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Giorni d’inverno, momenti di riflessione…

Nel frattempo, ogni decisione determinerà il nostro futuro e di chi ci circonda, la consapevolezza ci aiuterà a scegliere il meglio. Grazie Laura.

decisioni

E’ da più di due anni che manco all’appello ma un non so che oggi mi spinge a scrivere di nuovo.
Ho tagliato i ponti con “la società civile” nel momento in cui ho saputo di essere incinta, quasi a protezione e tutela del prezioso dono che portavo dentro, decisa a preservarlo da ogni tensione, malumore o ansia generati come di consueto dalla cronaca di tutti i giorni.
Non so spiegare il motivo ma più mi allontanavo dal mondo e più sentivo di avvicinarmi a me stessa.
In questi pomeriggi mi chiedo se se non sia anche mia responsabilità fare qualcosa, secondo coscienza, ora, per il tanto agognato “meglio” di domani.
Perdonate eventuali inesattezze sulle questioni che verranno sollevate ma essendomi basata su notizie vomitatemi addosso dal panettiere piuttosto che dal benzinaio, l’inciampo è più che contemplato.
“Hei tu, grillina”, “adala che la vegetariana”, “te ta set fò de co”, “madoni me, l’è riada la sciensiata”… abituarsi a questi simpatici appellativi, un mantra yogico, (tant’è che quando mi si chiama col mio nome di battesimo mi volto per verificare chi ho al seguito).
Bando alle ciance, nonostante di acqua, (ormai tutta privatizzata), ne sia passata sotto i ponti, Continua a leggere

Guerra e immigrazione – terrorismo e informazione.

bush e blair guerra

 

Terrorismo è un termine molto usato soprattutto negli ultimi anni. Azioni criminali e vigliacche che colpiscono senza distinzione persone innocenti.
Nell’occidente le stragi terroristiche destano orrore e preoccupazione nella nostra opinione pubblica, molto ma molto di più di quanto ne destino stermini ancora più grandi che si attuano però ai danni di popoli lontani e mediaticamente meno protetti.
Dovremmo riflettere sul perché quegli Stati, nostri alleati, spesso dittature sanguinarie che finanziano gruppi terroristici per destabilizzare lo “scomodo” vicino, non vengano considerati per quello che sono. Sfugge il motivo per il quale, un crimine commesso da “ Amici e alleati “ sia considerato solo come un errore tollerabile o atto dovuto.
La Turchia, ad esempio, membro NATO e prossimo membro UE, che oltre ad arrestare e uccidere giornalisti e chiudere testate scomode, ha Continua a leggere

L’armando furioso e il cronista “furbacchione”

BelpietroGli ultimi avvenimenti legati agli attentati di Parigi hanno sollevato un polverone di affermazioni e polemiche in merito alle recenti dichiarazioni del consigliere Armando Marini.

Appare strano che le stesse polemiche non abbiano nemmeno sfiorato il direttore del quotidiano Libero, il palazzolese Maurizio Belpietro, per il titolo in prima pagina “Islamici Bastardi” all’indomani della strage di Parigi. Titolo fortemente criticato persino dal leader del Front National (estrema destra) Marine Le Pen.

Vero è che le parole del giornalista non sono in assoluto paragonabili a quelle del consigliere Marini, ma la portata mediatica del titolo è estremamente superiore.

Crediamo convintamente nella libertà di espressione, ma esiste anche la deontologia professionale. Islamico è un aggettivo diverso da islamista. Mentre la parola islamico, così come musulmano, indica il fedele, il luogo di culto, un rito, una pratica o qualsiasi ambito relativo alla sfera religiosa, giornalisticamente parlando dire «islamista» significa invece far riferimento esplicito alla dimensione politica dell’islam, e semmai agli integralismi religiosi.

Se è vero, come dichiarato da Belpietro che le sue parole erano riferite esclusivamente ai terroristi, avrebbe come minimo dovuto ammettere l’errore linguistico, ma così non è stato.

Se non ci fermiamo solo al titolo emerge chiaramente l’intenzione di alimentare l’odio etnico e religioso. In un passaggio arriva addirittura ad attaccare Papa Francesco; secondo il giornalista palazzolese responsabile d’aver tradito le parole di Gesù Cristo.

