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QUELLI CHE IL BLACKBERRY

Durante il discorso di insediamento del consiglio comunale, in data 27 giugno 2009, il sindaco di Palazzolo Alessandro Sala ha dichiarato di voler dotare tutti i consiglieri di un telefonino blackberry, in quanto strumento di lavoro ed immediata comunicazione.

Le domande sorgono spontanee: saranno i cittadini a pagare? L’operazione blackberry quanto verrebbe a costare?
Ricordo che un abbonamento Blackberry Vodafone costa dai 60 ai 160 euro al mese. Ovvero 720 / 1920 euro anno per apparecchio (sempre che non superino il tetto di traffico utilizzandolo anche per uso personale), da moltiplicare per il numero dei consiglieri.

Posto che il comune si deve già preoccupare dei milioni di euro di passività, come primo atto, da un sindaco ci aspettavamo qualcosa di maggiormente significativo nei confronti della collettività.

Per rimanere in tema di telecomunicazione (argomento molto caro a Palazzolo a 5 Stelle), consiglio ai nostri dipendenti di utilizzare skype per comunicare in modo rapido fra i vari organi amministrativi e, nel contempo, per mettere in condizione i cittadini di telefonare a costo zero, magari  attivando anche un filo diretto con l’amministrazione stessa (vedi la nostra proposta programmatica sull’introduzione di skype in comune). Se proprio si devono spendere dei denari pubblici è bene allora farlo nella direzione giusta: un investimento intelligente sarebbe quello di installare degli impianti wi–fi in zone strategiche della città per diffondere Internet fra tutti i cittadini, ricordando che quelli di San Pancrazio aspettano ancora una connessione a banda larga.

È bene comunque far notare che il capogruppo del (Pd) G. Baitelli ha dichiarato che, sia lui sia i consiglieri di appartenenza continueranno ad utilizzare i propri telefonini rinunciando al blackberry.

Dal blog chiediamo, a questo punto, la posizione degli altri membri del consiglio.


A cura di Claudio Cominardi

BUONA LA SECONDA, MA LA MUSICA NON CAMBIA

Videocronaca


Sintesi della 2a seduta consiliare con interviste finali ai consiglieri

COMUNE DI PALAZZOLOBUONA LA SECONDA, MA LA MUSICA NON CAMBIA
Il resoconto della seconda convocazione del consiglio comunale.

Dopo la prima seduta dichiarata deserta per la “grana” Beghetti , il consiglio comunale, in seconda convocazione, ha potuto convalidare gli eletti e quindi anche lo stesso sindaco Sala. La contestazione sull’ eleggibilità del consigliere Beghetti è stata ritirata, ha spiegato il presidente pro-tempore Piovanelli, visti i tempi tecnici ristretti per l’insediamento del consiglio comunale ed essendo comunque la questione molto controversa e di difficile interpretazione.

Dopo alcune considerazioni dei consigliere dell’opposizione Baitelli e Grasso, che hanno voluto chiedere spiegazioni al sindaco in merito alla questione ed in seguito alla risposta del medesimo (che ha semplicemente ribadito quanto già dichiarato dal presidente Piovanelli) si è proceduto alla  votazione sulla convalida degli eletti e all’effettivo insediamento del consiglio comunale.
I 4 consiglieri del PD hanno abbandonato l’aula e la convalida è stata votata all’unanimità dei presenti.

A seguire, il giuramento del sindaco che successivamente ha preso la parola per un discorso nel quale ha esplicitato le sue buone intenzioni. Di particolare rilevanza, oltre alle numerose frasi di circostanza che un sindaco è tenuto a dire, la volontà di porre la propria attenzione ai cittadini, ma anche ai partiti di riferimento.
E qualora gli interessi dei partiti si scontrassero con quelli dei cittadini?
Su questo punto non c’è risposta. Neppure dopo le domande rivolte al sindaco dal consigliere Baitelli e dal consigliere Grasso in merito ad una sua eventuale presenza part-time per incarichi provinciali, il sindaco non ha ritenuto di dover chiedere la parola per dare una risposta sia ai consiglieri sia ai numerosi cittadini presenti.

