• Iniziative

    INCONTRI 5 STELLE Tutti i venerdi verso le 20.45 ci troviamo al "Sampa Bar", a S.Pancrazio (fraz. di Palazzolo) in via Firenze n.141. Passate parola! ---------------------------------------
  • Network

  • M5S: Camera e Senato

  • La palazzolo virtuosa

    consumo critico, volontariato, arte... Leggi gli articoli
  • BATTAGLIE

  • Proposte

    FOTOVOLTAICO 5 STELLE
    - fotovoltaico per tutti, le proposte...



    EMERGENZA CONTROCORRENTE
    - Bozza di progetto alternativo al bar galleggiante


    RIFIUTI
    - Documento RIFIUTI ZERO consegnato all'assessore all'ecologia Lancini


    ENERGIA
    - Sportello per il risparmio energetico


    TRASPORTI
    - Bus navetta comunale


    OBIETTIVI RAGGIUNTI
    - Autorizzazione permanente ripresa consigli comunali

    - E-mail pubbliche di consiglieri e giunta

    - Data di convocazione commissioni on line e sui pannelli elettronici in p.zza Giovanni XXXIII

    - Mobilitazione cittadini per mozione acqua pubblica bocciata da tutto il consiglio comunale

    - Risolte alcune segnalazioni cittadine (problema luminarie san pancrazio accese per oltre un mese 24h/24h, rimozione manifesti abusivi M. Peroni, questione parcheggi san pancrazio, vicenda ''famiglia West'' etc...)

    (Leggi tutto)

    (Leggi tutte le proposte discusse sul blog)

    >>Invia la tua proposta/segnalazione per migliorare il comune di PALAZZOLO SULL'OGLIO a palazzoloa5stelle@
    gmail.com
    , la inseriremo in homepage.
  • Statistiche

    • 303,659 accessi
  • Categorie

Palazzolo s/O: “Ex scuole, dal tetto cade una tegola da un milione”

PALAZZOLO. La messa in sicurezza dell’edificio che ospita la biblioteca e altri servizi si rivela più onerosa del previsto. Il Carroccio chiede una commissione speciale

Sulle casse comunali di Palazzolo è caduta una tegola da un milione di euro. È questo l’investimento necessario alla messa in sicurezza dei tetti delle ex scuole di Mura .

L’ispezione dei tecnici al termine del risanamento sull’ala ovest costato circa 380mila euro, non lascia spazio ad interpretazioni: l’opera di consolidamento dovrà riguardare l’intera copertura, ovvero uno spazio di circa 1500 metri quadrati.

«Sulla scorta del resoconto del pool di esperti – conferma il sindaco Silvano Moreschi -, l’ufficio tecnico ha trasmesso una relazione alla Giunta che deliberato di finanziare in due fasi l’intervento. Secondo la relazione i guasti provocati dal maltempo e dalle infiltrazioni di acqua piovana hanno compromesso tutta la copertura».

Il rifacimento del tetto dell’edificio che ospita biblioteca, lo sportello della Medicina del lavoro e gli uffici della Sogeim ha riportato al centro del dibattito le scelte attuate dalle Amministrazioni comunali che si sono alternate alla guida del paese.

Originariamente le ex scuole avrebbero dovuto ospitare il municipio: il progetto già finanziato con 5 miliardi delle vecchie lire dalla Giunta di centrosinistra fu affossato dall’esecutivo guidato dal sindaco Giampietro Metelli che preferì ristrutturare l’attuale residenza comunale.
Con le elezioni  amministrative alle porte era inevitabile che la spesa imprevista alimentasse una serie di prese di posizioni politiche.

La vicenda approderà in Consiglio comunale attraverso un’interrogazione presentata dal leghista Stefano Raccagni che chiede un’inchiesta amministrativa per definire «cause e responsabilità del degrado dell’edificio». La Lega Nord fa riferimento anche alla commissione tecnica.

L’opposizione, invece, sottolinea l’ennesima conferma delle scelte sconsiderate dell’attuale maggioranza che dopo aver affossato un progetto del centrosinistra torna a mettere le mani nel portafoglio dei cittadini e stavolta la cifra è rilevante. Un milione di euro.

