquistano un senso solo se inserite in un più ampio impegno verso la tutela dei diritti di tutte le fasce che ne hanno maggiormente bisogno, come quelle delle persone meno abbienti. Togliere un diritto pubblico per trasformarlo in un servizio privato non credo vada in questa direzione.

L’invito è aperto anche a chi ha votato contro tale mozione, a cui vorrei ricordare che, ove la questione sia delicata e controversa, anziché sottostare alla conta dei voti, occorrerebbe ricorrere a forme di decisioni partecipative che permettano di ascoltare il maggior numero possibile di cittadini. Il principio della democrazia non è la dittatura della maggioranza ma la ricerca di soluzioni che accolgano ogni minoranza e possano conciliare il governo politico con la propria coscienza.

——————————

A Parigi, addirittura, dopo la privatizzazione Chirac, il sindaco attuale la sta ‘ripubblicizzando’. L’acqua è come l’aria, non facciamola diventare un merce. Facciamolo per i nostri figli.

Allego una lettera di Alex Zanotelli pubblicata sul blog di beppe grillo e alcune proposte del Movimento 5 stelle sul tema acqua.

“Il 5 agosto 2008 l’acqua è stata privatizzata. Un diritto naturale è diventato merce grazie al PDL e al silenzio assenso del PDmenoelle. Lo ha sancito l’articolo 23 bis del decreto legge 112 di Giulio Tremorti. L’acqua in mano ai privati costa di più (ad Aprilia è arrivata a costare il 300% in più) e il livello di servizio rimane uguale a prima o peggiora. Se non paghi il pizzo alla società ti staccano il contatore. L’acqua deve rimanere pubblica. I Comuni a Cinque Stelle dovranno impedire la privatizzazione dell’acqua. Un Comune senza acqua non esiste. Rogge, torrenti, ruscelli, fiumi vanno controllati dal Comune. Se non gestisce il primo bene, il più essenziale per la comunità, il Comune non serve. Il Comune non è un’azienda.
Un passo dopo l’altro ci tolgono l’aria (avvelenata da CO2), il sole (coperto dallo smog), il cibo (intossicato dai rifiuti tossici), l’acqua (privatizzata). Che logica perversa è mai questa? Chi sono questi pazzi che ci tolgono la bellezza di vivere? E perché noi continuiamo a permetterglielo?
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?).Noi neppure.”

ACQUA: LE IDEE DEL MOVIMENTO
1. L’acqua deve rimanere pubblica
2. Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi
3. Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni
4. Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo
5. Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione
6. Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)
7. Rilevazione semestrale inquinamento corsi d’acqua nel territorio comunale con eventuale denuncia alle autorità competenti
8. Obbligatorietà di adozione dei depuratori (in assenza di rete fognaria) nelle abitazioni civili e nelle aziende con possibile contributo economico comunale
9. Promozione uso acqua potabile comunale
10. Promozione detersivi a basso livello di inquinamento

(Con la collaborazione di Maurizio Pallante)

La redazione di Palazzolo a 5 stelle

COLOGNE: NO AI PANNELLI SOLARI

Pubblichiamo questa notizia perché diversi giorni fa ci è pervenuta una segnalazione da una nostra lettrice; la quale ci segnalava il divieto di installazione di pannelli fotovoltaici da parte del comune di Cologne (Brescia).

Con una delibera che deve essere approvata entro il 22 febbraio il comune di Cologne vorrebbe vietare l’installazione dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle case degli abitanti di questo paese.

Si può leggere nella variante al piano del governo del territorio adottata dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 52 del 02.12.2009 che nelle zone A – A1 (centro storico – nuclei antichi) – B1 – B2 – B3 – C (zone residenziali)  e nelle zone con sensibilità paesistica elevata e molto elevata non sono ammessi pannelli fotovoltaici o solari, ma solamente coppi/tegole fotovoltaiche.

Ma qual è la motivazione di questa delibera?

La volontà dell’amministrazione è stata quella di bloccare su quasi tutto il territorio la realizzazione dei pannelli che ritiene brutti, in attesa di fare un’altra norma che individui meglio quali sono le zone del paese dove ammetterli e dove no, con uno studio più mirato. Siccome questo studio più mirato avrà tempi lunghi e anche loro pare non vogliano bloccare la realizzazione di pannelli per così tanto tempo, probabilmente, anche a fronte di tante osservazioni alla variante adottata, potrebbero già decidere alcune zone del paese dove ammetterli.

Queste sono state le parole usate da un responsabile del comune di Cologne alla nostra domanda.

