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PERCHE’ IN ITALIA NON E’ PREVISTO IL REATO DI TORTURA?

Perché in Italia non è previsto il reato di tortura? Perché l’Unione Europea resta a guardare?

“Che cosa è successo in Italia dell’habeas corpus? Quel diritto che ogni uomo ha per nascita, anche in un carcere, anche in un ufficio di polizia, anche in una manifestazione di piazza, di essere rispettato dalle autorità di sicurezza o penitenziarie nella sua integrità psicofisica? Perché in Italia la tortura non è reato? Perché la gente può essere massacrata in carcere o negli interrogatori senza che nessun responsabile sia punito? Perché le sevizie di Genova si ammucchiano come reati abnormi e si aggiungono alle sevizie quotidiane subite da poveri Cristi deboli e indifesi che cadono nelle mani di sadici assassini in divisa che agiscono indisturbati? Cosa ha a che fare tutto questo con la democrazia e la civiltà? La Corte Europea si occupa di salvaguardare i diritti fondamentali dell’uomo, ma, sembra, agisce solo su richiesta. E allora, se una privata cittadina ha potuto essere ascoltata dalla Corte europea per una faccenda dopo tutto minimale e solo rappresentativa come quella del crocefisso, perché non salgono voci potenti e collettive verso la Comunità Europea, magari convogliate dal nostro solerte Grillo o da qualcuno di questi giuristi che tanto spesso dicono il loro parere richiesto o non richiesto? Perché non si può mandare qualche migliaia di firme all’UE affinché anche in Italia diventi reato il crimine di tortura, maltrattamento e morte perpetrato dagli organi di polizia o carcerari?”

di viviana v.

(fonte: beppegrillo.it)

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10 Risposte

  1. giusto! perchè i grandi dottoroni non si fanno portavoce dello sfascio dello stato?
    i poveri cristi devono andare a ricordare a tutti che lo stato sta morendo e a battarsi perchè le cose cambino?

    o dobbiamo aspettare qualche finlandese che si trasferisca in italia?

    http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/crocefissi-aule/crocefissi-aule/crocefissi-aule.html

  2. Come molti altri, anch’io ero a Genova durante il famigerato G8 del 2001. Accadde che un Paese incapace di gestire grandi eventi se non per speculare ed appaltare, l’Italia, scelse la più inadeguata delle città e la fece presidiare con pochi ordini – e per di più confusi – da una serie di reparti di pubblica sicurezza non coordinati e a cui, ad un certo punto, fu data mano (e manganello) libero. Persero la testa in tanti in quei giorni, ma solo il povero Giuliani posò il capo per sempre a terra. La persero soprattutto coloro che non dovevano perderla e che rappresentavano lo Stato. Uno Stato folle e vile che, allora, si manifestò alla Diaz – ma non solo – vestendo abiti da dittatura sudamericana. Abiti sporchi di sangue, che ancor oggi coprono alcuni dei nostri politici di destra e di sinistra, troppo presi dal loro perpetuarsi e che di quegli eventi preferisco non occuparsi più. Senza arrossire, nemmeno un po’.

  3. E POI PENSIAMO DI ESSERE UN PAESE CIVILE……………

  4. E si ha pure il coraggio di negare l’evidenza come nel caso Cucchi.

    http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/morte-cucchi-2/giovanardi-cucchi/giovanardi-cucchi.html

    che vergogna.

  5. ho le braccia a terra, quello del test antidroga volontario….spero che per coerenza definisca così anche i tossici di stato (benzodiazepine, amfetamine, alcool, tabacco)!

    a genova il grosso della polizia è a sua volta vittima del metodo cossiga

    http://noncontromaper.splinder.com/post/18894723

    i famosi black block…..

    dicevano che non c’era nulla da temere, in caserma a genova c’era fini.

    peccato che sia alla domanda “cosa è stato genova per lei e a quella “cosa è berlusconi per lei” fini risponda nello stesso modo: “una cosa che mi è sfuggita di mano”!!!!!!!!!!!!

  6. “Sono quasi un centinaio i paesi in cui la tortura e’ ancora prassi ed oltre 70 quelli in cui la liberta’ di espressione o di informazione e’ negata. Con la lotta al terrorismo, compaiono nuove forme di lesione dei diritti attraverso legislazioni anti-terrore o torture. I paesi in cui sono state eseguite condanne a morte nel 2004 sono 25.”

    (fonte: amnesty.it)

  7. http://informatisubito.myblog.it/archive/2009/11/04/giovanardi-all-attacco-promosso-test-antidroga-per-i-parlame.html

    capito che grado sproporzionato di ruffianeria!?!?

    volontario, così chi non si droga va a farsi il test e può bullarsi davanti ai media del risultato…e insieme a lui tutto il parlamento!

    tirate fuori il video delle iene…vigliacchi!

  8. Un paese e il suo grado di democrazia si valutano per come tratta i propri colpevoli. Noi addirittura siamo al punto di bistrattare gli onesti.

    Ricordo che nella nostra “Democrazia” e sulle nostre coscienze pesa ogni giorno la situazione disumana di Lampedusa e quella delle carceri ed ora sempre più questa situazione sta uscendo da questi luoghi per entrare nella comune vità di ogni cittadino. Dalle piazze agli stadi e nelle buie stanze di una questura.
    Lancio l’idea e spero che qualcuno mi aiuti per riuscire insieme a creare una proposta di legge:

    federalismo delle forze dell’ordine.
    Poliziotti, Carabinieri, Polizia Locale, ect… devono essere almeno della provincia in cui lavorano. Spesso lo stato manganella chi protesta a Napoli per i rifiuti con forze dell’ordine pugliesi e negli stessi giorni i poliziotti di napoli manganellano pugliesi per le piazze per altre proteste o sono occupati in altre faccende lontani dalla propria terra. Voglio vedere la gente di napoli manganellare amici e parenti o genitori o figli. Probabilmente anche loro si unirebbero alle proteste anche perchè pe la maggior parte vivono nelle nostre stesse situazioni. La storia è sempre cambiata quando le forze armate si sono unite alla gente quando ne condividono ideali problemi e gioie per i successi ottenuti.