«Il sindaco aveva motivato la scelta di rivolgersi a un esperto esterno con la necessità di avere una relazione super partes sulla situazione strutturale dell’immobile – conclude Raccagni -. Chiedo per questo al Consiglio comunale che come promesso venga data risposta in merito sia alle responsabilità sia allo stato dei lavori con una relazione di un perito esterno».

(Fonte Bresciaoggi.it)

Annunci

Il risparmio in bolletta è concreto. Ecco tutti i vantaggi dell’energia amica del sole.

Impianto fotovoltaico: «investimento» sicuro

CON IL «CONTO ENERGIA» LA RENDITA FINANZIARIA PUÒ ARRIVARE FINO A UN TASSO DELL’8% IN 20 ANNI

Installare sul tetto di casa un impianto fotovoltaico, che sfrutta l’energia solare per produrre elettricità, fino a ieri era un sogno riservato a chi disponeva di forti investimenti; oggi è più facile grazie a incentivi consistenti. Non solo le banche attivano mutui “verdi” ad hoc per chi vuole investire nel sole (gli istituti di credito che concedono mutui per l’installazione di pannelli per il Conto Energia sono: la Banca Etica, UniCredit, Monte dei Paschi di Siena, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare Italiana, Banca Sella e la Banca di Credito Cooperativo), ma le ultime normative del settore – a cominciare dal cosiddetto Conto Energia, che consente di produrre elettricità pulita e di reimmettere quella eccedente nella reta – hanno gonfiato i contributi già esistenti, accorciando i tempi di recupero delle spese iniziali.
L’investimento necessario all’acquisto di un impianto fotovoltaico, varia naturalmente a seconda della sua dimensione. Un impianto di 1,5 Kw (che occupa circa 10-12 mq di superficie) costa attorno agli 11 mila euro. Questo impianto è normalmente sufficiente per una famiglia media (3/4 persone con casa di circa 100 mq).
Per accedere al sistema del Conto Energia e beneficiare degli incentivi, il punto di partenza e requisito fondamentale è dotarsi di un impianto fotovoltaico, vale a dire di un impianto a pannelli solari, costituiti generalmente da celle al silicio, che trasformano la luce solare direttamente in energia elettrica.
I kilowattora così prodotti vengono contabilizzati da un contatore specifico (montato insieme a tutto il kit) la cui lettura è trasmessa al Gestore dei servi elettrici (Gse) cui spetta di pagare gli incentivi. A seconda del tipo di impianto installato, gli incentivi sono compresi tra 0,36 e 0,49 euro per kilowattora prodotto. In alcune particolari condizioni l’incentivo può aumentare: da 5 al 30% nel caso il proprietario effettua altri lavori finalizzati al risparmio energetico.
Il beneficio principale è quello di produrre energia pulita e rinnovabile, contribuendo così alla riduzione dei famigerati gas serra responsabili del cambiamento climatico. Un altro beneficio concreto è indubbiamente quello economico. Installare un impianto fotovoltaico è una forma di investimento sicuro. Infatti chi si dota di un impianto fotovoltaico ogni anno percepisce una rendita finanziaria che può arrivare ad un tasso di rendimento di circa l’8% per 20 anni. Tanto durano gli incentivi.
Un impianto montato in una città del Sud Italia, per esempio (stime di “portaleconsumatore”), con una potenza di 3 kW che produce 4.500 kWh l’anno, frutterà all’utente 1.900 euro all’anno. A questo occorre aggiungere un’altra forma di risparmio: l’energia prodotta dall’impianto viene “scalata” dalla bolletta elettrica. Attraverso il sistema dello scambio sul posto l’utente paga a conguaglio solo la differenza tra l’energia consumata, attraverso la rete tradizionale, e l’energia prodotta con l’impianto. Se una famiglia media consuma 4mila KWh l’anno e ha installato un impianto fotovoltaico che ne produce 3.500 pagherà solo 500 kWh. Con un risparmio in bolletta che va dai 525 ai 700 euro all’anno.

(Fonte: Il Giornale di Brescia)

Lo statuto di PALAZZOLO A 5 STELLE

Tutti i nostri candidati e sostenitori condividono i medesimi principi. Per questa ragione, ci siamo dotati di uno statuto che ciascun membro del gruppo ha firmato.

