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#lochiedoalleuropa

Legge 16 maggio 2014, n. 78 (job act)
Vs Direttiva europea 1999/70/CE.

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Oviamente anche Palazzolo5stelle appoggia e concorre all’iniziativa…

  • Il Jobs act viola il diritto comunitario perché abolisce l’obbligo di indicare la causale nelle proroghe dei contratti a termine. Una possibilità che “permette un uso indiscriminato di questi contratti”, a scapito di quelli a tempo indeterminato. Potrebbe essere aperto così un procedimento d’infrazione contro l’Italia, chiesto anche dal sindacato Usb, da alcuni parlamentari del M5S e dall’Associazione nazionale giuristi democratici.
  • Poco fa abbiamo denunciato lo Stato Italiano in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, quale rappresentante dell’organo di Governo, che ha emesso il Decreto Legge 20 marzo 2014, n.34 (PrecariAct) in violazione/inadempimento del Diritto Comunitario sui Contratti a Termine.
  • Qui di seguito le motivazioni:
    a) Cancellazione della causalità (ragioni oggettive) che consentiva l’apposizione di un termine al contratto di lavoro subordinato;
    b) Cancellazione delle ragioni oggettive che giustificano la proroga o il rinnovo del contratto a termine;
    c) Violazione Clausola di non regresso;
    d) Contratto a tempo indeterminato come forma comune di rapporto di lavoro.

Il gruppo 5 Stelle di Chiari aderisce alla richiesta di procedura d’infrazione depositata il 18/06/2014 alla Commissione Europea dai parlamentari 5S con primo firmatario Claudio Cominardi, nei confronti dello Stato Italiano in persona del suo Presidente del Consiglio Matteo Renzi, quale rappresentante dell’organo di Governo.
Il gruppo parlamentare evidenzia alla Commissione come la legge n.78. 2014, che di fatto innalza di cinque volte la possibilità di proroghe, rende possibile un numero illimitato di rinnovi nei contratti a tempo determinato, con l’abolizione delle ragioni oggettive,
sia in palese contraddizione con le direttive europee, in particolare la 1999/70CE, la quale, tramutata in legge con D.Lsg 368/2001, dallo stato Italiano, per esempio, prevede l’istituzione della causalità, considerandola, al punto 7, come mezzo di prevenzione sugli abusi su contratti a tempo determinato.
Nell procedimento avviato si fa riferimento anche a due sentenze, la n. 41/2001; della Corte Costituzionale e la sentenza Mangold Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 22.11.2005;
Chiunque fosse interessato ad approfondire o aderire può contattarci sulla pag. FB Chiari 5 Stelle o alla mail chiari5stelle@gmail.com

PS: SONO AMMESSE LE SIGLE SINDACALI.

A volte la fantasia supera la realtà

Ci sono molti studi e statistiche che indicano la crscente degradazione dei nostri terreni dovuto all’uso di agenti chimici e l’aumento di decessi legati ad esso, cerchiamo di evitare l’irreparabile:

di seguito un dossier diviso in 5 parti “l’autostrada dei fuochi” estratto da una trasmissione radiofonica “inviato speciale” che tratta della situazione d’inquinamento della zona franciacorta.

