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ALTRI ESEMPI VIRTUOSI: ACQUA E WI-FI.

Inoltriamo una segnalazione di Elisa, una nostra sostenitrice, a proposito di acqua e wi-fi:


Il Piemonte contro la privatizzazione dell’acqua

La Regione non se ne lava le mani e impugna davanti alla Corte Costituzionale l’articolo 15 della legge 166/2009 recante disposizioni in materia di servizi pubblici.
Il provvedimento e’ stato adottato il 14 dicembre dalla Giunta regionale su proposta della presidente Mercedes Bresso e degli assessori all’Ambiente Nicola De Ruggiero.
In pratica si ritiene che l’art. 15 della legge 166 rappresenti una “riduzione dei diritti fondamentali dei cittadini”, in violazione all’articolo 3 della Costituzione.
(Fonte: Regione.piemonte.it)

Internet wi-fi a costi bassi? Si puo’

A Roma, Firenze, Genova e in altre citta’ il progetto e’ reso possibile grazie a un trucco chiamato “rete arlecchino”.
Invece di investire fondi per creare nuovi punti di accesso, il Comune sfrutta infrastrutture gia’ esistenti, come le universita’, ma anche bar, ristoranti, circoli sportivi, associazioni, e si occupa inoltre di sbrigare tutta la parte burocratica, risparmiando cosi’ sui “costi di installazione”.
Nel Lazio, con soli 350mila euro, sono stati coperti 60 comuni intorno a Roma. A Genova invece il Comune coordina una rete in 16 aree della citta’, che diventeranno 48 nel 2010. Costo dell’operazione: 10mila euro!!!

LA LEGA NON RISPETTA LE REGOLE: LA LETTERA APERTA DEL PD AL SINDACO SALA.

Riportiamo integralmente la lettera aperta del PD di Palazzolo sull’Oglio, che PALAZZOLO A 5 STELLE condivide in toto, in merito alla intitolazione di strade e piazze di Palazzolo.

LE REGOLE VANNO RISPETTATE O SOLO QUALCUNO DEVE FARLO?

(Lettera aperta al Sindaco di Palazzolo)

Caro Sindaco, a pochi giorni dalle festività di fine anno l’Assessore Raccagni Stefano mi ha fatto convocare, insieme agli altri capigruppo consiliari, per condividere scelte urgenti in merito all’intitolazione di una nuova via. Ho richiesto telefonicamente qualche anticipazione ma l’Assessore mi ha detto che preferiva spiegare il tutto durante l’incontro, tanto era “una cosa che si sarebbe risolta in una ventina di minuti”.

All’incontro l’Assessore Raccagni ci ha spiegato che in quanto capigruppo delle forze politiche che siedono in Consiglio Comunale potevamo a buona ragione considerarci rappresentanti dell’intera cittadinanza e, quindi, era sua intenzione non perdere ulteriore tempo nella predisposizione di regolamenti o altro, ma stava facendo predisporre l’elenco delle vie, dei piazzali, dei parcheggi e dei larghi esistenti in Palazzolo e non ancora intitolati e l’elenco di tutte le intitolazioni toponomastiche già esistenti, nonché alcune proposte di intitolazione già presentate, il tutto per procedere, partendo dal febbraio 2010, alla attribuzione dei nomi.

 L’Assessore, magnanimamente, ci ha fornito una esemplificazione di una diecina di luoghi palazzolesi ancora privi di nome tra cui spiccano il quinto ponte, le scalette dei morti del Rùss (che quindi un nome l’hanno già avuto dalla consuetudine dei nostri avi), il parcheggio del mercato di via Kennedy, la bretella di accesso alla tangenziale est e il nuovo parcheggio di piazza indipendenza a San Pancrazio. Basta, secondo lui, che i capigruppo concordino con l’Assessorato un “modus operandi” in cui a turno ogni gruppo esprima un nome da attribuire ad un luogo cittadino che ne abbisogna perché ogni regola scritta a livello locale o superiore possa essere scavalcata. In quel preciso momento, comunque, ci informa che l’Amministrazione aveva urgenza di dare un nome alla nuova via dove era stato realizzata la nuova isola ecologica perché non era bello presentare la domanda di autorizzazione in Provincia senza avere ancora fornito un nome a quella via.

Per questo, su proposta del suo partito, la Lega Nord”, l’Assessore ci comunicava che aveva attivato la procedura di attribuzione di un nome alla via dove si trova la nuova isola ecologica, con la promessa che da febbraio ogni partito avrebbe avuto la sua via da “nominare”. Ho dovuto chiedere esplicitamente quale fosse il nome dato alla nuova via per scoprire che si chiamerà via “Pontida”.

 Ma ….. e le regole ? …… e la tanto proclamata impossibilità a procedere con l’intitolazione di nuove vie per mancanza di regolamenti specifici? Consentitemi un breve elenco delle cose dette ufficialmente in questi sei mesi in Consiglio Comunale.

Seduta Consiliare del 20 Luglio 2009: il PD presenta una mozione per intitolare una strada a Neda Soltani giovane donna che in quei giorni era stata vittima in Iran della repressione governativa alle richieste di libertà avanzate con pubbliche manifestazioni pacifiste.

Il Presidente del Consiglio (nel dare la parola alla relatrice della mozione consigliera Valli Nadia anticipa): …. Guardando negli archivi del Comune, abbiamo verificato che al momento non c’è un regolamento che disciplini l’intitolazione a una strada…. al momento, in assenza di tale regolamento, non è possibile provvedere all’intitolazione di una strada.

Il Sindaco (nel rispondere alla relatrice della mozione del PD): …. sono Sindaco da venti giorni o venticinque, mi sono reso conto che non esiste questo regolamento, come non esistono tanti altri…. in breve tempo, se c’è la volontà politica da parte di tutti …. credo che in una settimana, quindici giorni si possa fare un regolamento. Nel momento in cui è fatto un regolamento, credo che tutti, donne e uomini che hanno valore possono essere oggetto di considerazione per quanto riguarda l’intitolazione. In questo momento non esiste questo regolamento e quindi io prevedo e ho chiesto che non venga intitolata nessuna strada… nel prossimo Consiglio parleremo di queste cose. Sono convinto che sia scaduto il tempo delle parole e diventi il tempo dei fatti……

Il Capogruppo della Lega Nord (nel rispondere alla relatrice della mozione del PD): Sicuramente, almeno questo è il mio punto di vista, questa la metteremo assieme all’elenco di tutte quelle altre vie che ci sono, perché solitamente, che mi ricordi, feci anche io ai tempi, prendevo una lettera di richiesta, la mandavo alla Giunta con delle motivazioni su cui si voleva intitolare questa via e la Giunta prendeva atto e poi decideva. Si può benissimo inserire questa richiesta in quel famoso elenco di vie che ci sono già depositate. Quando ci sarà il regolamento, prenderemo in mano anche questa sicuramente e poi valuteremo. La mozione, presentata dai consiglieri PD, aveva una valenza simbolica, richiamava la coincidenza dell’insediamento del Consiglio Comunale con i fatti accaduti in Iran, dove il dissenso è stato pagato da molte persone con la vita, ed inoltre rimarcava i valori della democrazia della nostra società, basata sul rispetto e sulla libertà, quasi come inizio di buon augurio della legislatura municipale.

Seduta Consiliare del 30 Luglio 2009: si dibatte riguardo alla approvazione definitiva del Nuovo Regolamento Edilizio Comunale adottato dal Consiglio Comunale il 6 aprile 2009 con deliberazione n. 33, il PD interviene con il suo capogruppo che dopo aver nuovamente lamentato come nella stesura di questo regolamento le minoranze non siano state minimamente coinvolte e neppure sentite, rileva come nel Regolamento Edilizio approvato ad aprile del 2009 esista un capitolo che spiega proprio come si deve procedere per attribuire i nomi alle vie.

Non è vero che non era possibile dare il nome ad una nuova via per mancanza del Regolamento, perché il Regolamento c’è e c’era anche a luglio e diceva chiaramente che i nomi alle nuove vie vengono dati dagli Uffici Tecnici Comunali, sentito il parere della Giunta. Ma com’è questa storia? Quando si devono ricordare figure o valori universali di democrazia basata sul rispetto di ognuno e sulla libertà che è tradizione e fondamento del nostro vivere civile, quelli che dicono di essere liberali con miopia ed oscurantismo si appellano alla presunta (e falsa) mancanza di regole specifiche, e quando, invece, fa comodo al proprio oscurantismo violare le normali libertà regolamentate gli stessi ritengono che è meglio muoversi più in fretta in barba ad ogni regola mettendosi semplicemente e riservatamente d’accordo alla meno peggio con le altre forze politiche? E si pensa alla fine che un “allora siamo tutti d’accordo anche se questa non è una riunione ufficiale dei capigruppo” rispetti le istanze di libertà della nostra società?

 No signori, il gioco del “qui adesso faccio quello che dico io” non rispetta le regole del nostro vivere civile che da tempo ormai ha rifiutato ogni monocrazia che non sia controbilanciata da “poteri ufficiali” di verifica e controllo e nessuno può pensare di fare come vuole anche se si chiama Lega Nord e ritiene che in Lombardia si debba fare solo come vogliono i suoi politici ed i suoi amministratori. Chiunque poi si faccia appoggiare da questi presunti potentati locali, ed a questi rimane asservito, compie una grave colpa nei confronti della nostra società ed ingiustamente vende per un piatto di fave la propria presunta primogenitura. Rinnovo gli auguri per un anno nuovo molto migliore di quello appena trascorso.

Mino Baitelli.

LOMBARDIA: I BUONI SCUOLA VANNO AI PRIVATI

La giunta Formigoni sceglie da che parte stare: agli istituti pubblici restano le briciole

di Chiara Paolin

Le scuole private lombarde possono stare tranquille fino al 2015. Regnante Formigoni, non avranno problemi di bilancio: il giochino del “buono scuola” è promosso a pieni voti. La Costituzione vieta di finanziare direttamente gli istituti privati, ma a Milano e dintorni si possono distribuire a piene mani i preziosi ticket che consentono di mandare i ragazzi dalle elementari al liceo sui banchi privati coi soldi pubblici.
Per la precisione, nell’anno 2008/2009, il 9% degli scolari ha consumato l’80% delle risorse assegnate allo studio, ovvero 47 milioni di euro finiti a pagare le rette di collegi e pie istituzioni per 98.392 ragazzi a fronte dei 12 milioni destinati al restante milione di studenti lombardi.

Un meccanismo spiegato dal Rapporto 2009 sul finanziamento pubblico alla scuola privata in Lombardia elaborato dal Gruppo regionale di Rifondazione Comunista sulla base di un’analisi rigorosa del database dell’Assessorato all’Istruzione. Indagine annuale che stavolta ha richiesto particolare impegno visto che i dati sensibili sono stati affidati alla società di servizi Accor, quella dei ticket restaurant, scelta per rendere ancor più fluida l’attribuzione. Infatti il sistema funziona benissimo, specie grazie a qualche regoletta da dieci e lode. Lo status patrimoniale del richiedente, ad esempio.

Mentre i genitori degli studenti della scuola pubblica devono esibire il certificato Isee per accedere a un piccolo contributo, i richiedenti la “dote per la libertà di scelta” (questo il romantico nome scelto per il bonus) godono di uno scivolo speciale, ovvero l’indicatore reddituale, dove i limiti sono molto più tolleranti e, soprattutto, non si deve dichiarare la propria situazione patrimoniale, sia mobiliare sia immobiliare. Così succede che oltre 4 mila beneficiari del ticket dichiarino al fisco un reddito tra i 100 mila e 200 mila euro annui: non proprio dei bisognosi. Altri risultano residenti nelle zone più prestigiose di Milano, come la Galleria Vittorio Emanuele o via Manzoni, roba da 20 mila euro al metro quadro. Restando sui grandi numeri, soltanto il 25% dei beneficiari dichiara un reddito inferiore a 30 mila euro, mentre tutti gli altri, cioè il 75%, sta tra i 30 mila e i 198 mila euro.

Non è un aiuto per poveri, insomma. Scrive Enrico De Alessandri, dirigente regionale, nel suo libro Comunione e liberazione, assalto al potere in Lombardia: “Cl è, notoriamente, l’unico movimento fondamentalista in Europa che ha costituito una situazione di potere monopolistico nell’ambito di una importante istituzione pubblica come la Regione Lombardia, attraverso un’occupazione militare dei suoi esponenti in tutti i posti chiave”. Con relativi budget di spesa. Parole che sono costate al dipendente regionale un mese di sospensione dal ruolo con l’accusa di aver tradito “il rapporto di fiducia col proprio datore di lavoro”. La Regione Lombardia. O Cl?

“De Alessandri racconta la verità, finanziare la scuola cattolica è un punto d’onore per Cl – spiega il consigliere regionale Carlo Monguzzi, dei Verdi – Il meccanismo ormai è rodato. E il consenso popolare non manca. Una grossa parte dell’elettorato vive una situazione di stabilità ma teme qualsiasi cambiamento, quindi vota chi porta avanti lo status quo. Poi ci sono disoccupati, precari, sfiduciati dalla politica, quelli che non vanno neanche più al seggio. Oppure si rivolgono alla Lega, sperando di esprimere un dissenso forte. Inrealtà l’effetto è opposto: tutto quello che accade sotto il cielo di Lombardia è condiviso a pieno da Lega e Pdl. O da Lega e Cl, per meglio dire”.

(fonte: Il Fatto Quotidiano del 22 dicembre)

LE DIECI DOMANDE DELLA LEGA

Direttamente da facebook un gruppo che ripropone le famose 10 domande della Lega rivolte a Berlusconi, ora alleato. Buona lettura e buone riflessioni:

“Le vere 10 domande poste dalla lega nel 1998. Molto meglio delle 10 domande ridicole poste da Repubblica di recente.
Dato che sono domande più serie, saremo in grado di farlo diventare più grande dell’altro su Noemi?

1)Il 26 settembre 1968, la sua Edilnord Sas acquistò dal conte Bonzi l’intera area dove lei, signor Berlusconi, edificherà Milano2. Lei pagò il terreno 4.250 lire al metro, per un totale di oltre tre miliardi di lire. Questa somma dal ’68, quando lei aveva 32 anni e nessun patrimonio familiare a disposizione, era di enorme portata. Oggi, tabelle Istat alla mano, equivarrebbe a oltre 38.739.000.000 di lire. Dopo l’acquisto, lei aprì un gigantesco cantiere edile, il cui costo arriverà a sfiorare i 500 milioni al giorno, che in 4-5 anni edificherà l’area abitativa di Milano2. Tutto questo denaro chi gliel’ha dato, signor Berlusconi? Chi si nascondeva dietro le finanziarie di Lugano? Risponda.

2) Il 22 maggio 1974 la sua società Edilnord Centri Residenziali Sas compì un aumento di capitale che così arrivò a 600 milioni di lire (4,8miliardi di oggi Fonte Istat).Il 22 luglio1975-un anno dopo-la medesima società eseguì un altro aumento di capitale passando dai suddetti seicento milioni a due miliardi(14 miliardi di oggi. Fonte Istat. Anche in questo caso, che è solo l’esempio di alcune delle tante e fortissime ricapitalizzazioni delle sue società, signor Berlusconi, vogliamo sapere da dove e da chi le sono pervenuti tali ingentissimi capitali in contanti. Se lei non lo spiega signor Berlusconi, si è autorizzati a ritenere che sia denaro di dubbia origine, denaro dell’orribile odore.