Coerentemente con la filosofia della trasparenza delle liste firmate Beppe Grillo, rendiamo pubblico il nostro statuto:

STATUTO  “PALAZZOLO S/O A CINQUE STELLE”

ELEMENTI FONDANTI

il cittadino è posto al centro dell’azione dell’amministrazione pubblica;
• tutela incondizionata della salute e dell’ambiente;
• creazione delle opportunità perché tutti possano vivere nella legalità;
• ripristino dei valori quali il rispetto, confronto e onestà;
• garantire trasparenza nella gestione della cosa pubblica e nei rapporti con i cittadini;
• valorizzazione delle competenze e dei meriti al posto del clientelismo;

Questi sono gli elementi fondanti della nostra lista civica , questi sono i punti che ci accomunano e che ci vedono uniti per cambiare e migliorare dal basso le condizioni di vita del Cittadino. Per questo siamo decisi nel porre al centro delle nostre attenzioni sempre e soltanto le esigenze del Cittadino.

COME ABBIAMO AGITO IN CAMPAGNA ELETTORALE

• All’atto della sua candidatura e nel corso dell’intero mandato elettorale, ogni candidato non dovrà essere iscritto ad alcun partito o movimento politico.
• Ogni Candidato non dovrà aver riportato sentenze di condanna penale, anche non definitive, né avere procedimenti penali in corso al momento della propria candidatura
• Ogni Candidato non dovrà aver assolto in precedenza più di un mandato elettorale a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione alla quale presenta la propria candidatura e dovrà risiedere a Palazzolo sull’Oglio
• Ogni componente chiamato a ricoprire ruoli attivi dovrà sempre essere a disposizione della cittadinanza e rapportarsi con qualsiasi cittadino, attraverso momenti e strumenti di informazione e comunicazione in maniera trasparente con scadenze frequenti e metodi predefiniti;
• Non verranno prese in considerazione proposte di apparentamento con altri Partiti o Liste;
• Coinvolgeremo i cittadini in processi partecipativi e nell’Informazione trasparente al fine di renderli maggiormente responsabili nella gestione della cosa pubblica;
• Ogni informazione a conoscenza degli eletti sarà messa a disposizione dei Cittadini e resa quanto più semplice nella sua lettura;
Ogni candidato o eletto dovrà sempre e soltanto agire per il bene della collettività e non per fini personali;
• I candidati investiti da cariche amministrative non faranno intervenire in gare o attività pubbliche aziende o persone a loro riconducibili
Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto sin dall’origine uno o più dei punti sopra esplicitati.

PS: Chiunque volesse avanzare delle modifiche al nostro statuto,è libero di farlo commentando l’articolo o scrivendo a palazzoloa5stelle@gmail.com

Primo spot Lista Civica Palazzolo s/O a 5 stelle

La Carta di Firenze

COMUNI A 5 STELLE: SVILUPPO

C’è una grande confusione sui termini consumo e sviluppo. Molti pensano che siano la stessa cosa. Lo psiconano per esempio. Per uscire dalla crisi si è trasformato in piazzista di elettrodomestici e di auto Fiat. Per chiarirmi le idee ho consultato il dizionario:
Consumare: far diminuire o logorare con l’uso; esaurire; terminare
Sviluppare: far crescere, potenziare
Il nostro futuro è lo sviluppo senza consumo. Va cambiato il modello di società o non ci sarà più una società. Il riciclo è una risorsa economica, il risparmio è una risorsa economica. Il pianeta in cui viviamo si rigenera continuamente. Il Comune a Cinque Stelle è un Comune del Pianeta. Un bene che dobbiamo trasmettere ai nostri figli.

L’incontro nazionale delle Liste dei Comuni a Cinque Stelle si terrà a Firenze, al Saschall Teatro, domenica 8 marzo 2009.
Le Cinque Stelle corrispondono a cinque aree specifiche: Acqua, Energia, Sviluppo, Ambiente e Trasporti. Oggi pubblico un post sullo SVILUPPO. Inviate le vostre considerazioni nei commenti.