di Pierandrea Marca per Palazzolo5stelle

L’uomo varcò la soglia della piccola porta di legno dall’insegna antica entrando lentamente e con titubanza. Erano trascorsi molti anni dall’ultima volta che aveva messo piede in un negozio – oramai gli acquisti si svolgevano principalmente sul web – ed era addirittura la prima volta in vita sua che entrava in una enoteca. Doveva comprare un vino per celebrare una occasione importante e aveva pensato di acquistarlo in un negozio per poter essere consigliato al meglio dal negoziante.
Si aggirò con curiosità tra gli scaffali di legno lucido, stupito di trovare migliaia di bottiglie allineate e provenienti da tutto il mondo. La sua attenzione fu però attratta da una bottiglia di vino la cui etichetta gli riportò alla mente il luogo natìo. Subito la memoria recuperò i ricordi dell’infanzia, oramai lontana: i giochi al computer con gli amici, le corse in campagna tra le colline e i vigneti, le nuotate al lago nei mesi estivi; tuttavia il piacere del ricordo gli procurò anche una sensazione di nostalgia, quasi di tristezza, nel riportare alla memoria ciò che era accaduto successivamente: gli allarmi dei genitori, le scuole chiuse, i funerali, l’esercito nelle strade, la separazione, il trasferimento in una città lontanissima.
Tornò alla realtà del negozio in pochi attimi e si decise ad acquistare una confezione regalo da quattro bottiglie – avrebbe fatto un figurone! – anche in virtù del prezzo scontato: solo 6.000 edu.
Si recò alla cassa dove ad attenderlo c’era il proprietario di sempre, un uomo divenuto anziano all’interno del proprio negozio, un testimone eccezionale che aveva visto i cambiamenti del mondo attraverso i mutamenti nella clientela, negli acquisti, nella moneta elettronica e perfino nella provenienza dei vini.
– Avete preso il Franciacorta! Sa che lei è il primo ad acquistare questo vino? Ho giusto stappato una bottiglia stamattina per degustarlo e poi spiegarlo ai miei pochi clienti affezionati. Eh, cosa vuole che le dica! Non è possibile descrivere e far comprendere la pienezza degli aromi di un prodotto nobile come il vino ad un acquirente che vive forse dall’altra parte della città o del mondo! Ma tant’è ! E’ il progresso! E’ il commercio elettronico! Prendere o lasciare! Ed io ho lasciato e non ho mai venduto vino o liquori sul web. Chi vuole vino, viene qui, lo assapora e se è di proprio gradimento lo acquista.
Il fiume di parole lasciò l’uomo ammutolito per un istante. Non sapeva cosa dire. Però il negoziante sembrava essere una persona sincera e con esperienza di cose e di mondo; ispirava fiducia. Decise quindi di spiegare il motivo della scelta del Franciacorta. In questo modo avrebbe condiviso con qualcuno la sua infanzia, i ricordi trascorsi. Ma mentre raccontava la propria storia al negoziante, si acccorse che questi dinegava con la testa, sgranava gli occhi. Come mai?
– Signore, mi dispiace deluderla, ma sta commettendo un errore, lei è stato tratto in inganno dalla etichetta Franciacorta. Il vino proveniente dalla Franciacorta – dove presumo lei sia nato – non esiste più. O meglio, è rimasta solo il marchio! Infatti il marchio fu comprato da un fondo di investimento cinese circa 10 anni fa per poi essere applicato a vini frizzanti e vini da tavola che però non hanno nulla a che vedere con l’Italia. E’ così! I vigneti del nuovo marchio Franciacorta sono in Cina e Australia.
Un sentimento di delusione, una smorfia di disappunto scosse il viso dell’uomo.
– Forse lei era troppo piccolo per ricordarsi, ma io me lo ricordo benissimo! La Franciacorta quella vera, la regione agricola bresciana, era stata utilizzata come discarica per lo smaltimento di rifiuti chimici, rifiuti industriali, ospedalieri, cromo, metalli pesanti, pesticidi, disserbanti e chissà cosa altro! Capito come? Sottoterra buttavano i rifiuti tossici e sopra coltivavano vite, granoturco, avena; allevavano anche animali. E questo fu fatto per decenni! La popolazione iniziò lentamente a morire per tumori, leucemie, allergie. Corse voce che era colpa dell’inquinamento del suolo. La produzione di vino Franciacorta crollò, le aziende vitivinicole fallirono. L’antico sapere della fermentazione dell’uva fu perso per sempre. Nel solo anno 2025 ci furono settantamila decessi in Franciacorta. Fu allora che il Governo decise di evacuare l’intera area e di trasferire forzatamente la popolazione.
L’uomo ricordò improvvisamente tutti i dettagli di quel nefasto giorno in cui – bambino – perse per sempre gli amici di scuola, le persone care, le maestre. Una lacrima segnò la guancia dell’uomo.
– Accidenti, che le succede? Ho detto qualcosa che la turba? Ah, lei ha vissuto quei momenti terribili. Mi dispiace. Senta, si avvicini che ho una proposta. Le faccio assaggiare un vino eccezionale, un vino che viene dal sud dell’Inghilterra! Si, ha capito bene! L’Inghilterra! I cambiamenti climatici hanno trasformato la Cornovaglia e il Galles in una zona vitivinicola straordinaria! Certo, il prezzo è più alto, ma la qualità è superiore e il sapore è impagabile. Su, lo assaggi! Che ne pensa? Sa cosa le dico? Le lascio due bottiglie di Red Galles, annata 2070, al prezzo del vino che aveva intenzione di comprare. Ci rimetto il mio margine, ma sentirà che aroma, che sapore, che vino! Lasci perdere il Franciacorta!
Dopo un paio d’ore l’uomo uscì dal negozio con le due bottiglie sottobraccio.
Ovviamente questo è un racconto di fantasia, ambientato in un lontano futuro che vede come protagonista il territorio della Franciacorta. Però, la situazione odierna del nostro territorio non è molto lontana da quello descritto sopra. E’ risaputo che la Franciacorta “ospita” discariche per lo smaltimento di rifiuti industriali – fonderie e siderurgie, cave per l’estrazione di sabbia e siti ecologici per il trattamento di rifiuti speciali. Le aziende agricole effettuano uno sfruttamento intensivo del suolo e delle falde acquifere, ricorrendo anche a prodotti chimici per aumentare la resa agricola. Pesticidi e disserbanti ovunque. E poi ci sono le aziende vitivinicole, i cui vigneti prolungano le radici nel sottosuolo.
Chi di voi può confermare o smentire che queste attività non sono nocive per la salute dell’uomo?
Chi di voi può confermare o smentire che ci stiamo avvelenando lentamente con le nostre mani?
Secondo voi il racconto che avete letto è opera di fantasia o presagio del futuro della Franciacorta?