Al momento della votazione per la presidenza del consiglio comunale, i voti della maggioranza sono confluiti compatti sul consigliere Chiodini Massimo (Pdl) per la presidenza e sul consigliere Sala Luisa (Pdl) per la vice presidenza. I due consiglieri eletti erano stati proprio coloro che, insieme al consigliere Beghetti e a tutta la minoranza, uscendo dall’aula fecero saltare l’insediamento del consiglio comunale in prima convocazione.

Risulta pertanto molto evidente come i partiti della maggioranza abbiano sistemato le proprie grane al loro interno. Era infatti già chiaro dalla scorsa legislatura che all’interno del Pdl vi fossero almeno due anime ben distinte e che tali consiglieri rappresentassero evidentemente una corrente separata all’interno della maggioranza. Probabilmente ad essi spettava la presidenza del consiglio comunale per tenere unita la maggioranza, ma qualche cosa deve essere inizialmente sfuggito di mano vista la brutta figura del primo consiglio comunale…

A questo punto è lecito chiedersi:
Uno: Quanto questo modo di gestire la politica è nell’interesse dei cittadini?
Due: Quali interessi sono in gioco per dividere in questo modo il partito di maggioranza della nostra città?
Infine: come concilierà il neo sindaco l’attenzione per i cittadini di Palazzolo con i suoi incarichi provinciali?

Teniamo gli occhi aperti e…Fiato sul collo.

Alla prossima!

a cura di Palazzolo a 5 stelle

COMINCIAMO BENE (dalle rubriche FIATO SUL COLLO&SPUTTANIAMOLI)

Video del consiglio comunale per sunto

Videocronaca

cominciamo_beneTelecamera, taccuini ed occhi aperti: Palazzolo a 5 Stelle partecipa al primo consiglio comunale di Palazzolo Sull’Oglio. A breve on line il video dell’evento.

Nessun discorso, nessuna  dichiarazione d’intenti, nessuna proposta. Il primo atto del neo sindaco di Palazzolo Alessandro Sala è uno solo: la messa in discussione di un consigliere della sua stessa maggioranza, Francesco Beghetti, eletto con 76 preferenze fra le fila del PDL.

La “causa ostativa” che metterebbe in discussione l’eleggilibilità del consigliere Beghetti sarebbe la carica di consigliere ricoperta dal medesimo Beghetti all’interno di Sogeim SpA, società di cui il Comune detiene la maggioranza delle azioni, che potrebbe risultare inconciliabile con la carica di consigliere.

Il consiglio è chiamato alla votazione per decidere se avviare o meno una procedura di ineleggibilità nei confronti di Beghetti ma a tale chiamata l’opposizione risponde compatta di no. Mino Baitelli (PD), Selina Grasso (Palazzolo Cambia-UDC) e Tarcisio Rubagotti (Impegno per Palazzolo) dichiarano che non parteciperanno alla votazione, criticando il gesto come un preoccupante segnale della mancanza di compatezza all’interno della maggioranza, che mostra fin da subito una rottura interna. Il consigliere Grasso sottolinea inoltre la gravità della messa in discussione di eleggibilità del consigliere del PDL dal momento che le 76 preferenze date a Beghetti  debbono aver certamente contribuito alla vittoria dello stesso sindaco Sala, passato al primo turno per soli 45 voti.

Oltre all’opposizione, dichiarano la loro non partecipazione alla votazione anche i consiglieri del PDL Chiodini, Sala e lo stesso Beghetti.

Al momento della votazione, i consiglieri dell’opposizione ed i tre citati della maggioranza si alzano e abbandonano l’aula, impendendo così di avere il numero legale per procedere non solo alla votazione nei confronti di Beghetti ma anche alla votazione, ben più importante, in merito alla convalida dello stesso Sindaco e dei consiglieri eletti.

Dopo 15 minuti di pausa, il presidente dell’assemblea Piovanelli è costretto a dichiarare la seduta deserta.

Il primo consiglio comunale di Palazzolo sull’Oglio si conclude così in modo del tutto anomalo, senza aver proceduto neppure alla convalida dell’insediamento del consiglio stesso.