    Per far questo serve un passaggio diretto dalle nostre tasse al loro stipendio. Serve un progetto comune,cioè nostro, degli obbiettivi e priorità che le forze dell’ordine deve perseguire con il proprio lavoro; valutabile e monetizzabile con uno stipendio misurato ai risultati ottenuti.

    Le forze dell’ordine devono assolutamente rispondere a tutti (o ai più tanti possibile) e mai a pochi altrimenti è sempre una democrazia armata.

    Solo una parte delle forze dell’ordine ha compiti nazionali di controllo di indagine e di aiuto intervento, in quanto, dovra mettere a disposizione il proprio aiuto alle forze dell’ordine del territorio per risolvere le questioni scoperte.

    Fa obbligo che per qualunque calamità naturale, all’uomo non imputabile direttamente o indirettamente si metta a disposizione un aiuto nazionale o per risolvere questioni che richiedano un maggior numero di persone o mezzi anche economici.

    Chiedo integrazioni cambiamenti modifiche per poter proporre un modo diverso di gestire le NOSTRE FORZE DELL’ORDNE ; non le forze dell’ordine politico. Lo stato siamo noi loro sono solo i politici.

    Anche la lista degli obbietivi che secondo noi sono i primari sarebbe auspicabile discutere insieme.

  9. io imputo più responsabilità a chi governa, gli sbirri sono dei poveri cristi come noi….comunque….per raccogliere la tua richiesta….

    1)”federalismo delle forze dell’ordine.
    Poliziotti, Carabinieri, Polizia Locale, ect… devono essere almeno della provincia in cui lavorano. Spesso lo stato manganella chi protesta a Napoli per i rifiuti con forze dell’ordine pugliesi e negli stessi giorni i poliziotti di napoli manganellano pugliesi per le piazze per altre proteste o sono occupati in altre faccende lontani dalla propria terra. Voglio vedere la gente di napoli manganellare amici e parenti o genitori o figli. Probabilmente anche loro si unirebbero alle proteste anche perchè pe la maggior parte vivono nelle nostre stesse situazioni. La storia è sempre cambiata quando le forze armate si sono unite alla gente quando ne condividono ideali problemi e gioie per i successi ottenuti”

    ormai ho paura della parola federalismo, io sono per la pianificazione centrale e l’attuazione locale. La tua soluzione non tiene conto dei problemi d’organico e del legittimo dubbio che il popolo si stia sbagliando. con le forze dell’ordine sempre schierate con il popolo lo stato resta sguarnito.
    l’impiego strumentale di forze dell’ordine estromettendoli dalla propria comunità è comunque esecrabile.

    2)”Per far questo serve un passaggio diretto dalle nostre tasse al loro stipendio. Serve un progetto comune,cioè nostro, degli obbiettivi e priorità che le forze dell’ordine deve perseguire con il proprio lavoro; valutabile e monetizzabile con uno stipendio misurato ai risultati ottenuti.
    Le forze dell’ordine devono assolutamente rispondere a tutti (o ai più tanti possibile) e mai a pochi altrimenti è sempre una democrazia armata.”

    parli di democrazia diretta? sono d’accordo.

    3)”Solo una parte delle forze dell’ordine ha compiti nazionali di controllo di indagine e di aiuto intervento, in quanto, dovra mettere a disposizione il proprio aiuto alle forze dell’ordine del territorio per risolvere le questioni scoperte.

    Fa obbligo che per qualunque calamità naturale, all’uomo non imputabile direttamente o indirettamente si metta a disposizione un aiuto nazionale o per risolvere questioni che richiedano un maggior numero di persone o mezzi anche economici.”

    questo già c’è, funziona…magari è migliorabile.

    sostanzialmente a me le forze dell’ordine vanno bene così come sono, avrei solo delle piccole modifiche:

    a) aumento dei fondi e degli stipendi
    b) smantellamento della mentalità che un poliziotto non debba mai pagare
    c) smantellamento della mentalità che le contravvenzioni servono a rimpinguare le casse comunali (la lega sta facendo qualcosina in questo senso ultimamente)
    d) numero di agenti per abitanti stabilito per legge
    e) smantellamento degli apparati deviati dei servizi segreti
    f) contromisure urgenti per contrastare la xenofobia, il fascismo e il razzismo divagati fra le forze dell’ordine nell’era belusconi
    g) depenalizzazione di tutti quei reati per i quali non vale la pena spendere energie per contrastarli
    h) costruzione di nuove carceri
    i) riforma della giustizia

  10. “Venerdì Yoani Sanchez è stata “sequestrata” per mezz’ora e malmenata – insieme a tre suoi amici – da agenti del governo cubano all’Avana. Il regime non perdona alla 34enne l’attività di denuncia su ciò che non va nell’isola e le critiche contro gli arbitrii delle autorità che la blogger porta avanti da anni su Internet e per le quali è conosciuta nel mondo.

    Il Fatto Quotidiano vuole perciò promuovere in segno di solidarietà una raccolta di firme per far pervenire a Yoani il sostegno delle persone alle quali sta a cuore la sua causa. Le firme saranno inviate anche all’ambasciata cubana in segno di protesta per il comportamento inaccettabile degli agenti che hanno minacciato Yoani Sanchez e per l’attacco contro le libertà personali e quelle d’espressione da lei subite.”

    Clicca e firma:
    http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578

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