Pesticidi killer delle api nelle piante ornamentali

Il test effettuato da Greenpeace punta il dito contro l’uso di pesticidi proibiti nel settore florovivaistico. Il 79% delle piante analizzate contiene veleni pericolosi

indexLe api continuano a morire per colpa dei pesticidi diffusi nell’ambiente. L’ultimo rapporto di Greenpeace International ha pubblicato un test su oltre 35 varietà di piante ornamentali acquistate in negozi di giardinaggio o supermercati. Le prove di laboratorio dicono che il 79% di esse sono contaminate da pesticidi killer delle api. Alcuni campioni contengono addirittura sostanze illegali in Europa.
Il rapporto si chiama Eden tossico: i loro veleni nel tuo giardino, e mette in luce l’ampio uso di pesticidi dannosi per le api nel settore della florovivaistica. Il 98% dei campioni conteneva residui di insetticidi, erbicidi o fungicidi. Molti campioni erano contaminati da un “cocktail” di pesticidi diversi. Insetticidi ritenuti pericolosi per le api sono stati trovati in 68 piante. In quasi la metà dei campioni sono stati rilevati residui di almeno uno dei tre insetticidi neonicotinoidi, malgrado l’uso sia stato proibito, anche se non completamente, nell’Unione europea per evitare gli impatti sulle api. In alcuni casi i neonicotinoidi erano presenti ad alte concentrazioni: il 43% conteneva imidacloprid, l’8% il thiamethoxam, mentre il clothianidin è stato trovato nel 7% del totale.”I fiori sui nostri balconi o nei nostri giardini possono contenere pesticidi tossici, che mettono a rischio api e altri impollinatori. Finché si continueranno a utilizzare pesticidi killer delle api per la coltivazione di piante e fiori, tutti noi possiamo essere complici inconsapevoli di una contaminazione ambientale che mette a rischio le api”, dichiara Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura di Greenpeace Italia. “Il bando parziale in vigore su alcuni neonicotinoidi non basta a proteggere le api e gli altri impollinatori. È necessario subito un divieto assoluto dei pesticidi dannosi per le api, che sia il primo segnale di un cambio radicale dell’attuale modello agricolo industriale basato sulla chimica di sintesi”, conclude Ferrario.La presenza di residui di antiparassitari non autorizzati in piante ornamentali vendute in Europa evidenzia la necessità di un maggior rigore dei sistemi di monitoraggio e gestione delle filiere nel settore florovivaistico. Questa però, sottolinea Greenpeace, è solo la cima dell’iceberg. Quello che serve è lo sviluppo e la promozione di pratiche agricole ecologiche, che garantiscano ambienti salubri e sicuri all’interno di aziende agricole e giardini, dove insetti e biodiversità possano prosperare.