La prima domanda che ci viene in mente è: come mai il sindaco si accorge ora dell’ineleggibilità del suo stesso consigliere?

La seconda è: perché il sindaco giudica così importante metterlo subito in discussione?

Infine: cosa accadrà ora che l’insediamento comunale non è avvenuto?

Seguiteci per avere tutte le risposte!

a cura di PALAZZOLO A 5 STELLE

I FIORI DI TEHERAN

Neda e Zahra: i fiori di Teheran

Sono loro, per me, il simbolo di questo assurdo massacro di giovani che volevano solo un Iran liberato dal fondamentalismo. Sono loro l’immagine che voglio conservare della rivolta di questi giorni di Teheran. Neda, la giovane vittima della violenza del regime, affinché non ci faccia dimenticare la brutalità di quesi giorni e Zahra, la donna matura che osò sfidare il fondamentalismo maschilista, per sperare nel futuro.

Zahra

“Grande oratrice, autrice di numerosi libri, donna di successo sin alla prima ora della Rivoluzione del 1979, anno in cui venne nominata secondo rettore (la prima volta di una donna) dell’università di Al-zahara di Teheran, Zahra Rahnavard, è donna in politica da sempre, schierata al tempo di Mohamed Khatami con la sua corrente riformista.

Moglie di Mir Hossein Mousavi, l’ultimo primo ministro iraniano prima della presa di potere della corrente komenista, Zahra Rahnavard è entrata in questa campagna elettorale d’impeto, e rilanciandosi come first lady ha rotto il tabù radicato nella politica della repubblica islamica che vuole completamente assenti dalla scena pubblica le mogli dei leader.

La presenza di Zahra sulla scena elettorale ha parecchio innervosito Ahmadinejead che, nel corso di piu dibattiti televisivi, ha spostato la sua attenzione dal candidato marito a lei, arrivando a definirla “una vecchia nonna di 64 anni” che avrebbe ottenuto le sue qualifiche accademiche non in base al merito ma “ per l’appoggio di una classe politica corrotta.”.

Alle donne, Zahra ha promesso posti nel gabinetto di governo del marito (se eletto), ruoli di viceministre e ambasciatrici. Ha garantito che Mir Hossein avrebbe posto fine alle discriminazioni e nessuna sarebbe stata più trattata come “cittadina di seconda classe”. Ha promesso la scarcerazione delle attiviste in carcere per i diritti delle donne e l’abolizione della polizia incaricata di controllare le malvelate. Si è spinta sino a dre che le donne dovrebbero scegliere liberamente se usare il velo oppure no.
Per questa campagna elettorale 2009, ha indossato foulards a fiori sgargianti sul chador nero sempre aperto, e così la si vede nelle foto e dappertutto sui manifesti.

E adesso, dopo la sconfitta? Dove porterà l’intensificarsi delle lotte intestine delle fazioni interne al regime che anche lei ha contribuito a scoperchiare?
Di certo, il corpo dei Guardiani della Rivoluzione ha già lanciato un pesante avvertimento, dichiarando per bocca di Javani, il suo capo politico, che “tutti i tentativi rivoluzionari saranno bloccati appena inizieranno”.

Il resto è cronaca di questi giorni, con la protesta giovanile di Teheran contro la vittoria degli avversarsi di Zahra, i fondamentalisti, giudicata truccata da elezioni gonfiate e fasulle.
…Il resto è Neda.

Neda

Neda. Said. Sono diventati i simboli della protesta dei giovani e delle donne iraniane contro la dittatura religiosa, contro il regime clerico—fascista dei mullah al potere a Teheran. Sul marciapiede dove è morto Said, 20 anni, la gente accende candele e porta fiori. Il giovane è uno dei primi manifestanti caduti sotto le cariche dei miliziani decisi a stroncare nel sangue le proteste popolari che da una settimana si susseguono nella capitale, e nelle principali città del Paese, dal Isfahan a Shiraz. I suoi familiari hanno avuto la possibilità di celebrarne il funerale. Quelli di Neda, invece, sono stati vietati dalle autorità.