Ma cos’è il coppo fotovoltaico? La tegola fotovoltaica, chiamata anche coppo fotovoltaico, ha una duplice funzionalità: serve da elemento di copertura e da generatore di elettricità. Questa speciale tegola incassa all’interno di essa un modulo fotovoltaico, ed, avendo la stessa forma e modularità delle normali tegole, le sostituisce conferendo così al tetto un aspetto meno impattante dal punto di vista estetico.

Detto questo va anche aggiunto che questa tipologia fotovoltaica a coppi è poco utilizzata perchè non ottiene il medesimo rendimento tra costi/risultati rispetto ai pannelli mono e policristallino; queste sono state le parole di vari installatori della zona.

Apprezziamo l’intento del comune di voler preservare il paesaggio ma sinceramente ci sembra ridicolo obbligare i propri abitanti, alla scelta di un prodotto al posto di un altro; e in questo caso un prodotto che, sia sotto dal punto di vista economico che dal punto di vista del rendimento è INFERIORE.

Le priorità paesaggistiche devono essere altre secondo noi: piantumazione, parchi, niente discariche o cave nei comuni, ecc, ecc… e non limitare i propri abitanti ad usare le fonti rinnovabili. Non vorremmo ripetere gli errori del passato? Come quando non si volevano le pale eoliche perché deturpava il paesaggio? L’ambiente ha bisogno di fonti rinnovabili e le amministrazioni comunali hanno l’obbligo morale di incentivare tali fonti e non limitarle.

(fonte: bresciapoint.it)

S.O.S CACCIA

Riceviamo e inoltriamo una lettera del WWF :

Caro amico, cara amica
siamo in una situazione di estrema emergenza: c’è il rischio che venerdì prossimo il Senato  approvi l’Articolo 38 della cosiddetta Legge Comunitaria che, tra le tante cose, prevede la cancellazione degli attuali limiti massimi della stagione venatoria, si aprirebbe così una stagione di Caccia Selvaggia per tutto l’anno.
Gli autori di questa proposta scandalosa contano sul fatto che nessuno se ne accorga…
Aiutaci a farli fallire!
Per impedire che questo Articolo sia approvato, diffondi più che puoi l’informazione:
– inoltra questa mail ai tuoi contatti
–  pubblica sul tuo sito o sul tuo blog l’Appello a Berlusconi
–  usa Facebook
– fai sentire la tua voce sul nostro blog cacciatori brava gente

Più siamo e più forte sentiranno il nostro NO.

Grazie del tuo aiuto
Patrizia Fantilli
Responsabile e Coordinatore Ufficio legale e legislativo

BRESCIA: SMOG ALLE STELLE

EMERGENZA ARIA. La concentrazione di polveri sottili nell’aria di Brescia è superiore da 2 a 3 volte rispetto alle soglie di attenzione. E non promette di scendere. Quindici giorni consecutivi di aria irrespirabile Broletto e Sereno, verdetto identico alle centraline. E la città rivive l’incubo degli anni 2002 e 2007.

Il copione è lo stesso degli anni scorsi. Ma gli effetti sono più gravi. Le centraline del Broletto e del Villaggio Sereno hanno inanellato ieri il quindicesimo giorno consecutivo di supero delle polveri sottili (la Pm10) sospese nell’aria. E le previsioni climatiche non sono affatto buone. O meglio: non sono abbastanza cattive – non sono cioè previste precipitazioni – perchè si possa sperare che il quadro cambi.

E così la Leonessa ottiene l’ennesimo record negativo nella qualità dell’aria, con tutti gli immaginabili effetti sui polmoni dei bresciani. Era infatti dal gennaio del 2007 che la centralina del Broletto non faceva registrare tanti superi consecutivi (allora furono 16). Il record assoluto spetta al gennaio 2006 (22 giorni consecutivi) e al gennaio-febbraio 2002 (altri 22 giorni di superi). Seguono, nella lista nera, il novembre 2009 e il gennaio 2005 (14 giorni) e il febbraio del 2008 (12 giorni).
DA SEMPRE, va detto, gennaio è un periodo-no per l’aria: mancanza di vento e di precipitazioni fanno stagnare nel cielo bresciano un mix venefico di polveri. Ma i giorni da bollino rosso aumentano. Nel gennaio del 2002 le giornate con Pm10 oltre i limiti sono state 20, nel 2003 sono scese a 19 e nel 2004 a 17, poi è ripresa l’impennata: 24 nel 2005, 27 nel 2006, 22 nel 2007, 15 nel 2008, 24 nel 2009 e ben 20 quest’anno, quando mancano ancora sei giorni alla fine del mese.