Scarica il rapporto di Greenpeace http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2014/Eden-tossico.pdf

Le 18 aziende italiane verso Rifiuti Zero

A conclusione del Giro d’Italia delle buone pratiche a Rifiuti Zero sono state premiate 18 aziende italiane virtuose impegnate nella riduzione drastica dei rifiuti. Alberghi, fabbriche, negozi, consorzi e nuovi progetti impegnati per l’ambiente

Rifiuti-Zero_Logo1Si è concluso con una premiazione delle aziende virtuose il “Giro d’Italia delle buone pratiche a Rifiuti Zero” percorso dal biker Danilo Boni in sella alla bicicletta elettrica Frisbee, fornita da TC Mobility sponsor ufficiale del progetto. Il tour era partito martedì 27 maggio da Milano per consegnare la nomination a 19 aziende e start-up che si sono distinte per il loro impegno nel promuovere processi di “produzione pulita”.
L’iniziativa, che ha avuto la collaborazione di Radio 24, è stata promossa da Zero Waste Italy e dal Comune di Capannori insieme a numerose associazioni e movimenti dell’universo Rifiuti Zero italiano.
“Più del 70% del problema dei rifiuti può essere risolto dai cittadini con la raccolta differenziata porta a porta. Ma la restante percentuale riguarda un errore di progettazione che sta a monte, e che deve essere risolto insieme alle imprese” aveva spiegato Rossano Ercolini.
E così è partito il giro, articolato in un mese intero di eventi, coinvolgendo migliaia di persone, si è passati alla premiazione. Il premio, costituito da una statuetta realizzata con materiale riciclato dall’artista Stefania Brandinelli, è stato consegnato ai rappresentanti ufficiali delle imprese dopo aver enunciato le motivazioni oltre che dai membri del comitato di valutazione nazionale composto da Patrizia Lo Sciuto, Patrizia Pappalardo, Enzo Favoino, Franco Matrone e Rossano Ercolini, anche dal neo Sindaco del Comune di Capannori Luca Menesini, dal giovanissimo assessore all’ambiente Matteo Francesconi e da Concetta Mattia in rappresentanza di Anpas Nazionale.

Ecco l’elenco delle 18 imprese e di gruppi di imprese “verso Rifiuti Zero” premiati dalla giuria:

Progetto Ragioniamo con i piedi – Astorflex, Este(PD)/Mantova;

Azienda biologica Tre Botti, Castiglione in Teverina (VT);

Biodistretto, Greve in Chianti (FI);

Brevetto compresse di caffè porzionato dell’ Ing. Paolo Belloli, Bologna;

Carlsberg Italia, Milano;

Consorzio Biella The Wool Company, Biella;

Dismeco, Marzabotto (BO);

Ecobimbi, Genova;

Effecorta, Milano, Prato e Capannori,

Funghi Espresso, Capannori/Napoli;

Conca Park Hotel, Sorrento (NA);

Hotel e ristorante alla campagna, S. Giovanni Lupatoto (VR);

Royal Continental Hotel, Napoli;

Progetto Lavanda-Cooperativa Eta Beta, Bologna;

Rete O.N.U. (organizzazione nazionale dell’usato), Roma;

Progetto Daccapo, Capannori/Lucca;

Ri.Technor.R, Occhiobello (RO);

S.E.S.A., Este (PD).

Successivamente alla premiazione è stato dichiarato “Zero Waster” dell’anno Antonino Esposito, per l’originalità, la competenza e la tenacia nella promozione e coordinamento del progetto “Hotel & Ristoranti Rifiuti Zero”.

di Dario Scacciavento
Fonte Terra Nuova

Incontro M5S – PD

Legge elettorale:

Ecco il testo della proposta di legge elettorale elaborata e condivisa da migliaia di cittadini.

testo legge elettorale

L’IPOCRISIA DELLA POLITICA A CORTE FRANCA

Riceviamo e inoltriamo, notizie dalla franciacorta:

di Michela Apostoli per Palazzolo a 5 stelle

Bilancio comunale preventivo 2014 e consuntivo Affari Sociali 2013 del Comune di Corte Franca

corte-franca-municipioIn questa pagina: il bilancio preventivo 2014 ed il bilancio consuntivo Affari Sociali 2013 del Comune di Corte Franca (Bs), giunta lista civica “Prima di tutto Corte Franca”, presieduta dal Sindaco Giuseppe Fogazzi.
I dati evidenziano le pesanti conseguenze sulla vita degli taliani delle scelte di PD e PDL , operate a livello nazionale in ambito di politica macroeconomica ed internazionale. L’approvazione di pareggio di bilancio, patto di stabilità e trattati internazionali da parte del Governo italiano strozza i comuni.
A causa dei trattati europei, il comune di Corte Franca riceverà 500.000€ in meno da Regione e Stato. Poco male, tanto ci penseranno i cittadini a metterci la pezza…:

  • - In relazione al rifacimento di via Roma: blocco del trasferimento dei fondi dalla Provincia al Comune, dal 2009 ad oggi, per 5 anni: economia locale bloccata “dall’alto”;
  • - Il Comune aumenta le tasse sui cittadini con IMU, TASI, TARES: le prime case nel 2014 avranno un onere maggiore del 2013 (bilancio consuntivo 2014 pag. 5);
  • - Il Comune concede appalti alle multinazionali, nello specifico l’ampliamento dell’ipermercato Esselunga: per far cassa con oneri di urbanizzazione e costruzione cede al ricatto della GDO, mentre quotidianamente le botteghe locali chiudono. Chi garantisce poi che i lavori saranno appaltati ad imprese edili locali e non a colossi selezionati da Esselunga? (bilancio preventivo 2014 pag. 7);
  • - I Servizi Sociali del Comune si accontetano delle briciole: 100 buoni della spesa da 25€ cadauno “donati” da Esselunga a cittadini in difficoltà; un bando da 10.000€ a contributo affitti per le categorie svantaggiate (bilancio consuntivo 2013 pag. 1);
  • - Il tutto mentre il grosso dei proventi della “svendita locale alle multinazionali” finiranno alle banche: nelle spese di estinzione di mutui precedentemente accesi dal Comune; nella leva finanziaria: non avendo ancora imparato dagli errori passati, il Comune prevede di perseverare nell’uso del pericolosissimo strumento in cui il denaro dei cittadini è giocato nell’incertezza dei mercati finanziari attraverso prodotti venduti al Comune da banche private (bilancio preventivo 2014 pag.4);
  • - La politica nazionale incentiva le Slot machines e le marionette locali ben poco possono farci: solo a Corte Franca nel 2012 sono stati spesi 5 milioni di euro: come se 200 famiglie avessero buttato dalla finestra l’intero reddito annuo;

I burattini politici comunali, scaricano la colpa sullo Stato e continuano a chiedere soldi ai cittadini ma non si prendono la responsabilità di togliere la fiducia a PD e PDL e continuano a collaborare con il potere. Gli errori dei partiti che hanno distrutto il paese negli ultimi 20 anni vengono pagati dagli italiani nell’indifferenza della politica locale. Anche di fronte alla odierna possibilità di cambiare VERAMENTE con cittadini onesti in Parlamento: i ragazzi del M5s!

Conferenza nazionale DECRESCITA, OCCUPAZIONE E LAVORO

Conferenza nazionale DECRESCITA OCCUPAZIONE E LAVORO:
Utilizzare i giacimenti di energia e di materia che si sprecano per creare occupazione utile senza accrescere il debito pubblico

Lunedì 16 giugno 2014

dalle ore 9.00 alle ore 18.00

Roma – Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari)

Diretta streaming su www.decrescitafelice.it
Ingresso previo accreditamento (per gli uomini è obbligatoria la giacca) entro l’11 giugno iscrivendosi al form https://docs.google.com/forms/d/1LUGuePwcK1wkh-k1GHCV9ewyolET63sVca3r9mSbF9w/viewform?usp=send_form

Evento Facebook: www.facebook.com/events/738065432916398/?ref_newsfeed_story_type=regular&source=1