La foto che riprende Neda a terra, con la testa sanguinante, gli occhi aperti sullo stupore della morte, sta facendo il giro del mondo… Gli ayatollah rispondono con le minacce, ma la protesta non si ferma…Su You tube il video che la mostra mentre cade a terra, colpita da un proiettile delle milizie komeiniste, poi riversa sul selciato mentre alcuni passanti cercano di rianimarla, è diventato esso stesso un luogo di culto, visitato da milioni di cybernauti, mentre si moltiplicano i messaggi sui siti e i social network. “Neda non ti dimenticheremo, non sarai morta invano”; “Neda riposa in pace, il mondo piange nel vedere il tuo ultimo respiro, ti ricordiamo, non sei morta invano”; “Pietà per questa ragazza innocente, sarà un simbolo per noi”.
Secondo in post trasmesso da Twitter e apparso sul sito di opposizione loftan.org, la gente ha ribattazzato con il suo nome la strada dove la ragazza é stata uccisa, via Amirabad adesso si chiama “ via Neda”. “

(Fonte: Sintesi personale di due articoli pubblicati su Womeninthecity: La battaglia di Teheran e Zahra la tosta)

a cura di Giorgia Vezzoli
(http://vitadastreghe.blogspot.com)

SULLA BUONA STRADA

ANCONA 4,67% 21° BOLOGNA 3,01%
EMPOLI 4,61% 22° CARPI 2,93%
PALAZZOLO SULL’OGLIO 4,35% 23° LUGO 2,84%
FORLÌ 4,34% 24° PAVIA 2,83%
MOGLIANO VENETO 4,27% 25° ZOLA PEDROSA 2,32%
CESENA 4,15% 26° FRASCATI 2,31%
FOLLONICA 3,90% 27° COLOGNO MONZESE 2,19%
MONTEMURLO 3,81% 28° TORTONA 2,17%
SAN GIULIANO MILANESE 3,80% 29° BELLARIA 1,98%
10° PAESE 3,78% 30° FIRENZE 1,95%
11° CATTOLICA 3,68% 31° PRATO 1,86%
12° RIVOLI 3,68% 32° PADOVA 1,83%
13° MODENA 3,51% 33° ROZZANO 1,81%
14° PESARO 3,40% 34° PERUGIA 1,77%
15° LIVORNO 3,39% 35° MIRANDOLA 1,46%
16° FANO 3,35% 36° ADRIA 1,41%
17° REGGIO EMILIA 3,34% 37° PESCARA 1,16%
18° SPOLETO 3,34% 38° CAPANNORI 1,12%
19° FORMIGINE 3,19% 39° BRINDISI 0,65%
20° FERRARA 3,13% 40° BARI 0,44%

Questa è la classifica in percentuale, dei risultati ottenuti dalle liste civiche a 5 stelle certificate dal blog www.Beppegrillo.it alle elezioni amministrative nei comuni superiori ai 15.000 abitanti.

Anche se non siamo riusciti ad ottenere alcun seggio, abbiamo riscontrato un dato impressionante: su 40 liste deteniamo il terzo miglior dato percentuale!

Palazzolo è viva, ha voglia di cambiamento, è stufa delle continue lottizzazioni del territorio pubblico, è stufa di una città che invecchia dimenticando il passato e che non coglie le opportunità del futuro.

Probabilmente questo è dovuto anche all’incapacità delle passate gestioni comunali (maggioranza ed opposizione) ed è per questo che PALAZZOLO A 5 STELLE è sempre più deciso ad impegnarsi nell’indicare un’altra via a chi ci rappresenta, poiché sfiduciati dal passato che in questo comune continua a ripresentarsi. (Le facce giovani e nuove della politica palazzolese sono davvero troppo poche).

Presenteremo loro le istanze dei cittadini e quando sarà il caso denunceremo ciò che riterremo scorretto per la collettività.

La prima operazione sarà quella del monitoraggio dei consigli comunali, a partire da mercoledì 24 giugno.

Vi aspetto numerosi: “il vero nemico della democrazia non è il dispotismo ma l’indifferenza della maggioranza”.

a cura di Claudio Cominardi

MI VERGOGNO DI ESSERE RAPPRESENTATO DA LEI, PRESIDENTE

<<Siete dei poveri comunisti!>>

Così, giorni fa, un premier Berlusconi nervoso in tenuta nera, ha etichettato i cittadini che pacificamente lo contestavano a Cinisello Balsamo, durante il suo intervento a sostegno di Podestà. Le piazze non sono set cinematografici in cui tutto è programmato e l’applauso scatta sempre e comunque come nei progammi tv: solo Hitler, Mussolini e Stalin potevano permettersi di essere sempre applauditi. Ma loro erano dittatori.

La piazza è uno spazio libero e quando il popolo contesta, e arrivano i fischi, è importante cercare di comprendere il malcontento dei cittadini. Non si possono eliminare i contestatori o mettere a tacere i giornali, le tv, i liberi cittadini che non la pensano come Lei, Presidente.

O etichettarli come coglioni o comunisti o eversivi solo perché non vogliono più che a governarli sia un uomo che è improcessabile (vedi lodo Alfano), corruttore (vedi processo Mills), proprietario di Mediaset e “controllore” delle 3 reti rai, nonché editore e proprietario di una squadra di calcio (e quindi in perenne confilitto d’interessi) e fondamentalmente una persona diversa da quella in cui, per anni, molti italiani hanno creduto: la favoletta dell’uomo onesto che si è fatto da solo e del buon padre di famiglia cattolico non è più credibile Presidente.

Chi La contesta probabilmente è stufo, per usare il Suo linguaggio, di essere costantemente trattato come un coglione.

Personalmente mi vergogno di essere rappresentato da lei  in Italia e all’estero e spero che decida di dimettersi prima che la piramide si rovesci del tutto.

a cura di Fabio Di Benedetto,

libero cittadino

ASSESSORI: ECCO I NOMI

Sarà presentata mercoledì prossimo nel primo consiglio comunale convocato alle 21 nel palazzo municipale la nuova giunta di Palazzolo. Alessandro Sala, dopo una settimana di consultazioni con i responsabili di Pdl e Lega, l’alleanza che l’ha eletto al primo turno, ha comunicato ieri la composizione della sua squadra.
Il neo sindaco ha mantenuto le deleghe per personale, dirigenza, anagrafe, stato civile, cultura, sport, turismo, politiche giovanili e oratori, attività produttive e commerciali.
Sono stati riconfermati i leghisti Romana Turra, vicesindaco, che lascia la pubblica istruzione per assumere le competenze di sanità e attuazione del programma, e Gigi Urgnani, sicurezza, illuminazione, protezione civile. Ritorna in giunta Gianni Stucchi, a cui l’ex sindaco Silvano Moreschi aveva revocato il mandato nelle ultime settimane, che lascia il turismo per guidare pubblica istruzione ed edilizia scolastica.

Molte le novità, in parte legate al rifiuto di alcuni consiglieri Pdl di entrare in giunta rinunciando al seggio in consiglio poichè vige l’incompatibilità tra il ruolo di consigliere e di assessore nei Comuni con più di 15mila abitanti: Giuliana Bertoli, all’opposizione nel precedente mandato a cui sono stati affidati i servizi sociali e attività cimiteriali, Roberto Lancini, più noto come Bruno, Pdl, alla sua prima esperienza amministrativa, avrà lavori pubblici e servizi per la frazione San Pancrazio. Importante la novità di Stefano Raccagni, Lega, il più giovane degli assessori, fondatore delle Sentinelle palazzolesi, a cui Sala ha affidato le deleghe per urbanistica, edilizia privata e viabilità; Armando Turra, capogruppo della delegazione leghista, che non era entrato in consiglio, avrà invece alcune delle competenze più delicate assumendo l’incarico di assessore al bilancio, programmazione economica e società partecipate, tra le quali di particolare rilievo Sogeim, la municipalizzata più importante, al 96 per cento di proprietà comunale.

La prima seduta di mercoledì prossimo sarà l’occasione per chiarire i rapporti di forza tra gli alleati e per valutare se si ricomporranno le fratture interne al gruppo di Forza Italia. Infine, come presidente del Consiglio comunale la maggioranza proporrà Massimo Chiodini.

FONTE: Brescia Oggi

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