«In Loggia stiamo monitorando la situazione – segnala l’assessore all’Ambiente Paola Vilardi – e proprio questa mattina (ieri per chi legge, ndr.) abbiamo fatto il punto sulla situazione con il sindaco e con l’assessore al Traffico Orto. Il quadro è sotto osservazione».
Ad allarmare è anche il livello di concentrazione delle Pm10, mediamente superiore di due-tre volte rispetto al livello di attenzione: contro i 50 nanogrammi per metro cubo ammessi Brescia viaggia fra i 100 e i 150 nanogrammi.
In base alle vecchie regole regionali con questi «picchi» e queste sequenze avrebbe dovuto scattare il blocco automatico del traffico. Ora le soluzioni-tampone non sono più automatiche. «Sul fronte regionale tutto tace» conferma l’assessore provinciale ai Trasporti Corrado Ghirardelli. Il quale non nasconde la propria opinione in materia. «Dal mio punto di vista – osserva – bloccare il traffico un giorno sì e tre no non ha efficacia, tanto più di fronte a un periodo tradizionalmente critico come gennaio».

Secondo l’assessore provinciale ai Trasporti «è molto più importante continuare con iniziative strutturali ad esempio rinnovando il parco dei mezzi pubblici. Quanto a un’eventuale blocco del traffico privato, bisogna sempre tenere conto delle ricadute economiche pesantissime che avrebbe in un’area come la nostra». Quando si blocca il traffico privato, è il ragionamento di Ghirardelli, l’intera economia ne risente e «molte persone si trovano nell’impossibilità di lavorare».
Nell’assessorato in Broletto insomma la convinzione è chiara: «Solo situazioni davvero eccezionali e un’emergenza grave potrebbero indurre a misure drastiche, sapendo peraltro che i benefici sarebbero limitati».
Paolo Vitale invece dà voce alle tesi dei Verdi e attacca le politiche del traffico della Loggia: «Si erano posti l’obiettivo di aumentare il traffico in città e ci sono riusciti: gli effetti sono questi». Vitale non è, in assoluto, un fan del blocco del traffico: «La Lombardia ha tolto le regole che lo facevano scattare in modo automatico. È vero che fermare il traffico tre giorni all’anno non serviva però aveva un valore educativo e, in quei giorni, almeno la situazione non peggiorava».

In termini strutturali i Verdi difendono un’altra soluzione: la limitazione della velocità. «Nella modernissima Svizzera nelle autostrade che attraversano i centri urbani il limite di velocità viene abbassato a 80 all’ora e le emissioni si riducono del 30%. A Brescia invece abbiamo nelle zone più abitate una superstrada da 110 all’ora». La riduzione dei limiti in tangenziale e in autostrada è l’obiettivo dei Verdi: «È una misura a costo zero, gli strumenti per applicarla ci sono già e sono i tutor. E i vantaggi sarebbero immediati…».

(fonte: Bresciaoggi)

ON LINE IL TERZO NUMERO DEL FOGLIO INFORMATIVO

Ecco, in anteprima, il terzo numero del FOGLIO INFORMATIVO di Palazzolo a 5 stelle che riassume alcuni argomenti discussi sul blog da dicembre a oggi. Il giornalino sarà disponibile a Palazzolo nei dieci punti di distribuzione sotto elencati nei prossimi giorni.


(Clicca sull’immagine per scaricare il numero di gennaio)

In questo numero:

  • Telecamere in consiglio: obiettivo raggiunto.
  • Resoconto ultimo consiglio comunale.
  • La triste fine dei tappeti rossi natalizi.
  • Parchi sporchi di escrementi: la segnalazione di un cittadino.
  • Luminarie sempre accese a San Pancrazio: cosa è successo.
  • Bus navetta per San Pancrazio: l’idea di un palazzolese.

Dove trovare il FOGLIO INFORMATIVO in formato cartaceo
(STAMPATO SU CARTA RICICLATA):

1. Cartoleria Mastrogeppetto
Viale EUROPA – presso il Centro commerciale Europa
2. Tabaccheria Rizzoli
Via Marconi, 82 – zona stazione
3. Panificio Pasticceria Invernizzi
Via Sarioletto, 28
4. Tabaccheria Uberti Carla
P.le Mazzini, 1 (Piazzetta alpini)
5. Voglia di Pizza
Via S.Pancrazio, 22
6. Stedam – hair & make up
Via G. Matteotti, 125
7. Libreria Lorandi
Via Carvasaglio, 49
8. Tabaccheria Pelizzari Marisa
Via Lancini, 1 (San Pancrazio)
9. Parrucchiere L’EXTRO’ BY L.& C.
Via Marconi, 62
10. L’Edicola Origami
Via Verdi,18

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