Belpietro non siede in consiglio comunale, ma ricordiamo essere personaggio pubblico che ha ricevuto in passato la benemerenza palazzolese, vale a dire un attestato di stima e riconoscenza da parte della cittadinanza. Per questa ragione ci sembra singolare che le giuste critiche a Marini non siano state poste – con i dovuti distinguo  – anche alla sua condotta giornalistica e morale.

Per dovere di cronaca bisogna precisare che Belpietro non è nuovo a questi titoli “illuminati”: per citare uno dei tanti episodi di disonestà, nell’aprile 2010 scrisse «Terroristi vittime o pirla?» a seguito  dell’arresto da parte  dei servizi segreti afghani e soldati dell’Isaf  dei medici di Emergency che operavano in Afghanistan. L’illustre giornalista descriveva un sottinteso favoreggiamento ai terroristi afghani da parte dei medici arrestati. Belpietro e il direttore Feltri  furono poi condannati per diffamazione.

Il consigliere Marini riteniamo sia vittima inconsapevole, come tanti di noi, di mala informazione. Belpietro, invece mira volutamente nei suoi articoli a depistare l’attenzione dei cittadini.

A prescindere da chi ne sia l’autore della frase, o del titolo di giornale, sarebbe corretto formulare sempre una critica nel merito e non a seconda delle convenienze del momento.

P.S.: A BREVE ULTERIORE POST DI APPROFONDIMENTO SUL TEMA TERRORISMO. RESTATE CONNESSI!

Clsudio Salogni per Palazzoloa5stelle

2016 Palazzolo sull’Oglio comune virtuoso

logo-comuni-virtuosi-2Dal primo gennaio 2016 Palazzolo entrerà a far parte della rete dei comuni virtuosi. È sicuramente una buona notizia, visto e considerato che le 5 stelle che ci caratterizzano si ispirano proprio al concorso “comuni a 5 stelle” dell’associazione dei comuni virtuosi.

Alcune delle buone pratiche amministrative riconosciute dall’associazione le ha promosse proprio il gruppo “Palazzolo 5 Stelle” negli anni di attivismo civico per la propria cittadina.

In primis quella della raccolta differenziata porta a porta a spinta. Ricordiamo ancora  l’incontro con l’amministrazione per convincerli ad abbandonare l’idea di perseguire il progetto del sistema con “calotta”.
Oppure quella del recupero dei cibi non distribuiti nelle mense scolastiche per destinarli ai più bisognosi. Proposta portata all’amministrazione precedente e realizzata da quella attuale.

Dal nostro punto di vista per essere davvero comune virtuoso bisognerebbe difendere i beni comuni, intesi come beni essenziali, come lo è l’acqua. Per questo chiediamo all’amministrazione di modificare lo statuto comunale come promesso in campagna elettorale e di difendere il principio di gestione pubblica dell’acqua in ogni sede istituzionale.

banner_acqua_pubblica

NEWS CAVA – DISCARICA ATEg39

Con grande soddisfazione riceviamo e pubblichiamo il resoconto di una grande vittoria del comitato anticava di Telgate, prova provata che quando la gente si muove le situazioni si cambiano.

Ricordiamo ai nostri lettori che Palazzolo5stelle ha condiviso e sostenuto questa battaglia aiutando con gazebi informativi e con la raccolta di numerose firme. L’ambiente è una nostra stella, questa volta splende ViVida!

discarica-no-grazie

giancarlo chiari : foto aerea cava ate g 39 telgate con confinii di palazzolo e palosco

Buongiorno a tutti,

Finalmente una BUONA NOTIZIA!

Venerdì 16 ottobre dopo tante difficoltà il piano cave, rivisto e riadattato negli anni per adattarsi alle nuove esigenze del territorio, è stato finalmente pubblicato sul Bollettino Regionale.

E’ UFFICIALE: ATEg39 non esiste più.
Grazie all’azione del Comitato Civico Intercomunale di Difesa Salute e Ambiente e al lavoro dell’avvocato Paola Brambilla, un grande ECOMOSTRO è stato sconfitto.

Vincere una battaglia, però non vuol dire vincere la guerra.

Gli ecomostri sono sempre pronti a nascere quando si tratta di inseguire un business redditizio e riguardo questo il nostro territorio fa gola a molti.
Speriamo che i comuni del nostro circondario lo capiscano e si attivino per realizzare il progetto nel cassetto riguardante l’istituzione di un parco protetto, un vero e proprio polmone verde all’interno dei nostri paesi.

PERMETTETICI DI FESTEGGIARE questa vittoria, senza però dimenticare che la minaccia Berco è più che mai presente.
Sempre allerta!