3) Il due febbraio del 1973, lei, signor Berlusconi, fondò un’altra società: la Italcantieri Srl. Il 18 luglio 1975 questa sua piccola impresa diventò una Spa con un aumento di capitale a 500 milioni. In seguito, quei 500 milioni diventeranno 2 miliardi, e lei farà in modo di poter emettere anche un prestito obbligazionario per altri due miliardi. Nell’arco di nemmeno tre anni, una società forte di capitale di 20 milioni appunto la Italcantieri Srl, si trasformerà in un colosso, moltiplicando per cento il suo patrimonio. Come fu possibile? Da dove prese, chi le diede, in che modo entrò in possesso, signore Berlusconi, di queste fortissime somme in contanti? Risponda. Lo spieghi.

4) Il 15 settembre 1977 la sua società Edilnord Sas, signor Berlusconi, cedette alla neo costituta Milano2 Spa tutto il costruito di Milano2 più alcune aree ancora da edificare. Tuttavia, quel giorno lei decise anche il contestuale cambiamento di nome della società acquirente. Infatti l’impresa Milano2 Spa cominciò a chiamarsi con un proprio da quella data. Quando fu fondata a Roma, il 16 settembre ’74rispondeva al nome di immobiliare San Martino Spa, “forte di lire 1.000.000 di capitale e amministrata da Marcello Dell’Utri, il suo “segretario”. Sempre il 15 settembre 1977, quel milione salirà a 500, il 19 luglio 1978 a due miliardi. Un’altra volta: tutto questo denaro da dove arrivò?

5) Signor Berlusconi, il cuore del suo impero, la notissima Fininvest, lei sa bene che nacque in due tappe. Il 21 Marzo 1975 a Roma lei diede vita alla Fininvest Srl, 20milioni di capitale, che l’11 novembre diventeranno 2 miliardi con il contestuale trasferimento della sede a Milano. L’8 Giugno 1978, ancora a Roma, lei fondò la Finanziaria di Investimento Srl, soliti 20 milioni, amministrata da Umberto Previti, padre del noto Cesare. Il 30 giugno 1978, quei 20 milioni diventeranno 50, e il 7 dicembre 18 miliardi ( 81 miliardi di oggi ). Il 26 gennaio 1979 le due “Fininvest” si fonderanno. Ebbene, questa gigantesca massa di capitali da dove arrivò, signor Berlusconi?

6) Signor Berlusconi, lei almeno una volta sostenne che le 22 holding alla testa del suo impero societario vennero costituite da Umberto Previti per pagare meno tasse allo Stato. Nessuno dubiterà mai più di queste sue affermazioni quando lei spiegherà per quale ragione affidò consistenti quote delle suddette 22 holding alla società Par.Ma.Fid. di Milano, la medesima società fiduciaria che nel medesimo periodo gestì il patrimonio di Antonio Virgilio, finanziere di Cosa Nostra e grande riciclatore di soldi sporchi per conto di Alfredo Giuseppe Bono, Salvatore Enea, Gaetano Fidanzati, Carmelo Gaeta e altri boss della mafia siciliana operanti a Milano. Perché la Par.Ma.Fid. ?

7) E’ universalmente noto che lei, signor Berlusconi, come imprenditore è nato col “mattone” per poi approdare alla tivù. Ebbene, sul finire del 1979, lei diede incarico ad Adriano Galliani di girare l’Italia ad acquistare frequenze televisive, ed infatti Galliani si diede molto da fare. Iniziò dalla Sicilia, dove entrò in società con i fratelli Inzaranto di Misilmeri, frazione di Palermo, nella loro rete Sicilia Srl. Soltanto che Giuseppe Inzaranto , neo socio di Galliani, era anche marito della nipote prediletta di Tommaso Buscetta che nel 1979 non è un “pentito”, è un boss di prima grandezza. Questo lei lo sapeva, signor Berlusconi? Sapeva di aver sfiorato i vertici della mafia?

