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ANCORA BLACKBERRY

Si evolve la “guerra del blackberry”. Dal Bresciaoggi di venerdi 3 luglio (che cita Palazzolo a 5 stelle e il suo impegno in coda all’articolo) apprendiamo che al no di Baitelli (Pd), si aggiunge anche  quello di Rubagotti (Impegno civica); Selina Grasso (Udc+Palazzolocambia) più possibilista. Ecco l’articolo:

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Un BlackBerry a tutti i consiglieri a spese del Comune: lo ha proposto Alessandro Sala, sindaco di Palazzolo, spiegando anche l’intento dell’iniziativa ovvero la facilitazione nelle comunicazioni.

Immediato il rifiuto del Pd. Mino Baitelli ha osservato: «Il sindaco vuol far credere stranamente che gli errori della passata amministrazione vadano attribuiti solo a persone del suo partito, non a quelle di altri, che ha sostenuto negli ultimi due anni come commissario di Forza Italia. Vigileremo e controlleremo che le scelte della sua amministrazione non comportino ulteriore aumento irrazionale della spesa e degli sprechi del denaro pubblico».
Ecco poi la conclusione: «Per questo a nome dei consiglieri del Pd la invitiamo a non sprecare altro denaro dei cittadini per i BlackBerry che ha promesso a tutti: abbiamo già messo a disposizione i numeri dei nostri cellulari per essere contattati senza spese per il Comune».

Analogo rifiuto da Tarcisio Rubagotti (Impegno Palazzolo) che ha dichiarato: «Non accetterò alcun BlackBerry a spese dei palazzolesi: se l’obiettivo è il risparmio ci sono soluzioni semplici e poco costose come la posta elettronica certificata. Basterebbe creare una casella postale sotto il sito del Comune per evitare i costi di raccomandate e messo comunale. La posta certificata è già utilizzata comunemente dalla pubblica amministrazione».

Più possibilista Selina Grasso (Palazzolo Cambia e Udc): «Valuteremo se accettare o meno un BlackBerry per il gruppo: prima vogliamo capire quanto costi e a cosa serva effettivamente».

L’offerta del sindaco, condivisa da Pdl e Lega, è intanto finita sul sito di Palazzolo a cinque stelle, la lista che si ispira a Beppe Grillo e che, mancato l’obiettivo di entrare in consiglio, segue i fatti della politica cittadina mettendo in onda il video con l’ultima seduta.

FONTE: Bresciaoggi.it

  • Per saperne di più leggi l’articolo di PALAZZOLO A 5 STELLE sulla questione Blackberry cliccando qui

IL NUCLEARE NON SERVE

«L’Italia torna al nucleare?» è il titolo del libro che Angelo Baracca ha mandato in libreria solo pochi mesi fa con la casa editrice Jacabook. Una domanda che oggi ha risposta: sì, l’Italia torna al nucleare. E anche in tempi piuttosto brevi sostiene il governo Berlusconi. Baracca, che è un fisico e insegna all’università di Firenze, spiega in modo dettagliato perché un ritorno al nucleare nel nostro paese sarebbe inutile o, peggio, dannoso. E perché il mito del nucleare francese è una bufala.
Professor Baracca, perché ritiene l’accordo tra Italia e Francia per lo meno inutile?
«C’è una cosa che nessuno dice: con le centrali nucleari si produce solo energia elettrica. Ma l’elettricità è solo un quinto dei nostri consumi energetici. Oltre l’80% dell’energia che consumiamo per i trasporti o per l’agricoltura non è elettrica. Le centrali nucleari, quindi, non risolverebbero il nostro problema: continueremo a importare petrolio. La Francia, che produce il 78% della sua energia elettrica con il nucleare, importa più petrolio di noi».