“PREMESSA PER RIFIUTI ZERO:
Per comprendere il concetto di Rifiuti Zero, attuato dallo Stato della California e che fa parte delle strategie d’azione descritte sul blog di Barack Obama è necessario partire da questi concetti:
a) tutto ciò che non è riutilizzabile, riciclabile e compostabile è un errore e deve essere sostituito nel ciclo produttivo attraverso una strategia che vede istituzioni-imprese-università collaborare da qui ai prossimi 15 anni
b) Il rapporto di posti di lavoro creati dall’industria del riciclo rispetto a quella d’incenerimento-discariche è di 15 a 1. Ogni 15 posti di lavoro per il riciclo se ne crea uno solo per discariche ed inceneritori (fonte Conai)
c) L’incenerimento, privato di sussidi pubblici (tasse dei cittadini) non si sostiene da solo dal punto di vista economico e risulta essere è il metodo piu’ costoso di smaltimento (fonte Wall Street Journal) e studio “Light myfire”.
d) come provato da studi comparati la raccolta porta a porta rispetto a quella stradale con cassonetti permette oltre a maggiori percentuali di raccolta differenziata con migliore qualità anche un maggior risparmio recupero-energetico di materiali che altrimenti andrebbero gettati-bruciati e/o di nuovo prodotti nei cicli produttivi (fonte studio Tea-Mantova)
e) I danni economici da inceneritori variano da 4 a 21 euro a tonnellata smaltita, quelli delle discariche da 10 euro a 13 euro per tonnellata smaltita (fonte studio: “Environmental impacts and costs of solid waste: a comparison of landfill and incineration” 2008-Ecole des Mines-Parigi )

RIFIUTI ZERO NEI COMUNI A CINQUE STELLE
Di seguito i passi da seguire per attuare una politica di rifiuri zero nel proprio Comune:
– piani di riduzione rifiuti, come il progetto europeo “Meno 100kg pro capite” con prodotti alla spina, dematerializzazione, pannolini lavabili, acqua del rubinetto,compostaggio domestico, etc.
– accordi con imprese e grande distribuzione per creare sistemi di vuoto a rendere. Fare pressione sui livelli istituzionali superiori affinché si tassi il doppio-triplo imballaggio
– Aprire “Negozi del riciclo” in ogni Comune dove i cittadini possono consegnare e vendere bottiglie di plastica e vetro, lattine, carta ricevendo in cambio bonus denaro. Il valore educativo di questi negozi è fondamentale per far capire che nulla va sprecato
– per famiglie ed imprese, passare alla raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale tramite microchip (più ricicli meno paghi). Il porta a porta oltre a permettere di arrivare ad elevate percentuali di raccolta differenziata in pochi mesi (dal 65% all’85%) ha come pregio di spingere ad una riduzione dei rifiuti (cifra variabile tra il -10% e -20% di rifiuti prodotti)
– raccolta differenziata in tutte le scuole (classe per classe) come approvato a Treviso su idea del consigliere comunale David Borrelli (Grillitreviso) , Università, centri sportivi, cinema, parrocchie, luoghi di lavoro in modo da educare il cittadino in ogni aspetto della vita quotidiana
– realizzazione di isole ecologiche per rifiuti ingombranti e speciali/industriali. Una per quartiere/zona industriale e possibilmente una per Comune nei Comuni tra i 10.000 e 20.000 abitanti. Isole ecologiche di intercomunali per i piccoli Comuni
– costruzione impianti di digestione anaerobica e compostaggio con produzione di biogas-metano. I rifiuti organici e reflui agricoli prima di diventare fertilizzante naturale per i campi contribuiscono al recupero energetico producendo biogas-metano che può essere utilizzato anche per il trasporto pubblico locale (modello Linkoping, Svezia)
– costruzione di moderni centri riciclo modello “Vedelago” dove anche gli scarti residui non riciclabili (in primis quelli plastici-cartacei) appositamente selezionati sia meccanicamente che manualmente possono essere poi trattati tramite “estrusione” e trasformati in composti per l’industria del riciclo plastico o sabbie sintetiche per l’edilizia (evitando scavi in cave)
– costruzione di impianti di trattamento meccanico-biologico per la parte residua con bioessicazione della parte organica e loro integrazione con i centri riciclo modello “Vedelago”. Questi impianti possono costare il 75% in meno di un inceneritore e non inficiano la raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Alcuni modelli di TMB (come l’israeliano Bioarrow) permettono anche la creazione di biogas con la parte degli scarti organici non intercettati dalla raccolta differenziata
-creazione di un apposito Centro Studi (uno per provincia) in collegamento con le imprese locali e le università (con creazione di corsi di eco-design) per studiare quanto selezionato e non ancora riciclato in modo che nei cicli produttivi delle aziende vengano gradualmente sostituiti tutti i materiali e oggetti non riutlizzabili, riciclabili o comportabili
– per i rifiuti industriali piu’ problematici e che non possono essere trattati diversamente a “freddo”, prendere in considerazione le tecniche di oxy-combustione senza fiamma– recuperare plastica, vetro,alluminio dalle vecchie discariche chiuse (landfill mining)
chiusura entro i prossimi 15 anni di tutte le discariche ed inceneritori