Il Movimento per la Decrescita Felice (MDF nazionale) e il circolo MDF Roma, organizzano a Roma per il 16 giugno 2014 alla Camera dei Deputati (via Campo Marzio 74, aula dei gruppi parlamentari) dalle ore 9.00 alle ore 18.00 la “Conferenza Nazionale Decrescita, Occupazione e Lavoro: utilizzare i giacimenti di energia e di materia che si sprecano per creare occupazione utile senza accrescere il debito pubblico”.
Il secondo convegno di portata nazionale sempre alla Camera dei Deputati, dopo il successo del primo sul tema della salute (Conferenza Nazionale Decrescita, Sostenibilità e Salute – 28 Ottobre 2013).
L’obiettivo dell’incontro è di interloquire con le forze politiche, sociali, sindacali e imprenditoriali, proponendo esempi pratici e soluzioni innovative.
Tra gli ospiti che hanno confermato la loro presenza, deputati di vari gruppi politici (Claudio Cominardi (M5S) e On. Giulio Marcon (Sel) On. Saltamartini (Ncd) in attesa di risposta gli esponenti delle altre forze), il fondatore di Mdf Maurizio Pallante, il giurista Ugo Mattei, portavoce dell’Economia del bene comune in Italia, Luciano Monti dell’Università Luiss, e imprenditori da tutta Italia, che parleranno di progetti innovativi e di ispirazione per la politica industriale.
E’ previsto ingresso libero con prenotazione è obbligatoria, iscrivendosi al seguente form entro l’11 giugno (per gli uomini è obbligatoria la giacca): https://docs.google.com/forms/d/1LUGuePwcK1wkh-k1GHCV9ewyolET63sVca3r9mSbF9w/viewform?usp=send_form
Eventuali disdette sono da comunicare per email a: decrescita.lavoro@gmail.com
Sarà possibile seguire il convegno in diretta streaming sul sito www.decrescitafelice.it

Sebbene di tanto in tanto venga annunciata la fine della crisi economica, la buona novella viene sempre accompagnata dalla precisazione che la ripresa di cui si vedono i segnali è debole, la crescita sarà modesta e non comporterà una diminuzione della disoccupazione. Gli strumenti tradizionali della politica economica continuano a dimostrare di non essere in grado di risolvere il problema più grave che attanaglia la nostra società.
A partire da questa constatazione e dal fatto che la crescita economica non ha comportato una crescita dell’occupazione nemmeno nei decenni in cui ha avuto i massimi incrementi (in valori assoluti il numero degli occupati è lo stesso del 1960 sebbene la popolazione italiana sia aumentata di dieci milioni di abitanti) diventa necessario esplorare altre strade. Occorre rimettere in discussione il dogma della crescita, perché, oltre a essere la causa di problemi ambientali sempre più gravi, impone alle aziende di investire in tecnologie che accrescono la produttività, che consentono cioè di accrescere la produzione riducendo al contempo l’incidenza del lavoro umano sul valore aggiunto. Da ciò deriva un aumento dell’offerta e una diminuzione della domanda di merci, a cui, a partire dagli anni del boom economico, si è fatto fronte ricorrendo in misura sempre maggiore al debito pubblico e incentivando l’indebitamento dei privati, fino al punto di essere costretti a fare debiti per pagare gli interessi sui debiti fatti in precedenza. In conseguenza di ciò, se si decide di ridurre il debito con politiche di austerità si riduce la domanda e si aggrava la crisi. Se invece ci si propone di ridurre la disoccupazione con misure finalizzate alla crescita occorre aumentare la domanda e, di conseguenza, i debiti.
Questa situazione può essere sbloccata solo sviluppando le innovazioni tecnologiche che accrescono l’efficienza nell’uso dell’energia e delle materie prime perché riducendone il consumo a parità di servizi, consentono di recuperare il denaro necessario a pagare l’occupazione in attività lavorative che attenuano la crisi energetica, climatica e ambientale senza ridurre il benessere materiale e migliorando al contempo la qualità ambientale. La crisi non si supera e non si crea occupazione tentando di rilanciare i consumi, come sostiene la variegata schiera dei sostenitori della crescita: dai populisti in cerca di consensi elettorali o con la promessa di eliminare le tasse o con l’elargizione di denaro in busta paga a ridosso di una scadenza elettorale, ai green-economisti imbambolati dal miraggio dello sviluppo sostenibile, ai tardo-keynesiani a cui sfuggono i cambiamenti avvenuti dagli anni trenta a oggi: riduzione delle disponibilità di fonti fossili, effetto serra, alterazioni dei cicli biochimici, accumulazione di rifiuti.
Ciò che occorre è uno straordinario slancio progettuale, simile a quello che ha consentito la ricostruzione post-bellica, incentrato su una decrescita selettiva e guidata dei consumi di materia e di energia che si sprecano, non hanno alcuna utilità e creano danni ambientali e alla salute. Ciò che occorre è una evoluzione dell’economia in bio-economia, la sostituzione del più col meglio sapendo che il meglio non si identifica sempre col più, ma a volte coincide col meno.

Media partner:
Eco dalle Città www.ecodallecitta.it
Notiziario sulle politiche e questioni ambientali delle città italiane ed europee. Eco dalle Città vuole essere un mezzo di informazione, ma anche strumento di amplificazione delle “buone pratiche” relative alla sostenibilità ambientale.

Programma dei lavori
in via di definizione finale

1° parte MATTINA

Ore 8.30: registrazione dei partecipanti

Ore 9.00: inizio lavori
Modera Lucia Cuffaro (pres. circolo di Roma MDF)

Ore 9:15 Sessione 1: LAVORO E OCCUPAZIONE. UNA NUOVA FASE DELL’ECONOMIA FONDATA SULLA BIOECONOMIA

-MAURIZIO PALLANTE (fondatore e pres. MDF): avviare una ricostruzione qualitativa dei danni arrecati agli ecosistemi dalla crescita quantitativa. Sfruttare i giacimenti di energia e materia che si sprecano per arretratezza tecnologica. Lavoro utile che ripaga i costi di investimento.

Ore 9.45 Sessione 2: QUALITA’ VS QUANTITA’
– Giordano Mancini (formatore industriale) la ricostruzione qualitativa della Nazione

Ore 10.00 Sessione 3: L’ECONOMIA DEL BENE COMUNE
-Günther Reifer (pres. Economia del bene comune in Italia -Terra Institute): dall’utopia alla realtà

Ore 10:15 Sessione 4: DOMANDA DEI BENI DI QUALITA’
-Marta Guindani (pres. MDF Torino): la riduzione dell’orario di lavoro per ampliare il numero dei percettori di reddito
-Luciano Monti (docente Università Luiss): il furto di futuro alle giovani generazioni

Ore 10.45 DOMANDE E DIBATTITO

Ore 11.30 PAUSA

Ore 11:45 Sessione 5: ESEMPI CONCRETI: la nuova fase economica non è tutta da inventare, esistono esempi positivi che chiedono solo di essere potenziati e moltiplicati.

AGRICOLTURA
-Giovanni Leoni (imprenditore agricolo): il progetto dell’agrivillaggio di Vicofertile
-Carlo De Angelis (Cooperativa Capodarco): lavoro utile nell’agricoltura

RICICLO DEI RIFIUTI
-Claudia Salvestrini (Polieco): incentivare in modo virtuoso il settore dei rifiuti

Ore 13.00-13.45 Pausa pranzo (con uscita dall’aula dei gruppi)

2° parte POMERIGGIO

Ore 13:45 proseguimento Sessione 5: ESEMPI CONCRETI
EDIZILIZIA E URBANISTICA
-Ermes Drigo (architetto, MDF nazionale): ristrutturazione edilizia
-Mauro Sarotto (imprenditore): biocasa

TECNOLOGIA E PRODUZIONE ENERGETICA:
– Giuseppe Dalpasso (esperto in efficienza energetica): ristrutturazioni energetiche
– Alessandro Cascini (Minvento): microeolico
– Antonio Martelli (Ranieri Tonissi) microcogenerazione diffusa, smart grids

PICCOLA E MEDIA INDUSTRIA, ARTIGIANATO, PROFESSIONISTI
-Michil Costa (vicepres. Economia del bene comune in Italia): gli imprenditori del Bene Comune, best practices
-Gigi Perinello (Ragioniamo con i piedi): nuove forme di commercializzazione

Ore 15:30 Sessione 6: DOTAZIONI FINANZIARIE

Ore 16.00 Sessione 7: CONFRONTO CON I SOGGETTI ECONOMICI E POLITICI E DIBATTITO CON IL PUBBLICO: nuove strade da percorrere
Tavola rotonda con esponenti di varie forze politiche, sociali e sindacali.
Confermata la presenza del deputato Claudio Cominardi (M5S), On. Giulio Marcon (Sel), On. Saltamartini (Ncd) in attesa di risposta esponenti delle altre forze.
Invitati portavoce dei Sindacati, Confindustria, CNA, Confcommercio, Comuni Virtuosi.

Ore 17.30 Sessione 8: LAVORO COME BENE COMUNE
-UGO MATTEI (giurista)

Ore 17.45 SALUTI E CONCLUSIONI
-MAURIZIO PALLANTE (fondatore e pres. MDF)

Ore 18.00 FINE LAVORI

————————

Movimento per la Decrescita Felice

Sito www.decrescitafelice.it
Sito MDF Roma www.mdfroma.it
Email movimentodecrescitafelice@gmail.com
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Ufficio Stampa per accrediti: stampa@decrescitafelice.it

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