8) E’ certo che a lei, signor Berlusconi, il nome dell’Immobiliare Romana Paltano non può risultare sconosciuto. Certo ricorda che nel 1974 la suddetta società. 12 milioni di capitale, finì sotto il suo controllo amministrata da Marcello Dell’Utri. Fu proprio sui terreni posseduti da questa immobiliare che lei edificherà Milano3. Così pure ricorderà, signor Berlusconi, che nel 1976 quel piccolo capitale di 12 milioni salirà a 500 e il 12 maggio 1977 a 1 miliardo. Inoltre lei modificherà anche il nome a questa impresa, che diventerà la notissima “Cantieri Riuniti Milanesi Spa”. Ancora una volta: da dove prese, chi le fornì, i 988 milioni ( 5 miliardi d’oggi) per quest’ennesima iniezione di soldi?

9) Lei, signor Berlusconi, certamente rammenta che il 4 maggio 1977 a Roma fondò l’immobiliare Idra col capitale di 1 (un) milione. Questa società, che oggi possiede beni immobili pregiatissimi in Sardegna, l’anno successivo -era il 1978- aumentò il proprio capitale a 900 milioni di lire in contanti. Signor Berlusconi, da dove arrivarono gli 899 milioni che fecero la differenza? E poi: da dove, da chi, perché lei entrò in possesso delle stratosferiche somme che le permisero di far intestare all’Immobiliare Idra proprietà in Costa Smeralda – ville e terreni – il cui valore è da contarsi in decine di miliardi? Dica la verità, signor Berlusconi. Sveli anche questo mistero impenetrabile.

10) Signor Berlusconi, in più occasioni lei ha usato -vedi l’acquisto dell’attaccante Lentini dal Torino Calcio, ad esempio- la finanziaria di Chiasso denominata Fimo. Anche in questo caso, come in precedenza per la finanziaria Par.Ma.Fid. , ha scelto una società fiduciaria al cui riguardo le cronache giudiziarie si sono largamente espresse. La Fimo, infatti, era la sede operativa di Giuseppe Lottusi, riciclatore di soldi sporchi della cosca dei Madonia e Lottusi il 15 novembre del 1991 verrà condannato per questo a vent’anni di reclusione. Ebbene, la transizione per l’acquisto di Lentini, tramite la Fimo, avvenne nella primavera del 1992. Perché la Fimo, signor Berlusconi?

(Articoli trascritti su: http://www.alain.it/silvio-berlusconi-su-la-padania-anno-1998/ )

LUMINARIE RIPROGRAMMATE DOPO UN MESE (SECONDO OBIETTIVO RAGGIUNTO)

Dopo il traguardo dell’autorizzazione permanente a riprendere i consigli comunali raggiunto grazie anche alla fiducia accordataci dall’amministrazione, abbiamo centrato il secondo piccolo ma importante obiettivo: le luminarie finora accese anche di giorno in diversi punti della città da novembre, in seguito alla nostra segnalazione e all’intervento dell’amministrazione, sono state “riprogrammate”. Questa mattina abbiamo verificato ed effettivamente non erano accese.

Ringraziamo per la segnalazione Ars e con lui tutti i cittadini che in pubblico e in privato ci segnalano quello che non va. Questo ci rende orgogliosi di ciò che da poco tempo ma con grande impegno stiamo costruendo e ci invoglia a proseguire senza indugi. Un impegno che a quanto pare non solo i palazzolesi apprezzano: è di questi giorni la notizia di un nuovo gruppo a 5 stelle. Dopo Bergamo, Brescia, Capriolo, Rovato è nata Palosco a 5 stelle che segue – cito testuali parole del fondatore – “il movimento di palazzolo sull’oglio da un pò, e l’idea mi piace molto… per questo motivo tento di sensibilizzare anche il mio piccolo paese, e in futuro farlo diventare a 5 stelle”.

L’autorizzazione permanente per le riprese dei consigli, evento democratico che non ha precedenti nella storia di questo comune, crea un precedente positivo che ha permesso anche ad altri comuni (che ci hanno contattato) di seguire l’esempio di Palazzolo.

Un cittadino informato è un cittadino consapevole. E mi permetto di aggiungere utile agli stessi amministratori.

Col blog (ormai seguitissimo e commentatissimo) che supera i 300 contatti al giorno, il foglio informativo – distribuito gratuitamente in una decina di punti della città – (che abbiamo intenzione di ampliare e ulteriormente migliorare), la costante partecipazione alla vita politica palazzolese, i video, le iniziative che abbiamo in agenda da gennaio 2010 in poi, il MoVimento a 5 stelle appena nato e che sosterremo con tutto il nostro impegno per ottenere dei risultati a partire dalle regionali, cerchiamo di partecipare costruttivamente alla vita di Palazzolo.

In prima persona e in quanto gestore del blog ringrazio tutti quelli che rendono questo sito uno strumento utile di dialogo e confronto, anche i nuovi arrivati direttamente dall’amministrazione, e tutti gli amici che fianco a fianco, da un anno a questa parte, con passione si impegnano con l’obiettivo unico di migliorare il paese in cui vivono, aldilà dei colori e delle ideologie.

Buone feste a tutti.

Fabio Di Benedetto per Palazzolo a 5 stelle

STORIE DI DONNE: “LA VIGILIA DI NATALE”

Da donnepensanti:

“Chissà cosa ricorderà Giulia di quella notte.
Aveva solo tre anni, i capelli biondi e lo sguardo vispo.

Forse ricorderà il caldo abbraccio della mamma,

“Svegliati amore mio.
Facciamo questo gioco: devi stare zitta e buona, non devi farti sentire dal papà.”
Forse ricorderà le scale fatte di corsa,

“Va tutto bene. Andiamo dai nonni, gli facciamo una bella sorpresa.”
Forse ricorderà il viaggio in macchina, il freddo attraverso il pigiama, una porta aperta nel cuore della notte ed il nonno con il viso pieno di sonno,

“Cosa è successo? Che ci fate qua?”
Forse ricorderà le lacrime della nonna e le parole concitate dello zio,

“Io lo ammazzo. Se ti tocca ancora giuro che lo ammazzo.”
Forse non ricorderà nulla, ma tutta quella notte rimarrà impressa indelebilmente dentro di lei.

Paola non dimenticherà mai il pomeriggio di quello stesso giorno.

Le botte del marito.
Quei colpi secchi che le piovevano addosso, dappertutto tranne che sul viso.
Sul viso no. Sul viso mai. Altrimenti gli altri avrebbero visto e capito.

Una scena che si ripeteva sempre uguale ormai da anni.
Ma quella volta era stato diverso. Quella volta Giulia aveva cercato di difenderla.
La sua bambina era stata forte e coraggiosa. Forte e coraggiosa come lei non riusciva più ad essere, come lei aveva dimenticato di poter essere.

Fu quello l’istate in cui Paola, svegliatasi dall’apatia e dall’accettazione in cui era caduta, decise che se ne sarebbero andate.

Dopo quella notte, la madre di Giulia ha dovuto affrontare mille battaglie in tribunale.
E’ stata messa in discussione come persona, come donna, come moglie e come madre, ma non ha mai mollato.
L’ha fatto per se stessa e per sua figlia.
L’ ha fatto perché era suo il compito di proteggere la piccola dalle brutture del mondo e non doveva essere la bambina a proteggere lei.
L’ha fatto perché si è ricordata di quanto anche lei poteva essere forte e coraggiosa.

Paola sta ancora lottando.
Lotta contro un sistema giudiziario lento, cieco e sordo.
Lotta contro i ricatti e la violenza psicologica dell’ex marito.
Lotta soprattutto contro i pregiudizi di chi pensa che, se permetti ad un uomo di ridurti così, è soprattutto colpa tua.

Paola non si arrende ed ogni sforzo è ripagato da una ritrovata libertà e dal viso sereno della sua bambina.

(Questo post è un omaggio ad una donna coraggiosa, che ho l’onore di conoscere, ed a tutte le donne che combattono ogni giorno per la propria dignità e per il diritto dei propri figli ad avere un’infanzia serena.)”

Questo racconto lo ha scritto Jane Cole di Radio Cole

a cura di Giorgia Vezzoli

ORA BISOGNA COSTRUIRE. PARTITE LE ISCRIZIONI ON LINE PER IL MOVIMENTO 5 STELLE!

Il motto: “Resistere, resistere, resistere” appartiene al passato. Ora bisogna: “Costruire, costruire, costruire”. Oggi nasce il MoVimento 5 Stelle, qualunque cittadino italiano non iscritto a un partito può farne parte. Può iscriversi on line gratuitamente. Chi si iscrive riceverà una password, fare parte di una rete sociale, potrà discutere e modificare il Programma, proporre e eleggere i propri candidati, lanciare iniziative sulla Rete e off line. Ognuno conta uno.
Abbiamo resistito abbastanza. In questi anni, a furia di resistere, ci hanno gonfiato come dei palloni. Le foto di ieri di Napolitano che brinda con Schifani con lo spumantino, prima e seconda carica del Paese, sono l’immagine di decenni di resistenza passiva. La fotografia di un popolo che ha abdicato a sé stesso. Il Parlamento “compresso” descritto da Morfeo è una barzelletta, uno zimbello, una bambola gonfiabile usata, un esercito di signor nessuno, impiegati, amanti, mogli, servi. Il Parlamento non è compresso, il Parlamento non esiste. Non c’era la preferenza alle elezioni politiche, il cittadino ha messo una croce sotto il simbolo di un partito. I parlamentari sono stati scelti in base alla fedeltà e alla fedina penale. Con il popolo italiano non c’entrano nulla. Il Parlamento è incostituzionale, se non cambierà la legge elettorale, qualunque Parlamento sarà incostituzionale, in mano a una decina di persone che “nominano” chi pare a loro. Si parla di riforma della Giustizia che interessa solo a un soggetto, ma non di una nuova legge elettorale che interessa a tutti i cittadini.
Il Paese non può rimanere ostaggio dei partiti. Con la preferenza questi andrebbero tutti a casa, chi voterebbe La Torre, D’Alema, Fassino e sua moglie Serafini, Gasparri, Bonaiuti o Cicchitto? Il MoVimento 5 Stelle è partito dal basso, dalla Rete, dalle piazze. Siamo stati chiamati populisti, qualunquisti, demagoghi, ma siamo stati gli unici a presentare un programma con obiettivi precisi. Abbiamo eletto consiglieri delle Liste Civiche 5 Stelle in molte città di provincia senza un soldo di finanziamento pubblico e con tutti i media contro, da Scalfari a Belpietro, due facce di una stessa medaglia. Il MoVimento ha eletto Luigi de Magistris, primo deputato per voti in tutta Europa, e Sonia Alfano. Ha una propria Carta: il “Non Statuto”, scritto per un MoVimento centrato sulla Rete, senza sovrastrutture di rappresentanza, senza capi bastone, senza signori delle tessere. Ognuno conta uno!
Il MoVimento parteciperà alle Regionali in Lombardia, Campania, Emilia Romagna, Veneto, Piemonte. I candidati sono ragazzi incensurati, professionisti, onesti, preparati, con la faccia pulita. Uno solo di loro può cambiare un intero Consiglio Regionale. Lottano per il loro e il vostro futuro. Loro e voi contro le mummie che tengono in pugno il Paese. Iscrivetevi, vi sentirete subito meglio. E’ come mettersi l’elmetto. Loro non si arrenderanno ma (ma gli conviene?). Noi neppure.

Beppe Grillo

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