Qualcuno dice che in Italia produciamo poca energia elettrica, è vero?
«Non è vero: abbiamo una potenza installata che supera del 30% la domanda di elettricità. Solo che il sistema è inefficiente e quindi la nostra elettricità è la più cara d’Europa. Ma se anche fosse vero che abbiamo bisogno di altra energia elettrica, potremmo decidere di fare come la Spagna dove, in un anno, sono stati creati impianti eolici per 3500 megawatt: come 2 centrali e mezzo. La costruzione di questi impianti costa meno e ha coinvolto l’industria spagnola con ricadute positive sull’economia. Oppure potremmo fare come le Germania che punta sul solare, pur avendo meno sole. È questione di scelte».

Berlusconi prevede che la prima centrale parta nel 2020. È realistico?
«Sì, bisogna considerare una decina d’anni per avere l’opera finita, anche se c’è chi dice che una centrale si costruisce in 5 anni. In Europa ci sono due centrali in costruzione come quelle che dovremmo importare in Italia: una è in Finlandia, l’altra in Francia. Quella finlandese è iniziata 3-4 anni fa e ha già accumulato 2 anni di ritardo e un aumento di costi di 2 miliardi di euro. Il problema è che una centrale nucleare ha esigenze tecnologiche altissime. Anche i materiali, come il cemento o l’acciaio, devono essere di qualità superiore. Le industrie finlandesi non sono in grado di soddisfare questa esigenza. Pensiamo a cosa potrebbe accadere in Italia dove la Italcementi ha dato cemento taroccato anche per le grandi opere».

Abbiamo le competenze per gestire questi impianti?
«Dopo il referendum sul nucleare dell’87, l’Italia ha smantellato tutto. All’Enea ci sono una quarantina di dipendenti con le competenze giuste, ma un terzo sono occupate a smaltire le centrali chiuse e quasi tutti sono prossimi alla pensione. Il resto è personale a contratto. Possiamo gestire le centrali con i co.co.pro?»

(articolo tratto dal blog: http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com)

IL PACCHETTO SICUREZZA DIVENTA LEGGE: SI ALLE RONDE

ROMA – Si potranno organizzare le ronde; diventa reato l’immigrazione clandestina.

Da ieri il ddl sicurezza è legge dello Stato. L’ok definitivo del Senato è giunto in tarda mattinata con il voto di fiducia: 157 favorevoli tra PdL, Lega Nord e MpA; 124 no; 3 astenuti. Plaude la maggioranza (“Una legge fatta per la serenità dei cittadini, da me fortemente voluta”, ha detto Silvio Berlusconi); forti le critiche sollevate dall’opposizione (“E’ un danno per il paese”, è stato il commento di Dario Franceschini, segretario Pd), e dal Vaticano: “Basta criminalizzare gli stranieri. E’ una norma che porterà dolore”.

Inasprite pene per gli immigrati.
Dopo un lungo braccio di ferro con l’opposizione, la nuova legge impone un giro di vite sugli immigrati irregolari che da oggi rischieranno il processo. La permanenza nei Centri di identificazione temporanea per verificare
la provenienza dei migranti potrà toccare i 18 mesi (finora il limite era di 60 giorni). Una pena fino a tre anni di carcere è prevista per chi affitta case o locali ai clandestini.

Le ronde.
Potranno collaborare con le forze dell’ordine le associazioni di cittadini organizzate in ronde. Le associazioni saranno iscritte in un apposito elenco a cura del prefetto. Sarà un decreto del ministro dell’Interno a disciplinare i requisiti necessari, ma fin d’ora il governo ha assicurato che le ronde non saranno armate.

Norme anti-racket.
Vengono inoltre ripristinati i poteri del procuratore nazionale antimafia e inasprito il 41-bis sulla detenzione dei boss mafiosi. Rispetto ad una stesura precedente, torna l’obbligo per gli imprenditori di denunciare i tentativi di racket, pena l’esclusione dalle gare d’appalto che scatta anche quando la richiesta del pizzo emerga dalle risultanze di un rinvio a giudizio.

Ritorna il reato di oltraggio.
Aggravanti per i reati commessi su anziani e disabili; introdotte norme più severe contro i graffitari e contro coloro che impiegano bambini per l’accattonaggio. Ritorna ad essere penalmente rilevante il reato di oltraggio a pubblico ufficiale.

FONTE: larepubblica.it

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