Anna Rosa Gualandris (comitato anti-cava Telgate)

Acqua pubblica/privata: lettera aperta al sindaco Zanni

Gabriele Zanni: “Non dovrebbe esserci la necessità di farlo, ma oggi ci vediamo costretti a precisare e ribadire che sul principio dell’ “acqua pubblica” non siamo disposti a fare marcia indietro. […] Non solo ciò non corrisponde a verità, ma sarebbe persino assurdo, perché verrebbe clamorosamente smentito un lavoro serio, lineare e trasparente, nelle parole e nei fatti, da noi tenuto in oltre cinque mesi di iniziative” Continua a leggere

SE L’EXPO DIVENTASSE DADAAB?

DADAAB, KENYA - JULY 19:  An aerial view of the Dagahaley refugee camp which makes up part of the giant Dadaab refugee settlement on July 19, 2011 in Dadaab, Kenya. The refugee camp at Dadaab, located close to the Kenyan border with Somalia, was originally designed in the early 1990s to accommodate 90,000 people but the UN estimates over 4 times as many reside there. The ongoing civil war in Somalia and the worst drought to affect the Horn of Africa in six decades has resulted in an estimated 12 million people whose lives are threatened.  (Photo by Oli Scarff/Getty Images)

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Sotto trovate una foto aerea dell’EXPO, sopra il campo profughi più grande al mondo: Dadaab. Si trova in Kenya, ospita 500.000 rifugiati di Eritrea e Somalia, esiste da più di 20 anni, il governo Kenyota ne ha chiesto all’Onu lo sgombero e viene gestito dalla UNHCR.

Con la crisi-profughi in Italia e i partiti che lanciano slogan senza vedere dov’è il problema, è chiaro che il titolo è solo una provocazione, ma a Tiburtina è stata allestita una tenda per la prima accoglienza dei profughi, e già è stata avvisata la protezione civile ad Udine, Biella e Treviso per l’allestimento delle tendopolis. Con l’arrivo dell’estate, la situazione immigrati che peggiorerà e l’inutilità dell’area Expo dopo il 31/10/2015, non è da escludere che diventi il campo profughi più grande d’ Europa!

Ma quanti sono i profughi nel mondo? 40 milioni …
La situazione purtroppo peggiorerà …
I Paesi con più profughi sono quelli colpiti dalle guerre, come l’Afghanistan e la Siria con 2,5 milioni ciascuna, la Somalia con 1,2 milioni ed altri come Sudan, Congo, Myanmar, Iraq, Eritrea.
I primi Paesi per accoglienza sono il Pakistan con 1,6 milioni, l’Iran con 0,9 ed il paradosso del Libano con 850,000 ed una popolazione di 4,5 milioni.

L’Europa rischia di più con i profughi che con il default della Grecia. Anche se si riuscisse a dividere i profughi equamente con gli altri paesi europei, la soluzione che offrono tutti i partiti è quella di allestire dei nuovi campi nel nord Africa. Peccato che i campi già esistono ed i Paesi ospitanti non li vogliono più perché creano tensioni sociali. Se qualcuno vuole militarizzare il nord dell’Africa si accomodi pure. Ricordiamo tuttavia che la legge sui rifugiati è stata approvata dall’ONU dopo la Seconda Guerra Mondiale: i primi rifugiati furono europei.

Intanto le soluzioni con cui procedere sono il rimpatrio (dove possibile), il reinsediamento e l’integrazione.
Ma l’intero pianeta si dovrà interrogare sulle cause del problema, come ad esempio la vendita d’armi e lo sfruttamento delle risorse naturali dei paesi più poveri da parte delle multinazionali.
Le guerre, milizie – guerriglieri, gruppi separatisti, coinvolgono 27 stati in Africa, 16 in Asia, 9 in Europa, 8 in Medio Oriente, 5 in America.
Le ultime previsioni dell’ONU ci dicono che entro il 2050 a causa delle crisi ambientali e dei cambiamenti climatici 250 milioni di persone saranno costrette ad emigrare, l’80% dal Sud al Nord del mondo.

In conclusione, la situazione tenderà solo a peggiorare, nessuno ha la bacchetta magica, ma le potenze del mondo se volessero risolvere la situazione a breve dovrebbero abbandonare gli interessi di potere ed economici.

Carlos Mattos per Palazzoloa5stelle

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