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E RUBAGOTTI SI ALZO’

E RUBAGOTTI SI ALZO’

La “sedicente segretaria”, il taglia e cuci e il mistero delle lettere anonime.

Resoconto del consiglio comunale del 30 luglio 2009 (a telecamere accese)

Al quarto consiglio comunale ci attende una piccola sorpresa: una manifestazione da parte del Tennis Club Palazzolo all’ingresso dal Comune, che intende dimostrare il proprio diniego nei confronti, pare, di un bando appena perso attraverso un folkloristico sfogo dimostrativo. Ciascuno dei dimostranti reca in mano una lettera, la quale a sua volta va a comporre una scritta che si staglia ai nostri sguardi già da lontano:” Addio Tennis Palazzolo”. Palazzolo a 5 Stelle pubblicherà a breve un’intervista con il presidente del club come approfondimento della notizia.

Ad inizio seduta i consiglieri Baitelli (PD) e Grasso (Palazzolocambia) avanzano richiesta di spiegazioni al Sindaco, il quale chiede tempo dal momento che anch’egli è venuto a sapere della questione in quel momento, lasciando comunque intendere che se un bando è stato perso, bisognerà prenderne atto.

Prima interrogazione: il consigliere Grasso chiede spiegazioni in merito alla richiesta da parte dell’Enel della costruzione di un tratto di elettrodotto che collegherà Chiari e Cortefranca e che
dovrebbe passare per Palazzolo, ribadendo i rischi che la cosa comporterebbe per i cittadini del nostro comune. Le risponde l’Assessore all’Urbanistica Raccagni che sottolinea la volontà da parte dell’amministrazione di contestare tale costruzione a favore invece di un collegamento interrato, meno invasivo e pericoloso richiedendo inoltre altri 9000 m di interramento per compensazione ambientale.

Seconda interrogazione: il consigliere Zanni (PD) chiede spiegazioni al Sindaco in merito al “mistero” della scorsa seduta consigliare, nella quale il presidente del consiglio aveva invitato i partecipanti a non riprendere e trasmettere la seduta previa autorizzazione, ed in merito al motivo per cui alcuni cittadini palazzolesi (ndr: noi) erano stati chiamati dai carabinieri ed invitati a non portare le telecamere. Il consigliere Zanni ribadisce gli articoli di legge che prevedono il diritto all’informazione sottolineando inoltre come anche il diritto alla privacy sia subordinato a quello di cronaca in tali contesti, poiché i consiglieri ripresi sono funzionari pubblici nell’esercizio delle proprie funzioni (all’interno di una seduta pubblica). La risposta del sindaco ci appare a questo punto quanto mai sibillina, ma tenteremo comunque di riportarne i contenuti, non senza un notevole sforzo interpretativo, scusandoci sin da ora qualora non fossimo riusciti a cogliere il senso delle parole (a tal proposito ci verrà in soccorso la successiva pubblicazione dei verbali). In buona sostanza, il sindaco intende attuare tutti gli strumenti utili a promuovere la trasparenza dei consigli comunali ma tutelando i consiglieri e avvalendosi anche, se necessario, delle forze dell’ordine. Il sindaco sottolinea inoltre la differenza fra un’informazione esaustiva e trasparente ed il “taglia e cuci” dei filmati trasmessi.

Il consigliere Zanni ribadisce la sua perplessità nella scelta di inibire tutte le videoriprese per un simile motivo ed il principio secondo cui, in mancanza di una normativa specifica di riferimento, bisognerebbe fare capo alla normativa attualmente vigente e, a proposito di regolamenti, ricorda al sindaco la mancanza di quello relativo all’uso della bacheca informativa, di necessità ben più imminente.

Interpellanza: il consiglie Rubagotti riprende il tema della “sedicente segretaria” del sindaco (di cui avevamo già parlato nel precedente resoconto) ribadendo le proprie perplessità in merito al carattere di uso prettamente personale della stessa da parte del sindaco, a cui Sala risponde rimarcando il dovere della maggioranza di avere a sua disposizione tutti gli strumenti utili per amministrare ed informandoci di aver ricevuto persino delle lettere anonime a tal proposito.

A questo punto il consigliere Rubagotti, promotore dell’interrogazione insieme a PalazzoloCambia e UDC, si alza in piedi sottolineando l’atteggiamento vergognoso da parte del sindaco e la gravità ed i risvolti penali della presenza di una persona non dipendente nel Comune. Si dice preoccupato di un sindaco che blinda la maggioranza e che fa uso di toni perentori, sibillini e personali, che fa e nel contempo revoca le proprie delibere a piacimento (che, come in questo caso, interessano spese di 350mila euro). Nel contempo, esprime il proprio compiacimento per il fatto che la delibera in questione sia stata revocata: significa che un fondo di verità nelle perplessità della minoranza esisteva. Ma…Colpo di scena: il sindaco non sapeva nulla della revoca!

Seguono un paio di mozioni presentate da Palazzolo Cambia-Impegno per Palazzolo-UDC: una per istituire forme di microcredito in aiuto ai cittadini colpiti dalla crisi e l’altra per la creazione di un tavolo interistituzionale a sostegno delle imprese. Tutte le mozioni vengono bocciate. In particolare, per quanto riguarda il microcredito, secondo l’assessore Piva, sono già stati stanziati 100mila euro per le famiglie e si sta già prendendo accordi in tal senso, dunque l’opposizione “è arrivata in ritardo”. A questo punto è Selina Grasso che non ci sta, insieme al consigliere Valli (PD) e Baitelli (Pd), adducendo motivazioni ridicole alla bocciatura e rimarcando la necessità di non bocciare argomenti concreti per la cittadinanza e, a detta di Valli, bipartisan. Si innesca un vivace dibattito fra maggioranza ed opposizione sul numero di mozioni che, secondo Marini, consigliere PDL, forse sono un po’ troppe mentre l’opposizione ritiene che queste siano fondamentali in democrazia per garantire il dibattito e l’approfondimento.

La seduta si conclude con l’elezione dei membri delle commissioni permanenti a cui l’opposizione non intende candidare alcun presidente astenendosi dalla votazione come protesta nei confronti dell’atteggiamento del sindaco che, durante un incontro con le minoranze, sembrerebbe aver affermato di non concedere alcuna presidenza se non a fronte di un atteggiamento collaborativo. A tale richiesta l’opposizione compatta dice no rimarcando la funzione del proprio ruolo che è proprio quella di controllare l’operato della maggioranza e non già di essere controllata dalla stessa.

I presidenti delle commissioni eletti sono: Beghetti Francesco (PDL) per il Territorio, Cattaneo Dino (Lega) per i Servizi alla Persona e Marini Armando (PDL) per Servizi istituzionali e risorse per le attività economiche e produttive.

Le domande che a questo punto ci poniamo sono:

>>chi avrà mandato e cosa sarà scritto nelle lettere anonime al sindaco?
>>La delibera di giunta per la “segretaria personale” è veramente stata revocata?
>>E soprattutto: come andrà a finire la faccenda del taglia e cuci?

I misteri di Palazzolo si infittiscono…

>>>>A breve on line il video del quarto consiglio comunale: da non perdere!<<<<

A cura di PALAZZOLO A 5 STELLE

GUIDA AL CONSUMO REPONSABILE (PARTE II)

LA NECESSITA’ DI COMUNICARE CON LE IMPRESE
Molti vivono il consumo critico solo come uno strumento di coerenza personale per non compromettersi con metodi contrari alla propria coscienza. Ciò è molto importante, ma bisogna stare attenti a non trascurare l’uso del consumo critico come mezzo di condizionamento delle imprese. Per questo è necessario assumere anche altre iniziative che possono rendere più efficaci le nostre scelte di consumo. Ad esempio, è fondamentale comunicare alle imprese i motivi per cui si è deciso di comprare o di non comprare i loro prodotti. In questo modo esse possono conoscere le ragioni per cui i consumatori le puniscono o le premiano e sanno quali comportamenti devono modificare o rafforzare.
Nello stesso tempo è bene far conoscere le proprie motivazioni anche ai lavoratori per avere in loro degli alleati che fanno pressione sull’ impresa anche sul fronte sindacale.

IL CONSUMO CRITICO FUNZIONA
L’ esperienza dimostra che dove i consumatori si fanno sentire, le imprese sono disposte a cambiare, non perché si convertono all’ambiente o alla giustizia, ma perché non vogliono perdere quote di mercato. Negli Stati Uniti, ad esempio, la pressione dei consumatori e dell’opinione pubblica ha indotto multinazionali famose come Levi’s e Reebok ad adottare un codice di comportamento per il rispetto dei diritti dei lavoratori del Sud del Mondo.
In Europa, Ikea, catena di supermercati svedese, ha deciso di vendere solo tappeti che garantiscono il non utilizzo di lavoro minorile. Anche Premium Brands, che è una controllata della multinazionale Hillsdown Holdings, ha creato un marchio di garanzia sociale per il suo tè Typhoo. Il marchio garantisce che il tè proviene da piantagioni che assicurano ai lavoratori determinati standards sociali ed economici.

STRATEGIE PER IL CAMBIAMENTO
A questo punto dobbiamo scegliere. Se vogliamo sostenere il pericolo di guerre, la distruzione del pianeta, lo sfruttamento, la corruzione, l’opposizione, allora continuiamo a consumare alla ceca come facciamo oggi. Ma se vogliamo salvare il pianeta, se vogliamo far crescere la giustizia, la partecipazione, la nonviolenza, allora dobbiamo consumare meno e dobbiamo prendere le distanze dalle imprese che si comportano in maniera iniqua. In altre parole, dobbiamo imboccare la strada della sobrietà e del consumo critico.

Le tabelle di questa guida rapida sono state compilate utilizzando i dati della “Guida al Consumo Critico” (ed. 2000) realizzata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo e dove vengono vagliate 173 gruppi italiani ed esteri che più facilmente si incontrano al supermercato. I comportamenti indagati sono 14 e sono stati scelti in base alla loro importanza sociale ed ambiental:

*Trasparenza
*Abuso di potere
*Terzo mondo
*Ambiente
*Armi ed esercito
*Vendite irresponsabili
*OGM
*Sicurezza e diritti dei lavoratori
*Regimi oppressivi
*Illeciti e frodi
*Animali
*Etichette e pubblicità
*Paradisi fiscali
*Boicottaggio

La compilazione della Guida rapida è stata eseguita utilizzando il criterio della “media pesata”, cioè è stato attribuito un “peso” ad ogni voce sopra riportata dando più peso a Terzo Mondo, Diritto dei lavoratori, Abuso di potere.
I pesi assegnati (la loro somma è pari a 100) sono i seguenti:

*Trasparenza = 2
*Abuso di potere = 13
*Terzo mondo = 16
*Ambiente = 8
*Armi ed esercito = 10
*Vendite irresponsabili = 6

*OGM = 7
*Sicurezza e diritti dei lavoratori = 14
*Regimi oppressivi = 10
*Illeciti e frodi = 4
*Animali = 5
*Etichette e pubblicità = 2
*Paradisi fiscali = 3
*Boicottaggio = ( non assegnato)

Al criterio “boicottaggio” non è stato assegnato nessun peso perché le multinazionali soggette a boicottaggio riportano valori già negativi nelle voci precedenti.
In base al giudizio che la Guida al Consumo Critico attribuisce ad ogni singola voce, abbiamo affiancato un voto espresso in decimi ( da 1 a 10) con il seguente criterio:

*Critica pesante = 3/10
*Critica lieve = 5/10
*Sospetto = 5/10
*Apprezzamento = 7/10
*Approvazione = 8/10
*Neutralità = 6/10

In base al voto ottenuto il prodotto viene inserito in una delle 4 fasce di merito con il seguente criterio:

prima fascia: <6
seconda fascia: da 5.5 a 6
terza fascia: da 5 a 5.5
quarta fascia:<5

Sono da preferire, quindi, i prodotti che ricadono nella prima e seconda fascia e, in quest’ultima, sono da scegliere quelli scritti in “grassetto” perché, se pur inseriti nella seconda fascia, hanno totalizzato un voto molto prossimo alla sufficienza.

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Prossimamente la TERZA PARTE con l’elenco di tutti i prodotti, produttori e valutazioni.

>>Leggi la prima parte:

https://listacivicacinquestelle.wordpress.com/2009/07/01/guida-per-un-consumo-responsabile-parte-i/

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