A cura di Matteo Incerti e di Marco Boschini

CIP6 – Cos’è?

CIP6, un po’ di storia

Dal 1992 lo Stato Italiano prevede una forma di finanziamento pubblico – il CIP6, equivalente a circa il 7% degli importi in bolletta pagati dai cittadini – da destinare ai produttori di energia elettrica da fonti energetiche “rinnovabili o assimilate”. Due termini all’apparenza innocui, ma che negli anni hanno consentito di disperdere oltre 45 miliardi di euro.

L’incentivo si inseriva nel contesto europeo di promozione e sviluppo delle energie rinnovabili, ovvero il solare, l’eolico, il geotermico, l’idroelettrico ed altre fonti, in seguito definite in ambito comunitario dalla Direttiva Europea 2001/77/CE. Tuttavia, mentre in Europa veniva avviato un percorso giusto e lungimirante, orientato a favorire il progresso di nuove tecnologie in grado di portare benessere e attenzione all’ambiente, in Italia nasceva una distorsione normativa unica nel suo genere, che di fatto rispondeva ai più indegni interessi economici di petrolieri e trafficanti di rifiuti.

Il concetto di energia “assimilata” alle rinnovabili, infatti, è nato e vissuto solo in Italia, ed ha attraversato senza traumi Governi di destra e sinistra. Rappresenta l’infame tentativo – riuscito, fino ad oggi – di accostare fonti energetiche pulite a sorgenti altamente inquinanti, dai combustibili fossili (tra cui petrolio e carbone) ai rifiuti inorganici.

In Italia, la Direttiva Europea viene recepita nel 2004. Sarebbe stata un’ottima occasione per cambiare direzione, aprire gli occhi al futuro. Invece si è scelto di proseguire nella violazione, garantendo proprio ai rifiuti la possibilità di accedere ai medesimi incentivi riconosciuti alle rinnovabili. Dal 2004 al 2007, anno in cui la Finanziaria ripristina temporaneamente le coordinate imposte dall’Europa, seppur con ulteriori deroghe – l’emergenza rifiuti in Campania ha difatti reso vano l’intervento -, l’Italia è fuori dalla legge comunitaria.

Il risultato è, oggi, una produzione di energia elettrica nazionale che per l’81% è generata da fonti inquinanti. Nessuna politica di incentivazione nellambito delle energie alternative, rinnovabili e “pulite”, nonché del sempre meno considerato risparmio energetico. Un solo dato è sufficiente a comprendere l’entità della devastazione: nel 2006, il CIP6 ammontava a circa 6 miliardi di euro. Di questi, 5 miliardi e mezzo sono stati conferiti ad impianti per energie assimilate (inceneritori, centrali a combustibili fossili), il resto – 600 milioni di euro, meno di 1/10 del totale – ad impianti per energia rinnovabile. In ambito locale, l’azienda ASM (oggi A2A) ha percepito oltre 450 milioni di euro di finanziamento pubblico, a fronte di un impianto – il noto inceneritore di Brescia – costato circa 150 milioni.

  • Per conoscere come e dove aderire clicca qui:

http://www.meetup.com/Gruppo-Meetup-Amici-di-Beppe-Grillo-di-Brescia/pages/cip6/?name=cip6

(Fonte: Meet up di Brescia)
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: